“Bubble Bobble”…Oltre ad essere uno dei videogiochi più famosi della storia esso incarna l’esempio del retrogaming arcade dove, con un plot semplicissimo, ci si poteva divertire ininterrottamente per ore. Il gioco, marchiato Taito, gode oggi di numerosissime conversioni su console ed home computer, alcune incluse in “collezioni” – con eventuali sequel o spin-off, come “Rainbow Islands” -, ed è divenuto famoso al punto da “vantare” anche cloni non autorizzati (esempio più lampante, e tranello nel quale possono cadere i meno astuti, è “Bobble Bobble”). Una delle cose sorprendenti è lo sviluppo del gioco, curato quasi interamente da quattro sole persone, che si sono poi premurate di inserire il loro high-score nei record di gioco: Fukio Mitsuji (MTJ) è la mente ideatrice del titolo, Ichiro Fujisue (ICH) ed Ichiro Nishiyori (NSO) hanno curato la programmazione e Tadashi Kimijima (KIM) ha composto il comparto sonoro; sfortunatamente, dal 1996 in poi, la Taito ha dichiarato di aver perduto i codici sorgente del gioco originale – risalente a 10 anni prima -rendendo più difficoltose ed inevitabilmente differenti le future versioni.

Bolle & Draghi

**** Seppur la specie di trasformazione di Bub e Bob sia, ad oggi, ancora in bilico fra dinosauri o draghi, è altresì ben nota la loro peculiarità: sparare bolle! Quest’ultime hanno la possibilità di imprigionare creature al loro interno e renderle vulnerabili all’esplosione della bolla stessa. Seguendo questo principio si evince dove si concentra il fulcro del gameplay: eliminare tutti i nemici presenti in ogni livello, prima intrappolandoli nelle bolle poi facendole esplodere schiacciandole contro una parete o saltandoci sopra; non solo, in alcuni casi la bolla funge da necessaria piattaforma per accedere ai piani più alti del livello o, semplicemente, per racimolare punti extra. Parlando delle insidie riscontrabili, Taito non s’è di certo risparmiata ed ha distribuito una serie di variegati nemici lungo l’arco dei 100 livelli affrontabili, l’uno più temibile dell’altro; come se non bastasse, nel caso il giocatore tardi a completare il livello, apparirà sullo schermo una scritta “Hurry up!” (letteralmente “Sbrigati!”) che, oltre a velocizzare la camminata dei mostri ancora in vita, precederà l’arrivo di una fantomatica balena nelle spoglie della “morte”: invincibile, perseguiterà il giocare sino a che non lo colpirà, l’unico modo per sfuggirle è eliminare i mostri rimasti in vita. Inutile precisare che basterà un solo contatto con un nemico per perdere una preziosa vita. La difficoltà di questo gioco viene smussata e variegata grazie alle armi di supporto ed i vari bonus che appariranno casualmente nei vari stages: dalle bolle contenenti dei torrenti d’acqua che travolgeranno i nemici, sino alle lettere che compongono la parola “EXTEND” in grado di donare una vita extra. E questi sono solo alcuni dei bonus indispensabili di cui il giocatore potrà graziare; gli oggetti, invece, hanno i più diversi effetti: scarpette per aumentare la velocità, caramelle per l’aumento della gittata e lancio delle bolle, bombe, interventi divini che colpiranno i mostri con fulmini o terremoti, portali ed ombrelli che permetto di avanzare rapidamente nei livelli e molto altro ancora.

Successo mondiale

**** Come accennato ad inizio articolo, “Bubble Bobble” è una pietra miliare nella storia dei videogames tanto che gode di numerosi remake e spin-off, oltre che vantare il primato fra i giochi convertiti su più piattaforme in assoluto: arrivato inizialmente nel 1986 come arcade, solamente un anno dopo la sua pubblicazione godeva già di porting sugli home computers più celebri dell’epoca – Commodore 64, Amiga, Amstrad CPC, MSX ed Atari ST – fino ad espandersi negli anni direttamente successivi anche su ZX Spectrum, Sharp X68000 e PC su sistema MS-DOS; con l’avvento degli anni ’90 l’epidemia continuò su console attraverso il NES, il SEGA Master System, il Game Boy (uno dei porting più fedeli al gioco originale), Game Gear, Saturn e Playstation. Dopo un stop di qualche anno, causato dalla perdita dei codici sorgente da parte di Taito, ha ripreso a diffondersi nel 2003 approdando prima su Game Boy Advance poi su Playstation 2, e negli ultimi anni sono anche arrivate le versioni per Nintendo DS e Wii; è doveroso precisare che tutte queste ultime sono state pesantemente riviste rispetto alle precedenti ed offrono un’esperienza diversa dai vecchi classici. Da “Bubble Bobble”, come accennato, si sono diramati tre spin-off: “Puzzle Bobble”, che vanta ad oggi 10 titoli ed il primato fra i puzzle games più famosi; “Rainbow Islands”, nato inizialmente come sequel diretto di “Bubble Bobble”; “Parasol Stars”, unico a non essere rilasciato in sala giochi ma solo su pochi computer e console, è, per questo motivo, uno dei titoli più oscuri della serie.

Conclusioni

Sfido a trovare qualcuno che non si diverta giocando a “Bubble Bobble”. Malgrado la sua età, le meccaniche di gioco risultano sempre coinvolgenti ed universali, così che qualunque tipo di gamer si possa sentire a proprio agio ed intrattenersi. Non dimentichiamo il multiplayer: in 2 il divertimento raddoppia, ma arrivare al livello 100 è comunque una grandissima impresa. Per godersi appieno questo gioco è consigliata vivamente la versione originale, ma può essere una valida alternativa la conversione Playstation che gode anche dell’inserimento di “Rainbow Islands”.

CI PIACE

Divertentissimo in 2
\nSuccesso planetario
\nMolto variegato

NON CI PIACE

La scalata dei 100 livelli è titanica
\nTecnicamente niente di speciale

8Cyberludus.com
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