No More Heroes è un titolo piuttosto bizzarro uscito 2 anni or sono su Nintendo Wii e partorito dall’istrionica mente di Goichi Suda (già autore di quel Killer 7 che tanto fece parlare di sé), che aveva nell’utilizzo del wiimote e nello strambo protagonista i suoi punti di forza. A far breccia nel cuore dell’utenza Nintendiana furono anche l’ultraviolenza e la stilosa grafica in cel shading, elementi che contribuirono a decretarne un ottimo successo per la critica e per quella platea di giocatori di nicchia che adora questo tipo di produzioni che si discosta decisamente dall’anonimato e dall’omologazione coatta che sembra aver colpito l’odierno mercato videoludico. Il 28 Maggio è la data fissata per l’uscita del suo attesissimo successore: Desperate Struggle, già molto apprezzato oltreoceano. In questa sede ci occuperemo del porting in HD di No More Heroes, nome in codice: Heroes Paradise , che verrà rilasciato per Ps3 e Xbox 360. Resta da vedere se “il trucco” basterà a riportare in auge un titolo che comunque ha già diversi mesi alle spalle e che vedeva nell’utilizzo del wiimote una delle sue principali ragion d’essere.

Rinfreschiamo la memoria..

Il protagonista di No More Heroes è il carismatico (tipico anti-eroe) Travis Touchdown , un ragazzo vestito come un perfetto tamarro di periferia con giacca in pelle rossa, jeans e l’immancabile katana-laser appesa alla cintura.

Travis potrebbe essere categorizzato come un otaku molto spavaldo, tanto per usare un eufemismo, con la grande passione per le belle donne ed i fumetti, il quale riesce a venire in possesso di una micidiale spada laser, concettualmente e fisicamente identica a quella usata dai cavalieri Jedi in Star Wars. Travis però la utilizza per farsi largo a suon di fendenti tra le gerarchie del mondo degli assassini, con il fine, non certo ultimo, di far breccia su una pupa coi fiocchi che gli sta a cuore. Il soggetto della trama si sposa perfettamente con il protagonista, bizzarro e solo all’apparenza superficiale…ma con il proseguo del gioco scopriremo che non è propriamente così.

La trama è forse uno degli elementi che aveva più convinto pubblico e addetti ai lavori, già ai tempi del primo No More Heroes, grazie alla sua originalità e demenza e, allo stesso tempo, profondità nello scoprire parti del carattere di Travis che non si pensava potesse possedere.

L’ideologia del nipponico Goichi Suda sono riflesse nelle passioni di Travis e nell’ambiente che lo circonda, ricco di citazioni alla cultura giapponese, ma anche a quella Pop occidentale e al mondo dei videogiochi anni ’80.

Visionando i trailer del gioco disponibili in rete si nota il massiccio lavoro di restyling che è stato realizzato, tuttavia, appare palese che il comparto grafico sia stato concepito su una console come il Wii e che lo stesso sia stato semplicemente riadattato in HD.

Senza wiimote?

Come abbiamo ribadito più volte la fortuna di No More Heroes la si deve soprattutto all’azzeccato utilizzo del wiimote che permetteva di dare quel quid in più ad un gameplay che altrimenti, a parte il protagonista, si sarebbe difficilmente distinto dalla marmaglia di titoli simili. Pensare al porting di questo progetto realizzato e concepito su una console come il Wii, che fa del controller il suo “core-games”, su piattaforme di gioco ideologicamente diverse come PS3 e Xbox 360 ci viene naturale storcere la bocca. Si tratta di vedere come e se i programmatori riusciranno a trasferire la stessa adrenalina che si provava impugnando il wiimote su sistemi di imput classici come quelli della console di casa Redmond e della grande S. Dai video rilasciati si intuisce che è stata adottata la scelta di assegnare alla levetta analogica destra, da muovere rapidamente nelle direzioni che ci appariranno su schermo, il compito di sferrare i colpi finali con la katana laser. L’impressione che abbiamo avuto è stata quella che questo sistema di imput appare piuttosto una forzatura, che va a snaturare il concept originale. Parlando del gameplay vero e proprio quelli che hanno giocato l’originale ricorderanno che per portare a termine il gioco occorrono circa 10 ore. La longevità può comunque esse ampliata portando a termine delle quest secondarie che sono state inserite in un contesto di gioco che solo apparentemente appare free-roaming. Lo scopo principale sarà quello di sconfiggere gli undici killer più spietati e famosi al mondo, ma tra una missione e l’altra potremo anche scorazzare con la nostra futuristica moto per la città intrattenendoci con missioni secondarie. Parlavamo di un free-roaming solo apparente, perché in No More Heroes Paradise non ci sono date di certo le stesse possibilità di un GTA o dei più recenti Red Dead Redemption o Just Cause 2 , tanto per citare due banali esempi.

Un titolo per pochi..

Ad inizio articolo abbiamo affermato che questo No More Heroes è un titolo di nicchia che difficilmente verrà digerito dalla massiva utenza attuale che concepisce il videogioco in maniera differente. I publisher del vecchio continente (Ubisoft e Rising Star Games nello specifico), si sa, sono sempre molto attenti a titoli che fanno cassa e pare che siano restie a portare questo titolo fuori dai confini nipponici frenati dall’eccentricità dello stesso, che in soldoni si tradurrebbe in scarse vendite. Questo significa che soltanto l’utenza Sony può tirare un sospiro di sollievo data la natura region-free della console, anche se non dobbiamo dimenticare che questa versione è stata ampiamente censurata nelle scene più truculente. La controparte Microsoft, invece, può solo affidarsi ad una tenue speranza che qualche publisher che si batte per la diversità nel mondo dei videogiochi si faccia avanti.

Commento finale

Alla fine della storia questo No More Heroes appare come un prodotto discreto, ma non può essere di certo considerato come un titolo dalle forti aspettative. Vuoi per il sistema di controllo che snatura il concept originale, vuoi per una distribuzione in Europa quantomeno incerta, il titolo sviluppato Grasshopper Manufacture si configura come una torta di bell’aspetto ma dalla cattiva farcitura, il cui sapore potrebbe rivelarsi piacevole qualora venissero adottate strategie di marketing aggressive, come un prezzo di vendita basso o una distribuzione unicamente in Digital Delivery. Solo in questo modo No More Heroes Paradise , che si differenzia dall’originale principalmente per una grafica in HD, potrebbe rivelarsi appetibile per l’utenza PS3 e XBox 360, culturalmente e ideologicamente assai differente da quella Wii. Noi di Cyberludus ci auguriamo che questo titolo venga regolarmente distribuito, questo perché stiamo assistendo ad una pericolosa e incontrollata omologazione e occidentalizzazione del mondo dei videogiochi.

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