A distanza di 8 anni e con un cambio sviluppatori-produttori, ecco arrivare il terzo capitolo della saga Disciples, lavoro del team Akella.dat che porta il famoso strategico a turno nella nuova generazione per PC.

Disciples III Renaissance rinnovato non solo nelle menti ma anche nel gameplay, molto simile ad altri strategici a turni ma con un alto livellodi sfida, diventa un titolo adatto soprattutto ai navigati del genere amanti dello stampo fantasy nei videogame.

Vaste aree, zone d’attacco limitate

La novità più importante introdotta con questo terzo capitolo della saga Disciples, riguarda senza ombra di dubbio il combat system .

Non appena incontreremo un nemico, la libertà di movimento nella mappa finalmente in 3D si trasforma in una zona ristretta divisa in esagoni che avranno lo scopo di fungere come “casella di movimento”.

Il tutto dona un’impronta molto tattica ai combattimenti, poichè grazie a questo sistema dinamico e controllabile in real time il videogiocatore potrà pianificare le mosse in un susseguirsi di eventi che vanno dalla caduta di una nostra unità all’aumento della quantità di attacco verso un nemico qualora questo si rivelasse particolarmente ostico.

Sul campo di battaglia, i classici luoghi di interesse altro non saranno che piccoli altari con bonus temporanei che andranno a rinforzare il mana, la forza o altri parametri, permettendoci di affrontare al meglio gli scontri.

Sotto questo aspetto, Disciples III Renaissance soffre un po’ di incoerenza poichè basterà fare man bassa di tutte le pozioni, gli incantesimi e le cure “portatili” per vincere gli scontri anche più ardui, senza contare le strutture che si potranno costruire all’interno della base che vedremo in seguito.

Per quanto riguarda la trama, a dire il vero molto abbozzata, avremo a disposizione tre scelte iniziali: impersonare il guerriero Lambert e dunque l’Impero, l’arcimago Haarhus comandante elfo della Legione dei Dannati e il mercante Arion dell’Alleanza Elfica.

Ognuna delle classi proposte avranno una storia all’inizio indipendente che si andrà poi a riallacciare a quella generale della conquista di Neverdaar per un totale di circa 80 ore di gioco, senza contare tutte quelle in fase esplorative, comunque abbastanza insufficiente in termini di reale utilità.

La mappa in cui ci andremo a muovere è quella classica: vista dall’alto con percorsi spesso guidati circondati da alberi, il tutto in atmosfera sinistra e tranquilla tipica della saga, dove di volta in volta servirà proseguire verso l’obiettivo per scoprire una ulteriore zona d’interesse che non sia l’obiettivo proposto.

A dettare il ritmo della fase esplorativa ci penseranno i “punti movimento” di ogni unità, che costringono l’utente a dover terminare il turno dopo pochi passi, rendendo molto frammentaria l’esplorazione.

Per fortuna, dare un po’ di vivacità al tutto il sistema di gioco ci penseranno i dialoghi con i personaggi che daranno vita spesso a nuovi obiettivi evolvendo la trama.


** **Disciplina tattica e strategica

Disciples III Renaissance racchiude in sè gli elementi che contraddistinguono i vari RTS, soprattutto quelli ambientati in universi medievali e contesti storici antichi.

Il sistema di crescita infatti è diviso in due alberi: da un lato avremo la possibilità di far crescere d’esperienza la base costruendo edifici e potenziando le classi delle unità, mentre dall’altro potremo rendere più forte il personaggio che comando la nostra classe tra le tre presenti ad inizio campagna, la seconda novità sostanziale introdotta con questo terzo capitolo della serie.

In particolar modo, è proprio questo sistema di crescita del personaggio a mò di GDR a movimentare un po’ le cose.

Come qualsivoglia level up raggiunto in battaglia con l’esperienza di gioco, il personaggio potrà essere potenziato sia per quanto riguarda le caratteristiche base classiche e sia per le abilità speciali, come colpi secondari o utili poteri.

Per quanto riguarda la crescita della base dal punto di vista degli edifici, il tutto si riconduce più o meno ai normali strategici in tempo reale, ma in Disciples III Renaissance verrà ovviamente gestito inframmezzando il tutto attraverso i turni.

Ovviamente questo sistema di crescita della base è molto importante poichè da ciò dipende la buona riuscita delle battaglie: è certo che potenziare la classe delle nostre unità ci porterà negli scontri più potenza bellica, più salute e più abilità nell’offendere di quanto una classe di medio-basso livello saprebbe fare.

Sarà inoltre indispensabile costruire quante più strutture possibili all’interno della base prima di affrontare una battaglia che ha il presagio di essere epica e dura: alcuni edifici daranno soddisfazioni grandi poichè permetteranno ai nostri soldati di risorgere o curarli del tutto, senza contare poi i poteri dei maghi o la forza delle pozioni in battaglia.

E se proprio avete difficoltà a completare le battaglie senza perdere tante unità e quindi risorse, potete fare affidamento a delle classi speciali in grado di evocare creature potenti sul campo di battaglia.

Poichè come detto Disciples III Renaissance è un gioco abbastanza difficile per chi non si è mai approcciato al genere o ne ha avuto poco a che fare, assume ancor più importanza il saper e dover gestire la crescita della base e del personaggio principale, ed è dunque bene affrontare gli scontri al massimo della potenza.

Purtroppo il tutto viene gestito abbastanza male dall’interfaccia del gioco: seppur il tutorial sia presente con tanto di dimostrazioni video nelle fasi iniziali, molte delle funzioni di base sono state trascurate e i comandi ad icona non risultano comprensibili ad occhio ma bisogna provarle prima per capirne il significato ingame.

Ad accompagnare ciò, una gestione difficile macchinosa del tutto, che potrebbe stancare a lungo andare il videogiocatore alle prese con questo sistema di controllo spesso frustante e poco intuibile.

Sapore artistico

Dal punto di vista della grafica, Disciples III Renaissance è sicuramente un buon prodotto.

Come già detto, la visuale dall’alto favorisce il movimento delle unità su schermo e rende ben visibili i punti interesse.

Ma a contornare gli edifici e le zone principali ci pensano scorci di ambiente a dir poco ottimi.Ogni classe ed ogni nemico avrà infatti influenza sulla zona di propria dipendenza, andando successivamente a mutarne l’aspetto estetico.

Realizzati bene anche i modelli poligonali e le animazioni delle unità, oltre che gli effetti e il taglio cinematografico durante i combattimenti.

Il tutto è gestito davvero in modo ottimale, grazie ad un’ottimizzazione del motore grafico che potrebbe far impallidire giochi più blasonati e famosi.

Di buon livello anche il doppiaggio italiano, mentre la traduzione del testo spesso lascia a desiderare, complici alcune incertezze o addirittura refusi.

E’ tempo di gloria

Seppur molto rinnovato ed allo stesso tempo molto vicino alla concorrenza, il lavoro Akella.dat messo a punto per Disciples III Renaissance si può dire assolutamente riuscito. Spinto da una longevità non indifferente e da un comparto grafico davvero buono, il gioco può sicuramente appassionare chiunque e non solo i fan della saga. Grazie ad un’ottima personalizzazione delle unità e di una buona dose di tattica durante i combattimenti, questo terzo capitolo della saga riesce a regalare ore di intrattenimento tenendo costantemente occupato l’utente in faccende di vario tipo. Sfortunatamente l’unico difetto riscontrato è una cattiva organizzazione delle icone nell’interfaccia, molto difficile da padroneggiare. Dal punto di vista tecnico invece, colpisce la maestria per la cura degli ambienti e gli ottimi effetti durante i combattimenti. Insomma, acquisto d’obbligo per gli amanti del genere, mentre per tutti gli altri consigliamo almeno una prova.

CI PIACE

Buona realizzazione grafica
\nOttima longevità

NON CI PIACE

Controlli poco intuitivi e gestione controversa del gameplay
\nUn po’ troppo scopiazzato da altri titoli

6.5Cyberludus.com
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