LEGO City Undercover: The Chase Begins – Recensione

Anche Traveller Tales deve soffrire della sindrome di George Lucas: prima ci ha spianato la via per LEGO City su WiiU, facendoci conoscere un Chase McCain in fuga, un poliziotto duro e puro con un grande curriculum alle spalle e solo poi ci vuole raccontare gli inizi della sua carriera, questa volta su Nintendo 3DS. Il tutto, poi, senza nemmeno attendere, senza farci abituare e proponendo questa nuova avventura nel passato a solo un mese dall’uscita dell’episodio per giocatori casalinghi… Attenzione, però: la seconda trilogia di Guerre Stellari ci ha regalato personaggi di grande spicco come Jar Jar Binks, disintegrandone, in parte, il cuore (ma le ragioni sono molteplici, questo è solo UN motivo). Non c’è il rischio di ritrovarselo in versione LEGO, in quanto è già successo in passato, ma la formula del prequel non a sempre avuto grandissimo successo e questa volta sembra che il tutto sia stato realizzato rapidamente e con un certo azzardo. Imbarchiamoci di nuovo, in questo LEGO City Undercover: The Chase Begins (va ammesso che il titolo è stato ben pensato, mannaggia agli sviluppatori), verso le coste di una città dove la criminalità è solo nascente e dove la stella di Chase McCain è ancora lontana dal brillare… E con essa, tutto quello che la circonda.

Poco lavoro alla stazione di polizia

Le forze dell’ordine di LEGO City sono sempre impegnate… a mangiare ciambelle! Solo di recente sembra che la criminalità sia in aumento a causa dell’apparizione di una serie di gang capitanate dai più bizzarri personaggi, spesso e volentieri mezze cartucce incapaci di resistere al braccio violento della legge! Tra le sale della stazione si aggira una recluta, intenta a registrare i progressi del suo lavoro: è Chase McCain, colui che diventerà uno dei poliziotti più leggendari della storia ma che, al momento, non è altro che un comune tirocinante immerso nel turbinio di un gruppo di colleghi che non stravedono per lui, specialmente il vice-commisario Dunby, che non lo ha preso proprio in simpatia. E’ compito suo fare il lavoro sporco e faticoso del quale nessuno vuole occuparsi, ovvero prendersi cura di tutti questi simpatici malviventi… e sarà nostro compito accompagnarlo in tutti questi lavori che, a tratti, vi sembreranno ancora più sporchi. Sporco chiama sporco. Le premesse non sono incredibili, vero?

Un fratellino meno degno

Il gameplay di LEGO City Undercover: The Chase Begins non si discosta eccessivamente da quello incontrato nel suo fratello maggiore su WiiU, anzi, si potrebbe quasi dire che ne è una perfetta copia pur con un nutrito insieme di limitazioni: Chase deve raggiungere tutti i luoghi segnalati sulla mappa da un distintivo per proseguire nella missione principale oppure può scegliere di eludere la narrazione e di proseguire a modo suo, vagando in lungo e in largo per la città? Una città decisamente priva della stessa vitalità che permeava la LEGO City che abbiamo conosciuto sugli schermi televisivi. Le meccaniche di salto e di combattimento restano identiche, semplici e funzionali, insieme a quelle dei costumi, che Chase può recuperare durante le missioni e che possono tornargli utili per risolvere le più disparate situazioni: solo per citarne alcune, con il costume da poliziotto si può utilizzare un rampino per raggiungere i luoghi più elevati, con quello da ladro si possono scassinare porte e casseforti e con quello da operaio edile si può agire su mattoni, piastrelle e generatori. Nulla di veramente nuovo sotto il sole, in quanto si tratta di abilità già viste, ma fa piacere che siano state tutte riproposte con alcune forme aggiuntive che si possono recuperare nel corso del gioco e comprare, successivamente, alla centrale di polizia con l’ausilio di tanti, tantissimi gettoni LEGO. Vagando per città, risolvendo le missioni e distruggendo oggetti di ogni genere sul suo cammino, Chase può ottenere anche i super mattoncini, necessari per costruire strutture come rampe, piste d’atterraggio per gli elicotteri e punti di recupero di veicoli, i quali vanno, come i costumi, sbloccati e acquistati singolarmente. Sembra, davvero, che tutto ciò che era presente nella versione ?originale’ sia rimasto intatto anche in questo episodio portatile, con tanto di altri collezionabili sparsi più o meno ovunque? sfortunatamente non è così. Come già accennato poche righe sopra, la città appare smorta e grigia: ci sono meno automobili, meno passanti ed è venuto completamente a mancare il sistema di combo per le distruzioni di pali e oggetti quando si pilota un veicolo; oltretutto, tutte le micromissioni secondarie, che bisogna forzatamente rintracciare con lo scanner attraverso indizi visivi e sonori e solo una alla volta, sono identiche e portano tutte allo stesso risultato: si rileva, si agisce, si colleziona un nuovo costume o qualche altro piccolo premio. Nonostante questa ripetitività, comunque, il gioco resta divertente, specie visto che ad ogni piccolo passo corrisponde una piccola ricompensa, stimolando un senso di scalata, di crescita. La parte più carente, purtroppo, è quella che avrebbe dovuto circondare tutta questa struttura: questo episodio, a differenza della sua ?portata principale’, è completamente privo di fascino.

Carisma assassinato

La bellezza della LEGO City di WiiU risiedeva, oltre che nel gameplay solare e variegato, nella vitalità della città e dei personaggi che la abitavano, primi su tutti i vari protagonisti: in The Chase Begins diminuiscono le battute, il clima è più serio e, nel complesso, più puerile e le poche gag rimaste (molto meno efficaci causa la completa assenza di voci e di animazioni facciali dei personaggi salvo che nelle cutscene) hanno perso tutto l’acume e tutta la loro spassosa volontà di citare la nostra cultura fino allo stremo, parodizzando le nostre passioni e ironizzando sul nostro modo di vivere. Qui ci troviamo di fronte a una comicità fine a se stessa, poco stimolante, dove l’atmosfera è spezzata da pochi suoni, registrati, spesso, con un bitrate terrificante per la console d’appartenenza: è l’assenza di questi stimoli che impedisce al gioco di godere di quella stessa impressione di flusso continuo della quale si fregiava con fierezza su WiiU. Il fatto che molte parti della città siano precluse al giocatore prima della conclusione di determinate missioni rende il tutto ancora più limitante, assassinando la libertà tipica di questo genere di titoli. Come se non bastasse, molti gesti di Chase sono decontestualizzati (qui possiede già il suo scanner, e non si sa come abbia fatto ad ottenerlo, essendo lui un novellino) e, per quanto sia ancora possibile ?noleggiare’ le automobili di passaggio, questa volta non c’è nessun fischietto da vigile: Chase salta direttamente dentro il mezzo? senza che nessun autista venga fuori dall’auto! L’aspetto tecnico non aiuta: i filmati sono estremamente granulosi, la grafica, per quanto colorata e vivace, consta di modelli spesso spenti e male animati e ogni oggetto compare solo quando è a una minima distanza dal giocatore con un fastidiosissimo effetto dissolvenza. La terza dimensione è di poco aiuto e di ancora minor fascino, purtroppo, mentre appaiono decisamente più interessanti l’utilizzo sporadico del giroscopio e il sistema di regali affidato alla funzione StreetPass, grazie al quale è possibile scambiarsi gli oggetti e i costumi ottenuti nel corso dell’avventura.

Conclusione

Prendete tutta la bellezza che scaturiva dal carisma e dalle colorite situazioni della versione su WiiU, toglietela e otterrete LEGO City Undercover ? The Chase Begins. Si tratta, senza dubbio, di un gioco da accogliere con un moto di sconsolata tristezza: sarebbe stato formidabile anche solo la possibilità di avere tra le mani, a portata di tasca, parte di quella brillantezza che ha accompagnato molti di noi per le vie della LEGO City bene, quella dell’alta definizione e della cura, quella del divertimento e della trama sopra le righe. Questa città, invece, sembra solo un piccolo sobborgo dove, forse, è piacevole passare solo qualche momento di vacanza o poco più. Qui Walking On Sunshine non suona, qui non è altrettanto bello vivere: una grande metropoli, ristrutturata al contrario, che aveva bisogno solo di mantenere la sua vitalità passata (anzi, futura). Un luogo che, purtroppo, smonta l’entusiasmo proprio come si smontano tanti mattoncini montati male assieme.

CI PIACE

– I collezionabili non si contano e stimolano l’esplorazione\n- I mattoncini LEGO riescono, comunque, a esercitare un certo fascino!

NON CI PIACE

– Carisma della versione casalinga quasi completamente assente\n- Tecnicamente lontano dall’eccellenza\n- Alcune volte i comandi sono troppo fluttuanti\n- Caricamenti lunghissimi, e su scheda è decisamente imperdonabile

Conclusioni

LEGO City Undercover: The Chase Begins non è che una piccola e poco interessante ombra del suo fratello maggiore: il gameplay resta simile, e per questo interessante, pur peccando in varietà. Sfortunatamente è venuto a mancare quasi completamente il carisma e la vitalità di città e personaggi, rendendo questo viaggio a LEGO City decisamente meno attraente.

5.5Cyberludus.com
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Redazione
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