Emergency 5 – Recensione

A volte ritornano. Erano 8 anni che la serie Emergency non faceva capolino tra gli scaffali dei migliori negozi videoludici. Quasi un decennio, in cui le novità e i simulatori non sono mancati – anzi, ne sono nati di nuovi, ed anche molto curiosi. Tornare a parlare di Emergency fa un certo effetto: il titolo targato Sixteen Tons Entertainment ritorna quasi inaspettatamente, tentando di riportare in auge una saga che ha sempre sofferto di alti e bassi. Le sfide che propone oggi il mercato PC sono addirittura più insidiose del passato, in quanto il settore si mostra sempre più saturo di idee e ricco di tanti simulatori indie in grado di capovolgere le sorti di produzioni con le spalle larghi – si ricordi che dietro Emergency 5 c’è Deep Silver, non certo l’ultimo dei publisher. Come sarà andato questo debutto nell’era nextgen?

Un tuffo nel passato

Potremmo definire Emergency 5 come un simulatore all-in-one, ovvero non focalizzato su un singolo mestiere o intervento. Il titolo della saga non è casuale, infatti ci si dovrà occupare di gestire le più disparate emergenze delle grandi città, come spegnere incendi, soccorrere persone a seguito di incidenti, arrestare un malvivente ed altro ancora. In simulatori di questo tipo la storia svolge sempre un ruolo marginale, ma gli sviluppatori hanno cercato di farsi venire qualche idea – non proprio originale – per rendere il titolo più interessante e meno ancorato ai compiti da svolgere: l’utente vestirà i panni di un Comandante Straordinario che farà il giro delle principali città tedesche, da Monaco a Berlino, passando per le storiche Amburgo e Colonia – da cui emergono vecchi ricordi della Gamescom.

Emergenze deterministiche

Potete ben immaginare che il gameplay non cambierà quasi per niente tra le varie città, anche se durante il corso dell’avventura verranno sbloccati sistematicamente nuovi interventi, utili a dare una scossa all’esperienza di gioco. In realtà, quest’ultima diventerà sempre più appesantita dal ripetersi delle varie azioni da svolgere sul luogo dell’incidente… Qui arriviamo al primo grosso difetto del titolo: l’eccessiva meccanicità del gameplay. Ogni intervento necessita di seguire step predefiniti, che potremmo addirittura schematizzare in un elenco puntato – una cosa mai vista in una recensione, lo so:

  1. Clicca sulla vettura desiderata e clicca sul punto in cui dovrà parcheggiare;
  2. Aspetta che la vettura arrivi al punto indicato;
  3. Fai scendere gli operatori dalla vettura;
  4. Aspetta che prenda la strumentazione (o clicca sulla barra degli strumenti per prenderne uno);
  5. Clicca sulla persona da soccorrere o sull’oggetto d’interesse;
  6. Aspetta che gli operatori svolgano le loro mansioni;
  7. Clicca su ciascun operatore chiedendogli di tornare nella vettura;
  8. Clicca sulla vettura chiedendogli di tornare al Quartier Generale

8 azioni standard per intervento, che non possono essere evitate. Pensate cosa significhi dover intervenire a catena: liberare un personaggio intrappolato in macchina, soccorrerlo e portarlo all’ospedale significa dover eseguire 3 volte il processo descritto, il che è davvero pesante da digerire nel 2014. Consideriamo anche i tempi morti: in base alla distanza tra il luogo dell’incidente e il QG, ci potrebbero volere anche 15-20 secondi prima che le vetture arrivino sul posto – più altrettanti per tornare alla base – e tutte le operazioni richiedono altri secondi di attesa per essere completate. Ciò significa, ad esempio, che l’ambulanza dovrà aspettare buona in un angolo fintantoché il medico non termina di prestare soccorso al ferito. E, non per inferire, non possiamo non citare la lentezza esagerata delle animazioni: ordinatogli di prendere una bocchetta antincendio, il pompiere sarà pronto solo dopo averla cercata sul veicolo ed attaccata alla pompa più vicina. Anche l’arresto di un malvivente diventa un processo deterministico:

  1. Recarsi sul posto;
  2. Uscire dall’auto;
  3. Avvicinarsi all’uomo da acciuffare;
  4. Aspettare che il malvivente ingaggi uno scontro corpo a corpo con un agente;
  5. Prendere lo spray al peperoncino e attaccare l’uomo;
  6. Prendere le manette ed arrestare l’uomo;
  7. Portarlo al Quartier Generale

Insomma: Emergency 5 manca totalmente dell’effetto sorpresa ed è pesantissimo da digerire dal lato dell’usabilità, gestibile da un’interfaccia piuttosto spartana e poco intuitiva fatta di report agli angoli dello schermo e informazioni trascurabili, cui assenza avrebbero certamente giovato in termini di pulizia.

Pronto intervento

Purtroppo i vari problemi sopramenzionati danneggiano tutte le buone idee avute per questo grande ritorno. Ad esempio, l’avventura propone interventi a larga scala, ovvero incidenti catastrofici che obbligano il videogiocatore a chiamare in causa unità diverse ed agire in tutta velocità; ogni intervento a buon fine permetterà all’utente di guadagnare dei crediti spendibili nello shop – interamente guidato dai progressi di gioco – come nuove vetture o unità aggiuntive. Inizialmente si disporrà di carro dei pompieri, pronto soccorso, ambulanza, polizia e carroattrezzi, ma il numero di unità specializzate aumenterà, chiamando in causa particolari squadre di intervento come gli SWAT e le gru. Il lavoro svolto da alcune unità sarà complementare a quello di altre, ma non necessario: ad esempio, la polizia potrebbe chiedere ai civili di allontanarsi dal luogo dell’incidente per prevenire ulteriori problemi, oppure una seconda squadra di pompieri potrebbe intervenire sugli oggetti vicini a quelli in fiamme per raffreddarli, contenendo il propagarsi dell’incendio. Questa minima componente strategica diventa ancor più interessante in modalità cooperativa, che non è l’unica alternativa alla campagna single player: Emergency 5 mette a disposizione anche la modalità libera, ovvero svincolata dagli interventi in larga scala, e un buon editor di mappe, che consente di creare una città su misura partendo da zero oppure rimodellare una delle quattro metropoli proposte nella campagna.

Technical emergencies

Il gameplay di Emergency 5 soffre di problemi vecchio stile, ma anche il comparto tecnico sembra fermo a diversi anni fa. Nonostante le mappe risultino abbastanza grandi e dotate di numerosi dettagli, la qualità delle texture è bassissima: aliasing, ombre poco definite e visuale troppo ravvicinata sono i problemi maggiori di cui soffre il titolo, a cui andrebbero aggiunte sbavature incomprensibili che rendono comiche alcune sequenze. Ad esempio, mancano totalmente alcune animazioni – medici con la barella che si girano di scatto di 180 gradi – e vi sono numerosi problemi di compenetrazione poligonale. A ciò dobbiamo aggiungere anche inspiegabili crash e cali di framerate, completando il quadro dell’approssimativa realizzazione tecnica, che mostra solo negli effetti particellari qualche spunto interessante. Risulta insufficiente anche il comparto audio, con appena un paio di voci campionate che ripetono un esiguo numero di battute per tutta l’avventura.

Concludendo?

Non c’erano grosse aspettative attorno ad Emergency 5 ma non nascondiamo tutta la nostra amarezza per un titolo che ha finito col perdersi in un bicchiere d’acqua vanificando diverse buone idee e la varietà delle modalità. Il difetto principale del gioco è il gameplay, composto di inspiegabili tempi morti ed azioni meccaniche e ripetitive che tolgono l’effetto sorpresa e relax ad un titolo che dovrebbe costruire il suo successo proprio su queste componenti. Il comparto tecnico obsoleto è comprensibile e perdonabile, ma quando non si riesce a salvare nemmeno l’interfaccia e la comodità dei comandi, evidentemente il progetto è talmente lacunoso da richiedere un reset e ripartire da nuove idee e tecnologie.

CI PIACE

– Appassionati del genere o della saga

NON CI PIACE

– Meccaniche scomode\n- Interfaccia poco intuitiva\n- Ripetitivo\n- Male ottimizzato

Conclusioni

Task force anti-guai

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Redazione
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