Dopo la scorpacciata calcistica di ottobre sulle console HD e PC, ora è il turno delle console portatili e di Nintendo Wii. Se sul fronte next-gen la vittoria di FIFA nei confronti del rivale PES è cosa assodata da tempo, non si può dire la stessa cosa del settore portatile, dove PES continua a difendersi abilmente. Oggi esaminiamo proprio la versione di Pro Evolution Soccer 2011 per PSP; scopriamo cosa ci propone quest’anno il calcio portatile targato Konami.

Le novità di quest’anno

Per non lasciare “troppo indietro” la versione portatile rispetto a quella casalinga, sono state introdotte alcune modalità nuove. Direttamente dalla versione casalinga arriva la Coppa Libertadores, la più prestigiosa competizione sudamericana, equivalente per importanza e struttura alla Champions Leauge europea. Assieme al trofeo arrivano in dote anche un ottimo numero di compagini sudamericane, tra cui il Flamengo e il Corinthians. Le blasonatissime River Plate e Boca Juniors sono presenti nel gioco ma, per un non precisato motivo, sono utilizzabili solo al di fuori della Coppa Libertadores, così come l’International di Porto Alegre. Una leggerezza davvero difficile da giustificare. L’altra introduzione rispetto alle edizioni precedenti è la nuova modalità World Player. In questamodalità potremo prendere il controllo di un giocatore esistente, e vestirne i panni durante la stagione 2010/2011. In altre parole, una sorta di rivisitazione della modalità Diventa un Mito; la differenza sarà che non dovremo creare come giocatore un nostro alter ego ma controlleremo un professionista reale. Non è presente, invece, l’apprezzatissima Master League Online.

Le altre modalità

A fare la parte del leone, come in ogni edizione che si rispetti di Pro Evolution Soccer, sarà ovviamente la Master League. Prenderemo il controllo di una squadra reale, e dovremo “costruirla” partendo dagli “scarsi giocatori” di fantasia messi a disposizioni del gioco, che gli appassionati conoscono a memoria da varie edizioni. E’ possibile anche utilizzare le squadre con i giocatori reali, ma va contro i principi tradizionali della Master League stessa. Dovremo al solito gestire vari aspetti gestionali, come i fondi da destinare ai Club dei tifosi e i trasferimenti, e i vari introiti, come le sponsorizzazioni e gli incassi della biglietterie. Dovremo gestire oculatamente le finanze, altrimenti potremo correre il rischio di dover dichiarare bancarotta se i nostri debiti saranno maggiori degli incassi all’inizio della stagione successiva. Ovviamente con dei piazzamenti utili, nella massima serie, potremo partecipare alla Champions League. Proprio la Champions League è un’altra modalità a sé stante; potremo infatti affrontare la maggiore competizione europea, così come la Coppa Libertadores, anche al di fuori della Master League. Potremo anche selezionare una determinata coppa nella modalità omonima, dove, seppur senza licenza, potremo affrontare competizioni per le nazionali, per ogni continente, come l’Europeo (chiamata Coppa Europa) o il Mondiale (chiamato Coppa Internazionale), è presente la classica Coppa Konami, coppa personalizzabile a piacere dall’utente. Abbiamo anche la possibilità di affrontare una singola stagione in un campionato a piacere, con la modalità Campionato, e infine attraverso la modalità Miti potremo creare partite personalizzate tra amici sfruttando i nostri alter-ego creati nella modalità Diventa un Mito. Insomma, come ogni stagione, non manca la carne al fuoco e il materiale da giocare, garantendo molte ore a ogni appassionato di calcio.

Squadra che vince non si cambia, ma invecchia lo stesso

Le edizioni PSP di PES si sono sempre basate sulle versioni old-gen; in altre parole si tratta di una diretta derivazione delle leggendarie edizioni PS2, e questo non può che essere un bene, soprattutto considerando le controverse versioni HD. Il gameplay, seppur lontano dalle simulazioni rigorose firmate EA Games su console HD, risulta ancora oggi comunque divertente. Immediato e versatile, il gioco è sempre composto da pochi passaggi e lunghe falcate, difficilmente ci troveremo a fare ragnatele di passaggi o scrupolose tattiche difensive. Le nostre azioni non saranno mai troppo elaborate, strizzando l’occhio a una visione del calcio dinamica e veloce. Nonostante i tanti anni di questa formula, e la vecchiaia avanzante, la giocabilità di PES non delude. Restano le solite magagne di sempre, come i portieri dai discutibilissimi riflessi o i contrasti spesso di dubbia credibilità, ma ormai difficilmente vedremo la serie scrollarsene, almeno in questa sua incarnazione “all’antica”. Un gameplay quindi con pochi fronzoli, con un’impronta decisamente arcade che ben si sposa con la natura tascabile del prodotto Konami. D’altro canto, la mancanza cronica di innovazioni impedisce al gameplay di elevarsi oltre determinate valutazioni oggettive.

Aspetto tecnico e longevità

La realizzazione tecnica di PES 2011 non si discosta da quella mostrata nelle precedenti uscite del franchise. Ancora più evidente in questo caso la derivazione dal glorioso filone per Playstation 2. Dettagliatissimi, come tradizione, i volti dei giocatori e le divise, con modelli poligonali ben fatti e articolati. Le animazioni risultano apprezzabili, escludendo le arcinote e goffe le movenze dei portieri e i contrasti, ottima invece la fisica del pallone, uno dei marchi di fabbrica. Meno riusciti gli stadi, con particolare riferimento al pubblico sugli spalti, informe e incolore, con il fastidioso effetto “spalmato” tristemente noto a ogni calciofilo. È possibile fare un discorso sulla grafica analogo a quello del gameplay, confrontando le versioni PS2 e PSP di PES. Di uscita in uscita, l’aspetto tecnico delle versioni PSP risulta di fatto sostanzialmente identico, escludendo il logico aggiornamento delle divise e dettagli analoghi, come del resto avviene sulle edizioni PS2. A differenza del gameplay, che necessiterebbe di una svecchiata, non si possono rimuovere molte critiche a Konami, in quanto graficamente è davvero difficile pensare di riuscire a spremere ancora di più la PSP. Il sonoro, oltre alle scialbe musiche scelte nei menu, rispolvera il risaputo campionamento dei cori da stadio e la telecronaca, vivace seppure un po’ risaputa, con protagonisti Pardo e il simpatico Josè Altafini. Come accennato nel paragrafo dedicato alle modalità, dal punto di vista della longevità PES offre potenzialmente moltissime ore di gioco, necessarie a affrontare e terminare tutte le tantissime sfide proposte.

Conclusioni

PES, sulla PSP, risulta ancora una scelta oculata e vincente. Spiritualmente praticamente identica alle incarnazioni PS2, il binario portatile della serie Konami non delude e offre un titolo immediato e divertente, soddisfacendo i criteri di “portabilità” di PSP. Graficamente appagante, seppur troppo simile a sé stesso, invero più per i limiti della console che per demeriti del team di sviluppo. Il gameplay continua di anno in anno a mostrare i segni del tempo, chiedendo a gran voce novità che stentano ad arrivare. Si sente anche il poco peso delle novità introdotte quest’anno, di certo la sola Coppa Libertadores, o l’esile World Player, non sono certo un incentivo grossissimo all’acquisto. Consigliato a tutti coloro che vogliono portarsi sempre con sé il calcio, rinunciando alla simulazione ma optando sul divertimento garantito Konami.

CI PIACE

– Grafica ottimamente curata
– Gameplay immediato ma non semplicistico
– UEFA Champions League e Europa League su licenza ufficiale
– Telecronaca finalmente divertente

NON CI PIACE

– Motore fisico inferiore alla concorrenza
– Database con gravi lacune

8.5Cyberludus.com
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