Ogni giorno c’è una nuova storia. E’ effettivamente quello che vorremmo tutti, no? La fuga dalla routine, l’eludere, magari anche senza esagerazioni, una vita piatta. Un percorso di stimoli che possa darci la forza di andare avanti perchè, citando un vecchio saggio, "Una volta avventurieri, avventurieri per sempre". Non si rimanga interdetti dal fatto che abbiamo appena recuperato e fatto nostra una frase detta da un papero in palandrana, ghette e tuba perchè, come già lui ci ha insegnato nel corso di ormai venticinque lunghi anni, sono lo spirito e il rischio a forgiare l’uomo. Con delle storie… Storie di paperi. DuckTales Remastered è caduto come un fulmine a ciel sereno dopo una promessa di novità da parte di una Capcom che, ormai, non si sa più se amare o odiare… E insieme a lei WayForward, compagnia che, ultimamente, ha avuto la brutta abitudine di viziarci con quasi tutti i suoi prodotti! Una coppia nata sotto una buona stella piumata per uno dei ritorni più attesi di tutti i tempi… Una nostalgia doppia, una doppia tradizione. Chiedo già scusa, è molto probabile che, di tanto in tanto, mi scappi qualche verso paperonesco di troppo, durante l’articolo. E’ tutto dovuto, alla fine.

Un semplice colpo andato male?

In una mattinata di sole un allarme rompe il silenzio di una pacifica Paperopoli: è la sirena del deposito di Paperon de Paperoni, il papero più ricco del mondo, che segnala una nuova intrusione della Banda Bassotti! Il pennuto genio della finanza salta sulla sua limousine e, grazie al fido Archie, si getta all’inseguimento dei malandrini, i quali sembravano particolarmente interessati a un quadro di scarso valore, acquistato da Paperone di recente… Non fosse che dietro il quadro è custodita la mappa che rivela la posizione di cinque tesori di valore inestimabile! GULP! L’avarastro non può certo perdere l’occasione di portare a casa ancora più soldi di quanto già non ne abbia e si tuffa alla ricerca di questi luccicanti oggetti insieme ai nipotini, a Gaia e… A Jet McQuack… Beh… Qualcuno dovrà pure trasportarlo in giro per il mondo… Speriamo non precipiti troppo spesso!

1989 oggi. Per il meglio.

Si prende il mano il joypad (o, nel caso in questione, il WiiU Gamepad) e, se si riesce a sopravvivere al tema della schermata del titolo senza cantarlo per intere ore, ci si tuffa in un modo di giocare che non strizza l’occhio ai granitici metodi degli anni ’80… ma fa molto di più! Li emula, in tutto e per tutto, pur con qualche gradevole novità! Il gameplay ruota tutto attorno a due soli tasti, salto e azione con il bastone, oltre agli ovvi controlli direzionali: è tutto qui, e una volta comprese tutte le opportunità che ha in serbo per noi Zio Paperone potremo definirci dei veri maestri dell’esplorazione! I livelli, riproposti con la stessa struttura di quelli della versione NES, propongono una equilibrata e mai sleale sfida a due dimensioni attraverso la quale il vecchio papero dovrà farsi strada colpendo scrigni e rocce con il bastone da passeggio o utilizzandolo come pogo stick (i trampolini a molla che andavano tanto di moda all’epoca, dentro e fuori dal mondo videoludico) per saltare sopra nemici che si muovono secondo pattern semplici, pur posizionati in maniera da tenere sempre alto il livello e il senso della sfida. Nuova aggiunta è la possibilità di semplificare i controlli del rimbalzo assegnandoli alla sola pressione del tasto azione e aggirando la metodologia classica che necessitava la pressione contemporanea di azione e movimento direzionale in basso: forse per i veri puristi si tratterà di una riduzione ma è altrettanto vero che molti, specie i neofiti, apprezzeranno… E, comunque, fidatevi, è solo una piccola modifica (non obbligatoria, poi) che non snatura affatto la struttura di questa avventura! Sparsi in giro per i cinque livelli si possono trovare grandi e piccoli diamanti che, accumulati, forniscono i fondi necessari per sbloccare una serie di contenuti extra, laddove, in passato, servivano soltanto a modificare l’esito finale del gioco, apportando lievi cambiamenti alla sequenza di chiusura. Ognuna delle cinque zone è liberamente esplorabile ed è gremito di elementi di non linearità come liane, specchi teletrasportatori, carrelli da miniera e infinite altre peculiarità tutte da scoprire, con o senza l’aiuto della mappa presente nella schermata della pausa. Una volta accumulati tutti i tesori necessari all’interno di un livello si può raggiungere lo scontro con il boss di turno e per ognuno di essi sono stati meravigliosamente migliorati tutti i pattern e tutte le strutture delle ‘arene di battaglia’, rendendo gli scontri davvero epici. La malleabilità del titolo e la necessità (non formale ma desiderata) di recuperare, piano piano, tutti i contenuti offerti dalla galleria degli extra, insieme alle difficoltà aggiuntive, sono solo alcuni degli elementi che rendono DuckTales Remastered estremamente rigiocabile… Unico neo, se possibile, è la necessità di doversi abituare a un sistema di controllo che, per quanto funzioni bene, non brilla della stessa fluidità dei titoli bidimensionali che hanno visto la luce negli ultimi anni: pochissima cosa, comunque, perchè l’insieme, di per sé, vi farà dimenticare queste piccole scaramucce.

"Un milione e uno, SMACK! Un milione e due, SMACK! …"

Carisma a fiumi: ecco uno degli ingredienti segreti di questo *DuckTales Remastered, e non è nemmeno una di quelle trappole-mezzuccio per attivare il file della nostalgia e spostare il criterio di godimento e di giudizio su quel frangente. Si guarda alle incredibili animazioni e agli sprites disegnati a mano e sembra davvero che un episodio della serie stia prendendo vita sullo schermo (per quanto gli scenari non raggiungano lo stesso livello qualitativo e i paperi aprano davvero troppo poco il becco); si ascoltano le versioni riarrangiate della colonna sonora e viene immediatamente da pensare che, per ognuna di esse, WayForward si sia mossa con un rispetto che non ha eguali, specie se si pensa che il materiale da cui partire era già di altissimo, se non leggendario livello. Insomma, si ha la immediata percezione di essere di fronte a un prodotto ben lontano dalla perfezione, sia chiaro, ma plasmato comunque dannatamente bene e con un cuore d’altri tempi. Le scenette e le voci angolofone del cast originale (forse poca cosa per noi italiani ma, senz’altro, una gioia per chiunque abbia vissuto la serie negli Stati Uniti o in Inghilterra) riescono, poi a ricreare perfettamente l’atmosfera di una lunga puntata della serie, perfino recuperandone pari pari alcune battute e sciogliendo così il cuore in quel plasma nostalgico dove, tentativamente, non si dovrebbe cadere. Però, quando si arriva alla fine, per quanto ancora ci sia da lavorare per sbloccare tutti quei contenuti, ci si trova a volerne ancora, a volerne di più, mentre ci si tuffa tra le monete del depotiso: è tutto il risultato di questo carisma che ci abbraccia e ci stringe. Non possiamo farci niente.

Conclusione

DuckTales Remastered ha tutto quello che si può chiedere a una riproposizione in alta definizione dei nostri giorni, specie se si guarda ai concetti di rispetto per l’opera originale (anche nei suoi difetti) e di cura per la realizzazione di tutti i dettagli. E’ un’esperienza che riesce, da sola, a far risorgere l’intero carisma della serie animata, con tutti i ricordi annessi che, senz’altro, aiutano a godersela ancora di più. Forse si può imputare a quest’opera un certo anacronismo: si tratta, in tutto e per tutto, di uno scheletro da Nintendo Entertainement System proposto nella quotidianità odierna ma, SBLENG! , sarebbe terribile, sacrilego non avvicinarsi per timore di una delusione da aspettative. Un ottimo gioco di piattaforme è sempre bello, lo è sempre stato e sempre lo sarà: la spesa sarà un po’ alta, forse, ma perfino Paperone sarebbe fiero di un simile acquisto. Un gioco che risveglia in noi il fiuto per il buon gameplay come, in lui, il fiuto per i dollaroni sonanti: WayForward, siete di nuovo stati capaci di un lavoro eccezionale. Ci inchiniamo con devozione di fronte alle vostre capacità. Woohoo. Ora manca solo una distrazione abbastanza forte da togliersi quella maledetta, fantastica sigla dalla testa.

CI PIACE

+ Suda carisma da ogni suo pixelloso poro\n+ Le animazioni e le tracce riarrangiate sono tutte da applausi\n+ E’ una esperienza d’altri tempi perfettamente ritradotta\n+ Se si scatena il fattore nostalgico ve lo godrete come bambini\n+ La sigla resta meravigliosa…

NON CI PIACE

– …e maledettamente malefica\n- Per alcuni potrebbe sembrare troppo corto e costoso\n- I controlli sono meno immediati di quel che sembrano!

Conclusioni

Al momento non esiste modo migliore per rivivere queste ‘storie di paperi interattive’: partire all’avventura insieme a Zio Paperone, ai nipotini e a tutti gli altri amici non è mai stato così meravigliosamente piacevole. Un particolare plauso a WayForward, inoltre, per l’incredibile rispetto che ha dimostrato nei confronti del prodotto originale: siete davvero degni di encomio.

8.5Cyberludus.com
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