Correva l’anno 1996 quando in Italia, per la prima volta in assoluto, veniva proiettato il primo lungometraggio d’animazione interamente realizzato in computer grafica. Un capolavoro di tecnica ed espressione artistica, quello di Pixar, che ha segnato l’inizio di una nuova era per chi, in quegli anni, era nel culmine della propria infanzia. Stiamo naturalmente parlando di Toy Story , un’amabile e romantica storia con protagonisti dei semplici “giocattoli”, capaci di immergere gli spettatori in un mondo innocente, genuino, ove valori quali l’amicizia e l’altruismo, alla fine dei conti, regnano incontrastati. Se nei titoli di coda fosse apparsa l’action figure del grande filosofo Leibniz avrebbe detto: “Beh, questo è sicuramente il migliore dei mondi possibili”.

Due giocattoli in uno

Così, a più di dieci anni di distanza dalla seconda apparizione cinematografica, il magico ed utopistico universo Pixar torna a far parlare di sé con l’atteso Toy Story 3 – La Grande Fuga , ma altrettanti anni sono trascorsi anche dall’ultima trasposizione videoludica del Film, risalente addirittura ai tempi del Dreamcast. Lo sviluppo del terzo tie-in della serie è stato allora affidato agli Avalanche Studios , che hanno già avuto modo di apprezzare una versione “beta” della pellicola a tal punto da spingerli a realizzarne una degna trasposizione. Nei piani della storica software house di Salt Lake City non rientra, dunque, l’idea di un semplice prodotto commerciale, tie-in appunto, ma quella di un titolo che possa omaggiare spassionatamente lo spirito del film. La scelta più interessante è senz’altro quella di dotare Toy Story 3 – Il Videogioco di non una, ma ben due “anime”: il gioco infatti ci darà la possibilità di accedere sia alla classica modalità “Storia”, che ci catapulterà direttamente all’interno delle fasi più salienti della pellicola, per un totale di otto livelli da rivivere impersonando Woody, Buzz e compagnia, sia ad una seconda modalità denominata “Toy Box”. La Story mode, a detta degli stessi sviluppatori, non sarà lineare, come solitamente conviene agli esponenti del medesimo filone, ma proporrà al giocatore un numero decisamente vario di sfide: potrà capitare, infatti, di dover impersonare Woody e Buzz nelle loro vesti “reali” ed affrontare un paio di missioni all’interno della stanza di Andy, oppure, potremo vederci impegnati in questioni più frenetiche nei panni sempre dei due grintosi Cowboy e Space Ranger, ma intesi stavolta come “personaggi di fantasia”. Vivremo quindi le avventure del cowboy Woody, alle prese con il malvagio Generale Prosciutto, e di Buzz, intento a sgominare i minacciosi intenti dell’imperatore Zurg, il tutto all’interno di ambientazioni fantasiose e perfettamente in linea con i retroscena storici dei singoli personaggi.

Verso l’infinito e oltre!

Toy Box rappresenterà comunque il vero fulcro del gioco; il giocatore si troverà all’interno di una scatola virtuale con dentro un mondo completamente esplorabile e caratterizzato da tre “livelli d’interpretazione”. L’approccio a questa modalità sarà suddiviso infatti mediante tre diverse categorie, coincidenti appunto con i tre personaggi principali della storia: Woody, Buzz e Jessie. Al giocatore caparbio, che si appresta facilmente al superamento di numerosi obiettivi, Toy Box offrirà circa 90 missioni; l’amante dell’esplorazione, invece, potrà vagare liberamente alla ricerca di segreti ed oggetti extra da scovare in giro per la mappa, così come le menti più creative potranno dare libero sfogo alle loro fantasie sfruttando un editor di gioco realizzato ad hoc per l’occasione. La particolarità di questa modalità consisterà nel fatto che le dinamiche e le meccaniche di gioco risulteranno sempre casuali, con personaggi secondari sempre pronti ad invocare il nostro aiuto e a proporci sfide d’ogni genere e natura, dalla semplice ricerca di un tesoro perduto a classiche corse a bordo di bolidi giocattolo o in sella a Bullseye, il leggendario cavallo di Woody.

Un altro elemento che influenzerà con un certo peso il gameplay sarà il cosiddetto generatore di ” Goo “, una sostanza gelatinosa grazie alla quale potremo rimpicciolire o ingrandire gli oggetti. Volendo citare degli esempi sulla possibile applicazione di questa sostanza, basti pensare alla particolarità insita di alcune sfide, come una corsa a bordo di un fiammante “monster-track”, grosso bolide dalle ruote enormi, o in sella al nostro cavallo in versione “micro”. Inutile sottolineare che questo generatore di “Goo” fungerà quindi da giusta chiave di lettura per moltissime missioni. Il tentativo degli sviluppatori è decisamente ambizioso e cercare di far coincidere una modalità potenzialmente corposa ad un’altra meno esosa in termini di approccio richiede certamente un duplice lavoro.

Senza contare che Avalanche Studios sia addirittura riuscita ad implementare, nonostante i tempi fossero prematuri fino a qualche tempo fa, alcune funzionalità del tutto esclusive per quanto riguarda la versione PS3. A tal proposito, è stato da poco ufficializzato il completo supporto alla prossima periferica di movimento Sony, Playstation Move , attraverso la quale potremo testare sul campo alcuni mini giochi pensati appositamente per questa periferica, come l’utilizzo di un’arma a distanza e tante altre azioni di simile applicazione. Sul fronte tecnico, invece, Toy Story 3 sembra raggiungere vette qualitative sicuramente sopra la media, soprattutto considerato il genere di riferimento, con ambientazioni davvero varie ed artisticamente in linea con la coloratissima produzione Pixar. Una nota positiva và anche a favore del doppiaggio, curato direttamente dagli stessi doppiatori del film: ritroveremo quindi il buon Fabrizio Frizzi nei panni di Woody, Massimo Dapporto in quelli di Buzz e così via.

Conclusioni

Toy Story 3: Il Videogioco ha tutte le carte in regola per mostrarsi al pubblico non come semplice tie-in, ma piuttosto come prodotto molto più ambizioso di quanto le sue origini vogliano far credere, capace di catturare l’attenzione sia degli appassionati della serie che di coloro desiderosi di un platform completo e dai tratti tipici di un party-game. L’idea di proporre due modalità di gioco complementari tra loro, una classica modalità Storia da una parte ed una potenzialmente più ampia e versatile dall’altra, rende chiara la volontà di Avalanche Studios . A questo punto non ci resta che attendere l’uscita del gioco e decretarne il verdetto finale.

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