F1 2014 – Recensione…secondo me

L’arte del money grabbing

Prima di lanciarmi (sì, per questa recensione la prima persona è d’obbligo) nella review di F1 2014, vale la pena indugiare in una brevissima restrospettiva sulla serie. Dopo la mediocre edizione 2009, la licenza ufficiale di Formula Uno passò da Sony Computer Entertainment a Codemasters, cambiamento che i fan della serie accolsero con un certo sollievo, vista l’indiscutibile esperienza del team con il genere racing (ricordate la serie TOCA?). Nel giro di un paio d’anni, però, anche Codemasters finì per schiantarsi clamorosamente contro il muro della ripetitività tipica del genere sportivo. Tra il 2010 e il 2012 le uniche novità rilevanti furono quelle relative alle meccaniche simulative, man mano rifinite e aggiornate in linea con le ultime innovazioni tecnologiche provenienti dal mondo della Formula 1. L’edizione 2013, da molti ritenuta la migliore della parentesi Codemasters, si presentò ai fan con una vagonata di novità sotto il profilo tecnico e una modalità aggiuntiva, la Classic Mode, che permetteva ai giocatori di fare un salto indietro nel tempo, gareggiando nei panni di alcune leggende della Formula Uno anni ’80 e ’90, su veicoli e tracciati decisamente vintage. Niente di sconvolgente, sia chiaro, ma comunque una vera e propria boccata di aria fresca rispetto al ristagno a cui erano abituati gli appassionati della serie. Ed ecco che siamo “finalmente” arrivati al 2014 (quasi 2015 ormai) e alla vergognosa e definitiva debacle arraffona della serie. F1 2014 è, in soldoni, il reskin del precedente capitolo, castrato oltretutto dell’ottima Classic Mode. Team aggiornati, nuove vetture e motori, fine. Veramente, potremmo benissimo chiudere qui la recensione e salutarvi. Invece andiamo avanti, così, giusto per farci del male.

Il paddock, questo sconosciuto

Permettetemi di snocciolare l’ovvio. I titoli sportivi sono il genere videoludico più difficilmente innovabile. E’ chiaro. Le regole sono sempre quelle, così come il numero dei giocatori in campo, tutt’al più cambiano le divise ma, in fondo, chi se ne frega. Quindi gli sviluppatori con i “cojones”, a parte ottimizzare (spesso impercettibilmente) le dinamiche di gameplay, che fanno? Si scervellano per inventare modalità e meccaniche collaterali per trasformare quello è, sostanzialmente, un aggiornamento, in un prodotto da piazzare sugli scaffali a 70 – pesantissimi- euro. Un esempio? La modalità “My Carrer” di WWE 2K15 e NBA 2K15, che permette ai giocatori di creare atleti personalizzati e approfondire la dimensione “quotidiana” e “social” dei propri avatar. Io la butto là: immaginate se in F1 2014, a fronte di dinamiche simulativamente validissime, ci fosse stata una modalità che chiameremo “Paddock Life”, con meccaniche simpaticamente inutili come l’arredamento del proprio camper, le interviste con la stampa e qualche chiacchierata tra piloti. Discutibilmente rilevante, d’accordo, ma sicuramente divertente, utile a spezzare la routine menù-gara-classifica-ripeti. Niente di complicato, solo qualcosa che faccia da contorno a un core gameplay – lo ripeto – estremamente solido . Invece no, un vergognoso copia e incolla. La cosa peggiore? Questo è, chiaramente, un capitolo di passaggio. Un contentino di fine generazione. Più o meno apertamente i ragazzi di Codemasters hanno confermato di star lavorando a uno “straordinario” – pim, pum, pam, fuochi d’artificio – esordio next-gen, con innovazioni mai viste. Ma va? Oh, grazie di avercelo detto, non l’avremmo mai immaginato. Concludendo il discorso, F1 2014 è come Windows Me, meglio aspettare qualche mese e passare direttamente a XP.

Tutto funziona….come al solito

Se seguite la Formula Uno, sarete sicuramente a conoscenza della vera e propria rivoluzione tecnica introdotta nella scorsa stagione. Riassumendo, via il V8 2.4L, dentro il V6 1.6L turbo con un sistema di recupero di energia (Ers), che permette un boost di 160 cavalli per 33 secondi ogni giro. Il comportamento delle nuove Power Unit è riprodotto piuttosto correttamente in-game, sebbene le monoposto risultino fin troppo “nervose” in curva, meno stabili di quanto dovrebbero effettivamente essere. Ottimo, invece, il sistema di gestione delle gomme, rivisto in accordo con le recenti innovazioni apportate alle mescole degli pneumatici F1. A tal proposito, risulta piacevolmente credibile il comportamento delle gomme quando sottoposte a maltrattamenti “imprevisti”, come il passaggio su brecciolino o erba, che provocano rallentamenti e perdite di aderenza assolutamente verosimili. Molto meno accurata, invece, la risposta dei veicoli alle avverse condizioni climatiche che, generalmente, causano un’eccessiva instabilità del retrotreno, e una tendenza del motore a schizzare fuori giri. A peggiorare la situazione c’è il fatto che le auto avversarie non sembrano avere gli stessi problemi, e procedono tranquille come se corressero su rotaie. Tutte queste grane possono essere facilmente risolte attivando qualche aiuto alla guida (traction control su tutti), ma capite bene come in un simulatore la cosa risulti vagamente insensata.

Indietro di una generazione

Dal punto di vista tecnico F1 2014 è un prodotto buono ma non eccellente. Sul versante grafico, i problemi non riguardano tanto la qualità dei contenuti proposti, quanto del riciclo degli stessi. Vi invito a fare un confronto tra le animazioni pre-gara dei piloti e dei meccanici di F1 2013 e 2014. Non sono simili, sono esattamente le stesse. Buono il lavoro svolto da Codemasters con le livree dei veicoli e i circuiti, tutti ottimamente realizzati, sebbene l’impatto generale, nel panorarama trans-generazionale, non faccia certo gridare al miracolo. In fondo F1 2014 è, come detto, un semplice reskin del predecessore, con i dovuti tweak del caso. La pigrizia degli sviluppatori risulta clamorosamente evidente una volta passati al comparto sonoro. I motori, infatti, “suonano” tutti allo stesso modo, sostanzialmente come costosissimi aspirapolvere da 600 cavalli. Considerando la chiara riconoscibilità acustica delle nuove Power Unit, è evidente che i ragazzi di Codemasters non abbiano ritenuto la campionatura dei nuovi suoni degna di investimento. Pad alla mano il titolo è poco meno che un incubo. Modulare correttamente l’accelerazione con il grilletto destro è quasi impossibile, e lo stick sinistro rende ogni sterzata una scommessa con la morte. Tenete presente che stiamo parlando di un gioco dove ogni singola curva sbagliata può rappresentare la fine -indecorosa- di una gara. Con un volante (un Thrustmaster T300 Ferrari GTE, nel nostro caso) le cose migliorano considerevolmente, sebbene il gioco non riesca a sfruttare adeguatamente il force feedback della periferica. Il principale colpo basso alla qualità simulativa del titolo arriva però dall’intelligenza artificiale degli avversari, tanto impeccabile quanto inverosimile. Gli altri piloti fanno curve precise al millimetro, incuranti delle condizioni climatiche o della difficoltà dei circuiti. Come potete immaginare, questo clamoroso squilibrio può generare una certa quantità di frustrazione (leggasi “clamorose imprecazioni iconoclastiche”), specialmente nella modalità Rivals. L’ultimo punto riguarda la fisica dei danni, sostanzialmente assente. Personalmente mi sono schiantato a 287 Km/h contro un muretto, finendo col perdere sono una ruota. Voglio dire…andiamo, siamo nel 2015 ormai.

Concludendo…

In definitiva F1 2014 è un titolo decisamente obliabile. Un capitolo “di comodo”, votato a spremere fino all’ultimo dollaro dagli assets della precedente iterazione. Non solo il gioco non aggiunge niente alla formula della serie, ma addirittura si libera di quel poco di innovativo che il precedente capitolo era riuscito a introdurre. Vi consigliamo pertanto di continuare a giocare con l’edizione 2013 e attendere fino a quando Codemasters deciderà, finalmente, di adeguarsi agli standard del mercato VG.

CI PIACE

Se proprio sentite la necessità di completare la vostra collezione omnia dei titoli F1, allora vi consigliamo l’acquisto. In caso contrario potete benissimo continuare a giocare con F1 2013.

NON CI PIACE

F1 2014 è totalmente privo di novità rilevanti, e si propone al pubblico come poco più che una sommaria reskin del capitolo precedente. Certamente non vale il prezzo consigliato.

Conclusioni

BUUUUUUUUUUUUUUUUUUUU!

4.5Cyberludus.com
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