The Night of the Rabbit – Recensione

In attesa dell’ultimo capitolo della saga Deponia e della scommessa Blackguards, Daedalic Entertainment delizia i sui fan con The Night of the Rabbit, avventura grafica di stampo classico di cui abbiamo già avuto modo di parlare in passato. Il gioco – inizialmente previsto col titolo The Rabbit’s Apprentice – è un’opera di Matt Kempke, game designer emergente ma già noto a chi segue il genere, grazie alla sua forte creatività e immaginazione. Come vedremo nel corso dell’articolo, The Night of the Rabbit è un racconto per bimbi, che cattura anche i più grandicelli. Attualmente il gioco è disponibile su Steam completamente in inglese e tedesco con qualche sottotitolo, tra cui manca l’italiano. Per la traduzione, probabilmente, dovremo attendere la pubblicazione di un altro publisher.

The dream that he had?would come true

The Night of the Rabbit è un viaggio tra sogni che diventano realtà, la classica fiaba che si racconta al bambino prima di metterlo a letto. Ed era proprio questa l’intenzione di Kempke, narrare una favola che riuscisse a far sognare i bambini e, al tempo stesso, ricordasse ai più grandi quanto è bello staccare la spina e sentirsi piccoli per sempre?o almeno per una decina di ore di gameplay. Il protagonista della vicenda è Jeremiah Hazelnut, più semplicemente Jerry, un ragazzo che si accinge a tornare a scuola dopo le vacanze estive. Anche se mancano solo una manciata di giorni prima di rimettere lo zaino in spalla, Jerry è intenzionato a vivere intensamente ogni piccola avventura che gli si prospetta, come una semplice raccolta di more nel fitto bosco vicino. Tra un click e l’altro del tutorial, ecco arrivare la magia, l’occasione di una vita, la tanto sognata opportunità di diventare mago! Una busta si leva al cielo, l’incantesimo fa comparire il Marchese de Hoto, un mago coniglio che offre a Jerry la possibilità di diventare il suo apprendista il Treewalker.

Ovviamente il ragazzo non si fa ripetere due volte l’invito ed accetta di partire per l’avventura, che lo vedrà addestrarsi nella magica città di Mousewood, in un universo parallelo collegato per mezzo di antichi alberi portale. Durante il gioco, Jerry imparerà tutti i segreti dei Treewalker e farà tante amicizie, tra bizzarre storie da raccontare e creature alquanto originali che, di volta in volta, chiederanno il suo aiuto per piccoli grandi problemi.

Un incantesimo per volta?

La formula di gameplay di The Night of the Rabbit è davvero semplice e classica, adatta sia ai navigati del settore che ai neofiti. Gli enigmi si basano perlopiù sull’interazione tra oggetti dell’inventario e l’ambiente circostante, spesso e volentieri abbastanza meccanici, altre volte più ragionati con qualche mezza citazione di altre opere del genere. La difficoltà generale è medio-bassa ed il gameplay è ricco di contenuti extra che ben si sposano con motivazioni dettate dalla trama. Ad esempio, per tutta l’avventura è prevista la raccolta di carte da gioco che serviranno a Jerry per sfidare i vari personaggi di Mousewood, sia come passatempo che per ottenere ricompense. In The Night of the Rabbit non è lasciato nulla al caso, ed anche il doppio sistema di aiuto è motivato in parte dalla trama: l’utente ha a disposizione una speciale moneta che permette a Jerry di illuminare tutti gli hotspot vicini; inoltre, il Marchese de Hoto insegnerà al ragazzo un incantesimo per chiedergli aiuto in qualsiasi istante.

L’aver giustificato tutto con la trama risulta una strategia alquanto originale e simpatica, che dona all’insieme il particolare aspetto di un mondo completo e curato nei minimi particolari. D’altronde, come detto, è una fiaba raccontata per mezzo di un’avventura grafica, dunque, tutto deve avere un perchè. Ed un senso lo hanno anche gli enigmi con cui avrà a che fare il videogiocatore. Spesso si tratterà di collezionare una serie di oggetti ed interloquire con i vari abitanti di Mousewood, risolvendo iproblemi in lungo e in largo per la mappa di gioco. Più avanti con la storia, Jerry otterrà un libro magico che gli consentirà di switchare rapidamente tra il gioco e la notte, aumentando di molto il raggio d’azione degli enigmi.

A livello d’interfaccia, ritroviamo il Daedalico inventario a scorrimento richiamabile tramite mouse, oltre che il diario di Jerry, sempre aggiornato con i risvolti della trama ed i compiti in sospeso. L’originalità delle motivazioni e la sceneggiatura fiabesca non lasciano mai solo l’utente, nonostante il sistema di enigmi ed azioni da compiere possa risultare un po’ ripetitivo. Fortunatamente, intervengono diversi espedienti che, di volta in volta, aiutano l’esperienza di gioco ad assimilare vivacità e nuove, particolari, interazioni. Proseguendo con la storyline, Jerry comincerà ad imparare incantesimi che, di volta in volta, sbloccheranno azioni prima non richieste o semplicemente impossibili da eseguire.

Come in una favola

Commentare l’analisi tecnica è molto semplice: immaginate di raccontare o vivere una favola, piena di topolini personificati che vivono in un villaggio magico. Mousewood è proprio questo, tutto ciò che si aspetta da una fiaba con tanto humor: rana postino, talpa dj, topo ballerino, gufi e strani individui. Il villaggio è pieno di colori ed ogni schermata ha qualcosa ha raccontare. Innumerevoli dettagli e piccole chicche donano alla mappa un sapore particolare, mentre Jerry diventa inaspettatamente il pesce fuor d’acqua, il personaggio normale di un mondo bizzarro. Mousewood è immersa nel verde, tra alberi centenari e magiche apparizioni, in cui è ammesso anche il classico folletto dispettoso.

Non è un character poco curato rispetto agli altri, The Night of the Rabbit è un’avventura che non fa distinzioni tra protagonista e personaggi secondari. Tutti sono sullo stesso piano e tutti partecipano alla storyline di Matt Kempke in egual misura. Chiaramente, fin dalle prime ore di gameplay gironzolando tra i vialetti di Mousewood, l’utente imparerà a conoscere uno ad uno gli abitanti del villaggio, mentre la personalità di ciascuno diventa l’abito cucito su misura per il ruolo da interpretare nella sceneggiatura. Tra uno sbattimento e l’altro, The Night of the Rabbit non lascia mai solo il protagonista, attraverso tracce audio allegre e scanzonate ma mai invasive. La tracklist è piuttosto varia ed assolutamente bella da tenere come sottofondo, e possiamo apprezzare diversi contenuti extra come l’audio-libro che Matt Kempke ha preparato per la propria opera. Il doppiaggio inglese è di assoluto spessore, e conferma ancora che sotto il punto di vista tecnico non vi è distinzione tra protagonisti e non. Difficile trovare difetti in un’avventura come questa, che nasce con ottimi propositi e viene realizzata con cura maniacale sotto ogni aspetto. Il tutto, potenzialmente per oltre 8-10 ore di gameplay, che possono aumentare con la raccolta di extra ed unlock degli achievement Steam.

Commento finale

La scommessa di Daedalic e Matt Kempke è assolutamente vinta. Dopo l’umorismo e la puzza di Deponia, la malinconia di TDE Chains of Satinav e la sobrietà di A New Beginning, il catalogo del publisher tedesco trova corrispondenza anche alla voce "fiabe". The Night of the Rabbit è un’avventura piacevole che fa della magia e dei racconti i suoi punti di forza. È come un salto nel passato, l’obiettivo dichiarato dello stesso game designer. Il difetto dell’avventura sta esclusivamente nel sistema ad enigmi semplice e classico, che non lascia spazio a sfide particolarmente complicate. Difetto voluto e giustificato per rendere l’avventura fruibile a qualsiasi tipo di utenza e non solo agli esperti del genere. Non sappiamo ancora nulla riguardo l’eventuale pubblicazione italiana del gioco, ma The Night of the Rabbit è una storia che prende dall’inizio alla fine, pertanto vale lo sforzo di godersela anche in inglese con dizionario accanto.

CI PIACE

– Inedita atmosfera del catalogo Daedalic\n- Storyline leggera e piacevole\n- Ottima location, curata nei minimi particolari\n- Tutti i personaggi sono realizzati con estrema cura

NON CI PIACE

– Attualmente è previsto solo in inglese e con diversi sub europei, ma manca l’italiano

Conclusioni

L’ultima avventura Daedalic è un viaggio magico. Aiuteremo Jerry a realizzare il sogno di tanti ragazzi della sua età, diventare un mago. Mancano pochi giorni all’inizio della scuola ed è l’occasione ideale per cominciare una grande avventura in un mondo bizzarro. La realizzazione del sogno è appena cominciata.

8.7Cyberludus.com
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Redazione
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