C’era una volta..

..circa dieci anni fa, Squaresoft, che già da allora di giochi di ruolo se ne intendeva come nessuno mai. Dal suo cilindro senza fondo saltò fuori Parasite Eve , un gioco di ruolo dalle tinte horror e dal sapore nipponico, che riusciva a mescolare nella sua formula anche meccaniche action ed rpg. Il primo capitolo fu un successo: la fama del brand diede cosi vita al seguito, in cui il ritorno della protagonista, l’agente speciale Aya Brea, fu accompagnato da meccaniche ancora più elaborate e che strizzavano non poco l’occhio al genere survival horror. Dopo anni di attese e speranze da parte dei fan, Square- Enix si è decisa a rilasciare il terzo capitolo della serie che, proprio per la valanga di novità apportate alla natura stessa della serie, cambia nome in The 3rd Birthday , titolo esclusivo per Psp . Scopriamo insieme cos’ha combinato la nostra protagonista in questi dieci anni e se le sue abilità sono ancora oggi all’altezza delle glorie passate.

Il mondo è di nuovo in pericolo

Il bagaglio di esperienza della bionda e bella signorina Brea le ha permesso di potenziare nel corso degli anni le proprie abilità: oltre ad essere un asso nel combattimento, nell’uso delle armi, nel guidare velivoli e guidare una squadra, la nostra protagonista padroneggia con facilità il proprio codice genetico, che l’ha resa perfetta in battaglia, ma ad un caro prezzo. Non ricorda assolutamente nulla del proprio passato, tranne il proprio nome. Ma non c’è tempo per scavare nei ricordi nebulosi, dato che all’improvviso la città di New York è invasa da creature gigantesche dotate di tentacoli, che distruggono palazzi e strade decimando la popolazione. Nel giro di pochi minuti queste aberrazioni organiche iniziano a moltiplicarsi in tutto il globo terrestre. Sarà compito di Aya fare piazza pulita di nemici, scoprire l’origine di questo male e capire perché questi eventi apocalittici sono legati al suo passato. Al suo fianco ci sarà la CTI, una sorta di unità investigativa in grado di farle visitare presente e passato, allo scopo di modificare gli eventi e distruggere la minaccia aliena sul nascere. Minaccia che rappresenta in effetti l’unico mero pretesto per tirare su una storia poco ispirata e coinvolgente, forse troppo complessa e frammentaria. I personaggi secondari non sono certo indimenticabili e la stessa Aya Brea ha conservato poco di quella personalità che tanto abbiamo amato in passato. Il plot non è comunque da buttare; i colpi di scena e la tensione ci sono ma da questo ritorno ci saremmo aspettati molto ma molto di più. Soprattutto dopo dieci anni di lunga assenza.

L’altro lato di New York

The 3rd Birthday gode di un buon comparto tecnico; lontano dalle promesse che lo volevano come un titolo che avrebbe superato gli standard tecnici Psp, il lavoro svolto va ugualmente apprezzato per la meticolosità riposta nei dettagli. Scenari apocalittici come strade invase dalle creature che distruggono ogni cosa che incontrano, quartieri innevati e decorati con addobbi natalizi e ambientazioni più raccapriccianti, come livelli letteralmente invasi da melma organica e protuberanze di specie sconosciute. Il design dei nemici non è certo tra i più originali ( umanoidi con un tentacolo al posto del braccio), mentre il modello di Aya appare molto definito e curato. Da menzionare l’infinità di costumi della protagonista che, proseguendo nel gioco, si sporcheranno di sangue e si strapperanno fino a rendere la bella Aya praticamente e volutamente mezza nuda. Buone anche le animazioni della protagonista, fluide e realistiche. Molto belli e da contemplare i filmati di intermezzo, realizzati interamente in CG e pregni di quel fascino che solo Square-Enix sa regalare alle sue produzioni.

La colonna sonora vanta musiche azzeccate per ogni situazione di gioco; peccato che in certi frangenti inizino a ripetersi a ruota libera, senza tuttavia compromettere l’atmosfera e il coinvolgimento del giocatore nell’azione. Totalmente assente invece la lingua italiana, sottotitoli compresi.

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Il ruolo che non c’è

Inutile tirarla per le lunghe: se vi aspettavate, come tradizione vorrebbe, un gioco di ruolo e un degno seguito dei primi due capitoli della serie, siete totalmente fuoristrada. The 3rd Birthday, come i giochi d’azione usciti negli ultimi anni, si rivela in effetti una sorta di shooter in terza persona, caratterizzato però da qualche elemento ruolistico nel menù. Fatta questa premessa e ingoiato il boccone (dolce o amaro che sia) possiamo procedere nella descrizione del gameplay. Aya si muove con facilità e destrezza attraverso i vari livelli di gioco muovendo leggermente l’analogico. Può rotolare a terra e/o schivare, azioni molto utili durante i perenni combattimenti contro i nemici. Con L si punta e con R si spara, dopo aver scelto una delle quattro armi che si possono aggiungere al mini menù richiamabile col tasto Quadrato. Gli strumenti di morte spaziano dalle comuni pistole alle mitragliatrici al lanciagranate e via discorrendo, tutte naturalmente potenziabili acquisendo punti esperienza. E a proposito di esperienza non possiamo non citare il curioso quanto interessante sistema dei punti vita: più che di punti si parla di geni, ottenibili dai nemici, posizionabili sulle tabelle dell’ apposito menù, in grado di offrire combinazioni per sviluppare e potenziare abilità. Peccato che i poteri che acquisiremo non si attiveranno a nostro comando nel gioco, ma in maniera automatica e alle volte casuale.

Le sparatorie sono ricche di azione e coinvolgimento sin dai primi istanti: tuttavia, dopo qualche ora di gioco, le dita inizieranno a soffrire. Psp non è una console adatta a questo genere di titoli; tenere premuti L ed R mentre contemporaneamente bisogna pigiare altri tasti distanti, si rivela a tratti un’operazione seccante ma purtroppo obbligatoria. Non aiuta certo la mira automatica che, nelle fasi più concitate di gioco, non permetterà di puntare immediatamente l’obiettivo che abbiamo scelto di eliminare. Per nostra fortuna, tre delle nostre abilità renderanno meno tragica l’esperienza su campo. L’Overdrive permette di possedere altri personaggi, come civili o soldati, entrando letteralmente nel loro corpo pur mantenendo le nostre abilità. Questo potere risulta particolarmente utile quando ad esempio siamo circondati dai nemici e la nostra vita è quasi a zero: basterà premere il tasto Triangolo e ci catapulteremo nei panni di un soggetto presente nella stessa area di gioco, evitando morte certa e ripristinando istantaneamente la nostra barra della salute. Possiamo possedere anche alcuni nemici feriti per danneggiarli dall’interno. Con il Fuoco Incrociato la nostra forza e quella dei nostri compagni si concentrerà sul nemico che decideremo di puntare, svuotando non poco la sua energia vitale. Liberation potenzia le capacità di Aya temporaneamente, rendendola letale per una buona manciata di secondi.

Sfruttare questi elementi strategici sarà fondamentale dato che la difficoltà è abbastanza alta e si può morire anche per una stupidaggine: basta qualche colpo nemico per svuotare buona parte dell’energia. Un’altra trovata interessante è rappresentata dalle brevi ma intense sequenze a bordo di elicotteri e carri armati, che regalano qualche variante alle sparatorie incessanti, in cui bisognerà fare piazza pulita di nemici per passare all’aria successiva e ogni tanto correre al riparo dietro qualche barricata grazie al semplice sistema di copertura.

La longevità non supera le dodici ore di gioco per finire la partita: una volta terminati i titoli di coda potrete sbloccare nuovi livelli di difficoltà, armi e costumi per Aya, oltre che completare gli obiettivi secondari tralasciati durante il primo giro.

Conclusioni

The 3rd Birthday non rappresenta quel successo annunciato che tutti si aspettavano: lontano anni luce dal fascino e dalle meccaniche Square, non si può certo definire l’erede del prestigio della serie originale. Ma il prodotto non brilla di luce propria nemmeno come action in terza persona: le abilità di Aya e le sezioni a bordo dei veicoli sono intriganti e divertenti, ma le sparatorie senza sosta, la difficoltà mal calibrata e un senso di ripetitività costante, potrebbero stancare ancora prima delle battute finali del gioco. Una chance va comunque data a un titolo tutto sommato godibile e che merita almeno di essere provato, soprattutto dai profani della serie. Per tutti gli altri ci sono i primi due capitoli in vendita su Playstation Store (solo in quello USA per adesso).

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CI PIACE

Aya Brea è tornata
Comparto tecnico gradevole
Buona longevità
Modalità e poteri interessanti..

NON CI PIACE

..ma poco sfruttati
Storia e personaggi dimenticabili
Alla lunga ripetitivo e monotono
Telecamera e controlli a tratti ostici
Lontano anni luce dai primi due capitoli della serie
Difficoltà mal calibrata

6.8Cyberludus.com
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