Project X Zone – Recensione

E’ arrivato. Finalmente. Quanto abbiamo aspettato? Un anno e mezzo? A occhio e croce, pare di si. Finalmente, dopo una serie di veloci e apparentemente variegate demo arriva, in forma scaricabile e fisica, Project X Zone, seguito ufficioso di quel Namco X Capcom che noi poveri occidentali non abbiamo mai avuto. Ed eccolo lì, di nuovo, il nostro 3DS, console che pur avendo nel nome quel ‘3’ si è sempre dimostrata maggiore amante delle due dimensioni, pur senza disdegnare ottimi risultati poligonali. Questo perchè il disegno, l’opera su finta carta, si staglia meglio sui fondali, spicca di più, e se al disegno aggiungi luci, colori, vociare e suoni allora il marasma dell’insieme potrebbe diventare magnificamente appagante. Invece è tutto diverso. Trasciniamoci dietro il giudizio su Project X Zone nella speranza che l’articolo stesso non ne soffra eccessivamente.

Lungo il percorso, portale dopo portale

Kogoro e Mii sono davvero due strani personaggi: il primo è un detective che conosce diverse arti ninja, la seconda è una ragazzina da lui addestrata che ancora non conosce il suo vero potenziale. I due vivono in quella che sembra una normalissima villa, non fosse che, in un momento come un altro, alcuni mostri iniziano ad apparire dal nulla, costringendoli a combattere per difendere le loro vite… Anzi, solo Kogoro sembra dover lottare per la sopravvivenza: i mostri vogliono Mii, e la vogliono viva! Una volta sconfitto il primo gruppetto di nemici, i due si muovono per indagare ma si rendono conto che qualcosa non va: basta cambiare strada o attraversare una porta per trovarsi in un luogo completamente diverso nello spazio e nel tempo, e sembra che non siano gli unici ad avere un simile problema! E’ questa strana premessa a riunire alcuni dei volti più curiosi e importanti provenienti dalle menti di Capcom, SEGA e Namco, personaggi di più storie uniti in un’unica avventura pronti a… giocare a pallavolo con chiunque gli capiti a tiro, si può dire… Usando quei malcapitati ‘chiunque’ come palla!

Recupero, alzata, schiacciata, supermossa

La metafora pallavolistica per spiegare il gameplay di quello che, da fuori, sembrerebbe un semplice miscuglio tra strategia a turni e JRPG, in realtà, è molto meno fuori luogo di quanto sembri: ogni capitolo della narrazione comprende uno scontro contro un dato numero di nemici, scontro del quale bisogna rispettare gli obiettivi di vittoria e sopravvivenza per uscirne trionfanti. I personaggi sono divisi a coppie non modificabili, legati insieme dal gioco di provenienza, da una tematica o per puro arbitrio e piazzati su una scacchiera isometrica: ogni coppia possiede diversi valori per i quattro parametri di Attacco, Difesa, Velocità e Tecnica e alcune abilità, attive o passive, da utilizzare nella fase strategica dei capitoli, prima degli scontri; ognuna delle abilità attive si può utilizzare utilizzando punti XP, immagazzinati in una barra blu da ingigantire menando le mani il più possibile durante le battaglie. Le battaglie stesse, invece, sono gestite come una minipartita di pallavolo a muretto durante la quale bisogna studiare il peso del nemico e le traiettorie di ogni attacco disponibile per cercare di mantenere il proprio avversario in aria e allungare, così, la combo garantendo un maggiore incremento finale dell’esperienza. Si possono, in aggiunta, utilizzare 100 punti XP per scatenare un colpo di grazia, nella forma di una spettacolare supermossa, per infliggere danni ancora più ingenti e ottenere un boost del 20% sull’esperienza totale ricevuta… E non è finita qui! Durante i combattimenti si possono chiamare in aiuto le unità in solitaria, da equipaggiare alle coppie prima dell’inizio del capitolo, ognuna a sua volta con le sue abilità passive e attive, oltre a squadre di supporto presenti nelle vicinanze: se la coppia attiva colpisce il nemico in contemporanea con quella chiamata a dare una mano si attiva il bonus Cross che permette di infliggere più danni e di portare la barra dei punti XP oltre il 100, fino a un massimo di 150. A tutto questo si aggiungano alterazioni di status, oggetti di cura e la possibilità di spendere punti XP per contrattaccare, pur con attacchi limitati, e difendersi parzialmente o totalmente dall’assalto nemico. Sulla carta, insomma, le variabili sembrano davvero tante, assolutamente in linea con il genere di appartenenza di Project X Zone: è un vero peccato, tuttavia, che ci si accorga fin troppo in fretta che per vincere basterà, spesso e volentieri, palleggiare un po’ a caso, sfruttare qualche coppia troppo potente e dominare qualche zona della mappa, stando attenti a non far soccombere la squadra indicata dal registro della missione. Tutto qui. Sfortunatamente, la ridondanza assoluta che si accanisce sul giocatore fin dai primi livelli lo porta a un livello di interesse ludico nuovo dove la varietà non è qualcosa di offerto ma un orpello che bisogna costruirsi da soli: della serie, ‘puoi vincere ripetendo sempre la stessa cosa, ma ricordati che puoi anche essere fantasioso, soltanto non sei obbligato ad esserlo‘. Purtroppo, per uno strategico, questo è un punto tragicamente deleterio.

Trainato dal carisma

Arriva la luce del faro, perchè Project X Zone non è solo un amalgama di gameplay buio e sperduto: questo gioco, come si sa, è un crossover e la formula del crossover, che la si odi o la si ami, scaturisce sempre lo stesso effetto… Crea un’aura di grande fascino! La presenza di oltre cinquanta personaggi appartenenti a franchise più o meno sconosciuti, tutti umanoidi (e questo può spiegare l’assenza di Sonic e Tails, probabilmente) e tutti comunque bizzarri, può rappresentare per molti una motivazione seria per proseguire fino alla fine, specie se si considera che si sblocca, più o meno, una coppia e un personaggio solitario per ogni missione. Ogni personaggio, amico, nemico o perfino soldatino da macello, possiede una curata pagina biografica per scoprire le sue origini, la sua storia e il nome del gioco che lo ha visto nascere ‘videoludicamente’, fornendo al giocatore tutti gli input necessari per un successivo approfondimento sul campo. Come se non bastasse, è il gioco stesso a regalare sporadici ma ottimi colpi di genio: molti livelli sono modellati partendo da titoli familiari ai personaggi presenti e da ambienti e situazioni legate alla storia di SEGA (le due missioni nel sistema Gain Ground sono storicamente da applausi), Namco e Capcom, giochi dai quali non solo recuperano l’estetica ma, di tanto in tanto, pure le regole, offrendo alla poca varietà generale un minimo di spirito in più. Oltretutto, l’interesse spasmodico per le battaglie si scatena quando ci si trova di fronte agli sprite dei personaggi, alle loro movenze, alla festa di numeri e luci e alle meravigliose animazioni che condiscono tutto il gioco, regalando un vero spettacolo per gli occhi, specie se la terza dimensione è attiva. La colonna sonora contiene tracce recuperate da titoli celebri, alcune riarrangiate magistralmente, e il doppiaggio, ottimo e completamente in giapponese, offre sicuramente un grande aiuto se ci si vuole ingannare nel pensare di essere davanti a un anime confusionario e fracassone dove succede sempre la stessa cosa. Nonostante tutti i suoi problemi, quindi, Project X Zone è, senza ombra di dubbio, uno dei titoli per Nintendo 3DS più coinvolgenti e sfrigolanti da vedere e da ascoltare, specialmente se la vena della nostalgia è carica e pulsante.

Conclusione

Prima persona, per la conclusione, e perdonatamela, ma devo rivolgermi direttamente al gioco… Project X Zone, mio caro, perchè mi fai questo? Davvero, io ti guardo e mi attiri come una calamita, truccato come sei, bello da vedere come sei, fantastico da ascoltare e nostalgico da morire come sei. Perchè, nonostante i miei tentativi di regalarti una varietà che non hai, una spinta che non hai, una base di gioco forte che non hai, continui a dirmi, a cercare di dirmi, che vale la pena di avvicinarti? Forse perchè rinchiudi tanta storia del videogioco in una cartuccia sola… O forse perchè, grazie a te, può nascere il fascino per alcuni volti nuovi, prima sconosciuti, espandendo gli orizzonti di un giocatore curioso e grato come il sottoscritto… Purtroppo, amico mio, la sufficienza non posso dartela, semplicemente perchè non te la meriti: ma ci sei andato maledettamente vicino, mannaggia, perchè ancora non riesco a non volerti completamente bene. Sbagli nelle basi, eccelli nell’estro e nel superfluo… Sarà brutto da dire, ma in qualcosa eccelli e io non posso che tenere la cosa in alta considerazione. Ammiro lo sforzo, sul serio. Spero che, dopo la lunga attesa alla quale ci hai tutti costretto, tu abbia imparato dai tuoi errori e scoperto il tuo vero potenziale: Project X Zone, tutti dovrebbero giocarti, ma solo per imparare qualcosa che, con te, non ha nulla a che fare ma che tu, comunque magnificamente, rappresenti… L’anima di un vero crossover che anima non ha, ma che la desidera davvero tanto. Per questo, i miei omaggi. Chissà, magari la prossima volta andrà meglio.

CI PIACE

– Tanti, quasi troppi, personaggi dei quali è sempre bello conoscere le origini\n- Animazioni superbe, davvero piene di stile\n- Colonna sonora, a tratti leggendaria\n- Chi sa riconoscere le piccole citazioni potrebbe uscire di testa

NON CI PIACE

– Ripetitivo fino ai limiti della resistenza mentale\n- La trama ci prova… Ma non ce la fa… Proprio no…\n- Attira, ma per tutti i motivi sbagliati

Conclusioni

Project X Zone è davvero il crossover definitivo, in quanto, formalmente, unisce tanti di quei personaggi provenienti da universi molteplici da non poterli contare. Purtroppo, una fenomenale realizzazione tecnica ha finito per sposarsi con un gameplay stantio e strascicato, dove la varietà bisogna crearsela da soli e tutto si può risolvere con il ragionamento minimo. Un affascinantissimo peccato.

5.9Cyberludus.com
Articolo precedenteKinect Sports Rivals [Gamescom 2013]
Prossimo articoloThe Lego Movie Videogame [Gamescom 2013]
Redazione
CyberLudus è un'Associazione Culturale che opera nel settore videoludico dal lontano 2007, a stretto contatto con produttori e distributori di tutto il panorama internazionale. La nostra redazione segue con passione ed entusiasmo l'evolversi di questo mondo, organizzando tornei e contest, partecipando a manifestazioni ed eventi e, attraverso il nostro portale, fornendo all'utenza un piano editoriale che prevede recensioni, anteprime, guide strategiche, soluzioni, rubriche ed approfondimenti.