The Novelist – Recensione

È sempre possibile conciliare i propri bisogni con quelli di chi sta attorno? È questa la domanda che si è posto Kent Hudson, game designer e sviluppatore che, dopo aver lavorato a progetti del calibro di Bioshock 2 e Deus Ex: Invisible War, ha deciso di fondare Orthogonal Games e debuttare con The Novelist. Il debutto di un developer con un curriculum così non poteva essere banale, ed infatti The Novelist – che ha sviluppato interamente da solo – è un gioco unico nel suo genere sotto tutti i punti di vista, che fa del coinvolgimento la sua arma principale. Si tratta di un esempio concreto di storytelling interattivo, fondato su pochissimi elementi di gameplay, ma in grado di sorprendere, appassionare e creare un forte legame col videogiocatore attraverso le vicende narrate e le scelte che l’utente è costretto compiere. Scopriamo insieme questo titolo ricco di sorprese, che probabilmente è destinato a dividere e non accontentare tutti?proprio come il concept del gioco.

Quando il giocatore decise per i Kaplan?

Il protagonista delle vicende è Dan Kaplan, uno scrittore di romanzi con un libro in corso d’opera. Dan è sposato con Linda – che somiglia un pochino a Tamsin Greig – e la coppia ha anche un figlio piccolo, Tommy. Dan è alle prese con il classico blocco dello scrittore e una deadline così difficile da rispettare; per cercare di superare il momento critico, la famiglia decide di spostarsi nella tipica abitazione estiva con sguardo sul mare e sulla natura, lontano dai ritmi oppressivi della città. Partendo da queste premesse, dopo pochi attimi di gioco Kent ci fa capire che Dan non è il solo protagonista dell’avventura, ma è tutta la famiglia ad esserlo. In The Novelist, abbiamo la possibilità di plasmare uno scorcio di vita della famiglia Kaplan, la catena di eventi più importante, quella che rimette in gioco dubbi, certezze e paure. Una volta trasferiti tra quelle mura a due piani, tutto è destinato a cambiare. La caratteristica peculiare del gioco è quella di concentrare tutto nelle mani del videogiocatore, che mai ha avuto così tanto potere decisionale come in questa opera interattiva.

The Kaplan’s Journal

Per ironia della sorte, la storia del gioco è essa stessa un romanzo, una sorta di libro che potremmo intitolare The Kaplans, basata sugli eventi vissuti da Dan e famiglia. La trama è divisa in capitoli che si rifanno ad un contesto particolare, del tipo "Quando Dan aveva il blocco dello scrittore?"; *"Quando Dan beveva troppo?" e si lascia scrivere e dettagliare dalle scelte dell’utente. Insomma, è lo stesso videogiocatore a decidere le sorti della famiglia e come far progredire un evento, con tutte le conseguenze del caso. Noi videogiocatori siamo abituati a titoli in cui generalmente è possibile accontentare tutti e fare sempre la parte degli eroi, ma in The Novelist non è assolutamente possibile farlo. Da un lato avremo Dan, lo scrittore in crisi intento a rispettare le scadenze e farsi venire nuove idee per promuovere il libro ed appassionare i lettori; dall’altro abbiamo Linda, la moglie, pittrice, trascurata e preoccupata; per ultimo non va dimenticato il figlioletto Tommy, lontano dagli altri bambini e voglioso di maggiori attenzioni. Accontentare tutti non è possibile, altrimenti l’opera di Kent non sarebbe stata così coinvolgente.

Prima i tuoi bisogni o quelli della famiglia?

Ma veniamo ai fatti: come fa il videogiocatore a decidere le sorti della famiglia Kaplan? L’utente è un’entità eterea, immateriale, che vaga – quasi liberamente – per la casa. Il quasi è a discrezione del videogiocatore, che può decidere se giocare in modalità Stealth cercando di non farsi scoprire, o in modalità Storia, in cui non dovrà porsi il problema. In ogni capitolo, i tre personaggi avranno un desiderio specifico che toccherà all’utente scoprire, esplorando la casa alla ricerca di indizi, quali lettere, blocco appunti e disegni. Per scoprire i retroscena del capitolo e il morale dei personaggi, l’entità può altresì leggere nel pensiero o prendere possesso della memoria di ognuno di essi, rivivendo brevi fotogrammi che hanno caratterizzato il passato recente. Rivivere i ricordi è fondamentale soprattutto per conoscere le conseguenze della scelta effettuata nel capitolo precedeynte, così da avere un quadro della situazione più completo. Una volta racimolati gli indizi per tutti i personaggi, basterà interpretare il loro pensiero per evidenziare il dilemma o bisogno che li affligge: tre desideri e una sola persona da accontentare.

Il fattore comune tra i desideri è Dan, il triste protagonista della novella. Ad esempio, capiteranno situazioni in cui Dan vorrà continuare a scrivere, Linda vorrebbe stare con lui e Tommy desidererebbe fare una partita col papà. Partendo da queste banali scelte, The Novelist prenderà una strada sempre più critica in cui il peso specifico di ogni desiderio aumenterà esponenzialmente. Scelto il personaggio da soddisfare, il giocatore verrà portato alla notte dello stesso giorno, mentre i membri della famiglia saranno a letto. In questa ultima fase, è possibile leggere altri documenti per meglio interpretare la storia di fondo e prendere atto delle perplessità che tormentano i personaggi anche tra le coperte. Durante questi momenti, Kent ha permesso di scegliere un secondo desiderio che funge da compromesso per uno dei due trascurati in precedenza, rendendo la scelta principale meno decisa e rigorosa.

La routine quotidiana

Come già anticipato in apertura, le meccaniche di gioco sono poche ed essenziali: il gameplay si basa sull’esplorazione della casa – neanche così grande, appena 5 aree principali – e l’analisi dei soliti oggetti per racimolare gli indizi. Il tutto si riduce ad una routine prestabilita, che porta il videogiocatore a completare le solite fasi anche nel giro di qualche minuto, letture a parte. Ciò che gioca un ruolo fondamentale è l’approccio con cui si intende vivere l’esperienza: scegliendo la modalità Storia, si rinuncia a tante sfaccettature di gameplay che rendono lo Stealth molto più immersivo. Non farsi vedere dai Kaplan è una sfida inizialmente semplice, che si basa sul prendere possesso delle lampadine per muoversi da una parte all’altra della casa. È anche possibile far lampeggiare la lampadina per spingere un personaggio a controllare l’area limitrofa. Oltre a dover pianificare gli spostamenti sulla base delle abitudini dei Kaplan, più in avanti diminuiranno le lampadine a disposizione, limitando le vie di fuga. Farsi beccare una volta da un membro della famiglia significherà insospettirlo senza immediate conseguenze, ma la volta successiva si spaventerà, perdendo il compromesso associato. Alla luce di queste piccole sfaccettature di gameplay, ci sentiamo di consigliare la modalità Stealth come antidoto alla solita routine di esplorazione che caratterizza ogni capitolo di gioco.

Il lavoro di un uomo

Se stare lontano da tutti e andare a vivere in un posto isolato potrebbe aumentare l’ispirazione di uno scrittore, è sicuro che tutti gli altri sprofonderanno in una immensa voragine di monotonia. Linda e Tommy avranno molto da ridire sulla solita routine quotidiana, un po’ davanti al televisore, un po’ assorti nei propri pensieri vicino ad una vetrata. Purtroppo ne paga anche il videogiocatore, bloccato in una casa piuttosto piccola e con pochissime novità tra gli 8 capitoli che compongono la storia, completabili in circa 3-4 ore. The Novelist non è certo un titolo ricco dal punto di vista del level design, in quanto bastano pochi giri dell’abitazione per imparare a conoscerla a memoria e muoversi con tempismo tra una stanza all’altra. A ciò, aggiungiamoci i bagni praticamente inutilizzati, nessuna interazione speciale con gli oggetti e pochi elementi di contorno. Il comparto audio è ridotto al minimo, in quanto il doppiaggio è utilizzato solo per la lettura dei documenti, mentre la soundtrack presenta appena una manciata di motivil che accompagnano l’esplorazione. Fortunatamente, la qualità è più che buona, il che non ci fa rimpiangere la mancanza di qualche traccia. Al momento, The Novelist è disponibile solo in inglese, ma c’è l’intenzione di rilasciare un upgrade contenente un pacchetto lingue, anche se potrebbe volerci un po’. A margine, va fatta una precisazione essenziale: ricordiamoci che dietro questo gioco c’è solamente uno sviluppatore.

Commento finale

The Novelist è un’avventura ricca di contenuti di spessore, nella quale il peso di ogni decisione non si riduce esclusivamente ad un fattore di gameplay, bensì riflette emozioni e sensazioni tipiche della vita di ogni giorno. Dan è ognuno di noi, una persona impegnata e con i propri bisogni, a cui, però, non è consentito estraniarsi dalle necessità di chi gli sta attorno. La sua famiglia preme per sentirlo più presente ma il romanzo è lì, incompiuto, confuso e povero di idee. Il bilanciamento dell’umore è praticamente impossibile, è un insieme di risorse non divisibile per tre, e le conseguenze delle scelte peseranno tutte sulle spalle dell’utente. Kent ha scelto di rappresentare il tutto con pochi fotogrammi, spesso crudi, ma che rispecchiano esattamente la realtà e il nudo crollo delle aspettative. Il livello tecnico è basso, così come quello del gameplay, che fanno de The Novelist un’avventura fruibile ed apprezzabile solo da chi sa scendere a compromessi di questo tipo e viverla un po’ più dal lato delle emozioni. La mancanza di qualsivoglia traduzione in italiano potrebbe allontanare più di un videogiocatore, ma non siamo di fronte ad un inglese tecnico o particolarmente complesso, e le schermate con testo sono quasi tutte fisse. Dategli una chance, potrebbe sorprendervi.

CI PIACE

– E’ un’avventura fuori dall’ordinario\n- Rigiocabile più volte

NON CI PIACE

– Costa un po’ troppo in relazione ai contenuti\n- Nonostante la rigiocabilità, è comunque molto breve

Conclusioni

Con The Novelist, Kent Hudson prova a farci riflettere su quanto possa essere difficile prendere certe decisioni. In una famiglia non c’è spazio per l’egoismo e l’egocentrismo, ma il romanzo è a firma del giocatore, libero da qualsiasi vincolo.

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