Il 7 luglio ha segnato una data importante per tutti i cinefili italiani; finalmente dopo un’attesa di ben dieci anni, nelle sale cinematografiche nostrane è stato proiettato Toy Story 3: La grande Fuga. Il film d’animazione Disney Pixar arriva finalmente al compimento della sua trilogia, confermandoci ancora una volta che tre è il numero perfetto: miscelando perfettamente scene commoventi, momenti d’infinita nostalgia, e gag divertentissime, Pixar conferma il suo primato assoluto in questo settore. In occasione del rilascio nelle sale delle avventure di Woody e amici, gli Avalanche Studios ci propongono di vivere queste in prima persona su console, con un tie-in pubblicato da Disney Interactive Studios.

Ho un serpente nello stivale.

Se la statistica ci ha insegnato qualcosa in tema videoludico, quella è che bisogna prestare molta attenzione ai tie-in, e valutarne in maniera oculata l’acquisto. Questo perché il più delle volte si rivelano titoli di bassa qualità, incapaci di appagare l’acquirente, sviluppati con il solo intento di lucrare sul giocatore, sfruttando l’onda del successo cinematografico corrispondente. Toy Story 3, tuttavia, trascende dai canoni classici del tie-in. Diversamente da quanto avvenuto in Toy Story (Super Nintendo, Sega Mega Drive e PC), e Toy Story 2 (PSX e PC), dove le sezioni di gioco e le cut-scenes riproponevano quanto visto in sala, in questo terzo capitolo, la narrazione degli eventi del film, affidata al maialino-salvadanaio Ham, è abbastanza sommaria; gli Avalanche Studios hanno preferito riproporci solo alcune sezioni chiave della storia originale, e di affiancare a queste scene completamente nuove sul piano narrativo, e addirittura sezioni di gioco ispirate ai capitoli precedenti della serie. Impugnare il pad fra le mani significherà immergersi nelle fantasie di un bambino: difendere una cittadina dall’invasione di muffin mutanti, affrontare una potente strega fra stelle e pianeti, o vestire i panni dell’eroico Buzz Lightyear e addentrarsi nella fortezza del malvagio imperatore Zurg. Sacrificando il tradizionale spirito delle riproposizioni videoludiche, ci ritroviamo fra le mani un prodotto originale, in grado di mettere d’accordo i fan più puntigliosi e i giocatori alla ricerca di sapori nuovi.

Arrenditi Lightyear! Mai! Tu hai ucciso mio padre!

Per quanto concerne il fronte gameplay, il lavoro fatto dagli Avalanche è senza dubbio encomiabile: ci si ritrova, senza rendersene quasi conto, a prender parte a sessioni di shooting degne di un TPS, affrontare momenti d’intenso problem solving, o addirittura sgattaiolare in modalità stealth; un pastiche di generi che rende l’azione incredibilmente varia, mai noiosa. Uno dei problemi più rilevanti, se problema si può definire, che gravano su questo terzo stipite della serie è che anche per i giocatori sono trascorsi dieci anni. E’ innegabile che, all’epoca, trovassi non poco appagante giocare a Toy Story 2; per la mia giovane età, il gioco era in grado di offrirmi tutto quello di cui avevo bisogno. Oggi, purtroppo, Toy Story 3 non può che risultare troppo semplice, tale da poter esser completato senza grosse difficoltà in poche ore. Palese, da questo punto di vista, la scelta da parte di Avalanche, di abbracciare un target molto giovane, come testimoniato da alcune scelte come l’inesistenza di un Game Over, o anche la possibilità di affrontare l’intera esperienza di gioco in cooperativa split-screen, così da permettere ai giovani giocatori di farsi affiancare da genitori, o fratelli maggiori.

L’utente potrà indossare i panni di uno a scelta fra Woody, Buzz e Jessie, potendo, in modalità storia, cambiare in qualsiasi momento il personaggio utilizzato, con la pressione del tasto dorsale sinistro. Cambiare personaggio è spesso fondamentale, non solo perché spesso occorre la collaborazione di questi per portare a compimento le varie sfide, ma soprattutto perché vantano abilità differenti, di cui spesso è richiesto l’utilizzo. Se però tutto questo non dovesse bastarvi, sappiate che Toy Story 3 ha molto di più da offrirvi; già, perché il vero cuore pulsante di questo episodio della serie è la modalità Scatola dei giocattoli. In questa modalità il giocatore avrà accesso a un open-world, nel quale sarà investito del titolo di sceriffo: compito nostro sarà adornare la città con edifici, popolarla, mantenere l’ordine e la pubblica sicurezza, e prendere parte a una serie di missioni. La modalità Toy box allunga notevolmente la vita al titolo, altrimenti destinato a finire sullo scaffale in un paio di pomeriggi; le missioni proposte in questa modalità sono senza dubbio divertenti e anche abbastanza varie, ed è in questa modalità che sarà possibile ritrovare tanti dei personaggi che sono comparsi nei precedenti episodi della serie quali Stinky Pete o Wheezy il pinguino.

Se possedete una Playstation 3, la modalità Toy Box, acquista una valenza tutta speciale. Già, perché gli utenti della grande S avranno la possibilità di giocare nei panni del malvagio imperatore Zurg. Se il Dottor Jekill si abbandonò alla possibilità di sfogare la sua cattiveria repressa nei panni di Hyde, immaginate la soddisfazione di muovere le mosse dell’arcinemico di Buzz Lightyear; finalmente possiamo spogliarci dei panni del bravo ragazzo, e girare per la città sfoggiando una risata maligna, e punzecchiando tutti gli abitanti. Gli Avalanche sono stati particolarmente bravi nel fare in modo che quest’esclusiva non apparisse come un’integrazione posticcia: Zurg, differentemente dagli altri personaggi giocabili, è dotato di uno spara palline sul braccio, e addirittura di un’autovettura a lui dedicata, ovviamente cattivissima, e targata Z. Se siete indecisi su quale versione del gioco puntare, dissipate ogni dubbio, a parità di prezzo la versione Playstation è ciò che fa per voi.

No Buzz, sono io tuo padre!

Toy Story 3, esteticamente si attesta su ottimi livelli; quanto ricreato con il motore grafico del gioco, riesce ottimamente a trasporre lo stesso feeling di quanto visto sullo schermo, ma ciò che realmente sorprende è la cura per le animazioni, incredibilmente naturali, e fedeli alle pellicole. Anche sul versante audio un ottimo lavoro. Il gioco è completamente localizzato in Italiano, con tanto di parlato dei doppiatori originali, eccezion fatta per la canzone You’ve got a friend in me; veramente un peccato il non poter godere della splendida versione italiana firmata Cocciante.

Conclusioni.

La versione videoludica di Toy Story 3 è sicuramente un prodotto ottimamente curato. Il gioco sebbene inadatto a un’utenza più matura, è senza dubbio, il prodotto perfetto per i vostri figli/fratelli minori: un comparto tecnico all’altezza, e un’esperienza di gioco mai noiosa saranno in grado di regalargli tanti pomeriggi di sano divertimento in compagnia degli eroi Disney Pixar. Verso l’infinito e oltre.

CI PIACE

– Divertente e vario.\n
– Tutto il fascio dei personaggi Disney-Pixar.\n
-Nella versione Ps3 c’è Zurg!

NON CI PIACE

– Molto semplice.\n
– Non molto longevo.

7.5Cyberludus.com
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