Come molti altri tra voi, abbiamo messo finalmente le mani su una versione dimostrativa di Dragon Age 2, che, salvo imprevisti, dovrebbe essere piuttosto fedele a quanto vedremo sulle nostre console o sui nostri PC dall’11 marzo. Ora che il momento della verità è vicino, dunque, la domanda è una sola. Cosa ci aspetta?

Prime impressioni

Come potrete provare voi stessi (i giocatori PS3 dovrebbero essere già riusciti ad accedere al download, in questo momento) la demo ci metterà nei panni di Hawke, facendoci giocare il grosso del prologo e una piccola quest ambientata a Kirkwall. Coloro che si sono lasciati intimorire da un personaggio fisso tirino un sospiro di sollievo: se lo vorremo, nel gioco completo, del personaggio base rimarrà soltanto il cognome. Poco male, se in cambio si è ottenuto un doppiaggio completo del protagonista! A dispetto di chi lo credeva, tra l’altro, abbiamo notato che nella maggior parte di casi la quantità di risposte pronunciabili dal nostro alter ego non è stata ridotta; come in Origins, avremo dalle tre alle cinque domande per “indagare” sulla situazione, e altre tre per prendere una decisione, per un massimo di otto: il tutto è stato semplicemente schematizzato al meglio, anche grazie a delle icone in grado di anticiparci il tono di voce di Hawke, in modo da non prendere sviste.

Più immediato o più facile?

Tuttavia, le voci inerenti a una certa semplificazione del tutto erano più che fondate. I livelli mostratici erano visivamente d’impatto e sconfinati, ma a conti fatti erano poco più di un corridoio, tra l’altro densissimo di nemici e povero di dettagli degni di nota, come oggetti da osservare o semplicemente suppellettili dedite a donare varietà al percorso. Anche il sistema d’abilità, ad una prima occhiata, per quanto sia stato reso molto meno lineare grazie ad una struttura ad albero, ha subito un forte ridimensionamento: speriamo che almeno le abilità siano sufficienti a coprire una gran quantità di ore di gioco, dal momento che nelle ultime fasi di Dragon Age: Origins poteva capitare di dover scegliere delle abilità a caso, pur di spendere i propri punti. Una buona notizia, invece, è che il combattimento è stato velocizzato non poco, annullando i tempi morti causati dall’uso dello spadone e del tiro con l’arco (e, finalmente, combattere a distanza donerà le sue soddisfazioni!); la cattiva impressione è stata quella di avvertire una certa omogeneità tra le abilità dei nemici, ma ci riserviamo ogni giudizio in sede di recensione.

Grafica e prestazioni

Veniamo, infine, al comparto grafico. Ad una prima occhiata, è evidente il lavoro svolto da Bioware per rendere il mondo di gioco finalmente carismatico e distintivo, così come lo è la notevole cura per le animazioni e i volti dei personaggi: tuttavia, l’eccessiva velocità di certi movimenti, a volte, è esasperata sino all’inverosimile, e comunque lontana anni luce dalla fluidità di giochi come Assassin’s Creed o Prince of Persia, giusto per citarne due. E, anche se non è certo il comparto grafico che determinerà o meno il successo di Dragon Age 2, è pur vero che questa demo ci ha destato qualche perplessità riguardo all’ottimizzazione del motore di gioco, soprattutto per quanto riguarda la versione PC. In particolare, l’uso delle librerie grafiche più recenti (sia le DX10 che le DX11) ha comportato, nella maggior parte dei sistemi, significativi cali di frame-rate: durante la nostra prova, ai 90 ottenuti in DX 9 si opponevano i 30 in DX11! Inutile dire che i fiumi di lamentele sono stati una risposta istantanea: Bioware è corsa ai ripari e ha dichiarato che sistemerà tutto prima dell’uscita del gioco.

Non ci resta che attendere l’11 marzo, e finalmente sapremo se l’attesa è valsa. Non perdete la recensione!