Proprio quel che mancava a PlayStation 3: un picchiaduro adulterato con protagonisti una ventina di mascotte e icone videoludiche apparse in precedenza sulle console Sony. Esistono due modi affinché un videogioco novello ne omaggi un altro già uscito in precedenza sul mercato: copiando pedissequamente l’originale (e ciò conduce spesso in errore perché una principessa obesa non avrà mai lo stesso carisma di un idraulico baffuto) oppure limitandosi a riprodurre l’indispensabile (affidandosi alla propria creatività). A quale delle due categorie apparterrà dunque PlayStation All-Stars Battle Royale? A entrambe e nessuna delle due.

Giuoco di mano, giuoco da Sonaro

Laddove il picchiaduro della casa di Kyoto traeva origine dal Sumo (uno degli sport da combattimento più amati in Giappone) rivisitandolo in maniera complessa ed iperveloce, All-Stars Battle Royale si occidentalizza, focalizzandosi sull’aspetto più spettacolare degli scontri: l’esecuzione degli attacchi Super. Si tratta infatti di un picchiaduro dove è fondamentale mettere in campo tattica e tecnica attraverso combinazioni di attacchi a corto, medio e lungo raggio (oltre alle prese) per riempire l’indicatore delle mosse speciali in modo da spazzare via uno o più avversari. Le uccisioni accumulate saranno conteggiate con le rispettive morti allo scadere del timer, così da stilare una classifica e decretarne il vincitore assoluto. Tuttavia lo spettacolo non manca, potendo assistere nel contempo a simpatici siparietti dei beniamini Sony (come il RYNO V di Ratchet in grado di scatenare una pioggia di fuoco voluminosa oppure Kratos che, posseduto dall’ira degli Dei, indossa l’armatura di Ares e colpisce i contendenti brandendo la Lama dell’Olimpo) a seconda del livello raggiunto (tra i tre possibili) dalla barra Super. Eppure, per quanto si provi a giocare con precisione assoluta prestando la massima attenzione, l’iperattività dei personaggi, le arene colorate che riempiono lo schermo e la telecamera che si allontana per mantenere l’inquadratura di tutti i personaggi riducendone le dimensioni produce l’effetto indesiderato di venire distratti temporaneamente o perdere addirittura traccia del combattente controllato.

Una carezza in un pugno

All-Stars Battle Royale mantiene una sua identità ben definita. Persino durante i momenti più concitati è possibile riconoscere i volti familiari dei personaggi secondari presenti nei livelli a tema, ciascuno che si sviluppa affiancando ad un brand videoludico primario un “ospite inatteso” che fa capolino mentre l’arena si movimenta con trappole e power-up. Non stupisce quindi raccogliere un bazooka oppure una spada bilama per menare gli avversari circostanti mentre il Dojo di Parappa crolla rivelando la città invasa dai mech Helgast che lottano con un gargantuesco Maestro Cipolla.

Porgi l’altra guancia

La modalità Storia di All-Stars Battle Royale è un mero pretesto per prendere dimestichezza con i già intuitivi controlli (sebbene i videogiocatori che desiderino spingersi ben oltre la banale arte del “pigiate tasti a caso sul joypad in maniera ossessiva-compulsiva” possono gettarsi a capofitto nella modalità Tutorial, Allenamento e soprattutto nelle Prove, per memorizzare ogni singolo aspetto del lottatore preferito, da semplici contrattacchi e prese sino a combinazioni devastanti di mosse), durante la quale si viene premiati con una storiella raccontata attraverso bozzetti e tavole illustrate inerenti al franchise selezionato. Nonostante ciascun evento narrato, indipendentemente dal personaggio selezionato, abbia lo spessore di un foglio di carta All-Stars Battle Royale riesce a strappare una risata durante l’incontro con il rivale (a quanto pare la nemesi di Sly è, uhm… Nathan Drake?), preambolo per la battaglia col boss finale anatomicamente poco ispirato, seppur familiare ai fan Sony di vecchia data. Certo, la modalità in singolo è necessariamente piegata ad un multiplayer di più solido. Era lecito aspettarselo. Che la si giochi a casa seduti sul divano insieme ad amici, in mobilità sulla propria PSVita oppure in contemporanea su entrambe (agevolati dalle funzionalità di cross-play, cross-save e non meno importante cross-buy) la solida base ludica di All-Stars Battle Royale garantisce ore di sano divertimento, seppur limitandosi a modalità Tutti Contro Tutti o 2v2.

Senza vincitori né vinti

È dunque PlayStation All-Stars Battle Royale il picchiaduro/party-game definitivo per chi ama Sony? Non proprio. Eppure, a fronte di una serie di lacune inspiegabili quali grandi assenti ingiustificati (che fine ha fatto il peramele Crash Bandicoot? E perché si è necessariamente inserito due varianti di Cole come Capcom fa con la coppia Ryu/Ken?), la mancanza i doppiatori storici italiani per alcuni personaggi e un numero limitato di collezionabili e sbloccabili (essendo l’intero roster disponibile sin dall’inizio, purtroppo, si è ripiegato sui costumi alternativi, provocazioni, pose da vittoria, icone, sfondi e titoli da applicare alla propria tag identificativa online) rimane un compendio interattivo della storia di Playstation. Un compendio riuscito soltanto a metà.

CI PIACE

– Gameplay divertente ed accessibile, poco importa se si gioca padroneggiando il personaggio oppure pigiando a caso sui tasti del controller come un forsennato\n- Il mix di mascotte Sony che si picchiano in ambienti dinamici e colorati genera un’esplosione di violenza da cartone animato, pronta a divenire ben presto un caos scoppiettante\n- Sfrutta in modo sapiente entrambe le versioni, creando la sinergia perfetta tra PS3 e PSVita\n- Ammettetelo: siete dei fanboy Sony!

NON CI PIACE

– Nessun personaggio extra sbloccabile e relativi elementi aggiuntivi di secondaria importanza\n- Zoom della telecamera nelle arene più grandi che, unito ad esplosioni ed altri effetti particellari, rende ogni tanto problematico concentrarsi sul proprio personaggio rischiando di perderlo di vista\n- Ammettetelo: non siete dei fanboy Sony!

Conclusioni

PlayStation All-Stars Battle Royale è un divertente incrocio di mondi videoludici distanti, purtroppo riuscito soltanto a metà. Calcolatrice in mano, ci sono periodici motivi per amarlo oppure odiarlo, ma nessuno sembrerebbe quello giusto.

7.7Cyberludus.com
Articolo precedenteCrysis 3 – The Creators Project Video’?
Prossimo articoloLouisiana Adventure – Recensione
CyberLudus è un'Associazione Culturale che opera nel settore videoludico dal lontano 2007, a stretto contatto con produttori e distributori di tutto il panorama internazionale. La nostra redazione segue con passione ed entusiasmo l'evolversi di questo mondo, organizzando tornei e contest, partecipando a manifestazioni ed eventi e, attraverso il nostro portale, fornendo all'utenza un piano editoriale che prevede recensioni, anteprime, guide strategiche, soluzioni, rubriche ed approfondimenti.