Chi ha giocato, fin dalla sua uscita, al primo “Age Of Empires” lo sa meglio di chiunque altro: il genere degli RTS ha prodotto, nella storia, diversi risultati altalenanti e il motivo è uno e uno solo; senza l’inventiva e una buona spruzzata di novità gli RTS finiscono sempre per essere uguali a se stessi, per quanto essi possano essere realizzati con cura. Viene solo da pensare a “StarCraft” , che ha saputo conquistare il mondo grazie alla sua struttura semplice ed efficace e che è ritornato sulle scene in maniera tonante e imperiosa. Non sono mancati negli anni diversi tentativi ibridi, come il secondo, interessantissimo episodio della serie “Dawn Of War”, ispirata all’universo dello strategico da tavolo ‘Warhammer 40.000″. Ci sono poi gli RTS ispirati agli eventi storici: alcuni più votati alla componente gestionale, come la serie “Imperium”, altri concentrati sulla riproposizione di grandi battaglie contemporanee, come molti giochi basati sulle Guerre Mondiali . In questo turbinio di titoli, che sembrano spuntare come funghi, il giocatore si perde, finendo per assimilare tutto senza davvero godere di nulla: molti aspetti vengono presi e riproposti senza troppa fantasia, ritrovandosi come di fronte a infinite versioni “1.5” del vecchio titolo di Ensemble Studios. Poi c’è “R.U.S.E. – La Strategia Dell’Inganno”… Ed è un RTS uscito anche su Xbox 360 e PS3… Immediatamente i puristi grideranno allo scandalo, convinti che un vero RTS possa essere giocato al meglio solo con un equipaggiamento da PC, con un mouse preciso capace di azioni veloci e decise. Davanti a tutto questo, “R.U.S.E.” ha il coraggio di bruciare sul tempo queste lamentele, disintegrandole e dimostrando che gli strateghi possono nascondersi anche davanti a uno schermo televisivo… Perché prima della guerra viene un piano… E per progettare un piano serve astuzia… Serve un inganno…

Cosa fare per sventare la minaccia tedesca?

Il Tenente Colonnello Joe Sheridan è un uomo che ha vissuto in prima persona molte delle più cruciali battaglie della Seconda Guerra Mondiale. Siamo nel 1945 e la guerra sta volgendo al termine: mancano solo poche azioni belliche e, con gioia di tutto il mondo, gli scontri potrebbero finire una volta per tutte. Per Sheridan è difficile vivere in questo clima di tensione: la sua memoria e la sua psiche sono state scalfite da ricordi terribili che gli hanno fatto guadagnare una correttezza morale fuori dai suoi stessi schemi. Indeciso sul da farsi, il tenente colonnello ritorna con la mente al 1943, quando si trovava in Tunisia ed era ancora un semplice Maggiore: la morte di tutti i superiori che gestivano il suo campo base lo ha fatto diventare un pezzo grosso della milizia americana e le sue capacità strategiche hanno fatto il resto. Ma qualcosa sembrava voler andare ugualmente storto… Perché i tedeschi e gli italiani sapevano anticipare ogni sua mossa? Perché ogni volta, seppur proponendo piani perfetti, finiva sempre per subire perdite ingenti? Forse la risposta a queste domande sta nella bocca di un uomo senza volto, una spia che i tedeschi chiamano Prometheus…

Un allenamento…

La campagna di “R.U.S.E.” mette il giocatore nei panni di Joe Sheridan nei momenti che precedono la battaglia: tutte le sfide, infatti, non si svolgono sul campo ma prendono vita su un semplice plastico , dove i modellini si animano e tutto il mondo si riempie di simboli e segnalazioni tipici di una mappa. Ogni missione prevede il raggiungimento sequenziale di alcuni obiettivi principali con l’aggiunta di diversi obiettivi secondari non obbligatori, superati i quali si otterrà un bonus di punteggio aggiuntivo. Le unità si differenziano in due gruppi: unità leggere , rappresentate sulla mappa da gettoni di taglia piccola, e unità pesanti , rappresentate da gettoni di taglia più grossa. Grazie al motore grafico IrisZoom, il giocatore avrà sempre la possibilità di effettuare a suo piacere degli ingrandimenti e dei rimpicciolimenti dell’inquadratura del campo di battaglia, passando dal dettaglio assoluto, con massiva vicinanza possibile alle unità, a una lontananza totale, dove si potrà osservare da lontano il plastico e tutta la vita che gli sta attorno, nella stanza in cui esso è sistemato. Una visuale intermedia risulta sempre la scelta migliore, in quanto offre la possibilità di gestire al meglio le unità sotto forma di gettoni e di analizzare sia le mosse del nemico che le varie zone nelle quali la mappa è suddivisa. Le truppe sono organizzate in comuni classi da guerra: abbiamo la fanteria, i carri, l’unità aerea e contraerea ecc. e ognuno di essi può essere prodotto attraverso un comodo e rapido menù collegato al nostro quartier generale, in uno stile che ricorda molto da vicino la serie “Command & Conquer” . Ogni classe, inoltre, è divisa in altri tipi di unità, alcune delle quali sono più forti o deboli rispetto ad altre, secondo uno sistema a la “carta-forbice-sasso”: questa struttura obbliga a una saggia formazione delle squadre di attacco, le quali devono essere più variegate possibile per evitare una prematura disfatta. A differenza di altri RTS, inoltre, le nostre truppe non sono dei semplici fantocci dall’animo suicida, ma conoscono il significato della parola ‘paura’: solo gli stupidi non hanno paura e loro sembrano volerlo dimostrare, entrando in uno stato di rotta quando sopraffatti dai nemici e preferendo la fuga a una brutale sconfitta, evitando ingenti danni a tutto l’esercito. Sembra incredibile ma, nel caos tipico degli RTS, il pad di Xbox 360 svolge un lavoro egregio, affidando ai tasti giusti tutte le azioni possibili, le quali si dimostrano comode, veloci ed efficaci, tutte caratteristiche necessarie per i sistemi di controllo legati a questo genere. Oltre alla modalità Campagna sono presenti le modalità “Battaglia”, tipica schermaglia casuale dove è possibile selezionare tutte le sei fazioni presenti (Americani, Tedeschi, Inglesi, Italiani, Russi e Francesi), e “Sfida”, dove sarà necessario portare a termine alcuni obiettivi prima ancora di conquistare le basi del nemico e devastarne il morale.

…all’astuzia…

Il solo sottotitolo di questo gioco, ovvero “La Strategia Dell’Inganno”, dovrebbe far capire come la componente “scaltrezza” sia una parte integrante del gameplay, per non dire addirittura un elemento chiave. In “R.U.S.E.” davvero nulla è quello che sembra e una mossa improvvisa o non prevista da parte nostra o dei nostri nemici può cambiare l’esito di una battaglia da un estremo all’altro. Gli ‘Stratagemmi’ che potremo attivare in battaglia raccolgono un insieme variegato di strategie di guerra e mini-scorrettezze assortite ma necessarie per dare il meglio sul campo di battaglia. Grazie alla Decrittazione , per esempio, avremo a disposizione per 5 minuti tutti gli ordini emessi dal comandante nemico per le truppe di una determinata zona della mappa, dandoci la possibilità di anticipare le loro mosse; la Spia , inviata in una zona del campo nemico, ci permette di conoscere per 1 minuto l’identità delle truppe nascoste, eludendo la famosa ‘nebbia di guerra’ e permettendoci di pianificare le nostre mosse senza subire perdite; il Blitz , il Terrore e altri comandi permettono di incrementare la velocità e la brutalità delle nostre truppe, mandando i nemici in rotta prima del tempo ed obbligando i nostri a combattere fino alla morte; non mancano alcune strategie più subdole, come false unità mandate per distrarre il nemico da un vero e più feroce attacco a sorpresa. Da ultimo è necessario citare le imboscate, strategie che rendono le piccole unità di fanteria più letali di qualsiasi carro armato: se nascoste nelle foreste o nelle piazze dei paesi, le truppe di fanteria possono tendere delle imboscate alle altre truppe o alle unità corazzate, sfruttando al meglio i loro bazooka e ottenendo una maggiorazione del proprio potere d’attacco. E’ chiaro, quindi, che in “R.U.S.E.” la forza bruta non basta: la pianificazione calma e sagace è sempre la via migliore per assicurarsi la vittoria!

…e alle vere battaglie!

E’ vero, la campagna e tutte le modalità in giocatore singolo rappresentano una vera e propria sfida di alta classe anche per i giocatori più navigati ed esigenti, ma tutto questo è solo l’inizio. Ogni volta che si completa una missione ci vengono donati alcuni Punti Esperienza, la quantità dei quali dipende dalle nostre prestazioni: unità abbattute, mezzi salvati, velocità di esecuzione ecc.. Accumulando Punti è possibile salire di livello, ma a quanto pare ciò non ha il benché minimo riscontro sulle modalità in singolo: un livello elevato, infatti, ci garantisce una sfida di pari caratura nella modalità multigiocatore! Connettendosi ai rispettivi servizi online di PC e console HD, si può accedere a un surrogato della modalità ‘Battaglia’ e si può combattere contro i vari comandanti sparsi per il mondo alla conquista del titolo di miglior stratega del pianeta. Grazie al sistema di Level Up le sfide finiscono sempre per essere bilanciate e divertenti in quanto, a seconda del livello raggiunto, il giocatore viene diviso in gradi, in modo da affrontare solo nemici di pari esperienza. Questa volta la parola ‘esperienza’ assume il suo significato pieno, letterale: non più esperienza dei personaggi NEL gioco, ma esperienza del giocatore FUORI dal gioco; senza contare che, grazie alla varietà del gameplay e delle mappe, questa modalità multiplayer ha tutti i numeri per essere pseudo-illimitata, potenzialmente interminabile

Lo stile è necessario

Abbiamo già ampiamente discusso del gameplay di “R.U.S.E.” e della sua meravigliosa capacità di discostarsi dagli RTS classici grazie a determinati elementi legati alla componente strategica, con tutte le sue varianti. E’ necessario aprire una parentesi anche su diverse scelte di stile, che rendono il titolo ancora più particolare, interessante e pregevole. In parole povere: tutto, in “R.U.S.E.” grida alla computeristica militare e alle strategie pre-battaglia , in maniera quasi violenta. Il già citato tavolo del plastico ne rappresenta solo un piccolo ma sublime esempio: non solo noi possiamo avere una perfetta visione del finto campo di battaglia e di tutto quello che gli sta attorno (comprese le zone calme, i paesini limitrofi e quant’altro) ma possiamo andare oltre: uscire dal gioco e vedere quello che sta attorno a noi. Il gioco non porta il giocatore sul campo: preferisce prenderlo e metterlo al sicuro, nella sala comandi, a girare intorno a un plastico che riassume le possibilità, le gioie della vittoria e i timori della morte e della sconfitta . Noi possiamo guardarci intorno, ‘chinare la nostra testa’ sul plastico, tra le montagne. Non siamo circondati da morte e distruzione, anzi, ma la stiamo simulando in una maniera che è lontana dallo sguardo “divino” dei comuni RTS; una via, questa, che mantiene il nostro status “terreno”, fatto di paure e indecisioni ma anche di coraggio e voglia di superare gli ostacoli della guerra. Prima ancora di combattere, però, non possiamo fare a meno di notare la sobrietà dei menù, specie quello iniziale: la schermata, con un globo terrestre sullo sfondo, è completamente vuota, con tonalità blu, e le uniche scritte a schermo sono “R.U.S.E. – Premere START per iniziare.”. Non c’è altro. Una volta premuto START siamo condotti davanti a una sorta di interfaccia informatica: tutto è simulato, noi non siamo nella guerra, noi siamo fuori dalla guerra eppure così determinanti, così cruciali. E questo è puro spettacolo. Arte.

Conclusione

“R.U.S.E. – La Strategia Dell’Inganno” nasce per sorprendere.** Sorprendere perché esponente di un genere antico che fatica spesso a sopportare il peso dei suoi anni, sorprendere perché ci immerge nel delirio di razzi e proiettili senza mai davvero coinvolgerci, tenendoci stretti tra le fredde e insieme accoglienti mani di una sala comandi. Noi siamo al sicuro, quelli che sono sul campo no: ma noi desideriamo ardentemente che tornino a casa più uomini possibili, non possiamo chiudere gli occhi di fronte al dolore, dolore che va sconfitto con ogni mezzo, anche con delle scorrettezze. Qui sta il fascino di “R.U.S.E.” e il primo consiglio da dare è quello di lasciarsi trascinare, di mantenere i nervi saldi e di **lasciarsi sorprendere. Stupire. Bel lavoro.

CI PIACE

Dentro la guerra, fuori dalla guerra: tutto con stile
\nIl gamepad svolge il suo lavoro di gestione egregiamente
\nFormalmente illimitato
\nScatena un fascino curioso

NON CI PIACE

Alcuni brani della colonna sonora entrano in loop troppo presto
\nLabiale e doppiaggio italiano, in certe (ma poche) occasioni, sono fuori sincrono
\nIl manuale è spoglio e confuso

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