Analizzando titoli come Nintendo Land abbiamo già avuto modo di scoprire che Wii U, come il suo predecessore, possiede un’anima fortissimamente legata allo spirito del multigiocatore in locale: la visuale asimettrica ottenibile grazie al GamePad ha generato diversi, interessantissimi esperimenti proponendo uno stile di gioco innovativo ed efficace fin dai suoi primi passi. Nonostante tutto, fino ad ora, tutti i titoli incontrati nel cammino si sono dimostrati validi anche se giocati da soli: Chasing Aurora sembra aver quasi dimenticato questo dettaglio, puntando maggiormente proprio sul gioco in compagnia ma lasciando privi di sviluppo diversi interessanti elementi. Apriamo le nostre ali di carta: è tempo di spiccare il volo tra paesaggi naturali, sfidando le intemperie e le correnti d’aria avverse, alla ricerca di una magica gemma lucente.

Inseguendo la luce

Il mondo di Chasing Aurora è abitato da strane creature: cinque volatili, dai meravigliosi colori e dai lineamenti spigolosi, si sono dimostrati come i più capaci per quanto concerne le acrobazie aeree e tutti sono in grado di competere l’uno contro l’altro alla pari. I ?contendenti’ a miglior volatile della zona sono Ruth il gufo verde con il suo sguardo arrogante, Solitude, il rosso airone dal volo elegante, lo strano picchio arancione Fink, il tozzo Fex dalle tinte giallo acceso e Storm, un cupo corvo blu come una notte buia. Tutti vagano per il loro mondo alla ricerca di una luce, una gemma che, qualora ottenuta, li consacrerà come i migliori volatili di tutti i tempi: viste le loro grandi abilità, tuttavia, la sfida è tutto meno che scontata. E così partono tutti e cinque, seguendo il vento, alla ricerca di quella luce che li farà risplendere, grandiosi sopra tutti gli altri uccelli.

Un volo è bello quando dura poco (?)

Una volta caricato Chasing Aurora si cerca di capire immediatamente quanto il gioco ha da offrire in quanto, senza dubbio, ci si trova di fronte ad un titolo estremamente anomalo: nel menù, tuttavia, appaiono soltanto la modalità Torneo e la modalità Sfida. Viene come il sentore che ci possa essere qualcosa da sbloccare ma, in realtà, è davvero tutto qui: si tratta, probabilmente, del più grave problema del gioco, sul quale torneremo in seguito ma che si evidenzia già fin dalla prima schermata. Accedendo alla modalità Torneo, il gioco ci chiede di attivare altri WiiMote, per un massimo di cinque giocatori: premere + sul GamePad, purtroppo, serve a poco o a nulla, in quanto la modalità Torneo non può essere giocata se non in compagnia almeno di un amico. E’ possibile selezionare un set di mappe per prepararsi all’azione ma prima di cominciare si può effettuare un po’ di sano allenamento di volo in una zona neutra: gli uccelli possono cambiare direzione, scendere velocemente in picchiata o sbattere le ali per aumentare la loro velocità; quest’ultima azione, tuttavia, deve essere eseguita con un certo tempismo, sfruttando le reali peculiarità del volo degli uccelli: sbattendo le ali troppo velocemente si muoverà troppa aria e il volo risulterà rallentato, mentre una pressione a tempo, magari sfruttando qualche corrente, potrebbe fare ottenere all’uccello un eccellente vantaggio in movimento e velocità. La modalità Torneo comprende tre tipi di gara: Hide & Seek è una semplice sfida a ?nascondino’ dove il volatile controllato dal giocatore che manovra il GamePad deve fuggire per lo scenario cercando di non farsi catturare mentre gli altri, aiutandosi con la voce e guardando lo schermo televisivo, devono scoprire la sua posizione; Freeze Tag ribalta i ruoli, trasformando il giocatore con il GamePad in un uccello di ghiaccio con lo scopo di toccare tutti i suoi nemici facendo in modo che non riescano a scongelarsi tra loro e resistendo fino alla fine del tempo limite; da ultimo resta la caotica modalità Chase, una chiassosa sfida tutti contro tutti per il possesso della gemma e dove chiunque rimanga isolato fuori dallo schermo perderà una delle sue tre vite fino alla eliminazione finale. Una volta completate le sfide, i vari punteggi sommati generano una classifica finale che decreta il volatile vincitore del Torneo: le modalità, sfortunatamente, rimangono molto simili e la loro varietà è affidata alle colorate mani del level design; montagne, foreste, luoghi dove i fulmini imperversano e i venti si fanno forti e insostenibili sono solo alcuni dei vari scenari che Chasing Aurora mette a disposizione e sono selezionabili secondo schemi predefiniti o attraverso una selezione casuale per generare, ogni volta, una battaglia all’ultima piuma leggermente diversa. La modalità Sfida, da ultimo, presenta l’unica parte del gioco utilizzabile dai giocatori solitari: gli scenari, qui, si trasformano diventando veri e propri circuiti da attraversare velocemente, sfuggendo al breve limite di tempo; attraversando diversi cancelli si può aumentare il proprio moltiplicatore e, con esso, il proprio punteggio finale verso l’ottenimento del miglior punteggio e voto possibile. Resta il fatto che, non esistendo (al momento) nessun supporto per le classifiche online, questa modalità rimane fine a se stessa dall’inizio alla fine, sfonciando, dunque, in una insipida ripetitività.

Un mondo piegato alla legge del pastello

Anche se lo spirito potrebbe essersi depresso di fronte a una simile mancanza di contenuti, una parte di esso risulta comunque rinfrancata dalla meraviglia di colori e di luci che riempie tutto il mondo di Chasing Aurora: sia i cinque uccelli (magnificamente caratterizzati) sia gli scenari sembrano essere creati attraverso strutture di carta ripiegata, come in un immenso origami; non esistono curve o forme sfumate ma solo piccoli universi di punte, triangoli e altre amenità geometriche unite insieme per creare un pout pourrì davvero unico che raggiunge i suoi picchi più alti quando il gioco riesce a reagire, gestendo tutto quello che accade a sessanta frame al secondo (purtroppo non è una circostanza che si verifica spesso). Il comparto sonoro, tuttavia, risulta estremamente scarno: le poche musiche presenti, estremamente minimali, sono davvero dimenticabili e gli effetti sonori riescono a malapena a farsi sentire sotto le urla dei giocatori che, pur divertendosi, escono da ogni esperienza con il desiderio di qualcosa di più.

Conclusione

Pur essendo una vera e propria meraviglia stilistica e poggiando su un concept e su una competitività davvero inusuali, Chasing Aurora subisce il durissimo colpo della sua maledetta mancanza di contenuti: due modalità, una delle quali ingiocabile da soli, entrambe ripetitive sui tempi lunghi, sono davvero troppo poche e i risibili elementi sbloccabili si consumano nel giro di un paio d’ore lasciando davvero l’amaro in bocca. Una nota amara che stravolge e oscura quello che, agli occhi, è davvero una piccola opera d’arte che vive di una tavola cromatica accesa e vertiginosamente accattivante. Una esperienza da prendere a piccole dosi, quindi, ma che purtroppo finisce per stancare troppo presto, come un uccello in picchiata incapace, ahilui, di riprendere quota e spiccare di nuovo il volo per far risplendere la sua bellezza.

CI PIACE

– Stile grafico estremamente fascinoso e pieno di colori\n- La modalità multigiocatore è frenetica e divertente!

NON CI PIACE

– Estrema povertà di contenuti\n- Modalità per giocatore singolo risibile e ripetitiva

Conclusioni

Chasing Aurora parte da premesse fantastiche per poi dimenticarsi che, per sopravvivere e divertire a lungo, è necessario anche un po’ di contenuto. Due modalità, la più intensa delle quali legata al multigiocatore locale obbligatorio, sono davvero troppo poche per un titolo che resta comunque carico di fascino ma che è destinato ad essere concluso e dimenticato estremamente in fretta.

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