Acqua sotto i ponti n’è passata dalla storica console war tra Nintendo e Sega. N’è passata a tal punto che vedere assieme Super Mario e Sonic nello stesso videogioco non desta nemmeno lo stupore e o il grande sconvolgimento che qualche anno fa avrebbe provocato. I tempi cambiano e gli shock si stabilizzano, siamo già al terzo appuntamento olimpico per le due mascotte dopo l’apparizione di Sonic nel nintendoso “Super Smash Bros. Brawl”, e esattamente quattro anni di distanza dal primo viaggio olimpico. Esigenze di un mercato che cambia continuamente, che necessita di appuntamenti fissi e canonici, quasi come se la cosa tranquillizzasse i giocatori, ormai portati per mano da date e avvenimenti. Questa volta, dopo Beijing e Vancouver, è la volta dell’europea Londra, mentre al timone resta sempre Sega: analizziamo assieme quest’ultima fatica olimpica di Nintendo Wii!

Squadra che vince non si (dovrebbe) cambia(re) Dopo la tradizionale ottima sigla in computer graphic accediamo finalmente al gioco. A ben guardare i menù tutto sembrerebbe essere molto vicino alla due precedenti uscite olimpioniche, ma in realtà troviamo molte sorprese e novità. Tralasciando per un attimo quelle relative alle discipline sportive, nel menù principale troviamo da subito l’unica vera novità degna di nota in termini strettamente ludici, ovvero ‘Sfide Londinesi’. Più che una variazione sul tema, si tratterà di una sorta di versione light di “Mario Party”, almeno da un punto di vista spirituale: i giocatori, un massimo quattro tra umani e controllati dalla CPU, si dovranno rincorrere all’intero di una mappa isometrica di una Londra molto labirintica e fumettosa. Le figurine da raccogliere ci serviranno per concludere il nostro album e vincere la partita, e in base alle celle dell’album la durata media aumenterà (disponibili tre durate, tra i 30 e i 90 minuti); inutile dire che saranno i minigiochi (e eventi casuali) a dettare le regole del gioco. L’idea, di per sé intrigante anche per l’assenza da anni di un “Mario Party”, si rivela presto deludente: ritmo di gioco narcotizzato, troppa casualità nell’andamento e nell’assegnazione dei bonus e una generale poca chiarezza (quest’ultima vero leitmotiv dell’intero prodotto) sono i limiti che quasi subito spegneranno l’entusiasmo dei giocatori. Ma i veri dolori arrivano da altre direzioni…

Giocabilità regredita Tornando alle modalità canoniche, queste ultime potranno essere affrontate in ‘Sfida singola’, e potremo scegliere l’evento tra la buona quantità di proposte, tra “Eventi Olimpici” e “Eventi Sogno”, discipline pensate ad hoc per il gioco ma che poco o nulla hanno in comune con reali discipline sportive. Chi si aspettava l’introduzione della Balance Board o, almeno, del Motion Plus resterà piuttosto deluso: l’accoppiata Wiimote o Nunchuk (o anche il solo Wiimote, semplificando i controlli) sarà l’unica configurazione possibile. Al primo sguardo balzeranno le new entry, su tutte il Calcio, e un’occhiata più attenta rivelerà l’assenza di alcune discipline della prima edizione, tra cui il salto con l’asta e il tiro al piattello e il notevole tiro con l’arco, ad ogni modo la maggior parte delle vecchie discipline è presente anche in questa edizione. Più che la quantità dei giochi, a destare dubbi nel giocatore sarà la qualità degli stessi: le perplessità derivano dalle criptiche spiegazioni di regole e controlli prima e dalla reale consistenza del gameplay dopo. Si evidenzia da subito una sostanziale semplificazione dei controlli, spesso basati più sul tempismo che nel premere un tasto o nell’effettuare un movimento, che nell’apporto personale. Si pensi ad esempio al lancio del peso, divenuto una sorta di rhythm game senza arte né parte, dove la forza e il sudore non avranno praticamente più importanza! Insomma si avverte l’ulteriore semplicizzazione del gioco, togliendo praticamente ogni tipo di profondità alle discipline, ridotte ai minimi termini sia nei controlli che nelle varianti di gioco. Le new entry non si rivelano particolarmenti convincenti, sia Equitazione che Ciclismo sono particolarmente deludenti, palesando controlli approssimativi e realizzazione tecnica rivedibile, mentre il Badminton (conosciuto anche come Volano), nella sua semplicità, si rivela una piacevole sorpresa. Il Calcio si rivela piuttosto curato, unico vero neo l’assenza dello scatto: permette inoltre il posizionamento dei quattro giocatori sul campo a nostro piacimento in un ideale rombo da calcio a 5. Sono state introdotte delle super mosse in molte discipline, prendendo spunto dal lontano “Mario Power Tennis”, e con la pressione del tasto B e di una combinazione motoria potremo sfrutturarle a nostro vantaggio. Oltre a rendere la giocabilità più caotica, questa introduzione provoca squilibri nel bilanciamento del gioco, ad esempio nella Scherma, peraltro leggermente migliorata rispetto alla prima apparizione, dove una super stoccata potrà far finirà fuori dal perimetro l’avversario, senza troppi patemi. Questa situazione si presenta anche nel Tennis da tavolo, nel Badminton, nel Calcio e addirittura nel Nuoto stile libero, dando un retrogusto più casual che arcade. Nel complesso il gameplay non si attesta molto sopra la sufficienza, mostrando delle lacune notevoli in buona dei minigiochi. Tra imprecisioni e troppa semplicità, la povertà del lato ludico è davvero difficile da difendere.

Tecnicamente svogliato, longevità variabile Se il gameplay di ” Mario e Sonic ai Giochi Olimpici di Londra 2012 ” è stato un aspetto deludente, specialmente visti i due discreti prequel, il lato strettamente tecnico non va molto meglio. Escludendo i modelli poligonali dei personaggi, davvero buoni, le animazioni mostrano una qualità altalenante, seguendo grossomodo l’andamento dei minigiochi, con picchi verso il basso che rasentano l’indifendibile, nello specifico degli imbarazzanti Equitazione e Ciclismo. La palette grafica è, come tradizione, più sullo stile della saga del Regno dei Funghi, anche per il carisma maggiore dei comprimari marieschi rispetto a quelli del porcospino blu, anche se si ha l’impressione che tutto sia piatto, quasi sbiadito. Anche il campionamento sonoro, cavallo di battaglia di ogni sportivo con protagonista (o in questo caso co-protagonista) Super Mario, non riesce ad andare oltre “il compitino senza infamia e senza lode”. La longevità del gioco varierà in base a quanti amici (e controller) avrà a disposizione il giocatore. Nonostante qualche difetto di troppo, il titolo resta comunque godibilissimo in multigiocatore grazie all’indiscutibile carisma dei protagonisti, in grado da soli di ribaltare le sorti di un titolo altrimenti inutile. Non serve aggiungere che, per il giocatore solitario, gli incentivi finiscano quasi subito dopo aver provato le discipline di maggior interesse. Giocando gli eventi avremo modo di ottenere biglietti da grattare per vincere dei premi (vestiti per i personaggi o traccie audio storiche dei giochi di Mario o Sonic); nel caso la fortuna ci sia avversa, potremo anche cambiare blocchi di biglietti nulli per ottenere i premi stessi. Alcune chicce non mancano, specialmente tra le traccie audio, ma è davvero troppo poco per incentivare il giocatore singolo.

ConclusioniMario e Sonic ai Giochi Olimpici di Londra 2012 ” è un gioco deludente sotto molti punti di vista. Nonostante non presenti nessun difetto grave al punto di renderlo ingiocabile, il titolo Sega, quasi come a intonare la parabola discendente e irreversibile di Nintendo Wii, si rivela incredibilmente stanco. Le nuove aggiunte si rivelano quasi tutte poco interessanti e in ogni caso quasi tutti i minigiochi soffrono per via di un gameplay fin troppo semplice e piatto anche per un pubblico casual. Da un punto di vista grafico si nota una flessione rispetto ai capitoli precedenti, acuita dall’obsolescenza della console. Insomma, un inaspettato passo indietro per la saga, ma ad ogni modo, per coloro che per la prima volta si avvicineranno al brand il titolo potrebbe comunque regalare momenti di divertimento, ovviamente cercate di avere molti controller a casa vostra… 

CI PIACE

Personaggi irresistibili
\nMolto longevo e divertente in gruppo…\nGraficamente gradevole…

NON CI PIACE

… ma inutile da soli
\n… ma con cura altalenante
\nGiocabilità semplificata all’estremo
\nSensazione di stanchezza percepibile

7Cyberludus.com
Articolo precedenteNamco annuncia Tekken Tag Tournament 2
Prossimo articoloAlan Wake in arrivo su PC?
CyberLudus è un'Associazione Culturale che opera nel settore videoludico dal lontano 2007, a stretto contatto con produttori e distributori di tutto il panorama internazionale. La nostra redazione segue con passione ed entusiasmo l'evolversi di questo mondo, organizzando tornei e contest, partecipando a manifestazioni ed eventi e, attraverso il nostro portale, fornendo all'utenza un piano editoriale che prevede recensioni, anteprime, guide strategiche, soluzioni, rubriche ed approfondimenti.