L’attuale generazione di console può contare su un numero decisamente ristretto di action/gdr di carattere fantasy. Tralasciando l’eccellente Oblivion , infatti, solo pochi sono riusciti a rimanere al passo coi tempi o a definire nuovi standard per il genere: opere quali Risen, Demon’s Souls e simili, per esempio, rientrano nella categoria più ristretta di gdr, tali da risultare prodotti di nicchia e poco affini ai gusti del giocatore medio. Ecco allora che Bethesda ha deciso di riprendere gli attrezzi del mestiere, commissionando ai ragazzi di InXile Entertainment lo sviluppo di un nuovo gdr fantasy dalla forte indole action: Hunted: The Demon’s Forge . Invitati da Bethesda Softworks in occasione della Gamescom di Colonia, abbiamo avuto l’occasione di testarne, a porte chiuse, uno spezzone di campagna: a voi il nostro primo resoconto sul gioco.

A caccia di mostri

Accolti da uno dei product manager di Bethesda, questi ci ha introdotti brevemente alla trama di Hunted: nel corso dell’avventura impersoneremo due mercenari di guerra, un’elfa di nome E’lara ed un soldato guerriero dotato di grande forza fisica, Caddoc. La storia ruoterà attorno a questi due personaggi in cerca di fama e ricchezza, seguendone le peripezie a caccia di demoni e creature mitologiche, attraverso pericolosi dungeon e selve oscure. Nulla, almeno finora, di così trascendentale, visto e considerato il principale movente della storia, ma piuttosto un andamento lineare ed immediato, incastonato in un intreccio narrativo che vede effettivamente coinvolti due protagonisti, complementari tra loro dal punto di vista “spirituale”. E proprio su questi due eroi gli sviluppatori si sono concentrati al fine di arricchire il gameplay di elementi strategici, in grado di sposarsi perfettamente con le meccaniche action del titolo. Difatti, a spiccare sono state le corpose sezioni cooperative, a quanto pare vero tratto distintivo del gioco; che ci sia un amico o la semplice IA a controllare il nostro alleato, poco importa, InXile ha fatto in modo che il giocatore debba quasi sempre ricorrere alla cooperazione per superare determinate sequenze, quali enigmi ed ostacoli vari. In particolare, abbiamo prestato una certa attenzione al sistema di combattimento, che si è rivelato tanto semplice nell’apprendimento quanto vario nelle possibilità d’approccio.

Fantasy of War

Per citare un esempio, ci è capitato, impersonando Caddoc, che il nostro alleato scagliasse delle frecce paralizzanti contro un nemico, causandone un momentaneo congelamento: a noi è bastato avvicinarci al bersaglio e mandarlo in frantumi con un potente fendente. Uno spirito di collaborazione, questo, che ci ha accompagnati dall’inizio alla fine della demo, dando vita ad una serie di situazioni sempre diverse tra loro. Strutturata a mo’ di arena, gran parte della missione si è concentrata all’interno di un vasto cortile di pietra, sommerso da scheletri viventi in pieno stile Armata delle Tenebre. Durante gli scontri sono emersi due elementi fondamentali del gameplay; a partire dal sistema di copertura, questo si è dimostrato particolarmente dinamico ed in perfetta simbiosi con i titoli action di nuova generazione, Gears of War fra tutti. Con la semplice pressione di un tasto, infatti, il nostro Caddoc si riparava dietro i muretti di pietra presenti nell’arena, salvo poi cambiare copertura nel caso questi subivano danni o venivano completamente distrutti dai dardi nemici. Affiancati da E’lara, quindi, il nostro obiettivo era quello di “bonificare” la palude circostante, sfruttando a nostro favore qualsiasi elemento dello scenario lo consentisse. Conquistata una catapulta in cima ad una scalinata, abbiamo dato prova della discreta interazione con l’ambiente, distruggendo letteralmente tutte le coperture presenti o, ancora, facendo precipitare dei massi colpendo un’enorme colonna di pietra posta in fondo allo scenario, bloccando così una delle fenditure laterali dalle quali entravano i nemici. E mentre noi eravamo intenti a rastrellare il campo di battaglia, il nostro fido compagno, munito di arco e frecce magiche, ci copriva le spalle uccidendo tutti i nemici che tentavano di spodestarci dalla torretta.

Il secondo elemento del gameplay emerso giocando ad Hunted, andrebbe ricercato nella semplice caratterizzazione dei due protagonisti, bilanciati in maniera tale da risultare, appunto, complementari. Caddoc, data la sua prestanza fisica, predilige gli scontri diretti brandendo scudo e spada; E’lara, invece, avendo un fisico più snello e poco adatto al corpo a corpo, si appresta facilmente all’uso delle armi a distanza e dei poteri magici. Entrambi, comunque, conoscono le arti magiche e sono in grado di curarsi a vicenda nei momenti di difficoltà. Tralasciando però le abilità in comune, sia Caddoc che E’lara progrediranno seguendo esperienze completamente diverse, riscontrabili nell’uso sia di armi che di abilità magiche specifiche. Come spiegatoci nel corso della demo, il livello di esperienza aumenterà in base al numero delle “sfere” di energia raccolte a seguito di uno scontro, la cui consistenza dipenderà dalla tipologia di nemico affrontata. Tuttavia, oltre ad un classico level system, potremo sbloccare nuove armi anche solo esplorando i singoli livelli di gioco. Nel caso della demo, per esempio, abbiamo trovato un’enorme ascia poggiata ad una parete: data la pesantezza dell’arma, solo Caddoc, naturalmente, poteva raccoglierla e portarla con sé. Sparsi per i livelli, vi saranno anche dei particolari artefatti che, se attivati, consentiranno ai giocatori di scambiarsi i personaggi e proseguire tranquillamente l’avventura.

Tecnologie di guerra

Uno degli aspetti principali presenti in un buon gdr che si rispetti è, senz’altro, l’ambientazione. In Hunted: The Demon’s Forge , il mondo di gioco si pone a metà strada tra un fantasy ed un horror pseudo gotico. Le atmosfere cupe e tenebrose che traspaiono risultano azzeccate e ricche di oscuro fascino, avvalorate da un character desing decisamente maturo e variegato. Spinto da un Unreal Engine 3, il titolo Bethesda si è dimostrato all’altezza della situazione, seppur qualche imperfezione di troppo abbia svelato una certa arretratezza della build di gioco mostrata.

Le premesse per un action/gdr di qualità, dunque, ci sono tutte. Il gioco sembra dotato di grande personalità, oltre che di una modalità cooperativa sicuramente degna di questo nome (purtroppo, manca il supporto allo schermo condiviso). La presenza di due protagonisti, complementari fra loro, non fa che rafforzare il concept di gioco proposto da Hunted, nella ricerca di un gameplay raffinato, versatile e dinamico. La speranza è che il titolo inXile Entertainment ci possa riservare un plot narrativo altrettanto curato e stimolante. Ma questo potremo scoprirlo solo a partire dai primi mesi del 2011, periodo in cui è prevista l’uscita del gioco su PC, PS3 e Xbox 360.

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