Grim Dawn – Hands On

Dalle ceneri del defunto studio Iron Lore Entertainment, che diete alla luce Titan Quest (validissimo action gdr chiaramente ispirato a Diablo 2 ma con ambientazione diversa, pubblicato nel 2006), viene l’attuale, piccolo, team di sviluppatori che risponde al nome di Crate Entertainment, il quale è a lavoro sul seguito spirituale di Titan Quest: Grim Dawn. Affidandosi allo stesso motore grafico del titolo arrivato otto anni fa, ma portato alla saturazione ed al passo con le odierne tecnologie, Crate Entertainment ha riposto non poche ambizioni sul titolo sul quale sono a lavoro, ma non potendo contare su un ricco publisher da cui ricevere i finanziamenti, questi sviluppatori sono stati costretti ad ottenere i capitali necessari tramite Kickstarter ed altro genere di entrate come donazioni dal sito ufficiale. E’ per questo motivo che, nel 2013, Grim Dawn è stato pubblicato e reso acquistabile sotto forma di Early Access, in una versione preliminare ben lontana dalla sua forma finale. E’ su questo che si basa la nostra “prova su strada”, pertanto non posso parlare di recensione e valutazione finale.

Che Grim Dawn sia un derivato di Titan Quest lo si evince tanto dall’interfaccia quanto dalle scelte di gameplay che rievocano fortemente il gdr ad ambientazione greca di THQ. Con il mouse si muove il personaggio, con i tasti di questo si attiva l’attacco base o quello secondario. La tastiera di numeri accorre all’attivazione di abilità attive e passive, oppure all’utilizzo di equipaggiamenti ed oggetti tipo le pozioni di mana e quelle curative. Ogni passaggio di livello, raggiunto al riempimenti dell’immancabile barra di punti esperienza, è possibile decidere quali caratteristiche psicofisiche migliorare e quanti punti abilità spendere in capacità speciali oppure abilità di base. Al raggiungimento del livello numero 8 (esattamente come accadeva in Titan Quest!) si sblocca la possibilità di aggiungere una seconda classe a quella scelta all’inizio del gioco. Queste sono 4 (per ora) e nella versione finale del gioco saranno sei si parte dal classico guerriero all’altrettanto classico stregone, passando dalle classi intermedie che sono, rispettivamente, quella degli attacchi a distanza e quella che utilizza due armi, piuttosto che arma bianca e scudo oppure a due mani. L’unione di due classi genera una classe ibrida che da discreta libertà di personalizzazione del personaggio, che alla lunga diventa molto soddisfacente ed articolata. Un guerriero capace di scagliare palle di fuoco è l’esempio più classico, ma unire capacità di evocazione ad un personaggio dedito alle armi da fuoco potrebbe risultare più curioso ed insolito, no?

Graficamente parlando, le prime impressioni sono assolutamente positive. La fisica e lo stile a metà tra il gotico e lo steampunk sono azzeccati e convincenti. Gli effetti particellari, luci, ombre e quelli speciali legati alle abilità speciali sono ben resi. Non mi hanno impressionato moltissimo le animazioni, il personaggio controllato sembra slittare piuttosto che camminare, per esempio. Mouse alla mano il gioco si lascia giocare piacevolmente, tuttavia la sua natura di gioco ancora ben lontano dall’essere pronto al grande pubblico lo rende un po’ ripetitivo, piatto e soggetto a continui aggiornamenti ed espansioni. Al di là delle due classi ancora da implementare, un gran lavoro attende gli sviluppatori per bilanciare al meglio il tutto e per rendere l’esperienza definitivamente godibile.

Per fare un parallelismo: Blizzard ed il suo Diablo 3 hanno impiegato 2 anni in questo compito. La strada per Crate Entertainment è lunga ed in salita, ma le premesse sono estremamente interessanti e la palma a “miglior alternativa a Diablo 3” non appare come impossibile da raggiungere. Esattamente come Titan Quest fu la prima alternativa a Diablo 2, che piace(va) a tanti ma non a tutti, se siete tra quelli che detestano la piega che ha preso Diablo 3 e considerano il secondo Torchlight l’indiscusso esponente del genere, allora guarderete a Grim Dawn come un’ottima alternativa. L’unica speranza è che tra promesse ed esigenze di bilaciamento, Crate Entertainment non perda di vista la pubblicazione della versione 1.0 del gioco.

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