Di puzzle game su PSP ne sono usciti davvero tanti; come non menzionare, infatti, marchi distintivi del gioiellino Sony quali “Lemmings” o i vari “Loco Roco” . Come per tutti i generi, però, anche per quello “puzzle” esiste una variante, un derivato che si discosta, seppur di poco, da quelle che sono le sue meccaniche fondamentali: immaginate di dover fondere un esponente qualsiasi di questo genere con la sua stessa colonna sonora e dar vita ad un’unica essenza. Questo, a grandi linee, è quanto debbano aver pensato i creativi ragazzi di Pyramid nel realizzare Patapon , gioco ritmico musicale uscito nel 2008 che pone nelle mani del giocatore il destino di stilizzati soldatini tamburai. Dopo l’originale successo del capostipite e le reiterate gesta del sequel, è giunta l’ora di Patapon 3 . Atteso per il mese di Marzo, vediamo cosa avrà da offrirci questo nuovo capitolo.

Il ritmo della guerra

Per chi non conoscesse la saga, Patapon altro non è che un rhythm-game di stampo “battagliero”, all’interno del quale il giocatore è chiamato a guidare un piccolo esercito di “Patapon” vestendo i panni di un dio. Lo scopo dei primi due episodi era quello di sconfiggere il classico cattivone di turno passando attraverso una serie di dungeon bidimensionali, cosparsi di ostacoli e creature nemiche da sconfiggere a suon di colpi musicali. In Patapon , infatti, uno dei tratti distintivi risiedeva proprio nel gameplay e nella fruizione ritmica dell’azione di gioco; molto più semplicemente, per far muovere i nostri “tamburai matti” era necessario combinare i tasti primari della PSP (X, Quadrato, Cerchio e Triangolo) dando vita ad una vera e propria sequenza musicale. Tramite questa sequenza di “note” era possibile impartire ordini alla squadra, ordini semplici ed intuitivi: attaccare, difendere, procedere in una determinata direzione, e così via. Un gameplay risultato vincente, a tal punto da spingere gli sviluppatori a compiere un ulteriore passo evolutivo; questo terzo episodio, infatti, pur mantenendo il concept originale, porterà con sé una serie di modifiche/migliorie atte a rinfrescare la serie.

Una singola nota o multipla?

Se nei primi due capitoli il giocatore vestiva i panni di una divinità, capace di controllare un’intera squadra, stavolta l’anima del gioco si concentrerà sui “singoli”. Potrete scegliere, insomma, quale guerriero impersonare fra i tre messi a disposizione dal gioco. Se siete amanti delle armi a distanza, per esempio, allora la vostra scelta ricadrà inevitabilmente su un valoroso arciere di nome Yumiyacha ; nel caso, invece, preferiate scontri a distanza media o ravvicinata, allora ci penseranno Taterazay , abile con lo scudo e la spada, e Yarida , esperto con la lancia, ad accontentarvi. Il motivo di questa filosofia “individuale” si può facilmente spiegare dal momento in cui Patapon 3 sarà un titolo votato principalmente alla cooperazione multiplayer. Ogni giocatore, man mano che proseguirà nell’avventura, potrà potenziare le abilità di un eroe a seconda, appunto, delle proprie inclinazioni. Il gameplay, comunque, continuerà a seguire un “andamento” ritmico e lineare, mantenendo quella vena strategica che aveva contraddistinto i predecessori. A prescindere se impersonerete un singolo componente, piuttosto che un'”intera squadra”, lo scopo sarà sempre quello di avanzare, attaccare e difendere a ritmo di musica, combinando le sequenze in base all’azione da intraprendere. Più queste sequenze saranno complesse e ricercate, maggiori saranno i punti esperienza acquisiti al termine di uno scontro. I punti esperienza, a loro volta, vi torneranno utili per potenziare il personaggio e riempire, in fase d’azione, l’onnipresente barra “Fever”, qui in formato doppio e in grado di sprigionare una potenza tale da mandare in “Berserk” i nostri tamburai.

Queste piccole ma doverose aggiunte, dunque, ben si incastrano in quella che sarà, a conti fatti, la seconda anima del gioco; una vera e propria infrastruttura multiplayer, accessibile sia in locale che online e pronta ad ospitare fino a quattro giocatori. A differenza di Patapon 2 , in cui era presenta una sorta di arena da combattimento, questo terzo episodio vanterà nuove modalità, siano esse cooperative che competitive. Per quanto concerne le prime, alcune dal nome esplicativo (come “Difesa della Torre” o “Corsa ad ostacoli”), quattro giocatori connessi tra loro potranno affrontare diverse missioni semplicemente cooperando. Nella modalità “Versus”, invece, a scontrarsi saranno due squadre da quattro: tra le due, vincerà quella più abile e coordinata nell’ingaggiare col giusto ritmo azioni d’attacco e difesa.

Pronti a “suonarle”?

Anche dal punto di vista prettamente tecnico Patapon 3 sembra abbia seguito la via del “rinfresco”, offrendo un comparto audiovisivo vivace, colorato e dallo stile inconfondibile. La campionatura audio, in particolare, tende alla tradizione tribale, che ben si sposa con le ambientazioni ed i personaggi rappresentati. Il single player, inoltre, promette una longevità di tutto rispetto, con oltre 80 missioni ed una ventina di nuovi boss da affrontare. A questo punto Marzo è vicino: i guerrieri del ritmo sono lì che attendono il verdetto finale.

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