È un bene che si stia recuperando una certa vena artistica bidimensionale. Probabilmente il tutto si deve al grande valore di molti titoli digital delivery, i quali hanno rispolverato e riportato in auge qualcosa che sembrava superato dal tempo e dall’evoluzione tecnologica. Eppure, come in molti si stanno accorgendo, è molto più artistico e efficace uno splendido scenario disegnato , con sprite bidimensionali, piuttosto che un muscoloso e bruto motore tridimensionale. Del resto “Muramasa: The Demon Blade”, in questo senso, ha dettato degli standard qualitativi sostanzialmente insuperabili. Il gioco in esame oggi, pur avvalendosi di un engine a metà strada tra bidimensionale e tridimensionale, cerca di rifarsi a una certa poetica del videogioco: “La Torre Delle Ombre” rischia di essere la prima sorpresa di quello che si prospetta un ultimo trimestre molto interessante per la softeca di Nintendo Wii.

Corpo e ombra, reale e irreale

L’inizio della nostra storia, raccontata da una efficace cut-scene, si svolge sul piano più alto di una misteriosa torre. Il nostro protagonista, immobile, viene colpito con un’alabarda da un misterioso ceffo, che subito dopo “ci ruba” l’ombra , scaraventandola giù dalla torre. Una volta ripresi i sensi ci accorgeremo di non controllare il protagonista, bensì la sua ombra. Da quel momento, per forza di cose, la nostra percezione del mondo, e dello spazio, cambierà in modo radicale . Dovremo rientrare nella torre, superando mille difficoltà, arrivando fino all’ultimo piano nel tentativo di ricongiungere l’ombra al suo corpo.

Gameplay 2D. Cuore 3D

L’intuizione di giocare sulle ombre è sicuramente è molto stuzzicante. Inizialmente faremo un po’ di confusione, guardando l’ombra ma calcolando i nostri spostamenti in base alle strutture “reali” invece che sul prolungamento d’ombra. In altre parole, è quasi come se avessimo difficoltà a accettare la nuova visione del mondo , e in effetti sarà necessaria una buona mezz’oretta per rendersi conto che dovremo tenere conto solo, ed esclusivamente, delle ombre degli oggetti circostanti. In altre parole, da un punto di vista strutturale, avremo un piano bidimensionale costante, monocromatico, e uno specchio tridimensionale che sarà quasi da ostacolo visivo. Potremo comunque intervenire anche nel mondo reale grazie al cursore Wii, che ci permetterà di spostare alcune strutture mobili in modo da modificare le proprie ombre proiettate sul ripiano di gioco di nostro interesse. Basterà analizzare, tenendo premuto B, la struttura che dovremo muovere e il gioco stesso evidenzierà la nostra intuizione . Tra gli oggetti da raccogliere durante il nostro tragitto potremo fare due distinzioni semplici, obbligatori (gli ‘Occhi dell’aiutante’) e non obbligatori (‘Memorie’). I primi saranno sempre presenti in ogni livello e dovremo raccoglierli tutti per poter passare al livello successivo, altrimenti l’ombra di un muro ci bloccherà la strada. Il ritrovamento di questi oggetti, inizialmente semplice, diverrà sempre più complicato e frustrante a causa della diramazione delle strade da percorrere in ogni livello e a volte saremo costretti a dover ricorrere a un fastidioso backtracking nel tentativo di trovare l’oggetto mancante. Gli oggetti facoltativi, invece, sono ovvero ricordi legati al protagonista nella sua “forma completa” o consigli nella parte iniziale del gioco. Ogni volta che raccoglieremo e leggeremo una memoria, la nostra ombra aumenterà di peso , in sostanza barra della vita. Questa trovata, apparentemente ingenua, si rivela invece un’idea azzeccatissima e evocativa. Nel gioco saremo chiamati anche a combattere all’arma bianca, dopo aver raccolto l’ombra di una spada malridotta; con il tasto B daremo i nostri fendenti, con possibilità di combo con il terzo colpo. I combattimenti avrebbero forse meritato qualche aggiunta in più, la combo classica di tre colpi in effetti è un po’ esile, ma il sistema è comunque sufficiente. Ad approfondire il gameplay ci pensano i piccoli enigmi che saremo chiamati a risolvere, legati spesso alla luce o a leve da attivare per poter proseguire. La gestione degli enigmi con la luce merita una menzione speciale: in alcuni frangenti avremo una barra verticale o orizzontale, dipenderà ovviamente dalla situazione, e spostando con il cursore del Wiimote il riferimento interno alla barra potremo aumentare o diminuire le ombre. Questo splendido gioco di luce, oltre a essere raffinatissimo da vedere, è anche funzionale al gameplay e ne aumenta la varietà. Peccato solo qualche momento di frustrazione nel caso in cui la nostra ombra perda la vita, cadendo da un’altura elevata o per un duello perso contro dei nemici. In questi casi dovremo ripetere tutto il livello dall’inizio: forse una gestione più oculata dei checkpoint avrebbe aiutato. In definitiva, nonostante la struttura molto semplice, legata agli intramontabili platform bidimensionali, “La Torre Delle Ombre” offre un gameplay più che riuscito, che sa essere fresco, intelligente e anche votato a un approccio riflessivo.

Aspetto tecnico e longevità

Anche solo guardando un singolo screenshot, molti dei nostri lettori più attenti avranno riconosciuto il tocco di “ICO” in “La Torre Delle Ombre”. Inutile nasconderlo, dal punto di vista stilistico il titolo Hudson deve molto al capolavoro Sony. Lo stile minimalista e leggero , che riesce a rendere bene la sensazione di sospensione tra sogno e realtà, funziona egregiamente e, nonostante il peso del capolavoro cui si ispira, riesce a essere personale e sincero. “La Torre Delle Ombre” riesce a ammaliare gli occhi gestendo elegantemente le luci (poche) e le ombre, creando delle vere e proprie magie visive. Lo stile artistico, spesse volte, colpisce più efficacemente della forza bruta. Il sonoro funziona molto bene, sia a livello di musiche d’accompagnamento che per la campionatura ambientale, regalando un’atmosfera a metà tra l’onirico e lo spettrale. La durata del gioco si attesta, in media, sulle 8-10 di gioco, anche contando parti complicate e enigmi di difficile risoluzione che possono ostacolare il cammino verso la cima. Per coloro che volessero aumentare la longevità, è presente la possibilità di tornare nei posti già visitati per raccogliere memorie nuove.

Conclusione

“La Torre Delle Ombre” per Nintendo Wii è un piccolo capolavoro. Nonostante qualche sbavatura, soprattutto in termini di gestione dei salvataggi e di qualche enigma un po’ troppo cervellotico (con backtracking annesso), l’idea originale vince su tutto il resto . La freschezza batte anche coloro che vedevano nel gioco di Hudson una sorta di clone o plagio di “ICO”, cui sicuramente gli sviluppatori si sono ispirati ma confezionando un generoso omaggio e non un furto d’identità. Se fosse stato limato un po’ di più saremmo qui a parlare di uno dei migliori giochi per Nintendo Wii mentre, invece, parliamo stiamo “solo” parlando di un gioiellino. Consigliato agli appassionati dei platform vecchia scuola e a coloro che non si fanno spaventare da enigmi un po’ cervellotici e dal backtracking, “La Torre Delle Ombre”, anche grazie a un prezzo leggermente inferiore alla media di mercato (39′

CI PIACE

Idea originale
\nGraficamente piacevole
\nGameplay tradizionale e innovatore
\nAtmosfera orinica

NON CI PIACE

Talvolta frustrante
\nQualche sbavatura di troppo

8.5Cyberludus.com
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