Broken Sword 5: The Serpent’s Curse Ep1 – Recensione

Charles Cecil e Broken Sword: quanto hanno dato alle avventure grafiche odierne? È questa la domanda che ci ha accompagnato all’annuncio de Broken Sword 5: The Serpent’s Curse, il ritorno della grande saga nata nel 1996. Gli anni ’90 rappresentano un periodo storico per le avventure punta e clicca: è in questo decennio, anno prima anno dopo, che vengono sviluppati e pubblicati titoli ancora oggi ritenuti imbattibili. Broken Sword fa parte di quel catalogo di produzioni imperdibili, e l’accoglienza di critica e pubblico – tra nostalgici e potenziali nuovi fan – si è fatta sentire anche per questo gradito ritorno. Broken Sword 5 ha la particolarità di essere stato splittato in due episodi, col secondo atteso a gennaio. Prima di partire con la recensione, è doverosa una rassicurazione: nonostante la suddivisione in due parti, il gioco ha un prezzo unico e la longevità per episodio è assolutamente nella media.

Lo scenario della Maledizione del serpente è ancora una volta l’indimenticabile Parigi, capace di rendere suggestiva anche una scena del crimine. Dopo un flashback che verrà spiegato nei minuti successivi, il gioco ci catapulta subito nel vivo dell’azione con l’irruzione di un ladro nella galleria Le Lezard Bleu: l’obiettivo è il famoso dipinto La Maledicciò, opera di un misterioso pittore conosciuto con lo pseudonimo di El Serp. Nei momenti di ansia e preoccupazione, purtroppo ci scappa il morto, Henry, il gestore della galleria, ucciso a sangue freddo proprio sotto gli occhi di George Stobbart e Nicole Collard che erano sul posto rispettivamente come assicuratore della mostra e reporter. L’incipit è piuttosto sensato anche se banale, così come la presenza dei protagonisti sul luogo del fattaccio è davvero scontata. Dopo il pronti e via così confuso e con zero informazioni, George e Nico cominciano la classica co-op di raccolta indizi, che porterà i due amati protagonisti a fare un piccolo giro della primaverile Parigi dipinta con estrema maestria da Revolution Software sotto gli occhi attenti di Charles Cecil.

Una volta portata a termine la storyline, il videogiocatore si sentirà piuttosto soddisfatto: gli elementi originali sono pochi, i bizzarri protagonisti che hanno fatto la storia dei primi due capitoli non ci sono, ma Broken Sword: The Serpent’s Curse riesce comunque ad appassionare e soddisfare gli amanti del genere grazie alla costante alternanza del contesto. Il punto debole del plot è l’immancabile riferimento alla religione, che tocca gli eretici, i blasfemi e il diavolo, fortunatamente coadiuvati da un insieme di motivazioni e comportamenti dei personaggi secondari che spingono la trama verso un buon livello.

George e Nico, guai all’orizzonte

Gli anni d’oro degli enigmi sono finiti ormai da tempo, e nemmeno Cecil sembra più in grado di ripetersi. Broken Sword 5 ci presenta dei puzzle dalla difficoltà media-bassa decisamente lontani dall’enigma della capra – per dirne uno. Spesso e volentieri sviluppatori hanno circoscritto le interazioni alle schermata di gioco, il che non costringe il videogiocatore a pesanti andirivieni e limita il campo degli hotspot da analizzare per giungere alla corretta conclusione. L’alternanza degli enigmi è buona, anche se prevalentemente costruiti sull’interazione tra oggetti in inventario ed elementi sullo sfondo. Talvolta capiterà di cooperare con Nico o prenderne direttamente il controllo, ma solo in fasi obbligate – altra caratteristica che rende Broken Sword 5 tanto semplice nel gameplay quanto obbligato. Ciò che gioca un ruolo di estrema importanza è il dialogo con i coprotagonisti con cui George potrà interfacciarsi senza limiti, dal chiedere informazioni indispensabili per proseguire, al sentire pareri su ciascun oggetto in inventario, che sia una tronchesina per unghie piuttosto che uno scarafaggio. Anche se il gioco non è per niente complicato, gli sviluppatori hanno integrato un comodo sistema di aiuto che dispensa consigli in più step sull’enigma in corso.

Indissolublement Paris

La storia di sviluppo e produzione di Broken Sword è stata sempre molto travagliata e incostante, fattori che non hanno fatto certo bene alla saga. The Serpent’s Curse eredita a sua volta il continuo cambio di rotta grafico deciso da Revolution Software, che stavolta ha optato per una rappresentazione più classica in 2.5D. Questo ha permesso di fissare la telecamera e tenere gli elementi in schermate piuttosto statiche e non molto ampie, in perfetto habitat dell’avventuriero. Nonostante ciò, Charles Cecil non ha rinunciato ai colori sgargianti della magnifica Parigi che abbiamo ammirato in hand-drawn, dipingendo ogni location con tonalità in pieno stile Broken Sword. Nelle circa otto ore di gameplay necessarie a completare l’episodio, l’utente passa da una location all’altra con estrema naturalezza grazie allo scorrere degli eventi; talvolta sarà anche possibile decidere dove andare scegliendo il luogo direttamente sulla mappa. Oltre il magnifico panorama parigino, George e Nico visiteranno – seppur in minuscola frazione – un’altra grande metropoli europea, che non vi sveliamo in questo articolo.

La cura delle location e dei paesaggi in background si riflette sui protagonisti che, come vuole la tradizione, risultano profondamente caratterizzati. Con lo stile grafico sono cambiati ancora una volta i bozzetti, ma la nuova versione della coppia ci ha soddisfatti appieno. Sulla stessa linea i coprotagonisti, da cui emergono vecchie e nuove conoscenze con un profilo caratteriale ben delineato – anche se non per tutti. La localizzazione in italiano prevede solo i sottotitoli ma, come abbiamo avuto modo di dire più volte, ciò può non rappresentare per forza un difetto, in quanto il doppiaggio non è sempre dei migliori. Le voci e le interpretazioni che danno vita a George e compagni risultano di buona qualità nel complesso, ma niente di eccezionale; i sottotitoli sono presentati sotto forma di fumetto accanto ai personaggi, in questo modo sono molto più visibili rispetto a quelli di tante altre avventure. Anche se la traduzione dei sottotitoli è fedele al doppiaggio, ci dispiace un po’ che non sia stato previsto il doppiaggio in italiano, soprattutto in virtù della numerosissima community di fan al seguito di George e Nico. Infine, piccola stranezza sugli achievement: i classici obiettivi Steam non sono disponibili, almeno per il momento, ma l’avventura prevede goal interni.

Commento finale

Broken Sword 5 è lontano dai grandi risultati del passato, ma anche dalle poco esaltanti ultime esperienze. Revolution Software ha adeguato il suo titolo alle avventure attuali, né più né meno, con pregi e difetti spalmati per tutti i possibili criteri di valutazione. La storyline si evolve bene ed è piuttosto intrigante – quando c’è di mezzo un morto è quasi scontato – ma finisce col buttarsi nelle solite argomentazioni religiose in maniera poco convincente, tra l’altro. Anche se tutto il resto del pacchetto è nella media, George e Nico rimangono ancora una grande coppia, nonché valore aggiunto del titolo.

CI PIACE

– Il protagonista è pur sempre George Stobbart e sappiamo tutti cosa vuol dire\n- Tornare a Parigi con George e Nicole è sempre un piacere, se poi ci scappa il morto l’interesse sale ancor di più\n- Paghi 1, prendi 2: la longevità dell’episodio equivale a quella di un’avventura grafica singola, ma a gennaio ci sarà il secondo episodio gratuito

NON CI PIACE

– Siete così presi dalla nextgen da non avere più tempo e voglia per le avventure grafiche? Il peggio è il vostro

Conclusioni

Uno strano dipinto, un ladro e un morto: questi i tre elementi fondamentali della nuova avventura di Charles Cecil, che cambia nuovamente stile grafico e gameplay. Forse Broken Sword non troverà mai una propria identità e rimarremo sempre ancorati al primo grande capitolo della saga, ma quando c’è di mezzo George Stobbart è impossibile non sorridere. Broken Sword 5: The Serpent’s Curse è un’avventura nella media, ma gode sempre di quel “qualcosa in più” che solo Cecil e pochi altri sono in grado di restituire attraverso lo storytelling interattivo.

7.8Cyberludus.com
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Redazione
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