La caccia ai mostri secondo Namco

Monster Hunter è stata e continua ad essere una di quelle serie videoludiche innovative, che ha saputo miscelare sapientemente molteplici generi nella medesima formula: azione, avventura, elementi strategici e ruolistici. Un mix perfetto che ha decretato il successo del brand. Finalmente la concorrenza ha deciso di farsi avanti e presentare un titolo simile e capace di fronteggiare la fama e il prestigio del cocco di Capcom. Signore e signori vi presentiamo God Eater Bust , sviluppato da Shift Inc. e prodotto da Namco-Bandai . In effetti questa è una versione riveduta e corretta di God Eater uscito l’anno scorso. Finalmente giunto anche da noi in Europa, questo titolo aveva promesso di portare una sana ventata di azione e divertimentio sulle nostre Psp . Vi anticipiamo subito che il team ha centrato il bersaglio: scopriamo assieme, attraverso questa recensione, cosa rendere God Eater Busrt un gioco imperdibile.

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Una squadra per l’umanità

Ancora una volta il nostro povero universo è in pericolo: i cattivoni di turno sono gli Aragami, un’aberrante razza di mostri apparsa all’improvviso sulla Terra, in grado di nutrirsi praticamente di tutto;esseri umani, vegetazione a interi quartieri. Il mondo si trova perciò a dover combattere una minaccia mai affrontata, prima che la distruzione finale ponga fine alla specie umana. C’è solo una speranza: i God Eater, una squadra speciale organizzata dalla corporazione Fenrir, che sceglie i soggetti più meritevoli. Cos’hanno di tanto speciale questi soldati? Il God Arc: un’arma biochimica innestata sul braccio, l’unica risorsa capace di sostenere le battaglia contro gli Aragami. La storia ci ha seriamente colpiti: quella che sembrava una sceneggiatura forzata per creare un pretesto per ammazzare divinità oscure, si è rivelata in effetti una trama profonda, ricca di colpi di scena e trovate esilaranti. Il fascino orientale, i personaggi carismatici e la narrazione sono elementi di altissimo livello in questa produzione, che mette al primo posto il coinvolgimento e l’atmosfera e solo successivamente l’azione e lo spirito d’avventura.

Distruzione portatile

Tecnicamente God Eater Burst si difende piuttosto bene. Il comparto grafico sfoggia scenari spaziosi (anche se poco interattivi), colorati e diversificati tra loro: metropoli in rovina, paesi di montagna sommersi dalla neve, passaggi sotterranei, cattedrali e altri dettagliati angoli di mondo minacciati dagli Aragami. Questi sono davvero belli da vedere in movimento, merito di un design molto particolare e ricercato, frutto dell’ispirazione a diverse leggende nipponiche. Curati anche i modelli poligonali dei protagonisti: peccato solo per le animazioni a tratti legnose e davvero poco credibili. Ottima la colonna sonora, che vanta diversi pezzi a seconda del livello e dell’atmosfera: pop, rock, metal e motivi più leggeri; la fantasia musicale non ha limiti in questa produzione. Ancora una volta ci dobbiamo accontentare esclusivamente della lingua inglese; scordatevi i sottotitoli in italiano. Abbiamo notato problemi di sincronizzazione tra l’audio del parlato e le animazioni facciali dei protagonisti: questa pecca non compromette certo l’atmosfera ma potrebbe far storcere il naso ai più pignoli amanti dei giochi perfetti.

Stasera mangio un Dio** **

Passiamo al gameplay, il cuore pulsante di questo titolo. God Eater Burst fa della caccia agli Aragami il proprio perno centrale: muovendosi attraverso gli scenari, i quattro God Eater dovranno setacciare il mostro di turno e raccogliere di tanto in tanto gli oggetti sparsi nelle vicinanze. La calma apparente si trasforma in ansia e cautela davanti al primo Aragami che vi sbarrerà la strada: i vostri nemici sono abbastanza coriacei, perciò scordatevi di massacrarli alla cieca se non volete tornare al menù principale dopo qualche minuto di gioco. Per fortuna il God Arc scatena attacchi e difese uniche, in grado di sfidare il più letale dei mostri. Il segreto sta nel padroneggiare sapientemente le due modalità messe a disposizione dai programmatori: spada e pistola. Con la prima potrete affondare colpi leggeri e immediati mentre con la pistola, una volta caricata, potrete passare alla “predator form”: la vostra arma diventerà una famelica bocca in grado di mangiare letteralmente un pezzo di mostro. Questo asso nella manica non potrà certo essere usato a comando; bisognerà attendere che l’arma si ricarichi e che il nemico di turno sia stordito. Sarà vitale perciò nel frattempo schivare i colpi saltando e correndo durante gli scontri o sfruttare lo scudo creato dal God Arc. Fate attenzione ai corpi degli Aragami: verranno infatti mostrati i punti deboli da colpire e quelli impenetrabili da ignorare per non perdere tempo. Stesso discorso vale per i colpi e gli attacchi: ogni mostro è sensibile ad alcuni ed immune ad altri; a voi il compito di scoprirli tutti. Cosi facendo non solo indebolirete i nemici ma acquisterete potenziamenti per migliorare le vostre abilità. Esattamente come in Monster Hunter, troverete impresse sullo schermo diverse barre da tenere d’occhio: l’energia, la stamina e Oracle Pointes. Essendo un gioco di squadra, sarà fondamentale tenere a bada lo stato di salute dei vostri compagni. Fa piacere notare che l’I.A. dei nostri compagni si è rivelata bene implementata: verrete quasi sempre soccorsi quando cadrete a terra e gli attacchi della squadra sono decisi e vanno sempre a segno. Assicuratevi di fare altrettanto per raggiungere ottime performance per il punteggio finale di ogni missione e soprattutto scegliete saggiamente i componenti della squadra secondo le loro diverse quanto preziose abilità. Per nostra fortuna, il gioco vanta un inventario senza fondo, ricco di armi, costumi, oggetti e accessori di ogni sorta, tutti recuperabili durante i livelli o sbloccabili solo dopo aver raggiunto determinati obiettivi o altri ancora nelle viscere dei mostri stessi. Ben presto, trovare tutti i pezzi per costruire la vostra armatura preferita o scovare un oggetto imprescindibile per proseguire a testa alta verso la fine, saranno obiettivi irresistibili da raggiungere e non più facoltativi: merito questo della grande varietà nella componente crafting messa a disposizione dai programmatori, che sarà come una sorta di droga (non dannosa per fortuna) alla quale nessun giocatore potrà resistere. Si potranno addirittura creare personalmente diverse tipologie di proiettili di nostra invenzione e testarli al poligono di tiro del quartier generale, dove potrete comprare praticamente di tutto all’emporio. In tutto questo non poteva mancare la modalità cooperativa fino a quattro giocatori, che renderà l’esperienza non solo ancora più longeva ma sempre più elettrizzante e strategica.

Conclusioni

God Eater Burst rappresenta un intrigante titolo che gli appassionati di action/rpg devono assolutamente acquistare, soprattutto coloro che venerano la serie Monster Hunter e hanno voglia di cacciare qualcosa di più pericoloso di lucertoloni preistorici e abomini delle nevi. La trama profonda, il comparto tecnico ben realizzato e il gameplay esplosivo e allo stesso tempo pregno di strategia, si uniscono all’ottima longevità ed alla “customizzazione” dai mille volti. Un’ennesima freccia dell’arco di Psp, prossima al tramonto, ma ancora abbagliante come non mai.

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CI PIACE

Una storia affascinante
Ottimo comparto tecnico
Gameplay appagante ed esplosivo
Notevoli la longevità e la personalizzazione

NON CI PIACE

Telecamera a tratti infame e confusionaria
Niente lingua italiana
Qualche problema di sincronizzazione dell’audio

8.5Cyberludus.com
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