Ci sono di quei titoli di cui si aspetta l’arrivo per anni. Sono quei giochi che seguono i Grandi Classici, quei titoli su cui hai passato ore interminabili, che hanno minato la tua vita sociale e che ti hanno quasi trasformato quasi in un reietto della società. Ma tu hai affrontato tutto questo, e stoicamente hai continuato, e ora sbavi come una lumaca deambulante al pensiero del seguito.

Esiste un titolo che non può mancare nel gotha degli elementi che rendono una persona un fiero Nerd, uno di quei giochi che se sei un vero Nerd non puoi non aver provato: Diablo. E ormai due anni orsono una brevissima attesa di soli 12 anni è giunta al termine, ed ha visto la luce Diablo III, seguito della storica saga hack’n’slash. Facciamo che daremo per scontato che sappiate di cosa si tratta, ma nel caso siate tra coloro che non sanno di che si tratta (onta e ignominia), potete trovare una succosa recensione esattamente qui.

Diablo III ha lasciato una punta amara in bocca ai fan duri e puri della serie. Sarà stata l’ambientazione, sarà stata la campagna principale stringatina, sarà stata la Casa d’Aste che proprio non andava giù? Fatto sta che c’era un fuoco di lamentele sotto la cenere della gioia che ha accompagnato la fine dell’attesa. Santa Blizzard da Irvine non è però casa da lasciare i propri fedeli insoddisfatti, e così ha giocato un ambo potente per puntare ad una svolta: patch 2.0 e Diablo III: Reaper of Souls, la prima espansione del padre di tutti gli hack’n’slash.

Mettije ‘na toppa

Prima di parlare dell’espansione vera e propria urge un breve excursus sulla patch 2.0, già trattata nel dettaglio dal nostro prode Antonio. Eliminata la Casa d’Aste, rivisto completamente il sistema di loot in maniera più fluida per il nostro personaggio, rimaneggiato totalmente lo schema delle difficoltà in favore di un metodo più dinamico e intercambiabile con un click. La patch 2.0 ha dato una notevole snellita ai nodi più indigesti del gioco base, favorendo la rigiocabilità, dando una boccata di ossigeno enorme ad un endgame che risultava piuttosto asfittico alla lunga e in generale rendendo di nuovo la caccia al pezzo di armatura appagante e stimolante. Già solo con la patch, Diablo III sembrava un altro gioco, capace di placare i più focosi detrattori e di dare una svecchiata a un gioco che dopo soli due anni di vita rischiava già un dito di polvere virtuale. Ma questo era solo l’inizio, perché come sempre, alla fine di tutto, sopraggiunge lei, la Nera Signora. E no, non si tratta di Loredana Bertè?

La Morte ti fa bella

Abbiamo appena steso Diablo, stavolta tornato più caldo che mai con la combinazione di tutti i demoni nella Pietra Nera delle Anime, il Paradiso è salvo, Imperius ci trova quasi simpatici e, wow, Tyrael ha un nuovo lavoro come Arcangelo della Saggezza! C’è solo un problema: il precedente detentore del posto, Malthael, che svolge anche il ruolo di Angelo della Morte, decide di cogliere l’occasione per porre fine all’Eterno Conflitto, prendendo per sé la Pietra. E indovinate a chi spetta fermarlo? Al Nefilim, ovviamente! Ecco così che si aprono le porte dell’Atto V che ci porterà da Cuor della Marca fino al Pandemonio in un set di ambientazioni dall’inconfondibile sapore Diabolico. Già, l’Atto V è quanto di più vicino si sia visto alle atmosfere tipiche di Diablo III finora, e tiene belli incollati e impegnati per le 4 – 5 ore di durata. E poi? Poi Tyrael sarà pronto per darci nuovi incarichi nelle varie mappe di tutto il gioco, che portati a termine ci daranno una bella dose di loot insieme ai pezzi necessari per entrare nei Varchi del Nefilim, istanze generate proceduralmente con sfide ostiche ma ricompense succose, e ai Frammenti di Sangue, gettoni da spendere per del bottino potenziato. Insomma, la sfida non si esaurisce con la storia, ma prosegue nella modalità Avventura, sempre ricca di sfide, e inoltre affrontabile dall’inizio anche coi personaggi nuovi, una volta sbloccata. Una bella iniezione di vita (battuta involontaria).

Crociato e delizia

E veniamo alla seconda introduzione rumorosa di Reaper of Souls. Ladies and Gentleman, ecco a voi il Crociato, la nuova classe che in tutta la sua luce e in tutto il suo splendore fa il suo ingresso con la nuova espansione. Votato al combattimento in mischia, accessoriato di scudo e mazzafrusto, e con una breve ma intensa cavalcatura(!), il Crociato rappresenta un interessantissimo ingresso nel cast. Vicino come concetto al classico paladino, eccelle in resistenza e guarigione, aumenta esponenzialmente di forza col passare dei livelli. I primi livelli nei panni del Crociato tuttavia risultano piuttosto ostici a causa delle prime abilità non esattamente esaltanti, ma dopo poche ore di gioco si diventa realmente inarrestabili. Il Crociato insomma è una variante meno ignorante e più votata al tanking del Barbaro, con una spruzzata di magia sacra e di abilità di supporto che lo rendono sfaccettato e stimolante. La grande rivoluzione tocca anche le classe già esistenti, con la revisione di alcune abilità e l’aggiunta di una, con relative rune, per ogni classe.

Un Trasmog chiamato desiderio

Una delle più gradite new entry dei tempi recenti nel cugino di Diablo, il sempiterno World of Warcraft, è il Trasmog, cioè la possibilità di modificare l’aspetto di un pezzo di armatura, cambiandolo con uno che già possediamo mantenendone però intatte le caratteristiche. Reaper of Souls porta in dote anche questa aggiunta a Diablo III sotto la forma della Mistica, nuovo seguace con la possibilità di effettuare questa operazione e di modificare anche le statistiche secondarie dei pezzi di equipaggiamento a nostro piacimento. Squadra che vince giustamente non si cambia e la Mistica fa bella mostra di sè, dando uno strato ulteriore di personalizzazione al gioco, aspetto in cui peccava di varietà precedentemente.

Diablo III Reaper of Souls non è un’espansione che porta secoli di novità e ottanta classi e livelli nuovi ma aggiunge tante piccole cose, aggiustando allo stesso tempo ciò che non era totalmente soddisfacente nel gioco base. La lotta con Malthael è la punta dell’iceberg di una modifica profonda del gioco, che ora è davvero godibile e longevo, e capace di regalare molte ore di divertimento anche dopo il primo playthrough senza venire a noia. Blizzard ancora una volta si dimostra attenta e puntuale nel suo costante rifinire i propri giochi, portandoli ad un livello davvero stratosferico.

CI PIACE

– Un nuovo Atto fedelissimo all’atmosfera della serie.\n- Il Crociato è interessantissimo da provare\n- La modalità Avventura è una forma di endgame longeva e profonda

NON CI PIACE

– Se non avete amato Diablo III, è pur sempre un’espansione\n- Il Crociato non è immediatissimo, nè eccessivamente originale

Conclusioni

Diablo III: Reaper of Souls è la degnissima espansione dell’hack’n’slash per eccellenza. Completa il percorso di revisione iniziato dalla patch 2.0, con un set di corpose aggiunte. Se avete amato Diablo III, adorerete Reaper of Souls, che è decisamente la Morte sua.

9Cyberludus.com
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