House of Tales alla riscossa

Siamo di fronte al quarto videogame sviluppato da House of Tales , una software house che ormai delle avventure grafiche conosce vita, morte e miracoli.

La storia del team di sviluppatori comincia un po’ in sordina con Mystery of the Druids e The Moment of Silence .

In particolar modo, quest’ultimo titolo presentava diversi problemi: dialoghi lunghi e noiosi, gestione pessima della telecamera e potenziale mal sfruttato.

Diversamente, il terzo prodotto targato HoT, Overclocked , è entrato nel cuore di molti avventurieri: storia matura ed originale ricca di colpi di scena e un solido gameplay.

Per questo fine 2010 ecco arrivare in Italia 15 Days , portato nel Belpaese da Adventure Productions .

Titolo da molti definito il migliore dell’anno, ricco di fascino e suggestione. I perché? Vediamoli insieme..

15 giorni eccitanti

Come suggerisce il nome del videogame, la storyline si sviluppa in 15 giorni e vede protagonisti i Robin Hood del nuovo millennio, ovvero un gruppo di tre ladri specializzati in furti di opere di valore che dopo aver messo a segno il colpo su pagamento tramite contatti esterni, distribuiscono il denaro raccolto per finanziare opere umanitarie.

Volendo cercare “il capo” dell’allegra combriccola, questi lo troviamo in Bernard , mentre Mike è il classico componente del gruppo che si occupa della tecnologia: hacking dei controlli di sicurezza, assemblaggio di strani aggeggi e manovre al computer. La lady del gruppo è Cathryn : a lei spetta il lavoro sul campo, mentre Bernie e Mike si occupano di gestire il tutto da dietro le quinte.

Manco a dirlo, quello che è un po’ il marchio di fabbrica dei prodotti House of Tales, scopriremo presto che il plot narrativo offerto per il titolo è molto serio e di attualità: purtroppo proprio mentre aveva origine l’ultimo colpo dei tre ladri, il ministro James Henston , è rimasto ucciso.

Ad indagare sul caso viene spedito Jack Stern , un detective della Polizia Internazionale con uno spiccato senso dell’humor che inevitabilmente gli complicherà i rapporti con le persone più suscettibili quali il suo boss, colleghi e pelati con i muscoli.

I tre amici dal canto loro non se la passeranno poi meglio: l’ultimo colpo e il caso del ministro fanno sorgere in Cathryne dubbi sul reale obiettivo che ha il gruppo, mentre ognuno di loro comincerà ad avere problemi: la ragazza vive un rapporto difficile col padre lontano, Bernard si trova ad affrontare problemi con l’ex moglie mentre Mike nonostante non riesca a perdere la sua leggerezza d’animo si sente imbottigliato dai due amici. Inoltre, l’artista falsario Robert, vive una crisi di mezza età e si sente osservato e pedinato.

Dulcis in fundo, un nuovo ingombrante contratto di lavoro con un contatto molto strano mina l’umore generale del gruppo di ladri.

Bene, questo è a grosse linee il cocktail di trame e sottotrame che porterà il videogiocatore a vivere in prima persona i problemi di ciascun protagonista, andando poi a porre l’accento sullo scontro tra Stern e i tre ladri, mettendo di fronte l’inseguitore e gli inseguiti come mai prima d’ora era accaduto in un’avventura.

Come sempre accade infatti, il protagonista è sempre il vincente, colui che risolve i problemi e che, finiti i titoli di coda, è il più felice della situazione.

In 15 Days vi troverete a rincorrere i tre ladri mentre, paradossalmente, li state aiutando a compiere i furti.

Chi la vincerà? A voi scoprirlo.

Migliorarsi: ecco cosa significa

I problemi legati ai titoli House of Tales sono ormai un lontano ricordo.

15 Days è un prodotto completo e di qualità sotto ogni aspetto, a cominciare dal gameplay che privo dei difetti più frustanti diventa incredibilmente solido e scorrevole.

L’avventura presenta, fin dall’inventario, tanti diversi spunti originali.

L’inventario infatti si presenta come una barra a scomparsa attivabile con il passaggio del mouse sulla mappa, spostandosi poi verso destra ed attivando lo scompartimento.

Altresì, passando verso l’alto si aprirà lo scompartimento relativo ai settaggi del gioco e il save/load game.

La formula di gameplay proposta è molto semplice: gli oggetti in inventario potranno essere esaminati o usati con altri oggetti presenti su schermo. L’interazione con gli oggetti però non sono l’unica forma di enigmi presenti in 15 Days: infatti grazie soprattutto alle abilità tecnologiche di Mike e alle situazioni che i ladri affronteranno, avremo a che vedere con l’hacking di un sistema o la regolazione di frequenza per un determinato apparecchio.

Capiterà spesso inoltre di dover interagire col computer in modo molto realistico e in queste situazioni le citazioni si sprecano: accedendo al computer si potrà navigare col browser IceBear -ovvia citazione a FireFox- oppure aprire il client di posta elettronica ThunderBolt -ThunderBird ndr- e ogni applicazione disporrà di un’interfaccia grafica molto realistica.

Spesso servirà chiamare qualcuno per ottenere informazioni o utilizzare la mappa per spostarsi.

Tutte queste possibilità di gameplay non sono mai forzate o esagerate, anzi, si ripropongono con la dovuta costanza e, soprattutto, in modo coerente con la storia: scordatevi dunque di mettere in saccoccia un’intera tenda o una cucina col forno per utilizzarla poi a fine gioco chiedendovi nel mentre come fa il protagonista a trasportare tutto.

La difficoltà del gioco è posta nel giusto livello per fare di 15 Days un’avventura scorrevole ma che crea diversi grattacapi senza mai essere frustante o, viceversa, banale.

Pieno di qualità sotto ogni aspetto

Tecnicamente parlando 15 Days è un prodotto solido e di qualità anche dal punto di vista grafico e sonoro.

L’avventura presenta un alto livello di dettaglio per ogni location che propone, tutte molto varie e suggestive.

Anche sotto questo aspetto il richiamo ad altre tematiche e idee alla vita quotidiana reale è sempre presente: un plasma con la Playstation 3 in standby, un poster di Che Guevara , action figure in bella mostra con tanto di confezione, poster di film famosi e tanto altro.

Inoltre ogni location che ha a che vedere con l’arte ed i dipinti offre davvero uno spettacolo per gli occhi..e visto il tema trattato dall’avventura non poteva essere altrimenti.

La trama si svilupperà anche con una naturale alternanza tra giorno e notte, offrendo la reale sensazione dello scorrere delle ore con tutto ciò che questo comporta.

Purtroppo i difetti ci sono e sono tutti legati a problemi tecnici: le animazioni spesso non si legano perfettamente con le cinematics ed accadrà spesso di vedere i personaggi muoversi in modo goffo e poco credibile. Inoltre capiterà alcune volte di veder crashare il gioco senza un apparente motivo, quindi il consiglio è sempre il solito: salvare spesso.

Si poteva fare di meglio anche per quanto riguarda le espressioni facciali nei dialoghi, poiché i volti curati dei protagonisti subiscono una pesante penalità dalla totale mancanza di espressione.

Dal punto di vista audio, il doppiaggio inglese è ottimo e la colonna sonora offre brani sempre adatti al contesto.

In alcuni casi però la musica finisce col coprire la voce dei protagonisti, cosa che a qualcuno potrebbe far storcere il naso.

La longevità del titolo si attesta sulle 8-10 ore di gioco.

Colpo messo a segno

La strada di Cathryne, Bernard e Mike è molto difficile e quella di Jack Stern lo è altrettanto, ma sicuramente House of Tales il suo colpo l’ha messo a segno.

15 Days è frutto dell’esperienza maturata in questi anni: storia come sempre intrigante ma finalmente scorrevole e mai ingombrante, grafica ricca di dettagli e un sistema di enigmi convincente.

Prodotto inattaccabile sotto ogni punto di vista: il brivido della rapina è servito.

CI PIACE

15 Days è graficamente la perla delle avventure grafiche
\nColonna sonora ideale e piacevole
\nEnigmi vari e ben bilanciati
\nStoryline a dir poco originale e molto interessante
\nLocation varie e curate nei minimi dettagli

NON CI PIACE

Qualche problema tecnico di troppo

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