Julia Kendall è una criminologa nata dalla fantasia tutta nostrana di Giancarlo Berardi .

Il fumetto, che vede pubblicazione tramite Sergio Bonelli Editore , riscuote particolare successo verso gli amanti dei fumetti e soprattutto verso chi ama il genere di trama a sfondo thriller poliziesco che fa da sfondo alle avventure narrate nella serie.

Non poteva essere da meno anche il videogame, Julia: Innocent Eyes , avventura grafica sviluppata dal nostro team Artematica e prodotto da Warner Bros Interactive Entertainment .

Halloween non è mai stato così spaventoso!

E’ il 31 Ottobre e si festeggia Halloween, la famosa festa anglosassone “dedicata” agli spiriti.

Una giovane ragazza che scopriremo essere Dalila Howard , la figlia di un noto giudice della città, viene uccisa da un killer spietato che si nasconde dietro la maschera di Pierrot, il triste pagliaccio nato a fine ‘500.

Il giorno dopo la nostra esperta criminologa Julia Kendall viene invitata dal tenente Alan Webb sulla scena del delitto nel garage di casa Howard per indagare sull’accaduto.

Il compito della nostra giovane protagonista sarà ovviamente quello di andare a fondo della vicenda, cominciando dai primi dettagli rinvenuti sulla scena del delitto per poi allargare l’orizzonte verso le conoscenze della vittima e dei suoi genitori.

Quale killer si nasconde dietro questo losco mistero?

Forse ne sa qualcosa James Burton ? Già, perché la somiglianza del plot narrativo e della struttura ad episodi del videogame Julia: Innocent Eyes, ricorda molto da vicino le dinamiche che vedono protagonista il carismatico investigatore privato di Areo .

Fortunatamente, la trama è davvero ben realizzata e, per quel poco che abbiamo potuto vedere e vivere tramite questo episodio (il primo di quattro), vi terrà in ansia aspettando il prossimo per poter scorgere ulteriori indizi sulla vicenda.

Immersi nel 3D

Per ciò che concerne il gameplay di Julia: Innocent Eyes , non siamo davanti a nulla di innovativo o che vada oltre il classico punta e clicca .

La formula proposta è molto semplice e a conti fatti il videogame si interessa più a trasmettere la sensazione di vivere un film che quella di un videogioco, limitando moltissimo l’interazione con l’ambiente se non allo stretto necessario.

Avremo la possibilità di poter visitare poche location a fondo, giusto due, passando per altre in modo veloce e superficiale.

Saremo liberi di muoverci nelle location realizzate “ad hoc” in un sistema completamente 3D in cui potremo muovere la telecamera ruotandola per notare tutti i lati della stanza visitata, mantenendo però una visuale dall’alto.

Purtroppo questo sistema non è eccellente e col senno di poi la scelta di utilizzare questa telecamera dal poter essere una funzione piacevole introdotta in pochissimi videogame si rivela con l’essere frustante e spesso anche dannosa: le mura che limitano la stanza spesso intralceranno la visuale andando ad oscurare parti della stanza che potrebbero essere indispensabili per proseguire, inoltre la lentezza dei personaggi non contribuiscono certo ad allietare la situazione.

In alcuni frangenti, il sistema di puntamento -assolutamente pessimo- vi complicherà le cose e portare il personaggio verso un preciso lato della location sarà quasi un’impresa.

Infatti, anche l’interazione con l’ambiente, che consiste prettamente nell’analizzare qualcosa all’interno della stanza ed eventualmente combinarlo con oggetti in inventario, sarà spesso molto frustante.

Tralasciando alcune fasi particolari come i dialoghi a scelta multipla in cui alcuni saranno opzionali, gli enigmi consisteranno o nella classica interazione punta e clicca con l’ambiente o in qualche particolare sistema come ad esempio una brevissima fase di esplorazione col luminol in prima persona. Sarà anche possibile controllare un secondo personaggio – almeno per questo episodio – per proseguire nelle indagini portandone a compimento anche due parallele ed indipendenti.

Come già visto in altri titoli, Julia disporrà di un taccuino in cui andranno a finire i pensieri e le deduzioni del caso, ed alcuni di questi potranno essere utilizzati per un sms tramite cellulare o confrontandoli direttamente con l’ambiente per trovarne o meno corrispondenza.

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Tanto lavoro, poca goduria

Il lavoro grafico e tecnico dietro Julia: Innocent Eyes è evidente.

La cura riposta dagli sviluppatori nel ricreare ambienti verosimili alla realtà è chiara fin dal primo minuto di gioco all’interno dell’istituto scolastico.

Particolare cura è stata riposta verso i volti dei personaggi, anche quelli non protagonisti.

Purtroppo l’ottima realizzazione dei volti si sposa con una pessima sincronizzazione del labiale e con la quasi totale mancanza di espressioni del viso dei protagonisti che, durante i dialoghi, non trasmetteranno nulla risultando davvero molto piatti.

Buona comunque la cura verso le animazioni e come detto le location, cura che traspare anche durante le cinematics usate col motore grafico del gioco.

Ad inframmezzare i sottocapitoli della trama ci penseranno brevi filmati in computer grafica e scorci di fumetto tramite vignette.

Il doppiaggio italiano è buono con alcune fasi recitative molto carismatiche ed altre meno riuscite. Peccato per i vari motivetti -pochi- che si ripeteranno sempre durante il gioco e che risultano fuori luogo, invasive e alla lunga fastidiose, a tal punto da poter essere addirittura disattivate dall’utente come ha fatto il sottoscritto.

Tutto il lavoro e le idee messe in atto per questo titolo purtroppo si perdono in una manciata di ore o poco più, rendendo di fatto il prezzo esagerato nonostante sia inferiore alla media.

Primo esame superato, ma con tante lacune

Come primo episodio, questa attesissima avventura grafica nostrana qual è Julia: Innocent Eyes, fa rimanere contenti e al tempo stesso delusi.

Una bella storia contornata da alcune trovate di gameplay e di realizzazione grafica che però non riescono di fatto a supportarsi a vicenda, un sistema alquanto semplicistico relativo agli enigmi e una bassissima longevità tipica delle avventure divise ad episodi ne fanno un titolo dal potenziale enorme ma da una valutazione corrente solo sufficiente.

Da rivedere sotto ogni aspetto, perché potrebbe trattarsi davvero di una saga in grado di volare, ma per un motivo o per un altro resta per ora ancorata al terreno delle avventure a basso budget riuscite solo in parte.

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CI PIACE

Julia Kendall in un videogame è il massimo per i fan!\nFinalmente una bel videogame italiano\nGraficamente l’impegno c’è stato e si vede

NON CI PIACE

Sistema di telecamera pessimo\nPochi enigmi veri e poca interazione\nLa longevità è troppo bassa

6Cyberludus.com
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