Nel settore videoludico, come anche in altre forme dell’ entertainment come cinema e fumetti, la tentazione di abusare di una formula di successo, per distillare da questa quanto più guadagno è possibile, è senza dubbio fortissima, tale che questa strategia di game business è oramai la norma. Innumerevoli sono i Final Fantasy fra spin-off e capitoli principali della serie, come allo stesso modo numerosi ci appaiono oggi i Resident Evil fra episodi satellite e riproposizioni; volendo indicare un’etichetta, oggi, simbolo di questa strategia, risulta difficile non additare Guitar Hero . L’idea offerta dall’originale Guitar Hero proposto nell’ormai lontano 2006 era fantastica: il giocatore aveva la possibilità di riprodurre nella propria stanzetta le gesta dei chitarristi più famosi, il tutto senza conoscere assolutamente niente di musica. La formula di gioco e l’innovazione furono talmente apprezzate che il gioco diede inizio al fenomeno dei rythm games , genere che oramai conta sempre più titoli nelle sue schiere e gode di una propria autonomia. Purtroppo, ogni nuova riproposizione della formula non fa che rendere quelle meccaniche sempre più familiari, fino a tendere al già visto ; è così che della brillante idea iniziale non resta alcuna luce. Guitar Hero nel 2009 si è proposto sul mercato ben cinque volte con Guitar Hero: Metallica, Guitar Hero: Smash Hits, Guitar Hero 5, Guitar Hero: Van Halen e Band Hero ; Activision ha spremuto a dovere il suo brand, accelerando il processo d’invecchiamento delle meccaniche di gioco, e saturando il neonato mercato in soli tre anni. La necessità di un rinnovo è un’esigenza sentita oramai da tutti gli estimatori del genere, siano questi gli sviluppatori di Neversoft , i giocatori, o meglio ancora i rivali di Harmonix . Arriva nei negozi Guitar Hero: Warriors of Rock , scopriamo assieme se hanno imparato la lezione.

Invincibili guerrieri, valenti condottieri.

Per quanto possa apparire bizzarra come interpretazione delle esigenze del pubblico, Neversoft ha trovato la soluzione al problema innovazione nell’introduzione di una componente storyline. A voler esser onesti, va ammesso che da qualche tempo si avvertiva la mancanza, in Guitar Hero, di una modalità carriera in grado di coinvolgere il giocatore; negli ultimi episodi, questa si è, infatti, sistematicamente trasformata in un’anonima e impersonale raccolta di stelle, quando nei primi episodi avevamo la possibilità di seguire le gesta di una rock band dal garage all’olimpo del rock. In Warriors of rock è stata, quindi, introdotta una modalità Impresa Eroica . In questa nuova modalità vestiremo i panni degli eroi dei passati Guitar Hero , oramai dimenticati dai più, data la possibilità di personalizzare il proprio avatar in tutte le salse nei nuovi episodi; scelta questa, che continua a sottolineare la volontà di un ritorno alle origini, di sacrificare la tanta libertà concessa finora per un maggior carisma e personalità. Nonostante vada apprezzato l’impegno, e i nostalgici forse ringrazieranno, non può che apparirci assolutamente incondivisibile rispondere alle richieste d’ innovazione con un passo indietro : un assoluto controsenso.

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La mancanza di logica delle scelte prese da Neversoft si palesa ben presto agli occhi del giocatore; un rythm game, generalmente fondato sul gameplay, sulla componente sonora, e sul party game , non ha grosse opportunità di esprimersi nello storytelling , se non in un preambolo senza troppe pretese, che perlopiù strizza l’occhio a esperienze cinematografiche quale Tenacious D di Jack Black (sennonché stavolta l’oggetto del desiderio non è un plettro ma una chitarra). Il giocatore, vestendo i panni degli otto personaggi disponibili, dovrà recuperare la chitarra del semi-dio del rock, così da poter affrontare il ” cattivo ” di turno. La narrazione è affidata a Gene Simmons, membro fondatore dei Kiss, con scarsi risultati, dato l’inadeguato interesse e coinvolgimento che traspaiono dalla sua voce, caratteristiche che non si addicono a un animale da palcoscenico come lui.

E’ proprio nella modalità eroica, ad ogni modo, che è possibile incontrare le vere e proprie novità in senso stretto. Ognuno degli otto alter-ego disponibili gode, anzitutto, di un potere particolare, che varia dalla possibilità di accedere a un moltiplicatore 5x anziché il solito da quattro, o ad uno scudo che protegge il proprio moltiplicatore dagli errori, o ancora dalla facoltà di caricare la barra star power a ogni serie di dieci note corrette. Dimenticate, inoltre, le cinque stelle da ottenere per ciascun canzone, indicatori, ora, fin troppo importanti perché mantengano un limite così stretto. Ogni personaggio, infatti, raggiunta una data soglia di stelle, si trasformerà in una semi-divinità del rock (con fattezze alquanto grottesche N.d.R.) ; e inoltre solo ottenendo quaranta stelle per ognuna delle canzoni disponibili sarà possibile completare al 100% la modalità, impresa che vi apparirà ardua, ma ben lungi dall’esserlo una volta avuto accesso alla possibilità di utilizzare più poteri assieme.

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La formula di gioco è stata, quindi, ben condita; una serie d introduzioni, che se da un lato possono apparire inconciliabili con una simulazione musicale , dall’altro riescono sicuramente a dare grande personalità a questa nuova modalità, riuscendo anche a colmare le mancanze evidenziate dallo storytelling .

No more heroes.

La prima cosa che salta all’occhio, la prima volta che si accede alla modalità Partita Veloce , è che non tutti i brani sono accessibili sin da subito. In Warriors of Rock , infatti, il giocatore non è subito lasciato in pasto alla tracklist , ma è data a questo la possibilità di progredire gradualmente, accumulando quante più stelle e quindi accedendo ai brani di più difficile esecuzione. Inoltre è proprio in questa modalità che fonda la longevità del titolo Activision , ogni canzone (anche quelle dei precedenti capitoli, e quelle scaricabili) è dotata di una serie di sfide per ogni strumento musicale, ognuna delle quali vanta tre livelli di completamento. Se però sfidare voi stessi non dovesse esser abbastanza, potrete sempre sfidare i punteggi dei vostri amici, e fare poi gli ” spacconi ” condividendo il vostro punteggio su Facebook e Twitter .

Per quanto concerne la tracklist , punto focale di tutti i rythm games , in Warriors of Rock è palese un totale cambio di rotta rispetto quanto visto in World Tour e Guitar Hero 5 . Le tracce proposte sono decisamente forti, perlopiù Metal e Heavy Metal , una selezione che apprezzeranno gli addetti ai lavori, e i fan che chiedevano a gran voce un ritorno al rock puro dei primi episodi, ma che senza dubbio taglia completamente fuori il pubblico casual che non troverà molto pane per i suoi denti, se non forse Bohemian Rhapsody dei Queen e Cryin’ degli Aerosmith.

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Ravvisabile, anche in quest’episodio, da parte dei Neversoft , un’evidente incuria per le tablature, che non fanno che allontanarsi ogni volta sempre di più dalla simulazione . Inaccettabile, senza dubbio, anche per chi non vanta gran orecchio, come chi vi scrive, suonare l’assolo di piano in Bohemian Rhapsody con la chitarra, un vero affronto alla band di Freddie Mercury .

Concerti virtuali.

Come ogni volta, assolutamente ineccepibile il fronte tecnico offerto dal titolo Activision. Tralasciando il fantastico sonoro, fulcro dell’intera esperienza di gioco, non si può che elogiare l’estetica di Warriors of Rock . Se il giocatore non fosse estremamente concentrato sulle note da eseguire, si potrebbe dire che prendere parte alle sessioni di gioco è come assistere a un vero e proprio concerto virtuale; le animazioni e le coreografie messe in atto sono assolutamente splendide, e alcuni tocchi di classe, come il poter ammirare i brutti ceffi, eroi di questo capitolo, eseguire le armonie di titoli come Bohemian Rhapsody , non possono che coronare un titolo veramente curato sotto questo fronte.

Periferiche e concorrenza.

Interrotto l’accordo stretto con la Gibson, le periferiche offerte da Warriors of Rock , sono certamente molto differenti da quanto visto sinora. Mancando di circuiteria sui lati, le due ali sono scomponibili, e sostituibili, ed è quindi possibile cambiare in semplici mosse l’aspetto delle nostre compagne di gioco. Il design offertoci è senza dubbio estroso, votato all’aggressività, in linea con il tema guerriero.

Lo stile offerto dalle chitarre non è che l’ultimo dei segnali che vuole sottolineare il progressivo allontanamento della serie da quello che era l’ideale originale sviluppato con il Guitar Hero originale. Se con il primo episodio potevamo finalmente, anche noi, impersonare le gesta dei nostri eroi musicali, la serie oggi non offre altro che la possibilità di passare pomeriggi spensierati con gli amici, a premere tasti colorati sui colli delle chitarre seguendo le istruzioni su schermo: né i personaggi, né le vicende, né le tablature si sono sforzate in questi anni di evolvere, e tendere alla simulazione musicale , né Neversoft sembra averne intenzione, potendo forse vantare un nome altisonante e un pubblico interessato a ben altri aspetti.

Noi, vecchi bacucchi , legati a vecchie promesse, nonostante il prodotto offertoci quest’anno, nel complesso sia più che sufficiente, ci sentiamo di aspettare l’arrivo dei negozi dell’alternativa offerta dalla concorrenza. Il prodotto di Harmonix ( ma anche Power Gig: Rise of the six strings per fare un nome meno noto ) ha dimostrato che questa formula può evolvere, e farlo nella direzione originale. Con l’introduzione di periferiche ancora più reali, della tastiera/keytar, e della modalità Pro , Rock Band 3 sembrerebbe avere tutti i mezzi, quest’anno, per avere la meglio sull’arcirivale di Activision ; non ci resta quindi che attendere il 29 ottobre per apprezzare o meno il realizzarsi di questo pronostico.

CI PIACE

– Qualche nuova idea.\n
– Comparto tecnico ben curato.\n
– Una modalità partita veloce ben fatta.

NON CI PIACE

– Non si evolve tornando indietro.\n
– Tablature decisamente imperfette.\n
– Probabilmente sarà meglio puntare su Rock Band 3.

7Cyberludus.com
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