Quando di parla di trasposizione da film a videogioco, si fa di solito riferimento a irrimediabili disastri. E’ proprio questo il caso di Tron Evolution , action di Disney Interactive ispirato a Tron Legacy , seguito del lungometraggio Disney uscito di recente al cinema.

Dopo le diverse versioni per console casalinghe è giunto il momento di recensire quella dedicata a PSP , sviluppata da Supervillain Studios , che si discosta completamente dalla trama e dagli eventi del secondo film per tentare di offrire qualcosa di nuovo e soprattutto di inedito ai possessori della console portatile Sony . Nonostante gli sforzi purtroppo, non sempre l’originalità vince la qualità. Scopriamo assieme il perché.

Un sistema imperfetto

La storia di questa versione di gioco ha in comune solo qualche personaggio e soprattutto l’atmosfera con il mondo di Tron. Scordatevi perciò di impersonare il protagonista delle versioni casalinghe. Tron Evolution portable non è un porting ma un gioco dalla trama inedita. Protagonista delle vicende è un avatar, un programma virtuale creato da Kevin Flynn in persona. Sfortunatamente, la nostra missione non sarà certo quella di salvare l’universo o qualche bella donzella virtuale in pericolo ma semplicemente dimostrare a tutta la rete che il miglior programma senziente siamo noi. Si evince dunque che la prima falla di questa produzione risieda proprio nella sceneggiatura stessa della trama, assolutamente priva di carisma e di contenuti, ma solo mero mezzo per creare un gioco a parte, che di inedito non ha proprio nulla.

Gruppi e circuiti

Il gameplay, cuore pulsante del titolo Disney, si basa sul nostro talento nel superare le sfide che i programmatori hanno scelto per noi, una volta creato il nostro avatar virtuale ( l’editor è molto limitato, tanto che lascerete scegliere al programma dopo qualche partita).

Dopo un breve tutorial di riscaldamento, il gioco vi lancia direttamente nel bel mezzo delle prove da affrontare: le sfide si possono dividere in quattro gruppi distinti.

Nel primo gruppo sarete chiamati a usare le mani contro i nemici del sistema: il gameplay qui schiaccia l’occhio ai picchiaduro a scorrimento, ma attraverso un sistema di combo piuttosto banale e semplice, caratterizzato da due attacchi e dalla parata, diversificazione che a poco serve, in quanto il tutto si trasforma il più delle volte in un vero e proprio pestaggio generale alla cieca.

Nel secondo gruppo rientrano le sfide da intercettatore, in cui sarete a bordo di velivoli e dovrete gestire il mirino per far fuori tutti i nemici di turno davanti a voi. Non potrete manovrare voi il vostro mezzo di trasporto, in quanto seguirà un percorso stabilito, durante il quale i nemici sfrutteranno i vostri limiti di postazione (limiti per di più accentuati dalla lentezza dell’arma da fuoco) per bombardarvi di colpi.

Nel terzo gruppo sarete protagonisti di veri e propri deadmatch e piloterete un tank grazie ai tasti direzionali e ai trigger e dovrete in sintesi bombardare i nemici che appariranno su schermo. Durante gli scontri potrete allo stesso tempo muovere il mezzo e fare fuoco manovrando il cannone. Queste prove sarebbero risultate divertenti se non fosse per l’estrema lentezza dei mezzi che spazientiscono dopo una manciata di minuti.

L’ultimo gruppo è rappresentato dall’elemento che distingue e che simboleggia il brand di Tron: le Light Cycle. Anche in questa versione sono state inserite le celebri gare di moto sui circuiti luminosi. Queste sono le prove senza dubbio più interessanti, in quanto vi getteranno nel bel mezzo di una adrenalinica gara di competizione su due ruote: non dovrete fare altro che raccogliere oggetti luminosi mentre sfrecciate tra una curva e l’altra e tentare di mandare fuori strada i programmi avversari che tenteranno di fare lo stesso, utilizzando le scie luminose e qualche mossa offensiva.

Reti e tecnologie

Meno banale risulta invece il multiplayer che, oltre ad alzare il livello di longevità, consente di giocare fino ad un massimo di quattro utenti in contemporanea; nulla di galvanizzante, sia chiaro, ma di sicuro divertimento grazie alla sfida ed al coinvolgimento degli amici, che potrebbero trovare molto più interessante darsi alle sfide contro i vicini di casa che annoiarsi in single player seduti sul divano della loro stanza in solitudine.

Appena sufficiente il comparto tecnico: la grafica soffre della costante presenza dell’effetto tyring ma per fortuna i modelli poligonali sono discretamente dettagliati e le loro animazioni accettabili. Carini anche gli scenari di gioco, che ripropongono l’atmosfera tecnologica e futuristica del brand Disney, grazie a colorate e brillanti luci a neon e palette di colori freddi che spaziano dal bluastro al nero. Il comparto audio svolge bene il suo lavoro ma non aspettatevi miracoli nel repertorio della colonna sonora.

Conclusioni

Tron Evolution Portable non offre nulla di nuovo rispetto a quanto visto nelle diverse versioni casalinghe. La storia inedita e il distacco dalla trama del lungometraggio Disney sono solo meri pretesti per pubblicizzare e vendere un prodotto assolutamente mediocre. Un vero peccato per la povera Playstation Portable, costretta spesso ad “ospitare” titoli banali e obsoleti, nonostante le sue eccezionali qualità tecniche.



CI PIACE

Sistema di upgrade di Anon interessante
\n Grafica essenziale ma d’impatto
\n Molti momenti “cinematografici”

NON CI PIACE

Gameplay ripetitivo e difficoltà altalenante
\n Telecamera un pò troppo “ballerina”
\n Doppiaggio e lip-sync assolutamente non a livelli Disney
\n Bug grossolani

5.5Cyberludus.com
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