Street Fighter X Tekken – Recensione

E’ strano pensare che, fino a poco tempo fa, avevamo vissuto quello che era stato nominato come il ‘periodo nero’ dei giochi di combattimento: dopo Marvel Vs. Capcom 2, il lungo spazio di silenzio prima di un vero e proprio titolo di rilievo, vuoto poi colmato egregiamente da Street Fighter IV e, a suo modo, da Tekken 6 e Soul Calibur IV, aveva causato diversi ‘disagi’, portando a una mancanza quasi impensabile se si pensa al grande afflusso di titoli appartenenti a questo genere negli ultimi sprazzi dello scorso millennio. Gli ultimi due anni, invece, sembrano soffrire del problema diametralmente opposto: Super Street Fighter IV, la serie Blazblue, i due Marvel Vs. Capcom 3, il fantastico reboot di Mortal Kombat e l’eccellente Soul Calibur V hanno riportato in auge tutta la categoria, offrendo di nuovo tante meravigliose e variegate possibilità di menare le mani tra amici, in sfide più o meno cruente e più o meno tecniche, a seconda delle basi di gameplay dalle quali attinge ogni singolo titolo. Ora è arrivato il turno di Street Fighter X Tekken … In un momento dove l’originalità dovrebbe andare scemando, dove tutto potrebbe avere l’odore acre del già visto, del già giocato… I combattenti di strada e il pugno d’acciaio, per la prima volta insieme: è di nuovo tempo di combattere, in una forma che sembra davvero non conoscere una fine!

Uno scrigno dal potere impuro

Un oggetto che ha tutta l’aria di essere un meteorite è caduto, con un fragoroso impatto, sulla ghiacciata superficie dell’Antartide… Da quel momento, qualcosa sembra essere cambiato… Questo artefatto, rivelatosi nella forma di uno strano cubo dalla provenienza ignota, ha il potenziale di garantire grandissimi poteri a chiunque entri in contatto con lui, poteri in grado di far diventare ogni lottatore che gli si avvicini il migliore sulla faccia del pianeta, al prezzo della sua lucidità. Per un simile potere, la Shadaloo di M. Bison e la Mishima Zaibatsu, ora comandata da Jin Kazama, nutrono una certa, malsana curiosità; ma non sono solo loro a voler cercare, per una ragione o per l’altra, di impossessarsi di questo oggetto mistico, da tutti ormai ribattezzato come il ‘Vaso di Pandora’…

Il trionfo di un confusionario tecnicismo

Le meccaniche che accompagnano il gameplay di questo Street Fighter X Tekken faticano a farsi contare sulla punta di due mani: il primo impatto può risultare straniante, assolutamente anomalo e deleterio per chiunque non ami avere a che fare con picchiaduro dove, prima di iniziare a giocare, è necessario sapere perfettamente cosa fare in ogni situazione. Anche perché tutto ciò che resta di Street Fighter IV è soltanto l’ombra dell’utilizzo di tre pugni e tre calci di varia intensità, da forte a debole, mentre tutto il resto ha subìto un feroce restyling, pescando da altri titoli per alcuni elementi e rinnovandone completamente altri. Un giocatore, prima di poter affrontare le battaglie che lo attendono, deve avere una perfetta conoscenza del sistema Cross e dell’utilizzo della barra omonima, del sistema di gestione delle Gem Unit e, paradossalmente solo da ultimo, delle mosse normali o speciali specifiche di un personaggio. Ogni combattimento prevede lo scontro tra due squadre composte da due elementi ciascuna: se uno di questi viene sconfitto il KO segue immediato anche se uno dei due combattenti non è mai sceso in campo, replicando le scelte di Namco nel suo Tekken Tag Tournament. Da Marvel Vs. Capcom 3, invece, ritorna la possibilità di agganciare comodamente un colpo debole, medio e veloce, garantendo all’ultimo impatto un lancio e un passaggio tra i combattenti. La barra Cross gestisce il sistema di mosse, scambi e movimenti all’interno del campo di battaglia: senza utilizzare nessun frammento è possibile effettuare uno scambio lento tra un personaggio e l’altro con la pressione dei due colpi di intensità media. Utilizzando un frammento della barra è possibile utilizzare una Combo Istantanea, una Mossa Speciale EX (versione potenziata di una Mossa Speciale regolare) ed effettuare uno scambio in corsa, durante una mossa dell’avversario, per fare in modo che il combattente appena entrato possa iniziare una propria combo senza che il compagno gli sia di ostacolo. Utilizzando due parti della barra Cross si può lanciare una Super Art, mentre utilizzando tre barre si possono combinare due mosse Super Art di entrambi i personaggi, i quali, nel contempo, effettueranno uno scambio, oppure entrare in modalità Cross Assault e fare entrare, per qualche secondo, il proprio compagno in campo (controllato dall’intelligenza artificiale), combattendo insieme contro un avversario unico. Come ultima risorsa, inoltre, ogni squadra può utilizzare il potere di Pandora: quando un personaggio raggiunge il 25% della sua energia vitale, questi può essere sacrificato per garantire al proprio compagno, per circa otto secondi, un leggero incremento di velocità e capacità di attacco, insieme a una barra Cross sempre completa; l’utilizzo di questo manufatto oscuro, tuttavia, ha un prezzo: una volta conclusi gli otto secondi la vittoria andrà automaticamente al proprio avversario, lasciando il proprio combattente a terra stremato. Oltre a queste tecniche di battaglia, inoltre, è necessario tenere d’occhio le già citate Combo Istantanee, personalizzabili, e le gemme della Gem Unit: ogni combattente può utilizzare fino a tre gemme, ognuna con particolari poteri di incremento di attacco, difesa, velocità, energia vitale o altre abilità di sostegno o recupero, le quali si attivano soddisfacendo alcune condizioni di battaglia e garantiscono, per un periodo compreso tra i dieci e i venti secondi, un lieve vantaggio al giocatore in loro possesso; la possibilità di poter modificare all’infinito la propria Gem Unit permette a ogni giocatore di sperimentare e tentare, ogni volta, diverse esperienze di gioco per giungere, alla fine, all’equilibrio perfetto. Il regolamento di Street Fighter X Tekken appare, quindi, estremamente tecnico e complesso: tuttavia, leggere queste regole su carta può generare più preoccupazioni che l’affrontarle sul campo; è per questo che Capcom ha creato un completissimo tutorial in venti rapide lezioni, le quali permettono di acquisire una certa confidenza col titolo prima di iniziare ad occuparsi delle vere e proprie battaglie.

Il gioco delle coppie

Nel pieno rispetto dei più professionali titoli Capcom, Street Fighter X Tekken offre al giocatore diverse modalità attraverso le quali affrontare il proprio viaggio verso l’Antartide e lo scrigno venuto dallo spazio. La normale modalità Arcade permette di sfidare alcuni team controllati dal computer, sia selezionando personaggi a propria discrezione sia sfruttando le varie squadre predefinite, le quali offrono una propria storia, con personali rivali, introduzioni e cutscene assortite, intriganti e, spesso, divertenti. Capita spesso di assistere a connubi esilaranti (Zangief e Rufus su tutti) o seriosi e brutali (come Kazuya e Nina), e questo permette di analizzare al meglio il lavoro di profondo character design svolto sui personaggi stessi; unico neo di questa scelta è la presenza di combinazioni tematiche non incrociate: a un personaggio di un franchise è sempre associato un altro appartenente allo stesso gruppo, abbandonando quella sensazione di incontro e ‘incrocio’ che campeggia in tutto il resto del gioco, fino al titolo stesso. La modalità Versus offre uno spettro di scelte piuttosto ampio, con normali battaglie uno contro uno, battaglie cooperative o frenetiche battaglie due contro due con tutti i personaggi in gioco, dove quattro giocatori possono mazzolarsi agendo sullo schermo in assoluta simultaneità. Sono presenti diverse modalità di Allenamento e Prova, con alcune combo predefinite da realizzare per sbloccare titoli per la propria scheda combattente, e una modalità multigiocatore completissima che, oltre alle normali sfide del Giocatore e Classificate, permette a due amici di affrontare combattimenti insieme, online e in locale. Il codice di gioco online si presenta decisamente stabile, con pochissimi lag e una fluidità davvero notevole: unica pecca è una fastidiosa instabilità degli effetti sonori, i quali tendono a sparire durante gli scontri online; è un piccolo dramma tecnico dovuto che, e stando a quanto dichiarato da Capcom, potrebbe non vedere mai una soluzione definitiva. Come già rivelato, inoltre, sul disco sono presenti dati per dodici personaggi aggiuntivi e per diversi costumi, i quali saranno venduti da Capcom in futuro come DLC a un prezzo decisamente inferiore alla norma (arriveranno anche diversi DLC gratuiti, fortunatamente): si tratta di una scelta forse pigra e poco condivisibile da un punto di vista etico, in quanto i personaggi appaiono quasi già completi, ma che almeno può risolvere il problema di uno scontro online contro personaggi non scaricati (che si presentò tempo addietro con Street Fighter IV) evitando al sistema di rete di fare eludere al giocatore privo dei combattenti aggiuntivi determinate lobby e stanze di combattimento dove, invece, diversi giocatori vogliano utilizzarli, il che limiterebbe l’esperienza online del titolo stesso. E poi, guardando in faccia alla realtà, trovare un titolo completo e privo di DLC, al nostro tempo, potrebbe essere il vuoto risultato di una ricerca infruttuosa e senza speranza. Il comparto tecnico, grafico e sonoro, pesca a grandissime mani dallo stile di Street Fighter IV, con modelli che esasperano la muscolatura dei personaggi, una colonna sonora di grandissimo rilievo e una scelta libera, per ogni personaggio, di doppiaggio inglese o giapponese, entrambi di ottima fattura.

Conclusioni – Alessandro “Il Notturno” Perlini

Street Fighter X Tekken è uno dei picchiaduro bidimensionali più completi di questa generazione… anzi, a essere davvero onesti potrebbe essere considerato come uno dei più completi di sempre! Due franchise dal grande carisma sono scesi sullo stesso campo di battaglia con uno scopo comune, e pur avendo pochissimo da spartire l’uno con l’altro riescono a garantire un divertimento sano, tecnico e elegante senza complicazioni insormontabili o grandi squilibri. Energia e colpi speciali da una parte… Fluidità e lunghe e maestose combo dall’altra… Il tutto sprigionato su un palcoscenico bidimensionale che porta su di sé una grandissima firma, una garanzia di qualità che ha accompagnato tutta la storia del videogioco moderno. Un titolo che, fin dal suo recentissimo lancio, turbina già all’interno di un vorticoso ciclone di incertezze, pur poggiate su solide basi; insicurezze filosofiche, scelte discutibili ed errori che solo in parte potranno trovare una soluzione: come spesso accade, si ritorna anche qui a una domanda fondamentale… Noi siamo qui per giocare? Se la nostra risposta è si, allora questo insieme di domande e di perplessità non può che sparire. Prendiamo la nostra parte nella ricerca di Pandora, per distruggerla o impossessarcene. Per ora c’è il gioco, un ottimo gioco. Cosa succederà in futuro, ora, non possiamo saperlo. Fight!

Conclusioni – Marco “Vedd” Caputo

Nel corso dei decenni, il panorama videoludico ci ha regalato incontri che tempo fa sembravano impensabili. Capcom in questo senso è sempre stata un passo avanti rispetto agli altri, mettendo i suoi pupilli di fronte sia ai personaggi Marvel che a quelli della casa che all’epoca era un po’ la rivale più accreditata, cioè SNK. Alzi però la mano chi si aspettava un cross over tra il sempiterno Street Fighter e il suo nemico – amico Tekken. Non si tratta solo dei due beat’em up più rappresentativi degli anni 2000 (e non solo), delle due serie che hanno ridefinito in epoche diverse il genere. No, qui si parla di unire due modi diametralmente opposti di concepire i picchiaduro. Da una parte Street Fighter, fatto di scorrimento orizzontale, “bolle”, attacchi in salto, shoryuken e personaggi a dir poco strampalati nelle fattezze. Dall’altra Tekken, il regno delle combo, del passo laterale, del corpo a corpo e delle capigliature che sfidano la fisica. E siamo qui, al cospetto del primo incontro tra i due mondi, all’insegna dello stile Capcom. Ebbene, in tanti ci siamo chiesti “ma come faranno a portare lo stile di Tekken in maniera credibile all’interno di Street Fighter?”. Il risultato è quanto di meglio si potesse sperare: nessuno è snaturato, tutto funziona come se fosse sempre stato un unicum, o quasi. Allora forse è lecito pensare che era destino che avvenisse questo incontro, che questa unione era inevitabile, anche se ad un primo sguardo improbabile. Come quelle grandi storie d’amore, dove all’inizio si pensa che due persone non abbiano nulla a che fare, ma che per una qualche ragione ultraterrena siano destinate a stare insieme. Ma qui gli innamorati siamo noi, che abbiamo lasciato tonnellate di gettoni in sala giochi, dal piccolo cabinato di Street Fighter passando per quello mastodontico di Tekken. Noi, che ci siamo affilati i polpastrelli tra una mezzaluna e una combo a 10 colpi. Noi, che non siamo mai stati divisi in partiti come quelli che giocano ai titoli calcistici, ma che ci siamo divertiti sempre e solo a pane e rullacartoni. E allora godiamoci questo primo incontro tra i nostri eroi. E come nelle grandi storie d’amore, ovviamente non si vede l’ora che arrivi la seconda uscita insieme…

CI PIACE

Tecnicamente imponente, con interessanti spunti e colpi di genio
\nScontro tra due carismi storici
\nProfondo e tecnico come ogni grandioso picchiaduro bidimensionale
\nStile di gioco altamente personalizzabile…

NON CI PIACE

…ma che richiede una dedizione fuori dal comune!
\nProblemi tecnici irrisolvibili relativi all’audio nelle partite online
\nI DLC sul disco hanno un senso nell’eludere problemi di compatibilità online… Però… Mannaggia…

9Cyberludus.com
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