Dal cinema al videogioco..tanto per cambiare

Non esiste blockbuster hollywoodiano senza trasposizione videoludica: questa è la regola commerciale che attanaglia le produzioni da diversi anni ormai. La cavia di turno è Scontro tra Titani , remake del classico film d’avventura del 1981, uscito proprio qualche mese fa al cinema, e che la critica ha stroncato di netto. Prodotto da Namco-Bandai , il videogioco è stato realizzato dalle esperte mani di Game Republic , conosciuti per aver sviluppato titoli come Genji, Folklore e la serie Mist. Il curriculum lasciava presagire ottime aspettative; i programmatori stessi avevano promesso un titolo diverso da qualsiasi tie-in nato per spremere il brand fino all’osso. Un gioco d’ azione dalle meccaniche simili a God of War e ricco di tantissime novità rispetto al film dal quale trae ispirazione. Il gioco è giunto finalmente sugli scaffali dei negozi. Game Republic avrà mantenuto le promesse fatte? Scopritelo assieme a noi.

C’erano una volta uomini e dei

La storia narra delle gesta di Perseo, il celebre semidio nato dall’unione tra Zeus e una mortale. Il giovane condottiero si troverà nel bel mezzo della guerra tra Dei e umani: questi ultimi sono stanchi di sottostare al volere degli Olimpici, che a loro volta minacciano l’umanità per la loro irriconoscenza verso i loro Padri. In un viaggio disperato in compagnia della bella Io, Perseo dovrà tentare di sconfiggere Il Kraken, il colossale titano marino scagliato dal terribile Ade, prima che distrugga la città di Argo e la vita della principessa Andromeda. Le interessanti premesse si traducono su schermo in banali filmati, sia in game che in computer grafica, che raccontano le vicende in maniera frettolosa tra un combattimento e l’altro. Niente colpi di scena; il vero coinvolgimento nasce solo dalle fasi action, e la storia non è altro che un pretesto per giustificare la produzione e l’arrivo ai titoli di coda.

Lungo il cammino

Il comparto tecnico di Scontro tra Titani sfiora appena la sufficienza, a causa della sua imbarazzante ripetitività e della sua trascuratezza generale. Nonostante gli scenari siano ispirati alle atmosfere coinvolgenti della pellicola, ogni singola schermata risulta piatta, spoglia di dettagli e decisamente anonima. La città di Argo, i deserti, il covo di Medusa, le montagne e tutte le altre ambientazioni, rappresentano semplici livelli lineari che traboccano di nemici da affrontare privi della minima interazione o del free roaming promesso. I cattivi invece offrono un design interessante, come le chimere, gli scorpioni e i vari boss di fine livello, che risultano ben caratterizzati nei particolari. Non si può dire lo stesso per i modelli poligonali di Perseo e dei protagonisti secondari, assolutamente anonimi e caratterizzati da texture non proprio pulite e da movimenti ripetitivi e legnosi. Fortunatamente la colonna sonora e il doppiaggio in lingua originale regalano momenti di atmosfera e immergono il giocatore nel pieno dell’azione.

Mazzate divine,

Il gameplay del titolo targato Namco-Bandai non è dissimile dalle recenti produzioni del genere, come Dante’s Inferno e soprattutto God of War 3, dal quale trae prepotentemente ispirazione. Purtroppo su schermo, Perseo è incapace di compiere anche solo la metà delle combo del Fantasma di Sparta; il protagonista può effettuare attacchi leggeri e pesanti ma nulla di più, se non le provvidenziali sequenze quick time event , con le quali, premendo i tasti su schermo al momento giusto, avrà la meglio sui nemici in maniera spettacolare e cinematografica. Le armi a disposizione spaziano dalla classica spada, alla lancia fino ad arrivare ad arnesi più brutali, che possono essere sottratti ai nemici e/o acquistati. L’intelligenza artificiale dei nemici non sarà una grossa gatta da pelare, e se per le orde di scheletri e non morti basterà dare mazzate a più non posso, per i più coriacei boss di fine livello basterà dare un’occhiata breve al comportamento, ma soprattutto allo scenario, sempre pieno di indizi sul da farsi. L’avventura principale può essere portata a termine in compagnia di un amico, elemento questo che rende meno noioso il cammino fino ai titoli di coda. Ciò che risulta invece degno di nota è una seconda modalità secondaria, che propone ambientazioni, nemici e boss finali inediti rispetto alla trama del film e della modalità principale. Una gradevole trovata per allungare la brodaglia proposta, in favore di una buona longevità.

Conclusioni

Scontro tra Titani si rivela l’ennesimo tie-in , caratterizzato da idee scopiazzate qua e là e realizzato in maniera frettolosa e anonima. Colossi come Namco-Bandai e Game Republic hanno confezionato un action/adventure scialbo, in occasione del successo (non proprio indimenticabile) del remake al cinema. Il titolo va consigliato solo agli amanti del film, che potrebbero trovarlo a tratti interessante grazie alla presenza di una modalità inedita, estranea alla pellicola e tutta da giocare. Per tutti gli altri l’antica Grecia videoludica risponde al nome di God of War 3.

CI PIACE

L’antica Grecia
Una modalità secondaria inedita

NON CI PIACE

Trama piatta
Comparto tecnico datato
Gameplay fiacco e ripetitivo

6Cyberludus.com
Articolo precedenteMetroid : Other M – Soluzione
Prossimo articoloMafia II – Recensione
CyberLudus è un'Associazione Culturale che opera nel settore videoludico dal lontano 2007, a stretto contatto con produttori e distributori di tutto il panorama internazionale. La nostra redazione segue con passione ed entusiasmo l'evolversi di questo mondo, organizzando tornei e contest, partecipando a manifestazioni ed eventi e, attraverso il nostro portale, fornendo all'utenza un piano editoriale che prevede recensioni, anteprime, guide strategiche, soluzioni, rubriche ed approfondimenti.