FIFA 15 – Recensione

Una recensione difficile?

In effetti quasi due mesi per una recensione di un titolo sportivo per alcuni potrebbero sembrare anche troppi?per noi assolutamente no! FIFA 15 è un titolo difficile da analizzare e conseguentemente recensire: notare i diversi difetti che attanagliano un titolo del genere possono richiedere più di una semplice partita e spesso testare a fondo le varie modalità non è mai un’impresa semplice. Noi di Cyberludus abbiamo deciso di prenderci il nostro tempo per analizzare il titolo sportivo di punta firmato EA Sports. Tra partite condite di insulti durante la Gamescom ed un quantitativo di ore decisamente esteso sulle nostre console, ecco la tanto (forse) attesa recensione di FIFA 15. Buona lettura!

Tutto oro ciò che luccica?

FIFA 15 a livello di contenuti cerca di riproporre quanto di buono visto con i precedenti capitoli. Andando ad analizzare la componente singleplayer la faranno ancora una volta da padrone le carriere: anche in questa edizione sarà consentito scegliere tra giocatore e allenatore. Le due carriere offrono sostanzialmente il medesimo prodotto visto l’anno precedente, senza sfortunatamente proporre alcun miglioramento o correzione alle problematiche già riscontrate con l’edizione 14. Sulla carriera allenatore, paradiso dei giocatori solitari, ci saremmo aspettati diversi miglioramenti, come una gestione dei contratti maggiormente curata senza i famosi parametri zero “di lusso” e l’aggiunta delle comproprietà (spesso le comproprietà all’interno delle carriere verranno viste come semplici prestiti) ma, invece, non c’è nulla di tutto ciò. Anzi, nella carriera di Fifa 15 sono presenti diversi bug, come i canonici 5 minuti di recupero a fine primo tempo e membri dello staff che lasciano la società senza alcuna ragione. La versione giocatore della carriera, propone oramai il medesimo concept già visto nei precedenti capitoli: sognare una modalità simile alla my carreer degli NBA2K è forse troppo, ma perché non tentare con qualcosa di più immersivo per il prossimo titolo? Non mancheranno di certe le sfide singole, i tornei e partite personalizzate. Ogni rosa nelle varie modalità di gioco, vanterà di costanti aggiornamenti, atti a potenziare temporaneamente tutti i giocatori (e conseguentemente le squadre) più in forma del campionato.

Per quanto riguarda l’online, sicuramente la modalità di punta del titolo rimane nuovamente Ultimate Team, capace di portarsi dietro un buon numero di meccaniche già collaudate nei precedenti capitoli e la solita sana dose di divertimento, garantendo ore ed ore di gioco al pubblico appassionato. FUT (di cui potete trovare la nostra guida strategica a questo link) rimane sicuramente la modalità più divertente di FIFA 15. Costruire la propria squadra tra compravendita e bustine, partecipare a tornei, campionati singoli e online sono solo alcune delle possibilità offerte da questa modalità. Non mancheranno inoltre le novità come giocatori in prestito e rose sperimentali, che garantiranno ai giocatori un controllo maggiormente ragionato sulla propria squadra. Al di là del già consolidato FUT, le modalità online degli anni precedenti sono state reintrodotte senza alcun stravolgimento: ritroveremo le classiche stagioni online, amichevoli, coop e pro club (inspiegabilmente eliminati dalle versioni old gen). Sfortuntatamente anche in questa edizione permangono i classici problemi al net code, capaci di “infastidire” letteralmente lo svolgimento delle partite.

Ottimo lavoro dal lato licenze: oltre all’inserimento di tutti gli stadi della Premier League (si avete capito bene?tutti), quest’anno FIFA 15 vanterà per la prima volta della licenza TIM della SERIE A, con tutte e venti le squadre licenziate.

Ma se dal lato contenuti FIFA 15 riesce a cavarsela molto bene, la formula di gioco comincia a scricchiolare se andiamo ad analizzare la componente gameplay, a nostro parere la peggiore degli ultimi anni per quanto riguarda il calcistico EA Sports?andiamo a vedere perché. La più grande novità di quest’anno è costituita sicuramente dalla rinnovata gestione dei portieri, mossi da una migliorata intelligenza artificiale e da un realistico comparto animazioni, grazie ad intensive sessioni di motion capture. Sfortunatamente non è tutto oro quello che luccica e difatti i portieri si dimostrano essere paradossalmente meno curati rispetto agli anni precedenti: spesso non seguiranno l’azione di gioco, finendo per essere vittima di reti totalmente assurdi (gol sotto le gambe a centinaia), inoltre capiterà di vederli spesso mal posizionati o fuori dai pali, e capaci di regalare “papere” ai limiti dell’assurdo. Il rinnovato precision dribbling ha da un lato facilitato il compito dei giocatori, consentendo un controllo del pallone più preciso ed efficace, ma dall’altro ha provocato un aumento di difficoltà repentino nella gestione della difesa. Spesso negli incontri online le celebri “discese” di giocatori rapidi risulteranno difficilmente gestibili dalle nostre retroguardie. Capiterà inoltre di imbattersi nei classici madornali errori arbitrali con falli e rigori spesso non fischiati. Problematica anche l’implementazione della tanto attesa “tecnologia” sul gol, che spesso non sarà in grado di calcolare se la palla effettivamente supera o no la linea di porta?peccato.

Impact Engine: evoluzione o regresso?

Partito come esclusiva per le console di nuova generazione, il tanto acclamato Impact Engine approda ufficialmente anche nella versione PC di FIFA 15, portando quindi una ventata di aria fresca (o almeno nelle intenzioni) al celebre titolo calcistico. Il nuovo motore proprietario di EA Sports è riuscito sicuramente nell’intento di portare un buon numero di interessanti miglioramenti all’estetica del gioco con animazioni molto più fluide e realistiche, un dettaglio dei volti molto più curato (anche se continuano a mancare inspiegabilmente i volti di parecchi giocatori illustri del campionato italiano) e un rinnovato realismo degli stadi, dei manti erbosi e dei tifosi. Parlando della versione PC del titolo, è comunque doveroso citare i diversi problemi tecnici che attanagliano il titolo: microscatti e assurdi cali di frame rate saranno difatti all’ordine del giorno e spesso sarà necessario toccare diversi settaggi per ottenere un livello di prestazioni ottimale.

Andando a parlare del comparto sonoro, FIFA 15 riesce a cavarsela egregiamente per quanto riguarda la soundtrack e l’audio in game, con cori e rumori tipici degli stadi, capaci di immergere il giocatore nell’atmosfera di una partita di calcio. Quest’anno la rinnovata telecronaca di Pierluigi Pardo e Stefano Nava, non è riuscita a convincerci appieno: spesso le battute dei due commentatori sono sostanzialmente una rilettura degli anni precedenti, e in alcuni casi (soprattutto nel caso di Nava) si ha molto spesso l’impressione di ascoltare qualcosa di montato e poco realistico. Sfortunatamente, anche quest’anno, la telecronaca italiana non è riuscita nell’intento di raggiungere lo standard qualitativo di quella inglese, ad ora la migliore nel titolo EA Sports anche grazie al numero di dialoghi e descrizioni, decisamente più alto (si pensi che la telecronaca inglese legge i nomi degli undici titolari e fa riflessioni su molti giocatori). Infine, da due anni manca inspiegabilmente l’aggiornamento dei gol in tempo reale: anche se è possibile selezionare le partite di cui ricevere notizie sulle marcature, queste vengono semplicemente elencate alla fine dei due tempi, ma non c’è più il commento da bordo campo durante la partita.

Concludendo?

I passi indietro compiuti da **FIFA 15 sono troppi per passare inosservati**. Se da un lato la mole contenutistica ed il rinnovato Impact Engine hanno consentito al titolo di approcciarsi alla nuova generazione, dall’altro i diversi problemi tecnici e strutturali non hanno fatto altro che intaccare negativamente la godibilità del titolo. FIFA 15 sebbene si proponga come una simulazione calcistica, fatica spesso a sembrare credibile, risultando una strana imitazione del grande sport quale è il calcio.

CI PIACE
  • Mole contenutistica sempre molto elevata
  • Ultimate Team è una vera droga
  • Licenza della Serie A (finalmente)
NON CI PIACE
  • Strutturalmente parecchio problematico
  • I portieri sono delle pippe
  • Errori arbitrali decisamente assurdi
Conclusioni

Il FIFA di cui non abbiamo bisogno e che non meritiamo.

7Cyberludus.com
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Mattia Giangrandi
Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre. Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.