The Cat Lady – Recensione

Ormai non fa più notizia pescare una gemma nel vasto panorama dei giochi indie. Di esempi ne possiamo fare tanti, così come di team sconosciuti che, grazie ad un ottimo titolo, si sono guadagnati un nome di tutto rispetto all’interno del difficile mercato videoludico. The Cat Lady è una di quelle avventure che per certi versi merita di far parte della cerchia delle gemme scovate per caso, anche se immergersi nella storyline è piuttosto difficile tanto è cruda la realtà che ci mostra. Cruda ma vera, verissima. Il titolo, concepito da Remigiusz Michalski e sviluppato da Harvester Games, è arrivato sottotitolato in italiano grazie a Zodiac Store, al prezzo di 9,99?.

Tu mi turbi

The Cat Lady non tradisce l’avviso di contenuti maturi presentato all’avvio del gioco. La trama è pesante all’inverosimile e alcune scene sembrano meno cruente solo grazie al tipo di grafica utilizzata dagli sviluppatori, che non premia i dettagli ed il realismo dei modelli poligonali. La protagonista della storia è Susan Ashworth, una donna che non ha nessuno su cui contare, se non i gatti che le riempiono la serata dopo un breve richiamo al pianoforte. Proprio per questo Susan è chiamata "The Cat Lady", la signora dei gatti. Non è la classica “gattara” solitaria e pazza, perché la solitudine che Susan vive quotidianamente la porta sull’orlo del suicidio ad un passo dall’oltretomba. Quello che sembra essere l’ultimo incubo prima del trapasso si rivela una seconda chance: tra i campi, la mente di Susan incontra una vecchia megera che millanta di offrirle la possibilità di cambiare il suo destino. Tanto male ha ricevuto Susan, ma tanto male può ricevere ancora gente innocente per mano di cinque psicopatici assassini che la vecchia chiama Parassiti. Alla protagonista viene proposta una scelta, che tanto opzionale non è in realtà: la salvezza dello spirito in cambio della vita di quei Parassiti. Difficile giudicare giusto o sbagliato questo modo di ottenere giustizia, Susan vorrebbe solo morire e si ritrova ad affrontare una sfida tutt’altro che semplice. I cinque Parassiti tenteranno di farle del male, di ottenere la sua vita, e lei dovrà essere più rapida nel prendersi la loro. Come se non bastasse, per ogni Parassita Susan è costretta a spegnere una candela che simboleggia la vita di un povero disperato. Un altro sacrificio, un’altra anima sulla fragile coscienza della donna solitaria.

La storia raccontata in The Cat Lady è piuttosto cruda e non coinvolge solamente Susan. Non entriamo nei dettagli, ma gli sviluppatori hanno messo nel pentolone diversi elementi che da sempre incutono timori nella gente. Per certi versi il gioco è molto deprimente, soprattutto quando Susan si lascia andare a riflessioni personali sul passato e sulla sua vita alquanto povera di spirito e motivazioni. Durante la storyline se ne vivono di cotte e di crude, ed alcune sono piuttosto immotivate. La sceneggiatura mostra il fianco sotto diversi punti di vista, anche a causa di un comparto tecnico alquanto deficitario. Tuttavia, per quello che propone, The Cat Lady è una piccola gemma – dimenticando motivazioni esagerate e paradossi – che fa tanto riflettere. Forse ognuno di noi ha avuto momenti di debolezza, o ha conosciuto gente che non se la passava bene. Harvester Games ci permette di calarci un attimo nei panni di chi vede la vita perennemente grigia, senza alcuna via di scampo. E non è affatto bello. Aprendo un po’ il cuore, The Cat Lady arriva a colpire il videogiocatore, commuovendo anche quello più freddo. Tetra e cupa esperienza, ma ne vale la pena.

Pugnalate dalla gente e dal gameplay

L’avventura Harvester non conta su un comparto tecnico all’avanguardia?e nemmeno a livello di giocabilità. Parliamo di un titolo a scorrimento orizzontale in cui il videogiocatore può andare solo a destra o a sinistra. Le interazioni con l’ambiente e con l’inventario sono affidate rispettivamente ai tasti SU e GIU’. Inizialmente il sistema di gameplay è piuttosto scomodo e si rimane impalati per qualche secondo fino a trovare il tasto giusto per ripartire. Nonostante ciò, l’esperienza di gioco non è tragica e gli enigmi sono piuttosto semplici da risolvere. L’avventura punta molto sulle conversazioni, infatti possiamo apprezzare l’ottimo doppiaggio originale – inglese – con i sottotitoli in italiano che, nonostante il tipo di grafica, si leggono piuttosto bene. In alcune circostante The Cat Lady mette in gioco un paio di idee interessanti che non sono state sfruttate a dovere, come le barre della tensione e della felicità mostrate solamente in un capitolo di gioco.

Gli sviluppatori hanno scelto uno stile grafico alquanto originale. Al di là della realizzazione dei modelli poligonali e degli ambienti, in pieno stile retrogame, notiamo che il level design punta forte sul chiaroscuro e contrasti di colore. Il predominio del bianco e nero si lascia perforare da qualche raggio di sole o dal colore sgargiante di una t-shirt, mentre in casa di Susan c’è totale desolazione e un forte senso di solitudine. L’avventura è piuttosto ricca di citazioni e cliché del genere, ma non mancano tocchi originali di un team che ha saputo mettere in piedi una bella esperienza di gioco.

Non si nasce gattare

The Cat Lady è un’avventura destinata a far parlare di sé?o forse no. Nonostante l’indubbio valore del titolo – confermato anche da un’ottima media internazionale – la storia di Susan Ashworth la conoscono ancora in pochi. Si tratta di un racconto triste ma colmo di speranza, che permette a tutti di riflettere e farsi qualche domanda. Il suicidio non è un pretesto, c’è tanto nell’analisi di Remigiusz Michalski. Da perdonare qualche sbavatura della sceneggiatura e del gameplay; da applaudire molte scelte azzardate che premiano chi si ferma a riflettere e recepisce il messaggio. Un buon motivo per riflettere sul fatto che spesso non siamo artefici del nostro destino, ma di quello degli altri?

CI PIACE

Perchè è un’avventura fuori dagli schemi, con delle grandi potenzialità. Ed è la finestra verso un mondo che in molti tendono ad ignorare. Fa riflettere.

NON CI PIACE

Di certo non è adatto a tutti, potrebbe risultare troppo pesante ed esagerato. Triste storia, su alcuni aspetti si poteva sorvolare.

Conclusioni

The Cat Lady è un’avventura di difficile collocazione. Piuttosto deprimente, esagerata nel suo macabro racconto della realtà più folle e mentalmente malata. Non proprio il genere di videogame adatto per godersi il mare e la compagnia. Tuttavia, la qualità del titolo non può essere messa in discussione.

8.3Cyberludus.com
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Redazione
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