E chi chiamerai..

..Ghostbusters! Solo i muri potrebbero non conoscere il celebre ritornello del brand Ghostbusters, la serie dedicata al folle gruppo di “acchiappafantasmi” alle prese con le forze ectoplasmatiche che attanagliano New York. Due film, un terzo smentito e annunciato in continuazione, cartoni animati, fumetti e tantissima pubblicità, hanno permesso a questo marchio di sopravvivere dalla fine degli anni ’80 fino ad oggi. Solo due anni fa uscii Ghostbusters: The Videogame per tutte le console che, almeno per la terza generazione, destò qualche interesse per le meccaniche e l’atmosfera, senza tuttavia far gridare al miracolo. Atari ci riprova, ma questa volta sceglie il mercato digital delivery , ormai in forte espansione, per vendere Ghostbusters: Sanctum of Slime , sparatutto in terza persona, che potrete trovare su Steam, Xbox Live e Psn al prezzo di 7,99 euro. Vediamo un po’ come se la sono cavata i ragazzi di Behavior Studios .

Vecchia squadra..si cambia del tutto

Sanctum of Slime parte sin da subito col piede sbagliato: scordatevi di rivedere in azione il quartetto carismatico che tanto abbiamo amato in tutti questi anni: Ray, Winston, Peter e Egon non saranno i protagonisti di questa nuova avventura. La città di New York è nuovamente minacciata dalle forze del male: un potente e verdastro artefatto sta attirando tutti i fantasmi della città e se non verrà recuperato in tempo potrebbe risvegliare Dumazu il Distruttore, ponendo cosi fine alla mondo cosi come lo conosciamo. Il troppo lavoro da svolgere per le strade della Grande Mela ha costretto gli Acchiappafantasmi ad assoldare nuove reclute: Alan, Bridget, Gabriel e Samuel sono i quattro protagonisti che impersoneremo per seguire le vicende narrative. La drastica scelta di sostituire i leggendari eroi con nuove matricole del paranormale è solo una delle cocenti delusioni in arrivo. La trama è raccontata attraverso semplici filmati in puro stile fumetto, senza dialoghi e parlato. Per le poche ore di gioco che vi terranno occupati, dovrete sorbirvi la storia leggendo attraverso le nuvolette sopra i personaggi. Dite addio alla comicità che tanto ha regalato al brand: niente battute sarcastiche o indagini investigative o colorate imprecazioni improvvise. La storia appare di conseguenza arida e scialba, a tal punto che salterete i filmati per passare subito all’azione. Un colpo basso e imperdonabile per tutti fan delle due pellicole.

Cartoline di terza classe

E va bene che stiamo parlando di una piccola produzione a basso costo per gli store online, ma una tale miseria tecnica non si vedeva dall’alba dei tempi. Sanctum of Slime ricicla la maggior parte degli scenari già visti in Ghostbsuters: The Videogame. Aspettatevi di conseguenza sale di alberghi di lusso, stanze da letto e sale da pranzo cosi come cimiteri e strade della città. Peccato che l’ottimo comparto tecnico della passata produzione sia degenerato in un’accozzaglia di scenari miseri, poco dettagliati e praticamente anonimi, resi appena interessanti solo perché molto colorati e brillanti. La già citata assenza del parlato, la presenza di un campionario suoni ridotto al minimo sindacale e di qualche musichetta anch’essa riciclata, ci portano a storcere il naso e a domandarci cosa sia passato per la mente di Atari e Namco-Bandai mentre lanciavano sul mercato questa produzione.

Spara, spara e..spara!

Sanctum o Slime è il tipico sparatutto dotato di visuale isometrica (dall’alto), combinazione che tanto ha giovato a recenti produzioni simili come Dead Nation e Lara Croft e il Guardiano della Luce. Peccato che i protagonisti si limiteranno semplicemente a sparare ai nemici che faranno ingresso nello scenario, per poi passare a quello successivo e iniziare tutto da capo. Pochissima interazione con l’ambiente, pochissime varianti, escluse le sezioni a bordo della Ectomobile, ugualmente noiose e ripetitive. Stesso discorso vale per le boss fight , in cui basterà usare il flusso corrispondente al colore dei fantasmi per fare fuori i nemici di fine livello senza troppa difficoltà. Niente armi secondarie o accessori bellici originali. Solo il fucile protonico e la griglia, che verrà usata solo con i boss e non con tutti i fantasmi. Uno schiaffo alla serie e ai suoi simboli bello e buono. I dodici livelli messi a disposizione mancano pure della componente esplorazione: la strada da seguire è sempre e solo una cosi come sempre una è l’uscita da imboccare dopo aver fatto piazza pulita di fantasmi. In tutto questo non aiuta cero l’intelligenza artificiale dei compagni, che penseranno il più delle volte ai fatti loro anziché aiutarvi quando sarete nei guai. La curva di difficoltà è inoltre altalenante: da livelli che si completano ad occhi chiusi passerete a sezioni impossibili (rese ostiche dai vostri stessi compagni), in cui la barra dell’energia calerà prima di quanto pensiate. Un’alternativa al nervosismo potrebbe essere la modalità cooperativa, in cui potranno partecipare altri tre giocatori per la salvare la situazione, ma non certo il divertimento, che scemerà dopo qualche livello.

Conclusioni

Ghostbusters: Sanctum of Slime si rivela una mediocre produzione. Otto euro sono onestamente troppi soldi da spendere se paragonati al reale valore di titolo: storia e personaggi piatti e anonimi, comparto tecnico primitivo e un gameplay elementare quanto (a tratti) frustrante. La modalità cooperativa potrebbe risultare l’unico motivo per acquistarlo ma non aspettatevi strategie di squadra o situazioni diverse per ogni contesto. Che stiano attenti anche i più accaniti fan della serie: qui non si acchiappano i fantasmi, ma si sparano dall’inizio alla fine.


CI PIACE

Dedicato agli “Acchiappafantasmi”
Si può giocare in quattro

NON CI PIACE

Storia banale, personaggi stereotipati
Grafica pessima e assenza del parlato
Giocabilità semplice e resa a tratti frustrante dalla IA
Poco ispirato alla serie

5Cyberludus.com
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