Ricordi lontani

Sono passati quasi 20 anni da quando il primo capitolo della serie Ys sbarcò su Pc Engine, portando con sé tutto il fascino delle avventure, arricchito da elementi Gdr in un mondo fantastico abitato da personaggi curiosi e creature indimenticabili. Una di quelle serie cosiddette “perdute” nel tempo, ma che grazie a Playstation Portable ritrova lunga vita grazie al settimo capitolo esclusivo Sony , Ys Seven . Vediamo cosa ci ha riservato il team Falcom per questa nuova e impedibile avventura. Adol e Dogi sono ufficialmente tornati in azione.

In cerca di guai

Un’avventura come si deve non può iniziare senza eroi all’altezza di ogni situazione: protagonisti della nostra storia sono il rossiccio Adol Christin, storico personaggio della serie e Dogi, il simpatico gigante e suo inseparabile amico e compagno di sventure. I due sono, come al solito, in cerca di missioni impossibili e si da il caso che il regno di Altago, vasto reame commerciale e marittimo, offra pane per il loro denti. Soldati scontrosi, titani e creature demoniache di ogni sorta attendono i due avventurieri in un vortice di tensione e ritmo serrato. La trama non è mai stato il punto forte della serie, basata essenzialmente sul gameplay immediato e scorrevole. La coppia di protagonisti e i loro humor strapperanno più di un sorriso lungo l’avventura, ma il resto del cast di personaggi non brilla certo per originalità. I soliti “cattivoni” e gli stravisti intrecci narrativi annoieranno non poco durante le sequenze d’intermezzo. Tuttavia, l’innegabile atmosfera d’altri tempi videoludici, spingerà il giocatore ad andare avanti nella storia, giusto per godersi il meritato quanto sudato”The End”.

A spasso per Altago

I vecchi capitoli della serie vantavano una grafica indimenticabile e ricca di particolari unici, carichi di atmosfera fantasy. Sfortunatamente, la tradizione ha subito una brusca virata con questo settimo capitolo, che nonostante le potenzialità di Psp e i tempi favorevoli per una tecnica sicuramente avanguard , non offre nulla di eccezionale, ancorandosi “nella media”. Gli scenari che fanno da sfondo all’avventura sono vari e ben assortiti: si passa dalle scogliere nei pressi del porto del regno a villaggi nascosti nel fitto della vegetazione di una foresta perduta, fino ad arrivare a luoghi più misteriosi, come manieri oscuri e labirinti infuocati. Purtroppo l’economia nelle texture e l’assoluta povertà degli ambienti, non permette al giocatore di gustarsi al massimo il potenziale di questa produzione, ricca nel design ma acerba a livello tecnico. Interessante anche il design dei nemici con cui i due protagonisti avranno a che fare: peccato per le ripetitive e “scattose” animazioni, che non rendono loro giustizia su schermo. Discorso diverso per il comparto audio: la colonna sonora è, come al solito, il biglietto da visita della serie: musiche dal fascino orientale ben inserite in ogni singolo contesto di gioco e suoni ed effetti divertenti. Unica pecca sta nel fatto che il gioco è totalmente in inglese, cosa che potrebbe far storcere il naso a chi non padroneggia un minimo di lingua, ma che non provoca situazioni tali da perdersi nel gioco senza sapere cosa fare.

Le vecchie sane legnate

Il gameplay è naturalmente il fulcro attorno a cui ruota l’intera produzione: Adol e Dogi sono nati per fare a botte con i cattivi e per tutto il gioco saranno più che felici di scatenare la loro furia attraverso mazzate indimenticabili. L’ultima fatica Falcom, pur essendo un tipico Rpg vecchio stampo, si discosta dai classici button mashing : la possibilità di selezionare un singolo nemico e concentrarsi sugli attacchi da sferrare, gioverà non poco al gameplay. Il tasto X è destinato all’attacco e si passa da un all’altro personaggio attraverso il tasto direzionale. Nel corso dell’avventura, altri due personaggi si uniranno alla squadra, ma saranno controllati dalla CPU, che svolge comunque un buon lavoro, evitando i tanto temuti suicidi dei compagni che vengono lasciati senza protezione per più di tre secondi. La curva di difficoltà, pur non essendo impegnativa come i primissimi capitoli, esigerà un minimo di strategia per evitare altrimenti un immediato Game Over. Se in alcune sezione la forza brutta sarà uno scherzo da ragazzi, in altre la fuga o la furbizia saranno necessarie per salvarsi la pelle. Discorso a parte per i mastodontici boss, coriacei e ben lungi dal farsi abbattere facilmente; i loro attacchi sono devastanti e la resistenza ai colpi generosa. Solo il tempismo e la strategia possono risollevare le sorti di uno scontro con un titano che occupa mezza schermata. Sarà altrettanto necessario esplorare bene i dangeon per raccogliere potenziamenti necessari per salire di livello, particolare questo che stimola il fattore esplorazione in un prodotto dedicato quasi totalmente all’action. Per nostra fortuna, entreremo in possesso di armi degne di nota, grazie ad un ingegnoso sistema di creazione di strumenti di morte abbastanza efficiente. Prendendo confidenza con la varie combo effettuabili con le armi attraverso una semplice combinazione di tasti, si potranno effettuare spettacolari attacchi speciali, che daranno filo da torcere anche ai nemici più fastidiosi. Ottima la longevità, che tra quest primarie, secondarie e l’esplorazione, si aggira attorno alle trenta ora di gioco totale.

Conclusioni

Nonostante la concorrenza e i tempi moderni per il genere Rpg, Falcom non si è scoraggiata e ha osato nel rilanciare una serie che ha fatto storia, attraverso un settimo capitolo che, pur non sorprendendo a causa di una trama fiacca e un comparto grafico sottotono, esalta ancora grazie al gameplay frenetico ed immediato. Ys Seven va consigliato sia ai nostalgici sia ai giocatori che se si sono persi gli anni d’oro su Pc Engine, a patto di masticare un po’ di inglese.

CI PIACE
Design dei livelli e dei boss molto bello
Colonna sonora di sicuro effetto
Gameplay immediato e divertente
Longevità generosa
NON CI PIACE
Trama banale
Comparto grafico arido e poco sviluppato
Backtracking eccessivo
Completamente in inglese
7.8Cyberludus.com
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