Fumetti e videogame costituiscono da sempre un’accoppiata affascinante per gli amanti delle due arti. Gli eroi in matita hanno dato vita a videogiochi acclamati, come la serie Batman di Rocksteady Studios o il buon tentativo di Raven Software col suo X-Men Origins: Wolverine. Insomma, di eroi Marvel e non, l’industria videoludica ne è piena. A questa bella scorpacciata, inevitabilmente in lotta con i cattivi di turno, mancava una voce una fuori dal coro, qualcuno che ricordasse agli appassionati di fumetti che non esistono solo i buoni principi e la salvaguardia del genere umano. Insomma, al mondo dei videogame mancava un Deadpool, al secolo Wade Winston Wilson, un tizio che usa i propri superpoteri più per interessi personali che per seguire nobili scopi. A far conoscere questo strambo videogame all’industria videoludica ci ha pensato High Moon Studios, team americano già coinvolto nel progetto *Transformers tra il 2010 e il 2012, con la speciale collaborazione di Daniel Way, già profondo conoscitore del personaggio cartaceo. Vediamo come se l’è cavata l’eroe della coppia Nicieza-Liefeld in versione digitale.

High Moon ha lavorato tantissimo sul profilo caratteriale di Deadpool, rendendolo un protagonista unico, mai così coinvolto nel suo stesso videogame. Nel prologo dell’avventura, gli sviluppatori ci mostrano come sia stato lo stesso eroe a proporre l’idea del gioco agli sviluppatori, per poi aiutare finanziariamente il progetto a suon di visite farlocche sul sito. Tuttavia, le fasi iniziali ci mostrano un Deadpool contrariato dal copione stilato dal team, piuttosto classico e senza la bella vita che aveva immaginato per il suo videogame: nessuna ragazza nuda, poco divertimento e giusto un paio di pugni qua e là. Così, dopo aver giocato un po’ con le cianfrusaglie del polveroso appartamento, l’eroe chiede al videogiocatore se è pronto a far sul serio e tirare fuori le spade contro ondate di nemici. Da qui parte l’improvvisazione più folle, che porta Deadpool a far di testa sua, contrariamente a quanto High Moon aveva previsto originariamente.

Paradossi a parte, la storyline di Deadpool è piuttosto confusa e male organizzata. Tutta la sceneggiatura si basa sulla risposta ad eventi imprevisti, come la comparsa di un nemico o bizzarre vicissitudini occorse tra una schermata e l’altra. Man mano che l’utente respinge gruppi sempre più numerosi di nemici, il videogioco ci presenta amici e nemici di Deadpool creando un gran polverone, come se gli sviluppatori abbiano cercato a tutti i costi di presentare il quadro completo del protagonista ficcando qua e là una serie di cameo. Per un’avventura dalla longevità media, ci ritroviamo oltre 6 personaggi con una manciata di battute a testa, quasi tutti inutili. Fortunatamente, è lo stesso Deadpool a scherzarci sopra con diverse battute sul budget e il classico gioco a chi è il migliore con gli altri eroi nel suo gioco, rendendo la pillola meno amara da ingoiare.

DEADPOOL SMAAASH!

Se non fosse per il bizzarro protagonista, parleremmo di una storyline senza capo né coda, confusa e per niente intrigante. Fortunatamente, la versione digitale di Deadpool è una continua sfida all’azzardo, fatta di parolacce, volgarità e violenza gratuita – sempre nel segno dello humor – con buona pace di chi reputa diseducativi i videogame odierni. Ogni frase del personaggio contiene un doppio senso a sfondo sessuale, piuttosto che una cattiveria su qualcuno o una frecciata agli sviluppatori, che di tanto in tanto gliene combineranno una. Grazie a questi stratagemmi che tengono alta l’attenzione dell’utente per tutta l’avventura, non si corre mai il rischio di annoiarsi nonostante il gameplay vecchio stampo e ripetitivo. Deadpool non fa altro che picchiare e sparare grazie al set di armi a disposizione. Il videogiocatore può scegliere se utilizzare armi corpo a corpo – spade o martelli – piuttosto che bocche da fuoco – da pistole a uzi – attraverso il classico switch con i tasti direzionali del pad. Il tutto è gestito da sistema di crescita piuttosto classico, che consente sia di migliorare le armi che di ottenere bonus di altra natura, come potenziamento di salute e attacchi speciali.

Il combat system sopravvive grazie al collaudato sistema di combo che, colpo dopo colpo, carica la barra del momentum, una potente mossa speciale che arreca danni tangibili a più nemici contemporaneamente. Tra gli upgrade disponibili, l’utente avrà la possibilità di caricare ed utilizzare fino a tre momentum diversi, pianificando gli attacchi a seconda della tipologia di nemici. Deadpool se la vedrà con una discreta varietà di cattivi: soldati semplici, kamikaze, artiglieri e mini-boss, prima affrontati in solitaria, poi in gruppi sempre più vasti ed eterogenei. A conclusione dell’analisi del comparto gameplay, possiamo citare brevissime sezioni platform – proposte tra una battuta e l’altra nel fittizio dialogo tra Deadpool e gli sviluppatori – che di certo non alterano l’equilibrio hack’n’slash del titolo.

Bad guys and bad camera

Dopo la ripetitività del gameplay, gli altri difetti di Deadpool si nascondono nel comparto tecnico. Il problema maggiore risiede nella gestione assolutamente insufficiente della telecamera. Questa risulta troppo attaccata alle spalle del protagonista, allontanandosi esclusivamente quando l’eroe ripone le armi o tira fuori spade e martelli. L’utilizzo delle pistole è sconfortante, in quanto la visuale a disposizione del videogiocatore è ridotta all’osso e, come se non bastasse, le ondate di nemici contribuiranno ad aumentare esponenzialmente la confusione sul terreno di battaglia. Nondimeno, il videogioco offre un sistema di targeting poco efficiente, che non permette realmente a Deadpool di seguire i nemici una volta agganciati. Le armi rappresentano un approccio potenzialmente importante agli scontri, molto efficienti a lungo raggio e indispensabile per alcuni nemici che non toccano mai terra. Inoltre, per aggiornare qualsiasi tipo di arma, è necessario uccidere un certo numero di cattivi con la stessa: in questo scenario, chi rincorre l’obiettivo di completare il set di upgrade, dovrà vedersela più del dovuto con fastidiosi litigi con la telecamera.

Non mancano altri difetti tipici di produzioni meno recenti, come ad esempio le care vecchie compenetrazioni poligonali che bloccano il personaggio all’interno di un oggetto della schermata, tra l’altro completamente statica e priva di elementi dotati di fisica ed illuminazione dinamica. La qualità delle texture è al di sotto della media attuale per gli hack’n’slash, titoli che, oggigiorno, tendono a gonfiare i combattimenti con filtri ed effetti spettacolari legati alle combo?caratteristiche che in Deadpool mancano quasi completamente. Il punto di forza del comparto tecnico sono le cinematics, grazie alle quali gli sviluppatori sono riusciti a tirare fuori il meglio dell’eroe e dei co-protagonisti. Colonna sonora e doppiaggio seguono le ispirate scene d’intermezzo, grazie al puntuale intervento di Nolan North, voce originale dell’eroe, che completa al meglio il profilo della creatura Marvel. Peccato che, oltre la colonna sonora, non ci sia praticamente nessun’altra traccia.

Commento leggermente interessato di Alessandro "Il Notturno" Perlini

Deadpool, in questo momento, è incastrato nel corrimano di una scala, a seguito di una combo riuscita bene ma finita male: lo guardo mentre piroetta come una ballerina, tentando inutilmente di saltare e teletrasportarmi fuori. Niente. Vuole star lì. Volto lo sguardo e osservo la foto di me con Sean Miller, uno dei produttori del gioco, uno degli entusiasti ragazzi di High Moon Studios che ho incontrato un anno fa a Colonia, durante la Gamescom. Sarò onesto, non avevo l’appuntamento per parlare con loro: mi sono intrufolato nella sala, mentre Sean e i suoi colleghi ci hanno presentato la prima demo non giocabile. Un quarto d’ora di risate, sembrava tutto così perfetto: uno dei miei personaggi preferiti stava davvero prendendo vita in maniera magistrale. A seguire, io e Sean Miller iniziamo a chiacchierare: venti minuti passati a discutere su quanto Deadpool sia, oggettivamente, un personaggio grandioso, con un incredibile potenziale. Miller mi racconta quanto lui e i ragazzi si stanno divertendo a lavorare su di lui perché non hanno nessuna limitazione alle loro idee: tutto può succedere, si sta parlando di Deadpool, del resto! Deadpool è ancora lì fermo, continuo a ruotare gli analogici per farlo piroettare, perché almeno mi diverto a sfruttare un glitch che mi costringerà a riavviare la partita dall’ultimo checkpoint. Ho ucciso cloni su cloni, tutti uguali, incontrato qualche personaggio al quale lo spessore è stato tolto e osservato tanti altri problemi. Ho saputo che, poco prima della conclusione dello sviluppo, ad High Moon sono stati tagliati i fondi, con essi le persone ma, spero, non il loro entusiasmo: Miller credeva troppo in quel progetto, ed era sincerità vera, non quella tipica di chi vuol vendere il loro prodotto. Non riesco a capire cosa è successo davvero: vedo solo un antieroe che galleggia e piroetta, inserito in un contesto che non gli rende giustizia. Riavvio la partita e recupero i due minuti persi. Ho ancora fiducia nella voglia di fare di Miller, che in quella foto pare quasi evidente: ma mentre quel povero matto corre in giro, con le sue spade e le sue pistole, sento qualcosa che manca. Chissà cosa è successo davvero, ad High Moon, per allontanarsi da quel risultato che io, che Miller e gli altri avevano e avevamo intravisto. Meglio continuare a saltare, a sparare, a ?spadare’: magari quell’entusiasmo riapparirà. Non si finisce mai di sperare? Giusto, Sean?

Commento finale

Se Deadpool fosse uscito qualche anno fa, probabilmente avrebbe ottenuto una media ben più alta. Ad oggi, la produzione High Moon Studios deve vedersela con titoli ben più curati e definiti, magari meno incisivi dal punto di vista linguistico ed umoristico, ma più divertenti e spettacolari in termini di gameplay. Da questo titolo, emerge comunque tutta la buona volontà degli sviluppatori, nonchè la profonda voglia di caratterizzare il proprio personaggio virtuale sulla base di quello cartaceo, con l’obiettivo di offrire all’utenza l’antieroe che tutti stavano aspettando. Tra le tante buone idee, in alcune fasi di sviluppo è mancata la concretezza, ma il progetto non si può certo reputare un fallimento. Chissà, magari Deadpool deciderà di rifarsi e costringerà High Moon a sviluppare un seguito.

CI PIACE

– Un personaggio fuori dagli schemi tutto da scoprire\n- I fan dell’eroe non resteranno delusi dalla caratterizzazione digitale di Deadpool\n- Passatempo divertente

NON CI PIACE

– Ripetitivo\n- Telecamera poco efficiente\n- Difetti tecnici della passata generazione\n- Graficamente non all’avanguardia

Conclusioni

Il buono, il brutto, il cattivo… e quello fuori posto. Deadpool non è certo l’eroe che ci aspettiamo, fedele a sani principi ed intenzionato a salvaguardare l’umanità. Tutt’altro. Mazzate a destra e a sinistra, tante parolacce, belle ragazze e sangue a volontà. Buono per un film, meno riuscito come videogioco…

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