Anno nuovo e nuovo Call of Duty

Non potremmo cominciare l’analisi del nuovo Call of Duty con un titolo diverso. Activision ci ha ormai abituato a vedere l’uscita di un nuovo episodio ogni anno, analogamente a quanto accade con i titoli sportivi. Se da un lato questa scelta è resa possibile da due differenti team che si occupano di sviluppare quelli che, ormai, sono due giochi totalmente diversi (Call Of Duty e Modern Warfare), il risultato finale di una simile strategia rischia, sul piano teorico, di proporre un titolo fin troppo simile a se stesso (l’esempio di alcuni titoli sportivi è lampante), nonché di apparire un mero upgrade del titolo precedente con qualche ritocco che abbellisce il prodotto sino a farlo apparire completamente rinnovato. Call of Duty: Black Ops II però non segue appieno questa logica e seppur sia un franchise sfruttato fino all’osso da parte di Actvision è frutto di un lungo lavoro di ricerca e sviluppo che ha coinvolto, tra gli altri, alcuni personaggi di spicco in ambito militare come il Maggiore John Plaster (veterano che ha partecipato alla guerra del Vietnam) e altri reduci della Guerra Fredda. I primi frutti di questo lavoro, si sono potuti apprezzare con il precedente capitolo di Treyarch uscito nell’inverno del 2010 e questo nuovo capitolo promette di non deludere le aspettative di appassionati esigenti e degli amanti degli sparatutto in prima persona.

Flashback

La modalità campagna, che da sempre viene considerata come una sorta di palestra per prepararsi alle sfide in multiplayer e nei vari episodi della serie Call of Duty, ha spesso svolto tale compito. L’intento di Treyarch per la serie Black Ops ha avuto un obiettivo differente; quello di regalare al giocatore una storia degna di questo nome.
Lo sviluppo della trama di Black Ops II, segue le orme della storia tracciata dal suo predecessore in cui il protagonista, David Mason figlio di Alex, è alle prese con la cattura di Raul Menendez, narcotrafficante nicaraguense che negli anni ’80 è stato nel mirino dei reparti speciali dell’esercito americano per i suoi traffici di stupefacenti e per i legami con alcuni leader indipendentisti. Durante un blitz in Sudamerica, l’esercito americano uccide per errore la sorella, Josefina Menendez, davanti agli occhi di Raul che uscito inerme dall’agguato scompare nell’ombra e inizia a comporre il suo piano di vendetta che coinvolge, tra gli altri, i due soldati artefici dell’assassinio: il capitano Alex Mason e il sergente Frank Woods.
E’ proprio quest’ultimo a raccontare al figlio di Alex Mason, Dave che è sulle tracce del nicaraguense, gli episodi che hanno preceduto il tentativo di cattura di Menendez e la serie di intrighi politico-militari alla quale ha assistito prima della tragedia sudamericana.

Flashforward

Nel 2025, anno in cui si svolge la storia di Black Ops II, l’esercito ha introdotto una serie di miglioramenti tecnologici al suo arsenale avvalendosi di Droidi, sistemi di comunicazione avanzati, equipaggiamento super-tecnologico che permette di arrampicarsi senza l’ausilio di corde, di planare e compiere azioni che nel presente non sono possibili come l’invisibilità. L’esercito americano scopre che Menendez è ancora vivo ed è a capo di una ramificata organizzazione terroristica soprannominata Cordis Die. L’organizzazione sta progettando di lanciare un cyber attacco terroristico utilizzando un nuovo microchip realizzato con un materiale, chiamato celerium, con lo scopo di introdursi nei sistemi operativi di tutto il globo per mettere le super potenze mondiali l’una contro l’altra. Le missioni della campagna si alternano in operazioni militari che hanno lo scopo di svelare quale sia l’obiettivo dell’organizzazione e catturare il suo pericoloso fondatore, Menendez, cercando allo stesso tempo di fare luce sugli episodi che hanno coinvolto l’esercito durante la Guerra Fredda. Iniziano, così, una serie di missioni che alternano passato (gli anni ’80) e futuro (2025) toccando diversi punti del globo come Angola (1986), Afganistan (1986), India (2025), Nicaragua (1986), Pakistan, Myanmar e Yemen, per citarne alcuni, tra esplorazioni nella giungla, missioni stealth, recupero di ostaggi e conflitti in territori in guerra tra loro.
A tratti la storia raccontata da Woods (di cui citiamo l’episodio in Angola del 1986), tocca alcune tematiche attuali come quella dei Signori della Guerra (Warlords) che, al soldo delle grandi potenze, tengono in pugno le sorti di un intero paese, rincorrendo il proprio piano di profitti ai danni delle popolazioni locali, assoldando bambini soldato (la cui età media varia dagli 8 ai 14 anni) e gestendo i traffici di materie prime e stupefacenti.

Bullet the Blu Sky

Treyarch ha tentato di rendere più coinvolgente la modalità campagna introducendo una serie di missioni, chiamate Strike Force (Forza d’Attacco), che uniscono il gameplay dello sparatutto in prima persona con elementi strategici in tempo reale. In questo tipo di missioni il giocatore deve, ad esempio, difendere una base militare avvalendosi del sistema Claw (Cognitive Land Assault Weapons) in cui può controllare ogni singola unità in campo, sia che si tratti di truppe che di mezzi, droni o mech, impartendo loro ordini di manovra e di attacco oppure prendendo direttamente il controllo di una singola unità. Queste missioni sono disponibili per un periodo di tempo limitato nell’avanzamento del gioco e incidono su alcuni elementi della trama e sul finale. Un altro aspetto divertente la campagna single player di Black Ops 2 è il momento in cui si prende il controllo di un altro punto di vista, quello di Menendez, durante il tragico episodio in cui perde la sorella. Uno stralcio di trama in cui si ha la possibilità di osservare il punto di vista dell’antagonista che mostra il lato umano del personaggio e fa luce sui motivi principali che lo hanno spinto ad architettare il suo piano di vendetta.
Senza rivelare troppo, possiamo dire che Treyarch ha fatto un buon lavoro, spostando la narrazione dai ben noti protagonisti principali Mason e Woods a Menendez, loro antagonista. Sotto il profilo tecnico, Call of Duty Black Ops II non presenta alcuna particolare innovazione, sfruttando un motore grafico che risente del peso degli anni. La qualità delle texture è altalenante mostrando il suo potenziale negli scenari aperti (come quello del deserto) cedendo qualcosa nelle più dettagliate strade cittadine con qualche problema di aliasing che comunque non rovina il risultato finale pur sempre godibilissimo. L’Azione e l’adrenalina che accompagnato ogni momento della campagna sono affiancati da una colonna sonora di alta qualità, in cui hanno collaborato tra gli altri Jack Wall e Trent Reznor, e un doppiaggio in italiano qualitativamente ben riuscito.

Guerra Globale

La componente multiplayer di Call of Duty: Black Ops 2 è coinvolgente, ricca di contenuti, e meravigliosamente intensa. Le modalità presenti nel multiplayer riescono a sfruttare meglio le potenzialità dell’ambientazione futuristica rispetto alla campagna.
Il sistema di avanzamento di livello e di potenziamento e personalizzazione delle armi è stato completamente rivisto con l’implementazione, in tutte le classi, di un sistema di acquisizione punti che permette di acquisire armamenti, accessori e upgrade. Ciò significa che è possibile costruire la propria classe seguendo i propri desideri e grazie alla possibilità di rinunciare a qualche accessorio come le granate è possibile ottenere sino a due specialità contemporaneamente. Black Ops II introduce anche la Lega, una modalità che permette di sfidare giocatori dello stesso livello provenienti da ogni parte del mondo in due differenti varianti: Moshpit e Suprema. La prima, Moshpit, è una partita classica che propone delle sfide 6vs6 con tutto l’arsenale e le specialità immediatamente disponibili. In Suprema la sfida si restringe ad otto giocatori (4vs4) seguendo le regole veterano. I punteggi acquisiti in queste modalità subiscono un incremento e una riduzione del punteggio in base ai successi ottenuti sul campo e nel caso di punteggi più bassi si viene retrocessi in una lega minore.

Zombie

Dopo Call of Duty: World at War e Call of Duty: Black Ops, Treyarch ha deciso di inserire la modalità Zombie anche in Black Ops II. In questa occasione Zombie ruota attorno ad alcune modalità di gioco Survivor, Tranzit. La prima, molto conosciuta tra i fan di Call Of Duty, offre una serie di sfide, giocabili anche in co-op, in cui bisogna sterminare intere orde di zombie pronte a ucciderci. Tranzit, invece, catapulta i giocatori in una serie di ambientazioni in cui bisogna trovare degli oggetti per mettere a posto un pullman pronto a partire e fare pulizia di non morti e proseguire l’esplorazione delle altre zone infestate.

Conclusioni

Black Ops 2 è piuttosto divertente sia che il giocatore si cimenti in un’interessante modalità campagna arricchita da missioni strategiche in tempo reale, sia che passi direttamente sul campo di battaglia multiplayer. La rinnovata modalità zombie nonostante le modifiche non riesce a distinguersi risultando piuttosto noiosa. Call of Duty Black Ops II è abbastanza variegato da interessare una vasta schiera di videogiocatori e abbastanza ricco di contenuti che non si può fare a meno di consigliarlo a tutti gli amanti degli sparatutto in prima persona.

CI PIACE

– Campagna single player avvincente e coinvolgente.
– Storia appassionante.
– Comparto multiplayer ricco di modalità di gioco.
– Longevità pressoché infinita.

NON CI PIACE

– Motore grafico datato.
– I livelli strategici caotici.
– Modalità Zombie poco appassionante.
– I 4.000 punti per il Season Pass.

Conclusioni

Black Ops 2 si dimostra un ottimo titolo. Da una parte la modalità campagna è stata arricchita da missioni strategiche in tempo reale mentre il multiplayer è stato reso ancora più ricco e articolato. La rinnovata modalità zombie, nonostante le modifiche non riesce a distinguersi risultando piuttosto noiosa. Call of Duty Black Ops II non può che interessare una vasta schiera di videogiocatori e abbastanza ricco di contenuti che non si può fare a meno di consigliarlo a tutti gli amanti degli sparatutto in prima persona.

8.5Cyberludus.com
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