Progetti interessanti nel mondo indie se ne vedono davvero tantissimi, a maggior ragione col supporto sempre più in crescendo delle piattaforme digital delivery e dei produttori. Spesso e volentieri i team indie mettono in mostra grande creatività e fantasia, affiancandole a spiccata irriverenza o storie emotivamente coinvolgenti. Uno dei prodotti interessanti che ci regala la fine di questo intenso anno videoludico – ma un po’ povero in termini di tripla A – è Stick it To The Man, guardacaso un altro progettino indipendente platform-based che sceglie la via del paradosso e dell’umorismo senza limiti per far breccia nei cuori dei videogiocatori. Il gioco nasce in Svezia, partorito da Zoink!, un team di sviluppo che non fa esclusivamente dei videogame il proprio credo e capace di lanciarsi in svariati progetti interessanti. Dopo Stick it To The Man, possiamo accendere un cero e sperare che il team continui su questa strada: il 2013 non poteva finire meglio, perlomeno per gli utenti Playstation 3, PS Vita e PC.

Il level design e lo stile artistico dei videogame sta subendo un progressivo cambiamento. L’andazzo generale è quello di lasciare la grafica 3D e texture ultradefinite solo ai publisher più ricchi, adottando soluzioni low budget ma estremamente efficaci, come handwritten, cell-shading ed altre tecniche basate sull’effetto disegno, cartone o altri stili particolari. Da queste tecniche sono nati grandi prodotti, da Machinarium a Tearaway, passando per Little Big Planet, il diverso uso del cell-shading ad opera di Daedalic Entertainment e TellTale, e numerosissime produzioni indie. Anche Zoink! ha deciso di proporre qualcosa fuori dall’ordinario, ricreando un intero mondo di cartone fuso con il concept di gioco. Il protagonista delle avventure è Ray, il classico ragazzo maldestro e sfortunato divenuto collaudatore di caschi a causa di una brutta esperienza da bambino. Lo sappiamo tutti che il destino si diverte a giocare brutti scherzi, e ciò che ha in serbo per Ray ha del paradossale: stacca da lavoro, saltella verso casa e gli piomba in testa uno strano pacco Omega, destinato a cambiargli la giornata. Chissà se col casco?.

Ovviamente, il pacco che tramortisce Ray non è un pacco qualsiasi, bensì contiene una strana creaturina capace di installarsi nella testa degli esseri umani come un parassita, per poi uscire allo scoperto sotto forma di uno spaghetti arm, una mano rosa, flessibile, in grado di interagire in modo particolare con l’ambiente e leggere nella mente della gente. Inutile dire che il povero Ray, già violato dalla creatura, sarà vittima di una serie di eventi catastrofici, rincorso a più non posso da chi bramava quel potere.

Art attack

Stick it To The Man è una strana rappresentazione della Terra, fatta interamente di sagome di cartone ed adesivi. Sfruttando questa originale caratteristica, gli sviluppatori hanno animato solamente i personaggi che influenzano i capitoli di gioco, disegnando cartoni privi di colore per rappresentare gli elementi secondari. Ciò ha permesso di evidenziare i characters con cui è possibile interagire, nonché gli oggetti che compongono l’insieme delle interazioni. Lo scopo principale del gioco è risolvere i problemi che affliggono i personaggi del capitolo, ovviamente sfruttando i poteri di cui è dotata la creatura nella testa di Ray. Il gameplay si compone essenzialmente di due fasi: nella prima interrogheremo tutti i personaggi, per conoscerne i desideri e recuperare gli adesivi sparsi per la mappa; nella seconda, andremo a soddisfare i pensieri di ciascun personaggio. Il tutto è stato implementato in maniera molto intuitiva, con un fumetto a simboleggiare il pensiero di ciascun character: alcuni fumetti serviranno per recuperare l’adesivo da utilizzare in altre circostanze, mentre le nuvolette vuote dovranno essere riempite con gli adesivi giusti al fine di soddisfare il desiderio del NPC.

Per recuperare gli stick adesivi e leggere nella mente dei personaggi, è essenziale l’esplorazione della mappa – solo in alcuni frangenti diventa opzionale. Ogni capitolo è strutturato in un’area ben delimitata con tanto di schermata associata, utile per evidenziare i punti di interesse. Non è facile perdersi, perché si tratta semplicemente di andare verso destra o sinistra, con delle piccole sezioni verticali in mezzo. Per muoversi, Ray può utilizzare la mano flessibile, in grado di appiccicarsi alle puntine che dividono le varie sezioni della mappa, e trasportare il ragazzo da una piattaforma all’altra. Buona parte del gameplay è tutta qui, ma non dobbiamo dimenticare che Ray è inseguito dai brutti ceffi che bramavano il pacco. Questo dettaglio è essenziale per la storyline, meno per il gameplay, tradotto in un semplice fuggi-fuggi tra le piattaforme giocando d’astuzia e tempismo durante gli sposamenti.

La piatta vita del 2D

Zoink! ha giocato molto sullo stile grafico adottato per il platform, adattando al contesto anche i dialoghi. I protagonisti sono consci di essere dei cartoncini e muoversi a due dimensioni, aspetto che il rende gioco davvero divertente in alcune sezioni. In realtà, l’ambiente è in 2.5D, grazie alla possibilità di spostarsi in profondità tanto con il personaggio quanto con le puntine. Anche se la dimensione delle mappe non è vastissima, il gioco vanta di tantissimi dettagli secondari, aiutato dall’ambiente statico in cui si svolge l’avventura. Stick it To The Man è il classico esempio di gioco in cui la mancanza del doppiaggio italiano non si fa sentire. I dialoghi sono assurdi e divertenti, interpretati benissimo e coinvolgenti, anche se è una parola grossa per un gioco ricco di nonsense. La stragrande maggioranza delle linee di dialogo si rifanno ai pensieri dei personaggi, anche se le scene di intermezzo sono davvero molte – una per ogni desiderio soddisfatto, più quelle che raccontano la storyline tra un capitolo e l’altro. Gli effetti ambientali sono semplicemente ridicoli, dai suoni che emettono i personaggi e gli elementi dello scenario, allo stick che si appiccica con forza su tutte le superfici. La soundtrack che accompagna il videogiocatore è ricca di brani su di misura per il gameplay ed il contesto irriverente; la traccia scelta come main theme, Just Dropped In (To See What Condition My Condition Was In) rappresenta perfettamente il gioco.

Commento finale

Stick it To The Man è il classico gioco che non ti penti di acquistare. L’avventura merita perché fresca, irriverente, autoironica e pure ben realizzata, perché anche l’occhio vuole la sua parte. Al costo di 15€, rapporto qualità-prezzo è una delle componenti che gioca a favore del titolo, mentre la longevità si attesta attorno alle 5-6 ore di gameplay, in base a quanto vi scervellerete tra i capitoli. Sorpresona di fine anno.

CI PIACE

– Divertente\n- Concept interessante\n- Forte sotto tutti i punti di vista

NON CI PIACE

– Nulla da dire

Conclusioni

Un platform che piace, diverte ed appassiona. Siete alla ricerca di un’avventura fuori dal comune? Smettete pure di cercare!

8.3Cyberludus.com
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