In quel di Ubisoft è in lavorazione un gioco d’azione survival un po’ diverso dagli standard attuali. Il titolo in questione vedrà la luce su Playstaton 3 (e probabilmente anche su Xbox 360) il prossimo 7 marzo. Insieme ai ragazzi di Ubisoft, lo sviluppo è anche affidato a Darkworks. I dettagli sulla trama che farà da sfondo al titolo sono davvero pochissimi. Alexis Goddard, che ha in pratica ideato il gioco, rivela che la vicenda narrata avrà luogo in uno scenario apocalittico e deserto, ed in particolare all’interno di una cittadina chiamata Haventon. Nessuno ha idea delle cause che hanno portato un così tale livello di distruzione. Il protagonista di questa storia è un uomo che vuole far luce sull’accaduto, ma soprattutto che vuole ritrovare a tutti i costi sua moglie e sua figlia. Il nostro eroe, che di nome fa Adam Collins, scopre ben presto che lo sfacelo è stato causato da un violento terremoto che minaccia di manifestarsi ancora. Gli sviluppatori annunciano che il nemico principale da cui difendersi sarà proprio il sisma e che nel gioco non saranno presenti creature mostruose o pesantemente armate contro cui dover fare i conti. Un modo decisamente non convenzionale di affrontare un videogioco, che quindi punta tutto a trasmettere una continua sensazione di solitudine e paranoia.

Uno sviluppo travagliato.

I’m alive è ormai in sviluppo dal 2008, e da allora voci contrastanti ne hanno dato notizia, fino a rivelare alcune delle caratteristiche definitive del titolo.

Innanzi tutto va precisato che la visuale di gioco sarà esclusivamente quella in prima persona, anche se nonostante questo gli sviluppatori insistono col dire che non si tratterà di uno sparatutto. Inoltre, si dovranno gestire acqua e cibo, che saranno presenti in quantità molto limitata e serviranno anche da moneta di baratto per acquistare diversi oggetti. Ma i fan degli sparatutto non disperino: saranno presenti anche delle armi, anche se in numero esiguo e spesso senza munizioni. Paradossalmente, però, l’assenza di proiettili non sarà necessariamente un male, perché il giocatore potrà bluffare davanti ai (pochi) nemici umani che crederanno che l’arma sia carica. I nemici in questione saranno altri poveri disperati alla ricerca di cibo e risorse per sopravvivere. Questi non esiteranno ad usare la forza di fronte a chiunque reputino una minaccia. Parlando del gameplay vero e proprio, tutto è incentrato sulla ricerca di altra gente che può in qualche modo essere d’aiuto al protagonista. Nel caso del gioco, infatti, varrà il detto più si è meglio è, per cui bisognerà anche lottare contro la solitudine. La maggior parte della gente che si incontrerà sarà in difficoltà e bisognosa d’aiuto. Via via che si proseguirà saranno presenti numerosi flashback che racconteranno gli eventi precedenti alla vicenda. L’approccio al gameplay sarà quindi di tipo esplorativo e bisognerà avere naso per riuscire a trovare i superstiti, aiutarli prontamente e portarli in salvo. Le scelte del protagonista influenzeranno infine direttamente la trama, che in termini di tempo narrerà fatti avvenuti nel giro di pochi giorni. Rimane da verificare come le funzioni di gioco descritte si vengano gestite dal sistema di controllo, incognita questa che sicuramente decreterà il verdetto riguardo al titolo. Infatti i pochi dettagli disponibili in merito non permettono di crearsi un’idea precisa di quanto sia riuscito il gameplay.

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Tecnicamente promettente.

L’aspetto tecnico del titolo è senza dubbio ciò che più hanno mostrato gli sviluppatori, e bisogna dire che promette faville. Il filtro utilizzato mostra splendide tonalità di grigio e seppia, e gli edifici distrutti paiono resi con la massima precisione e sono ricchi di dettagli. Lo stesso dicasi per le animazioni facciali e di movimento dei personaggi, realizzate attraverso l’uso del motion capture e sapienti tecniche di modellazione e di rendering. Anche le texture vanteranno un notevole dettaglio, e gli effetti applicati permetteranno di visualizzare nel migliore dei modi piegature e strappi nei vestiti dei personaggi, senza contare poi l’aspetto delle macchie di sangue che sembra molto realistico. Il mondo di gioco, poi, sembra trasmettere le sensazioni sulle quali puntano gli sviluppatori, grazie anche agli effetti sonori che tengono conto di diverse variabili ambientali, tra cui il vento. Certo, l’impressione è comunque che l’hardware non venga sfruttato pienamente, ma considerando che il gioco non è ancora uscito e che gli sviluppatori annunciano che ci sono margini di miglioramento, si spera che l’impatto audiovisivo elevi ulteriormente il proprio livello.

Conclusioni.

Purtroppo il materiale disponibile riguardo al titolo non ne mostra il vero potenziale. Tuttavia le idee originali che sono alla base della filosofia del titolo sono buone, e se dovessero integrarsi alla perfezione con il sistema di controllo saremo certamente davanti ad un gioco che saprà regalarci ore di divertimento e coinvolgimento. Certamente bisognerà vedere se l’aspetto esplorativo del titolo finirà per annoiare o se invece sarà di stimolo per proseguire. Non rimane che attendere l’uscita ufficiale prevista per il 7 marzo per mettere a tacere ogni dubbio sulle effettive qualità del prodotto. La stoffa sembra esserci e, se non altro, la filosofia che ne sta alla base unita allo stile particolare della narrazione sono senza dubbio originali.

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