NES Remix – Recensione

I libri di storia possono avere tante facce: nella storia videoludica sono apparsi fin troppi ‘libri interattivi’, spesso sotto forma di raccolte di vecchi giochi o di titoli riproposti con una nuova verve, con risultati non sempre eccellenti. Da due giorni, a seguito dell’ultimo Nintendo Direct, è apparso un nuovo testo da aggiungere alla biblioteca: NES Remix. Un testo che nessuno si aspettava, oltretutto, se si pensa che è stato annunciato e rilasciato lo stesso giorno, per il prezzo di 10? e in esclusiva sul fin troppo smorto e statico eShop di WiiU, console lei stessa fin troppo smorta e statica nonostante il suo primo anno di vita. Una strana mossa, in realtà, perchè NES Remix è un piccolo gioiello che rischia di far diventare obsoleta la struttura stessa della Virtual Console, sulla quale Nintendo continua a porre un certo rilievo, e tutto questo grazie al genio e all’inventiva di quanto viene proposto in questa raccolta… Molto più di una semplice raccolta, più di un volgare ripasso: è un modo nuovo di studiare la storia e di dimostrarsi ‘giocatori di una volta’. E’ un test brutale, pieno di opportunità perfettamente delineate.

Tra luci spente, specchi, rimbombi e nuovi eroi

Difficile pensare cosa possa provare il buon Mario a sapere che Pauline è già stata salvata da un ragazzino in verde dalle fattezze elfiche, o cosa possa essere passato per la mente di Luigi quando si è trovato di fronte alla necessità di salvare il fratello da Donkey Kong… Ripensandoci all’ultimo momento! Queste microstorie sono solo la punta dell’iceberg di questa raccolta assolutamente folle: occorre pensare in maniera intertestuale, non fermarsi alle regole dell’ambiente ma pensare a chi si controlla, alla vita-in-pixel che si accompagna tra scalinate, percorsi fangosi e montagne innevate. Questa è la sorpresa di NES Remix, questo è tutto il suo semplice ma intrigante spirito.

La nuova enciclopedia Trebbowser

NES Remix prende sedici titoli leggendari usciti su Nintendo Entertainment System nei suoi primissimi anni di vita: 15 di essi, infatti, appartengono alla categoria dei Black Box Games, con l’aggiunta di The Legend Of Zelda come graditissimo ospite. Per ognuno di essi sono presenti diverse prove, ognuna con un obiettivo specifico (recupera tutte le monete, sali in cima alla montagna, vinci una vita, ecc. ecc.) da completare entro un limite di tempo o senza perdere più di un determinato numero di vite: una volta superata una prova si ottiene un risultato da una a tre stelle (con tre stelle scintillanti come voto di eccellenza) a seconda del tempo impiegato per completarla e si sblocca la prova successiva. Il punteggio ottenuto, calcolato secondo i criteri di completamento, rapidità e numero di errori, permette di accumulare bit necessari per sbloccare i 100 timbri da utilizzare nei post MiiVerse legati a NES Remix, mettendo a disposizione per i creativi (e per i pazzi) nuove e interessanti possibilità di vero e proprio decoupage 8-bittiano. Le stelle accumulate, invece, sbloccano i livelli delle sessioni Remix, punto cardine di tutta la struttura di gioco: si tratta di microprove dove le strutture di gioco vengono modificate (in alcune occasioni stravolte) per offrire un nuovo tipo di sfida, la quale spesso richiede un grado di abilità e di apertura mentale non scontati. Pensate che per Link sia semplice salvare Pauline? Beh, vi sbagliate, non solo la sua spada non funziona sul cantiere ma non può nemmeno saltare i barili! Credete sia semplice superare i primi livelli di Super Mario Bros.? Beh, provate a farlo su un terreno ghiacciato e senza la possibilità di frenare! Le nuove proposte delle aree Remix offrono sempre una interessante alternativa alla storia Nintendo che siamo abituati a conoscere e, vista la loro sempre crescente difficoltà, compongono la parte più soddisfacente di tutto l’insieme, specie se si riesce a portare in saccoccia un risultato di sudata eccellenza. Si può riconoscere, in questo esperimento, un nuovo tentativo di intertestualità da parte di Nintendo, in una maniera fascinosa e intuitiva, come non si vedeva dai tempi di The Legend Of Zelda: Link’s Awakening, con tutti i nemici tratti dall’universo di Mario presenti nei vari dungeon. Allora era necessario sfruttare le potenzialità di Link e comunque ricordarsi i comportamenti e le razioni di quei mostri fuori luogo; oggi bisogna conoscere a menadito controlli, capacità e, all’occorrenza, sviste dovute all’inserimento di un qualcuno o un qualcosa che esula totalmente dal suo contento: solo smontando le regole del gioco e riassemblandole come una costruzione di mattoncini si potrà ottenere una vittoria completa, piena di meritata soddisfazione. Roba che farà girare la testa a parecchi giocatori, specie a quelli più completisti, i quali punteranno senz’altro a far brillare le tre stelle in tutte le oltre 200 microprove.

Problemi di allora, problemi di oggi

NES Remix non è una raccolta completamente immacolata: forse sono immacolate e tutte giuste le intenzioni ma queste finiscono, a tratti, per cozzare con le origini dalle quali prendono spunto, dai giochi protagonisti. Chi ne sa a sufficienza di vecchi titoli Nintendo sa anche, ahinoi, che non tutti potevano vantare un gameplay veloce e un sistema di controllo perfetto: non si deve pensare necessariamente a Golf (dove quasi tutte le riuscite delle prove, se non si conosce ogni microscopico dettaglio del titolo, sembrano risolversi a caso) ma anche a titoli come Wrecking Crew, Urban Champion, Baloon Fight e, sopra tutti, Ice Climber. Capita fin troppo spesso di trovarsi di fronte a una prova da portare a termine in un tempo relativamente breve (anche se va riconosciuta ai programmatori una certa clemenza) e con precisione chirurgica, due obiettivi ai quali alcuni titoli Black Box non possono aspirare a causa dei controlli lenti e poco reattivi e dei personaggi scivolosi. Salire in cima a una montagna con due piccoli eschimesi sembra una passeggiata, sulla carta: solo provando ci si accorge che già passare di piano in piano con un solo personaggio è molto complesso… comandarne due insieme, guardando agli ostacoli, alle buche e ai nemici, è un vero dramma! Nulla di realmente impossibile ma certo fin troppo vicino alla frustrazione. Oltre a questi problemi ‘genetici’ si pone, di nuovo, una velenosa questione: la condivisione meccanica; per quanto il gioco sia perfetto per classifiche online et similia sono, ancora, quasi completamente assenti. E’ giusto e necessario inserire il "quasi" in quanto è possibile visualizzare alcuni punteggi record dei vari livelli semplicemente evidenziandoli, ma sembra una selezione casuale, legata a post su MiiVerse e a discrezione dell’utenza: non c’è modo di tenere sott’occhio i record degli amici o di tutto il mondo, insomma. Il MiiVerse stesso, per quanto utilizzato in modo più creativo del normale (alcuni post con timbri e disegni sono intelligenti e spassosi) manca ancora di quell’ormai necessario automatismo che dovrebbe pervadere tutti i titoli di questa stoffa. Nulla che abbatta la qualità complessiva del prodotto (venduto, fra le altre cose, a un prezzo alto solo all’apparenza), ma si tratta comunque di piccoli buchi che andrebbero riempiti… Ancora un passo semplice, Nintendo, ancora un passo semplice. Cosa ti costa?

Conclusione

NES Remix è un interessante motivo di studio: unisce nuove sfide a una intertestualità non propriamente inedita ma capace di affascinare per tutti i motivi più corretti. Rivivere alcuni capolavori del passato con nuove motivazioni esalterà chi li ha già vissuti e intrigherà coloro che, invece, li scopriranno con questa nuova formula, più viva che mai. Alcune macchie sulle pagine di questa piccola enciclopedia, purtroppo, la allontanano da una altrimenti meritata eccellenza: non tutti i titoli sono ugualmente meritevoli e alcune scelte di struttura sono ormai fuori ‘tempo’, più che fuori luogo. Manca solo il passo di una piccola evoluzione ulteriore. Ultima cosa: ormai sono tantissimi, su MiiVerse, a chiedere per il futuro eventuali SNES Remix e N64 Remix A pensarci bene, viste le ottime idee, è difficile dar loro torto. Pensaci, Nintendo. Pensaci.

CI PIACE

Il gioco racconta una storia già sentita ma con un nuovo stile e una nuova verve, tutti da scoprire; la presenza di grandi classici e la conoscenza di intertestualità (a volte anche intermedialità) richiesta per superare alcune prove lo rendono curioso e affascinante anche per i più navigati.

NON CI PIACE

Alcuni giochi e la meccanica di condivisione dei punteggi sono da guardare con un sorriso e certe prove sono davvero troppo improbe e frustranti: non sono buone ragioni per abbandonarlo completamente, ma bisogna comunque prestar loro attenzione.

Conclusioni

Una piccola enciclopedia in formato ‘sfida’, una ragione per fare un gran bel ripassone e per scoprire il proprio vero potenziale retroludico. Per molti sarà solo un nuovo rehash di cose già viste, per chi lo sa capire, sarà un compito arduo ma da superare necessariamente.

7.8Cyberludus.com
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