Era il lontano 2001, quando Firefly Studios pubblicava Stronghold sotto bandiera Take Two Interactive. Sdoganandosi da mostri sacri quali Command & Conquer ed Age of Empires, la piccola grande perla degli sviluppatori inglesi si ispirava al misconosciuto e maniacale Castles (classe 1992, approdato su Amiga). A dieci anni di distanza dall’esordio e a sei anni dal controverso Stronghold 2, arriva sugli scaffali e sui canali di digital delivery il terzo episodio ufficiale della serie, Stronghold 3 , con l’intenzione di porsi come prima scelta nel miasma di gestionali e strategici esclusivamente concepiti per computer.

Il ritorno del “ragazzo”, del Lupo, del Ratto e del Maiale

Forse per celebrare il decimo anniversario di questa serie di giochi che – in un paio di lustri – ha mietuto discreti consensi e conquistato centinaia di appassionati, forse perché Stronghold 2 è il capitolo meno ispirato della serie, in quel di FireFly Studios hanno pensato bene di continuare la storia che abbiamo interrotto dieci anni fa, conquistando i regni del Lupo e dei congiurati, suoi scagnozzi, che hanno diviso la nazione fino ad allora retta dal padre del nostro alter-ego, The Boy (in italiano: il ragazzo). A quanto pare, l’acerrimo Lupo non ha fatto la fine che si meritava ed è tornato più incarognito di prima, deciso a mettere a ferro e fuoco il vecchio regno ed instaurare una tirannica dittatura. Il nostro compito è quello di prendere le parti del ragazzo e tener testa agli invasori. La prima parte del gioco, di fatto, è una campagna militare in cui la gestione economica delle fortezze è dedicata al finanziamento di armi e soldati. La seconda parte del gioco è interamente gestionale e narra i postumi della guerra, la lenta rinascita del regno. La comodità di queste due campagne è che possiamo giocarle nell’ordine che preferiamo, senza obblighi di giocare prima l’una e poi l’altra.

Anche l’occhio vuole la sua parte…

L’impatto visivo che offre Stronghold 3 non è di quelli che lasciano il segno. Non che il comparto grafico soffra di gravi lacune: i territori sono ben fatti, le mappe godono di ciclo giorno/notte e condizioni atmosferiche variabili che influiscono negativamente o positivamente sul morale dei sudditi e il tutto è realizzato in discreta grafica poligonale. Il motore di gioco, inoltre, non è molto esigente in termini hardware e anche in configurazioni abbastanza datate si può godere del lavoro di FireFly. Tuttavia la resa dei già citati sudditi, delle milizie, degli alberi e di piccoli effetti speciali (come quelli delle fiamme o fumo) potevano essere fatti meglio. Le riproduzioni delle persone, in particolare, lasciano a desiderare e sembra che manchino di quella rifinitura che separa un lavoro fatto a regola d’arte da quello fatto senza infamia né lode. A nostro modesto parere, una scelta stilistica vagamente ispirata a quella offerta da Blizzard per il suo Starcraft 2 sarebbe stata decisamente azzeccata, ma certe scelte tecniche sono rimesse alla volontà degli sviluppatori e noi valutiamo il lavoro svolto che si può riassumere nella seguente affermazione: è un buon lavoro ma poteva essere fatto meglio. Discorso diverso merita il versante del sonoro, a partire dal doppiaggio in italiano, lungi dall’essere cinematografico ma ugualmente convincente. La riproduzione degli effetti sonori, invece, ha del maniacale e basta fare zoom con la telecamera per godere di suoni e rumori molto realistici e ben campionati. Le musiche di sottofondo, invece, sono state riprese dal primo, indimenticabile episodio della serie e siamo certi che gli estimatori di vecchia data saranno presi dalla nostalgia canaglia.

Sotto la ruvida corazza un bellissimo cuore antico

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Quello che più ci ha colpito più di ogni altra cosa, in Stronghold 3 , non è la grafica poligonale, non sono stati gli effetti luce/ombra ben fatti, né gli effetti sonori certosini. Scoprire che in termini di mero gameplay il tutto sia rimasto cristallizzato a dieci anni fa è stata la parte più bella della nostra prova: questo ci ha colpito. Ancora una volta siamo chiamati a creare un sistema economico autosufficiente partendo da zero, cioè dalla raccolta delle materie prime, dall’accumulo di beni di prima necessità, per creare infine vere e proprie catene produttive. Piantare il grano, macinarlo nei mulini ed infine creare il pane è un primo esempio. Coltivare luppolo, trattarlo nell’apposita bottega e riempire le dispense della taverna è un altro esempio e come questi due ce ne sono altri. Raggiunta l’autosufficienza alimentare bisogna dedicarsi alle difese del castello e all’edificazione di possenti bastioni, torri di guardia e milizie per difendere il nostro feudo. Dal 2001 ad oggi, insomma, è cambiata solo la grafica, che – vogliamo ribadire il nostro punto di vista – se fosse stata in 2D isometrico e realizzata a regola d’arte, forse, avrebbe avuto un impatto ancora maggiore, ma pazienza. A livello di gioco non vi sono moltissime novità, questo non ci sembra un difetto e ne parleremo di seguito.

Cosa è stato aggiunto

Le novità propriamente dette, croce e delizia di qualsiasi produzione videoludica, nel caso di Stronghold 3 possono essere contate sulle dita di una mano o quasi. Prima di ogni cosa bisogna segnalare che il motore grafico è stato preso in prestito e non è il frutto del sudore della fronte di FireFly (è il Visual Game Engine di Trinity). Questo ha permesso agli sviluppatori di dedicarsi maggiormente al gameplay e all’introduzione della fisica, affidata al sempreverde Havok. Una bella tirata alle orecchie va comunque fatta, poiché vi sono alcuni bug e glitch grafici che potrebbero inficiare l’esperienza di gioco: a titolo d’esempio segnaliamo la difficoltà ad assegnare un bersaglio alle nostre truppe, oppure notare che dei lupi siano abili nel risalire scale a pioli di torrette difensive per sbranare i nostri arcieri. Una prima patch è già stata rilasciata e di certo ne arriveranno altre a corregge quello che forse è un gioco arrivato prima del dovuto sugli scaffali. Altre novità degne di nota riguardano l’introduzione della “modalità assedio”, in cui scegliamo se essere difensori o attaccanti e possiamo battagliare in sei scenari realmente esistenti al mondo, riprodotti con l’ausilio di Google Earth per la massima fedeltà visiva. Un’immancabile modalità online arriva a colmare le esigenze dei giocatori più competitivi e una modalità solitaria di libera costruzione ci metterà nei panni di un lord che non deve temere alcun tipo di attacco ma dedicarsi interamente al sistema economico-sociale del feudo. Infine, a proposito “socialità”, va segnalato che grandi sforzi sono stati profusi nel rendere questo aspetto molto più verosimile e raffinato. Ci sono ancora delle incongruenze da risolvere ma è veramente stimolante dover far fronte a problemi quali la gestione delle messe, dei banchetti, dei raccolti i risultati dei quali sono spesso strettamente dipendenti dalle condizioni climatiche, dalle credenze popolari, da carestie o altro.

Stronghold di nome ma anche di fatto

Tirando le somme, Stronghold 3 è un gestionale in tempo reale, ancor prima di uno strategico. Chi crede di mettere le mani su un clone di Age of Empires o uno strategico in tempo reale che punta forte sulle battaglie deve cercare altrove perché il gioco di FireFly, pur offrendo assedi e difese di castelli, non è stato concepito per soddisfare strateghi e guerrafondai. L’ultima fatica degli sviluppatori londinesi è un concentrato di vecchia scuola, ritmi lenti, vecchi modi di concepire il videogioco gestionale per computer, avvalorata il più possibile da una nuova veste grafica, bella ma con ampi margini di miglioramento. Le fondamenta di questa fortezza (stronghold, in inglese, significa questo, ndr) sono così tracciate e possiamo concludere affermando che quest’anno, se c’è un gioco che possiamo consigliare ad occhi chiusi, a chi ci chiede un gestionale per Pc, è certamente Stronghold 3 . Non è un gioco perfetto, molti difetti di programmazione svaniranno con diverse patch, per il resto è un gioco veramente ben fatto.

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CI PIACE

Fisica convincente e sonoro eccezionale
Gameplay vecchia maniera
Ottimo sistema gestionale

NON CI PIACE

Graficamente un po’ spartano
Gameplay vecchia maniera
Piccoli bug fastidiosi

8Cyberludus.com
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