Inarrestabile Ubisoft

L’atteso appuntamento con la serie Assassin’s Creed rispetta ormai la cadenza annuale: da novembre 2009 **, Ubisoft Montreal** si è impegnata costantemente per sviluppare, confezionare e lanciare sul mercato un nuovo capitolo per il suo pubblico. Questa ricorrenza su Pc e console ha progressivamente scatenato da un lato un hype incredibile che non accenna a diminuire, ma dall’altro la consapevolezza che il confine tra duro lavoro per rispettare le tempistiche e mera operazione commerciale per fare denaro grazie alla fama del brand, inizia a farsi sempre più sottile.

Nel bel mezzo della lotta tra i fanatici delle avventure di Ezio Auditore (le cui cifre di vendita parlano chiaro) e coloro che considerano gli ultimi capitoli semplici espansioni vendute a prezzo pieno senza novità alcuna, arriva nei negozi Assassin’s Creed: Revelations . Il sottotitolo non è stato certo messo a caso: il nuovo capitolo prodotto da Ubisoft nasce per sciogliere (quasi) tutti i nodi di una delle trame più affascinanti degli ultimi tempi che abbiano mai solcato i lidi dell’universo videoludico. Ma c’è di più: Revelations apre la strada per una nuova storia, con nuovi personaggi e, ci auguriamo, novità rivoluzionarie per questa serie, croce e delizia per milioni e milioni di videogiocatori. Scopriamo insieme se le nuove (e vecchie) gesta dei nostri Desmond, Altair ed Ezio Auditore hanno portato i loro frutti, oltre a quelli dell’Eden!

Nel limbo dei ricordi

Confidiamo che i lettori abbiano completato il secondo capitolo e Brotherhood, dato che sarebbe davvero un peccato godersi gli sviluppi di questo nuovo episodio senza una minima conoscenza dell’universo Assassin’s Creed.

La vita del giovane Desmond Miles non è nata certo sotto una buona stella: da semplice barista che era, si ritrova improvvisamente catapultato in una nuova realtà, al centro di una lotta senza tempo tra templari e assassini, congrega millenaria dove lui stesso ha trovato i suoi natali e dove oggi il suo aiuto è fondamentale per salvare il futuro da una imminente catastrofe prevista per l’anno 2012.

Ma le gite nei ricordi dei propri antenati all’interno dell’Animus (la prodigiosa macchina che permette ai soggetti di rivivere memorie di vite passate depositate nel proprio DNA) e il contatto con il frutto dell’Eden, hanno portato alla morte di uno dei personaggi centrali della storia (che non riveleremo naturalmente) e allo stato di coma di Desmond. Il protagonista si trova infatti bloccato in una sorta di Black Room, un limbo dove è incapace di ritrovare se stesso. Dopo un incontro che fungerà da vero e proprio colpo di scena per chi ha seguito la storia sin dal primo capitolo, il barista dovrà nuovamente indossare i panni di Ezio Auditore, nel disperato tentativo di scindere la sua coscienza dalle diverse personalità incontrate nei suoi viaggi e cosi ritrovare se stesso e risvegliarsi dal lungo torpore.

Entra dunque di nuovo in scena il leader fiorentino della confraternita degli Assassini, celebre in tutto il mondo, persino a Costantinopoli (l’attuale Istanbul), sua prossima meta. L’ormai cinquantaduenne assassino dovrà visitare la città per recuperare le cinque chiavi che aprono l’ingresso alla biblioteca segreta di Masyaf (location del primo capitolo), dove Altair in persona avrebbe nascosto un segreto cosi importante da decidere le sorti della lotta senza confini che non accenna a placarsi tra Assassini e Templari. Questi ultimi stanno naturalmente cercando la stessa cosa e sono guidati da Manuele Paleologo (e non solo..), che mira al trono bizantino.

Tra nuove conoscenze, come la studiosa Sofia e il capo della gilda locale Ysuf, personaggi storici come Solimano, futuro re dell’impero Ottomano, Ezio affronterà la sua più grande battaglia alla scoperta della verità, ripercorrendo le gesta mai rivelate di Altair.

La trama è come da tradizione narrata da attraverso affascinanti filmati d’intermezzo e vede il susseguirsi delle vicende dei tre protagonisti in tre epoche diverse, legati da un filo conduttore alla ricerca di risposte mai date. I colpi di scena non mancheranno e rivivremo momenti fondamentali e mai raccontati della vita dei tre assassini. Dobbiamo ammettere che ci saremmo aspettati più risposte dopo il finale di Brotherhood: se le rivelazioni su Desmond e Altair soddisferanno appieno i giocatori, le ultime battute frettolose del titolo lasceranno in parte l’amaro in bocca.

Il finale sarà naturalmente aperto in favore del prossimo capitolo, già confermato e atteso per il prossimo anno, che dovrebbe concludere le vicende di Desmond Miles e chiarire (cosi speriamo) diversi punti, decisamente poco comprensibili.

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Tra Oriente e Occidente

Erede dei prodigi ammirati in AC2 e in Brotherhood, il comparto tecnico di Revelations offre scorci e scenari senza tempo, assolutamente coinvolgenti e ipnotici nella loro surreale bellezza. Costantinopoli è del resto una delle locations più suggestive mai realizzate per un videogioco. Il 1511 è un periodo di rigoglioso fermento per la Turchia, ponte tra Oriente e Occidente, dove diverse culture, costumi e razze assistono al crollo dell’impero Bizantino e la nascita di quello Ottomano. Le dimensioni della città superano quelle di Roma in Brotherhood ed è stata divisa in distretti, come quello di Galata e il distretto imperiale: ogni zona vanta costruzioni diverse e abitanti caratterizzati da diversi abiti e abitudini. L’architettura è come sempre mirabile: riproduzioni impeccabili come il Gran Bazar, la Basilica di Santa Sofia e il Corno d’Oro sono una gioia per gli occhi. Ogni vicolo pullula di modelli poligonali di cittadini indaffarati nei loro andirivieni: mercanti, mendicanti, professionisti e naturalmente guardie armate che sorvegliano strade e tetti della città. Ogni singolo elemento della schermata si muove in maniera fluida e armoniosa, nel susseguirsi del giorno e della notte con pregevoli effetti di luce ed ombra ed effetti speciali al top.

Se proprio dobbiamo essere pignoli, le animazioni facciali risentono dei loro anni, a causa della legnosità evidente durante i dialoghi. Non mancano alcuni problemi di pop-up, qualche calo (occasionale) di frame-rate e la linea dell’orizzonte, che ci ricordano i limiti del motore grafico.

Va sottolineato tuttavia che stiamo parlando di piccoli nei in confronto a tanta bellezza da gustare passo dopo passo nelle nostre lunghissime camminate necessarie per scovare ogni angolo della città, dove perdersi è quasi un obbligo.

Di ottima fattura come sempre il comparto audio: il doppiaggio in italiano si rivela come sempre all’altezza nella recitazione e la colonna sonora offre nuovo pezzi e anche qualche vecchia melodia, rispolverata per l’occasione. Peccato solo per il missaggio finale: potrebbe capitare che le parole di un protagonista durante un dialogo siano spezzate da un brusco effetto sonoro, o peggio, che la colonna sonora copra un intero dialogo, impedendo di ascoltare rivelazioni a volte importanti.

Un difetto che la serie si porta dietro da anni e che speriamo di non ritrovare in futuro.

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Tre protagonisti, tre epoche, qualche novità

Il gameplay di Revelations non si discosta molto dall’eredità lasciata da Brotherhood, elevandone semmai le potenzialità attraverso sensibili, ma non rivoluzionarie novità.

La struttura di gioco è come al solito quella free-roaming caratterizzata da diversi elementi sandbox: Ezio può quindi girovagare liberamente per la città, interagire con i suoi abitanti e sbizzarrirsi tra corse, arrampicate e salti mortali sui tetti all’insegna del parkour acrobatico (alcune sequenze esplorative sono davvero emozionanti), ormai fiore all’occhiello della serie. Scegliere tra basso e alto profilo sarà decisivo per compiere le proprie gesta in maniera furtiva e silenziosa oppure per trascorrere diverse ore di gioco a scappare dalle guardie e veder crescere la propria notorietà di ricercato. Oltre alle missioni principali (che vi daranno la possibilità di ottenere il 100% della sincronia se rispetterete determinate condizioni), Ezio potrà in qualsiasi momento dedicarsi agli obiettivi secondari: uccidere i capitani che pattugliano le torri nemiche cosi da conquistarle e trasformarle in covi degli assassini, aiutare e trovare nuovi adepti per spedirli in tutta la regione per vincere missioni pericolose e guadagnare territorio e rinvigorire i quartieri acquistando banche, negozi e monumenti storici da restaurare. Anche in questo capitolo i vostri adepti vi scorteranno per quasi tutti il tempo e basterà un semplice tasto per richiamarli nelle situazioni più difficili o per qualche lavoretto sporco all’insegna della vostra discrezione. Anche le diverse gilde in città faranno come al solito comodo per guadagnare qualche gruzzoletto e distrarre le guardie. Semi questi che daranno i loro frutti in denaro da riscuotere ogni venti minuti. Il denaro sarà come sempre fondamentale per acquistare armi, pezzi dell’armatura, medicine, abiti nuovi e gadget di vario tipo. Si potranno come sempre rubare spiccioli derubando i passanti o scovando i forzieri disseminati per la città. E non dimenticate di fare qualche acquisto in libreria, che potrebbe portarvi alla scoperta di tesori più preziosi (armature?).

Passiamo adesso alle novità di questo nuovo capitolo: assistiamo anzitutto all’evoluzione dell’Occhio dell’Aquila, adesso più libero da gestire e capace di seguire le tracce lasciate dagli obiettivi e di individuare, attraverso una velocissima scansione, segreti e particolari specifici della missione corrente.

Eliminata l’utilissima presenza dei cavalli e la loro funzione di trasporto fuori e dentro la città.

Di tanto in tanto faranno la loro comparsa le carrozze, attraverso le quali dovrete spingere con forza le carrozze nemiche, prima di essere strattonati e mandati fuoristrada.

Segnaliamo anche una piccola componente strategica in puro stile tower defense : se raggiungerete un grado di notorietà troppo alto, i templari attaccheranno uno dei vostri covi: partirà cosi un mini-gioco nel quale dovrete assegnare i vostri compagni a determinate zone dei tetti del covo. Gli assassini potranno usare sia le balestre che le armi da fuoco e voi potrete posizionare delle barricate lungo il percorso e lanciare colpi di cannone per rallentare l’avanzata delle truppe nemiche.

Se perdete la battaglia dovrete nuovamente uccidere il capitano della guardia del covo in questione. L’idea di fondo è interessante, ma francamente sviluppata in maniera troppo semplice e che alla lunga diventa decisamente ripetitiva.

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Bombe e uncini

L’inventario di Ezio si allarga in questo capitolo e presenta due grosse novità: le bombe e la lama uncinata.

Le bombe possono essere realizzate da noi personalmente attraverso i tavoli da lavoro che si trovano in città, ma occorreranno diverse tipologie di ingredienti che potremo recuperare frugando nei contenitori o perquisendo i cadaveri. A seconda dell’uso, possiamo scegliere tra letali, tattiche e diversive: ogni tipologia ha un diverso effetto sulla folla, che sarà attirata dal denaro che esplode dagli ordigni, terrorizzata dal sangue di agnello, dal fetore oppure, nel caso dei nemici, messa in difficoltà se non addirittura ridotta a cadaveri. Peccato solo per l’intelligenza artificiale dei nemici: a volte, nonostante la precisione della nostra fabbricazione, non assisteremo all’esito tanto desiderato, non riuscendo al primo colpo ad attirare i nemici o ad allontanarli come speravamo.

Infallibile invece l’utilizzo della lama uncinata: questo prodigioso strumento è l’evoluzione della nostra lama retrattile e faciliterà non poco la nostra esplorazione della città. Ezio può adesso scalare più facilmente palazzi e ostacoli grazie all’uncino, che gli permette di raggiungere bordi più distanti, scivolare lungo le funi dei tetti e scavalcare i nemici in corsa senza nemmeno affrontarli.

La ricerca delle cinque chiavi permetterà l’accesso ai ricordi di Altair, storico protagonista del primo capitolo della serie: controllare il celebre assassino sarà molto semplice e non introdurrà novità alcuna a livello di gameplay, ma sarà una soddisfazione rivivere livelli ambientati nella storica location di Masyaf.

Sarà invece molto più interessante controllare Desmond tra i suoi ricordi del passato in cerca di una via d’uscita dall’Animus: la struttura di gioco cederà il posto ad una sorta di Portal, dove l’assassino dovrà superare labirinti asettici creando dal nulla blocchi da attraversare, cosa non sempre facile, ma per fortuna mai frustrante.

La longevità si mantiene su buoni livelli: 10 ore circa saranno necessarie per completare la campagna principale, ma ne occorreranno tante altre per completare tutti gli obiettivi secondari, le sfide, il recupero dell’armatura e tanto altro ancora.

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Assassini in rete

E non dimentichiamo naturalmente la campagna multigiocatore, in tutto e per tutto simile a quella di Brotherhood, ma non priva di qualche interessante aggiunta.

La campagna online offre ben 12 modalità tra vecchie e nuove: citiamo giusto per fare un esempio Caccia al manufatto, in cui due squadre avversarie dovranno proteggere il proprio tesoro e contemporaneamente rubare quello dell’altra squadra. Non mancano missioni per eliminare l’obiettivo prima di essere a vostra volta eliminati o difendere un territorio per un determinato tipo di tempo. A fare da sfondo alle vostre imprese in compagnia, saranno non solo le strade di Costantinopoli ma anche locations inedite, come la città di Antiochia e l’isola di Rodi, per un totale di ben 17 mappe da esplorare. Sedici infine saranno le classi che potrete scegliere tra campioni, diaconi, visir, bombardieri e via discorrendo: il nostro alter ergo potrà essere personalizzato a proprio piacimento tra abiti e armi sempre diversi e salirà gradualmente di livello, ottenendo anche mosse e azioni speciali per i combattimenti.

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Conclusioni

Assassin’s Creed: Revelations saluta in grande stile il personaggio di Ezio Auditore, senza trascurare la figura di Altair e naturalmente quella di Desmond. La storia catturerà ancora una volta gli appassionati, che tra risposte e diverse legittime domande, dovranno pazientare un altro anno per vedere l’evolversi della storia dopo il curioso finale. Il comparto grafico regala come sempre uno spettacolo per gli occhi e per le orecchie, senza tuttavia lasciare indietro i marginali ma evidenti difetti che la serie si trascina dal primo capitolo. Ancora accattivante il gameplay, che si rinnova con qualche novità gradita ma non di certo rivoluzionaria.

In definitiva, Revelations non supera il fascino generale di AC2 e di Brotherhood: la sensazione di “stanchezza” non aleggia solo su Ezio e la sua età, ma abbraccia l’intera produzione. Questo titolo è caldamente consigliato ai veterani insaziabili della serie, che cercano risposte e parecchie ore di divertimento ed atmosfera, ma rammentando che, anche se rifinita e impreziosita da qualche accessorio, la formula è la stessa del 2009. Una produzione non del tutto originale, ma ugualmente pregna di fascino e qualità tali da renderlo appetibile al pubblico. Adesso che abbiamo avuto le rivelazioni, pretendiamo le rivoluzioni, ormai necessarie a questa serie, che sta diventando fine a se stessa per certi aspetti, ma ugualmente senza tempo per altri.

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CI PIACE

Desmond, Ezio e Altair: tre storie da vivere e giocare
Comparto tecnico appagante,level design affascinante e complesso
Azione, esplorazione, piattaforme, strategia: diversi generi in un solo titolo
Ottima longevità, tantissime cose da fare e da scovare

NON CI PIACE

Poche rivelazioni, diverse domande
Ancora qualche piccola sbavatura per grafica e sonoro
Le novità nel gameplay sono davvero poche
Non sarà il momento questo di dare una forte scossa alla serie?

8.4Cyberludus.com
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