Daimyo Hermituar

La prima bestia che ci sembra opportuno segnalare è il Daimyo Hermituar, un obbrobrio a quattro zampe con le sembianze di un granchio e le dimensioni di una balenottera. Per risultare più rassicurante, Daimyo indossa a mò di corazza il gigantesco teschio di una sorta di triceratopo (per la precisione un Monoblos: tranquilli, ne incrocerete uno vivo e vegeto), espediente che lo rende una vera e propria fortezza ambulante, ben protetta sui lati, sul retro e frontalmente. Attenti, proprio durante gli attacchi frontali, alle sue chele, che infliggono danni considerevoli.

Daimyo Hermituar è comunque più vulnerabile agli attacchi portati alle zampe o alla sua armatura: è infatti possibile distruggere il teschio di Monoblos, nonchè le chele stesse. Se avete a disposizione attacchi elementali consigliamo quelli basati su Fire o Thunder; è inoltre possibile stordire Daimyo, soprattutto durante le fasi iniziali dello scontro, ad esempio con la Stun Trap. Anche Pitfall può rivelarsi una trappola efficace. Vi accorgerete dell’imminente dipartita della bestia quando delle bolle rosso sangue inizieranno a fuoriuscire dalla sua bocca (se si può definire bocca); ma attenti a non confondere questo sintomo con quello del suo ingresso in Berserk, o andrete incontro ad una fine assai violenta! Tra i suoi attacchi figura un bello schiaffone, che Daimyo vi dedica quando vi trovate su uno dei due fianchi; il suo raggio d’azione è piuttosto vasto, ma non è certo questo l’attacco più temibile dell’animale. Se vi piazzerete davanti a lui riceverete infatti una bella carica, che potrete evitare lanciandovi di lato; se la vostra distanza dal nemico è invece ridotta, è probabile un suo attacco con le chele ma senza carica, mentre cercando di attaccarlo dal retro riceverete in faccia il corno del Monoblos morto. Se riuscirete a danneggiarlo abbastanza, Daimyo si riparerà sotto il teschio che indossa; in questo caso potrete stanarlo con una bella Sonic Bomb, mentre un altro buon momento per colpire vi si presenterà mentre riprende la posizione originale, dopo avervi attaccato con il suo violento getto d’acqua. Ricordatevi comunque di evitare a tutti i costi l’attacco che vi porterà da sotto terra (Daimyo ha l’abilità di sotterrarsi e riaffiorare sotto di voi) e di mantenervi sulla difensiva quando entrerà in Berserk (ve ne accorgerete dal suo agitare le chele su e giù ed emettere bolle dalla bocca).

Una strategia abbastanza essenziale, ma comunque efficace, consiste nell’attaccare il gigantesco granchio alle zampe (meglio concentrarsi su una sola, per velocizzare il processo); quando Daimyo cadrà a terra potremo concentrare i nostri attacchi sul teschio che indossa (che, ricordiamo, è distruttibile) o sulla testa, il suo punto debole. Ricordiamo anche che l’armatura è distruttibile solo con armi di tipo Impact, come il martello, e che dovrebbero essere necessari non più di due atterramenti per riuscire a romperla. E’ consigliabile, comunque, adottare una tattica di “toccata e fuga”, piuttosto che intraprendere la via della combo, che vi esporrebbe prima o dopo ad uno dei dolorosi attacchi della bestia. Discorso diverso per le chele: queste saranno vulnerabili praticamente solo dopo aver lanciato una bella Sonic Bomb.

Plesioth

Plesioth, un aborto genetico che incontrerete nel suo antro misterioso, è indescrivibile se non come un’accozzaglia di animali. Potremmo associarlo ad un gigantesco pollo con le pinne, o ad una sorta di drago con coda da pesce e bocca da squalo, ma una cosa è certa: fa schifo ed è molto molto aggressivo, due motivazioni sufficienti per prenderlo a spadate fino alla morte. Potreste cominciare attaccandolo al basso ventre e, ancora una volta, alle gambe, per vederlo capitolare: questa volta la procedura sarà più immediata, dal momento che le zampe saranno solo due, e anche molto più esposte che nel caso del gigantesco Daimyo Hermitaur. Plesioth è inoltre suscettibile agli attacchi elementali elettrici (è pur sempre una bestia marina, no?) e agli stati alterati Stun e Sleep. Speriamo vi siate portati dietro qualche Stun Trap e Pitfall, due trappole piuttosto efficaci in questo scontro; quando possibile mirate alla pinna, che è possibile distruggere. Quando Plesioth starà per lasciarci le penne (o le squame, o quello che ha addosso) la pinna in questione si ammoscerà. Buon combattimento!

Una strategia chiave è, innanzitutto, l’utilizzo delle Sonic Bomb per costringere Plesioth ad uscire dall’acqua; per colpire la pinna suggeriamo invece o l’impiego di armi a lunga gittata (arco) o i fendenti verticali di una spada lunga.

Non abbiamo ancora precisato che Plesioth si trova nelle aree 3 e 4 della giungla: tenete presente che lo scontro avrà luogo in un ambiente abbastanza ristretto, che non permetterà manovre belliche particolarmente spaziose. Avete tre modi per attirarlo fuori dall’acqua: potete tentare di “pescarlo” usando una rana come esca, lanciargli -come anticipato poco sopra- una Sonic Bomb, oppure cercare di attirarlo lanciandogli una Paintball o una pietra. L’attacco più pericoloso di questo drago d’acqua (o pollo di mare?) è comunque la botta laterale che tende a dare dopo ogni altra offensiva, che infligge una quantità di danni indecente e copre un’area esagerata. C’è di buono che, se riuscirete ad evitare questa offensiva, avrete l’opportunità di colpire Plesioth alla testa durante l’animazione che ne consegue; altri due attacchi che è uso portare sono un morso e una frustata con la coda. Per schivare il primo dovrete spostarvi sul lato, stando però attenti alla coda; per evitare il colpo di coda sarà sufficiente nascondersi sotto le gambe di Plesioth, magari mazzuolandolo nel contempo sul ginocchio dolorante. Quando lo avrete randellato a sufficienza, il bestione cercherà rifugio nell’acqua; da lì cercherà di attaccarvi con un getto liquido ad alta pressione, assolutamente letale se Plesioth è in Berserk. A proposito: vi accorgerete che l’animale è particolarmente adirato quando la sua velocità aumenterà. Attenti ai suoi attacchi, perchè infliggeranno più danni…Quando Plesioth starà per morire, lo vedrete tornare dalla terraferma all’acqua molto spesso, atteggiamento che ha già indisposto numerosi cacciatori. Tenete duro, continuate a colpirlo alle gambe, e alla fine vi porterete a casa anche la sua testa.

Gypceros

E dopo gli animali marini, ci toccherà sconfiggere un volatile decisamente pericoloso. Gypceros è una viverna con due caratteristiche insolite: la prima è quella di potervi infliggere svariati status alterati, la seconda consiste nell’abilità di rubare oggetti dal vostro inventario, cosa che darà allo scontro un’inevitabile componente di imprevedibilità. Se non altro, a differenza degli avversari precedenti, Gypceros non gode di una spessa armatura, nè dell’odiosa facoltà di scappare dallo scontro. L’animale è particolarmente vulnerabile agli attacchi portati alla coda (peraltro molto esposta, e facilmente raggiungibile), con armi da taglio; se deciderete di mirare alla testa vi converrà invece usare un’arma a impatto, come il martello. L’unico elemento a metterlo in difficoltà è Fire, ed è piuttosto resistente anche agli stati alterati, con la parziale eccezione di Stun e Sleep. Quando Gypceros sarà vicino alla morte, simulerà il decesso, e voi dovrete puntualmente infierire sul “cadavere”. Anche quest’animale, comunque, può essere atterrato se le sue gambe vengono danneggiate a sufficienza: mentre portate i vostri attacchi alle zampe di Gypceros, cercate di colpirne con i vostri fendenti anche lo stomaco, particolarmente vulnerabile. Un altro consiglio è quello di portare una buona scorta di antidoti: alcuni attacchi della bestia sono velenosi, come ad esempio la bolla liquida che spesso e volentieri indirizzerà verso di voi. I suoi attacchi con il becco rischiano invece di privarvi dei vostri preziosi oggetti, e vanno pertanto evitati come la peste; da segnalare anche il lampo che Gypceros è in grado di scaturire. L’attacco è in grado di stordirvi, scoprendo tragicamente la vostra guardia per qualche secondo; una buona tattica a questo proposito è allontanarsi il più possibile mentre Gypceros prepara l’offensiva (la viverna farà scattare tre volte la mascella prima del lampo). Come già anticipato poco sopra, Gypceros fingerà la morte quando lo avrete indebolito a sufficienza. Questa iniziativa lascia il tempo che trova (è ovviamente il messaggio “Quest Completed” a segnalarvi la morte del volatile!), e potrete approfittare dei pochi momenti di quiete per piazzare qualche trappola nei dintorni dell’animale, come Pitfall, qualche Barrel Bomb, oppure semplicemente curarvi. Quando invece l’uccello entrerà in Berserk, i suoi occhi inizieranno a brillare ed emetterà dalla bocca una sorta di gas viola; la sua rabbia innescherà inoltre il suo attacco più pericoloso, in cui Gypceros corre disordinatamente per l’area sparando bolle velenose a tutto spiano. Resistete, e continuate ad attaccare la bestia alle zampe ed all’addome: la sua dipartita non tarderà a verificarsi.

Blangonga

Blangonga, un insolito incrocio tra un leone e un babbuino, è un avversario molto temibile, le cui caratteristiche sposano la stazza considerevole ad una grande agilità. Blangonga è, di fatto, una versione sotto steroidi di un Blango; i suoi attacchi sono perlopiù basati sull’elemento Ice, ed uno di questi è addirittura in grado di congelarvi, impedendovi i movimenti e lasciandovi alla mercè della fiera in questione: assicuratevi pertanto di avere nella vostra sacca una buona quantità di Thawning Agent. Se riuscirete a raggiungerlo (Blangonga ha l’odiosa abitudine di saltellare qua e là per lo scenario), gli attacchi più efficaci si otterranno puntando alle gambe o alla testa; da notare che questo avversario è vulnerabile agli attacchi elementali Fire, e in misura minore a quelli Thunder. E’ infine possibile stordirlo (Stun Trap e Flash Bomb restano indicate in tal senso) e, ma in questo caso vi servirà più fortuna, addormentarlo. Vi sarà possibile distruggere i suoi artigli; quando l’animale starà per morire, lo vedrete zoppicare, e stargli alle costole diventerà notevolmente più facile. Buona caccia!

Come già accennato, Blangonga è un mostro molto vivace. Anche troppo: non la smetterà di saltare per un momento, e dovrete cercare di danneggiarlo contrattaccando, dopo aver evitato una delle sue cariche. Il quadrupede riprende inoltre l’attacco di Hermituar, nascondendosi sotto terra e sbucando a tradimento sotto di voi con gli artigli protesi; a parte invece l’attacco base, un’artigliata poco pericolosa, segnaliamo lo schianto a terra di Blangonga, che provocherà lo status Quake nei cacciatori così incoscienti da trovarsi nei paraggi dell’impatto, e il suo ruggito, con cui tenterà di assordarvi, richiamando nel contempo dei Blango che lo aiutino a sconfiggervi. Se indosserete degli Earplugs questa iniziativa non rappresenterà un problema concreto; inoltre, i tentativi di Blangonga di ruggire andranno a vuoto se avrete avuto l’accortezza di rompere i suoi artigli, ed avrete in questo caso gioco facile nell’attaccarlo. Da tenere in seria considerazione, invece, l’alito gelido dell’animale: il raggio dell’attacco è breve, ma se vi farete investire diverrete una bella statua di ghiaccio, pronta per essere sfaccettata da artigli acuminati.

Un consiglio valido, per questo scontro, consiste nel portare i nostri attacchi verso le zampe posteriori; per il resto, l’animale è vulnerabile perlopiù durante ed alla fine delle sue manovre offensive (in particolare durante il ruggito, se avete avuto l’accortezza di indossare Earplug ). Mentre vi indirizza il suo alito fetido e gelato potrete attaccarlo sul fianco o da dietro; quando effettua il suo schianto a terra, potrete colpirlo nell’atto di rialzarsi. Continuate a colpirlo in questi frangenti, curatevi quando necessario e non fatevi sopraffare dai Blango attirati dal ruggito della fiera, e in poco tempo anche Blangonga cadrà.

Yian Garuga

Torniamo, con questo mostro, su un classico tema fantasy: Yian Garuga è una viverna decisamente standardizzata, che si distingue se non altro per la sviluppatissima mascella, la coda che termina in un tripudio di corna e la pelle viola, costellata di cicatrici. Abbatterla non sarà facile…

Gli attacchi efficaci vanno portati ancora una volta alle gambe, per poi passare alla testa e alla coda; le trappole che è possibile impiegare con successo sono Stun Trap e Pitfall, almeno finchè la viverna non entrerà in Berserk. Ricordiamo per dovere di cronaca che Yian è suscettibile allo status Sleep, ma non contate troppo su questa opzione, visto che l’animale tende a svegliarsi molto in fretta e molto improvvisamente. Se vorrete invece affidarvi ad attacchi elementali suggeriamo di basarli sull’acqua.

Garuga vi attaccherà in molti modi: abbiamo un classico attacco del possente becco, da schivarsi abilmente gettandosi nella direzione preferita; un violento sgambetto; una carica che culmina in un cruento morso. Quest’ultima offensiva è piuttosto pericolosa, dato il suo raggio molto esteso; bisogna inoltre stare attenti alla direzione scelta per evitarlo, visto che nel contempo Garuga sferrerà un altro attacco con la coda. I dolori arriveranno, però, quando la viverna inizierà a vomitarvi addosso palle di fuoco. Oltre all’attacco base (una palla di fuoco singola indirizzata verso di voi), Garuga sputerà una palla che cercherà di raggiungervi, oppure una serie di tre bolle di fuoco in ordine sparso. Inutile dire che dovrete cercare di evitarle a tutti i costi, visto che provocano un dolore non indifferente; cercate di memorizzare, soprattutto, i due pattern con cui vi indirizzerà le tre sfere infuocate. Se vorrete invece attaccare Garuga da dietro -e sarebbe una buona idea, visto che è possibile mutilarne la coda con armi da taglio- dovrete stare attenti, appunto, alla coda e ai suoi aculei velenosi (questi attacchi saranno portati da destra, quindi posizionandovi sulla sinistra sarete avvantaggiati nell’evitarli). Quando l’animale sarà prossimo alla morte, lo vedremo zoppicare ed entrare in Berserk con una certa frequenza (ce ne accorgeremo dai balzelli isterici della viverna): prepariamoci a stare sulla difensiva, concentrandoci sull’evitare i pericolosissimi attacchi di Yian, e contrattacchiamo non appena esce dallo stato furioso. Con un po’ di pazienza, anche questo mostro perirà!

Monoblos-Diablos

Vi ricordate il gigantesco teschio di triceratopo che Hermitaur indossava come armatura? Sarebbe veramente orrendo incontrare viva una di quelle bestie! Ed infatti, eccola qua. Monoblos -insieme al suo fratellone Diablos, che ha due corna invece di uno- è una viverna gigantesca. Fa male solo a guardarla: è imponente, corazzata, la coda è un pericolosissimo maglio d’ossa, il cranio cornuto incute timore, l’apertura alare oscura il sole.

Ma non temete: nessuno dei due mostri è immortale, e seguendo qualche utile consiglio riuscirete certo ad averne la meglio. Nel frattempo, è doveroso precisare che Monoblos e Diablos vengono descritti insieme per via delle numerosissime caratteristiche che li accomunano; stiliamo a questo punto un breve elenco di somiglianze e differenze tra i due animali. Sia Monoblos che Diablos sono vulnerabili alla gamba sinistra, all’inizio della coda ed alle ali; Monoblos è sensibile agli elementi ghiaccio e fulmine, mentre Diablos solo a ghiaccio; entrambi sono avvelenabili, stordibili e addormentabili (benchè nei primi due casi Diablos si riveli più resistente); infine, contro ambo le fiere è efficace la Stun Trap, la mutilazione della coda e la distruzione delle corna (da perseguirsi con armi a impatto o inducendo le bestie ad una carica contro le pareti di roccia). Da notare, inoltre, che la recisione della coda comporterà automaticamente l’ingresso in Berserk di ambo i mostri; capirete infine di averli indeboliti significativamente quando li vedrete zoppicare verso l’Area 9.

Al primo attacco che segnaleremo dovreste essere ormai abituati: si tratta del buon vecchio colpo da sottoterra, diretta conseguenza degli atteggiamenti da talpa dei due amichetti. Quando i bestioni si saranno insabbiati, potrete costringerli a riaffiorare sganciando una bella Sonic Bomb (cosa che lascerà anche i nemici in un breve stato di vulnerabilità), oppure evitare l’attacco piazzandovi alle loro terga; per capire la loro posizione e direzione basterà osservare la nuvola di sabbia sollevata dai mostri. Emergendo, i ragazzi vi attaccheranno con la possente coda, come fanno normalmente anche dal ” piano terra”: evitate il pericoloso attacco e colpite non appena possibile. La carica di questi animali, invece, può rappresentare un’arma a vantaggio del cacciatore. Se questi saprà infatti evitarne in tempo il nefasto esito, riuscirà a guidare contro le pareti le corna dei bestioni, che vi si incastreranno! Approfittate del loro attimo di debolezza per infierire senza pietà, ridendo, se vi aggrada, sguaiatamente. Attenzione comunque ai ruggiti delle fiere: se, belli tronfi per la vittoria ottenuta contro Blangonga, indosserete i vostri Earplug con manifesta spavalderia, otterrete un bello Stun e diverse tonnellate di coda ossuta sulle gengive. Dovrete passare agli High Grade Earplug per non sentire i ruggiti di Monoblos e Diablos, quindi procuratevene prima dello scontro. Un ultimo dettaglio da ricordarvi, prima di lanciarvi nella battaglia, è che quando questi mostri entrano in Berserk e vogliono attaccarvi da sottoterra, NON potrete stanarli usando una Sonic Bomb. Cacciatore avvisato…

Shogun Ceanataur

E dopo il clamoroso successo di Daimyo Hermitaur, eccoci pronti ad affrontare, per la gioia di grandi e piccini, un secondo granchio gigante, ‘stavolta dalle tinte bluastre, che quest’anno va parecchio. Shogun Ceanataur, a differenza del cugino Daimyo, è interprete di una strategia più spiccatamente offensiva che difensiva; gli attacchi sono più potenti e veloci, e quando entra in Berserk …si salvi chi può. La creatura in questione è vulnerabile alla testa con armi sia da taglio che da impatto, sulla corazza con armi solo da impatto, ed infine alle zampe (comunque molto più robuste di quelle di Daimyo); gli elementi che la mettono maggiormente in difficoltà sono Ice e Thunder. Ricordate che di Shogun sono distruttibili la corazza (la bestia fuggirà verso una data area per procurarsene una nuova) ed ambo le chele; quando il simpatico granchione starà lasciando questa valle di lacrime, lo vedremo darsela a gambe, schiumando sangue dalla bocca. Che schifo!

A consolare l’inerme cacciatore va questa certezza: tutti gli attacchi della bestia sono evitabili, molti in un modo poco ortodosso, che consiste nel gettarsi tra le sue gambe per rialzarsi dietro di lui; da notare anche che la maggior parte delle offensive di Shogun sono volte non ad atterrarci, ma a stordirci, per poter concatenare svariati colpi in una combo mortale. Per impedirgli di innescare queste pericolose aggressioni dovremo memorizzare accuratamente la gittata di ogni attacco del mostro, per poterlo evitare mantenendoci ad una distanza utile al nostro contrattacco. Una mossa di Shogun molto inefficace e semplice da evitare è invece l’attacco verticale con ambo le chele, che essendo molto prevedibile vi permette un’agile schivata, da collegarsi tosto a sonore randellate sulle ginocchia; dovrete stare comunque attentissimi all’attacco laterale, direttamente mutuato da Hermitaur ma potenziato a dismisura. Imparate a riconoscere in fretta l’animazione che innesca quest’attacco, o piangerete lacrime amare. A discrezione del giocatore, infine, la scelta dell’area in cui affrontare l’animale: se riuscirete ad ingaggiarlo in una zona al coperto, infatti, Shogun potrà sferrare un attacco dall’alto, dopo essersi arrampicato sul soffitto. Riuscendo ad evitare costantemente questa mossa avrete delle buone occasioni per il contrattacco! Un’ultima mossa da citare è il già visto attacco sotterraneo, tanto caro anche a Daimyo: ricordate però che i danni inflitti dal suo cuginetto blu sono molto più significativi! Non perdete occasione di contrattaccare, curatevi appena necessario e tenete i nervi saldi: se tutto andrà per il verso giusto, potrete gustarvi l’insalata di mare più abbondante della vostra vita.

Basarios

Abbiamo sconfitto una viverna di mare, una viverna ladra e una viverna standard; la prossima bestiaccia sulla nostra lista è una bella viverna di pietra. Basarios è il nome della bestiola in questione: un macigno con ali, zampe, denti e pochissima voglia di fare amicizia. Tant’è che il primo problema che causerà al prode cacciatore è il suo semplice reperimento. L’animale tende ad assumere una postura che lo confonde alla perfezione con l’ambiente roccioso che lo circonda; e anche individuandolo è difficile attirarne l’attenzione. Consigliamo una combinazione di Paintball e Psychoserum per risolvere il problema. Passiamo allo scontro vero e proprio: essendo il suo corpo fatto di roccia, la caratteristica chiave del nemico è la straordinaria resistenza, che rende la maggior parte delle armi inefficaci. Rimangono relativamente utili i martelli e le spade di grossa taglia, di cui dovrete usare fondamentalmente gli attacchi con la carica; un’opzione da considerare è anche l’impiego di un’arma a lunga gittata, con l’abilità Pierce. Qualunque arma scegliate di usare, dovrete focalizzarne gli attacchi su piedi e stomaco; considerate invece Water e Dragon come i due punti di riferimento per gli attacchi elementali. Purtroppo nessuna categoria di bomba è efficace contro Basarios, che se non altro è suscettibile allo status Sleep. Se riuscirete infine a dedicare, tra un colpo ai piedi ed uno allo stomaco, qualche fendente anche alla coda, potreste riuscire a romperla, impedendo al mostro alcuni pericolosi attacchi. In punto di morte, Basarios fuggirà verso il suo covo, dove si nasconderà sotto terra.

Da notare che, oltre alla coda, è possibile distruggere anche una porzione di roccia che copre il ventre del mostro: in questo caso esporremo un punto debole su cui concentrarci, ed è soprattutto qui che i danni inflitti da Water e Dragon indeboliranno seriamente la viverna. Per quanto riguarda la nostra difesa, elenchiamo brevemente i vari attacchi che la bestiaccia ci indirizzerà. Il morso è ormai un’offensiva standard, che non dovrebbe intimorirci particolarmente: la schivata in ambo le direzioni sarà sufficiente ad evitarcene i danni. Da tenere in seria considerazione invece il colpo laterale, che è di fatto l’offensiva principale del mostro; se imparerete a schivarla, malgrado la stazza ragguardevole della creatura, sarete notevolmente avvantaggiati per tutto lo scontro, considerando anche che avrete l’occasione di contrattaccare subito dopo la schivata. Torna a vantaggio del giocatore anche la carica furiosa di Basarios, che il più delle volte vi supera grossolanamente, dandovi il tempo di affilare la vostra arma o curarvi. Purtroppo attaccarlo alle spalle si rivela un’iniziativa infelice, punita severamente da un’attacco con la coda con cui Basarios termina la sua corsa. Tra le altre offensive segnaliamo nuovamente il ruggito: come nel caso di Monoblos e Diablos sarà necessario indossare High Grade Earplugs per non venire assordati. Se non ve ne siete portati (incoscienti!) cercate di piazzarvi alle spalle di Basarios e sperate di superare indenni l’attacco; la viverna potrà inoltre infliggervi lo status alterato Sleep (un gas grigio fuoriuscirà dal suo corpo) e Poison, investendovi con una nube viola decisamente tossica. Speriamo vi siate portati dietro una buona scorta di antidoti. Comunque, l’attacco più doloroso dell’animale resta il raggio che vi indirizzerà dopo averlo danneggiato a sufficienza, in grado di decurtare gravemente la vostra energia; fortunatamente, detto raggio è particolarmente semplice da evitare, essendo il più delle volte anticipato da vistosi indizi (la bocca si illumina, producendo un caratteristico suono). Discorso leggermente diverso per la bolla di fuoco che Basarios è in grado di lanciare, la cui traiettoria è sì lineare, ma termina in un’esplosione di cui dovrete saper prevedere la portata. Che altro dire? Lo scontro con Basarios è una vera prova di resistenza: la difesa del mostro vi impedirà a priori di infliggere danni estesi, e le sue fughe in punto di morte non faranno che prolungare la battaglia. Consolatevi: il cugino di Basarios, la viverna Gravios, vi darà ancora più problemi. incline


Kushala Daora

Altro giro, altro regalo: Kushala Daora è una viverna un po’ insolita, appartenente alla stirpe dei Draghi Anziani. L’insopportabile peculiarità di questi animali è la facoltà di disimpegnarsi dalla battaglia. Ma non come i mostri precedenti, che magari scappavano, sì, ma poi li ritrovavi nella zona adiacente, perchè sotto sotto preferivano la morte: se Kushala Daora scappa preparatevi ad imprecare rumorosamente, perchè lo ritroverete al termina di una nuova Quest, con l’energia completamente ripristinata. Ad aggravare il problema va la durata di questi combattimenti, che supera di gran lunga quella necessaria ad abbattere tutte le altre fiere. Quindi, amici cacciatori, rimboccatevi le maniche. Per sconfiggere Kushala serve un equipaggiamento di prim’ordine e, non giriamoci troppo intorno, una discreta abilità con il joypad.

Gli attacchi più efficaci andranno portati alla testa e al collo con armi di tipo Impact e Cutting, oppure allo stomaco con armi a impatto; è consigliatissimo l’impiego dell’elemento Dragon (anche se Thunder rappresenta una buona alternativa); potrete infliggere lo stato alterato Poison e Stun (che dura la bellezza di venti secondi) alla viverna, nonchè utilizzare con successo delle Flash Bomb, ma nessuna delle trappole disponibili ingannerà Kushala. Segnaliamo infine che le parti danneggiabili del mostro sono coda, ali e corna. Spezzare le corna è, in particolare, molto utile, dacchè impedirà al drago di difendersi con un’odiosissimo scudo ventoso: questo riparo rende impossibile il combattimento ravvicinato, ed imparerete ad odiarlo assai presto.

Dal canto suo, la viverna vi attaccherà sulla base dell’ambientazione in cui la affronterete. Ci baseremo sull’ipotesi dello scontro sulle montagne innevate, nel qual caso dovrete vedervela con attacchi di elemento Wind. Come già accennato, tra le manovre più efficaci della viverna figura lo scudo di vento, con cui il nemico è in grado di proteggersi. Questa barriera, oltre ovviamente a proteggere il drago, danneggia anche l’incauto cacciatore che vi si avvicinerà; a peggiorare le cose va il fatto che lo scudo non si esaurisce con il tempo, e l’unico modo per interromperlo è stordire la viverna, oppure avvelenarla. Per scongiurare definitivamente la possibilità che venga evocato lo scudo di vento, ripetiamo, è necessario spezzare le corna della bestia. Anche questo Drago Anziano vi attaccherà, saltuariamente, con un ruggito: la gittata di questa offensiva è per fortuna piuttosto limitata. Con un repentino balzo a ritroso, invece, la bestia si preparerà a sferrare uno dei seguenti attacchi: una carica veloce, improvvisa e letale, causa di morte e disperazione per innumerevoli cacciatori; una sorta di proiettile d’aria concentrata, anch’esso molto preciso e doloroso; ed un ruggito improvviso, e pressocchè impossibile da prevedere, movente di insulti smodati verso lo schermo.

La situazione cambierà (senza migliorare) quando il drago si alzerà in volo. Da notare è che la maggior parte delle armi convenzionali è comunque in grado di colpire sia la coda che le zampe della viverna, con il fendente verticale; state comunque attentissimi quando l’animale scenderà in picchiata su di voi, e cercate di attaccarlo prima che si rivolga nella vostra direzione. Non prendete sotto gamba nemmeno l’attacco in cui Daora tocca terra con gli artigli. E’ sì molto semplice da evitare, ma spesso si collega direttamente ad un altro attacco della fiera, come ad esempio il pericolosissimo raggio d’aria compressa con cui Daora investirà l’area circostante. C’è di buono che questo attacco vi suggerirà, con un trascurabile margine d’errore, che la viverna sta per atterrare; ma in ultima analisi, a parte la maestria richiesta con il joypad (gli attacchi di Daora sono perlopiù improvvisi e letali), l’unica “tattica” efficace è presentarsi alla viverna con un equipaggiamento impeccabile, pena la perdita frustrante di un’ora e passa di gioco.

Tigrex

Siamo arrivati quasi alla fine del nostro elenco di mostruosità da trofeo. La nostra penultima tappa è incarnata da Tigrex, una sorta di improbabile dinosauro arancio che combatte quasi sdraiato sul ventre, sostenuto dalle sue zampe sproporzionate. L’animale appartiene comunque alla già nota famiglia delle viverne, di cui esprime al massimo grado aggressività e ferocia, rendendo lo scontro con Tigrex uno dei più cruenti dell’intero Monster Hunter Freedom Unite. Ma bando alle ciance…

Volete avere la meglio sulla bestia? Mirate alla testa, con armi sia da taglio che a impatto, e cercate di basare i vostri attacchi sull’elemento Thunder, molto efficace contro Tigrex. E’ suscettibile allo status alterato Sleep; ricordatevi inoltre di portare con voi alcune Flash Bomb, parecchio utili in questo scontro, mentre per quanto riguarda le trappole le vostre opzioni ricadranno su Pitfall e Stun Trap. Di Tigrex saranno distruttibili le corna, la coda e gli artigli; quando la bestiaccia starà per soccombere, la vedrete scappare con la coda tra le gambe verso l’Area 3.

Tra gli attacchi con cui dovrete fare i conti segnaliamo innanzitutto il “super” ruggito, con cui la belva, invece di stordirvi, vi respinge verso una posizione svantaggiosa. Il dettaglio che ci preme sottolineare è che quest’attacco è evitabile effettuando una schivata in direzione di Tigrex: serve un buon tempismo per riuscire nella tecnica, ma una volta che ne sarete maestri avrete l’opportunità di effettuare un efficace contrattacco. Tigrex cercherà anche di colpirvi con una giravolta completa; l’attacco, per quanto doloroso, è piuttosto semplice da evitare (è anticipato da una caratteristica animazione) e permette, soprattutto ai cacciatori armati con armi a lunga gittata, di infliggere qualche danno extra alla creatura. Molta attenzione invece al doppio morso della fiera, preannunciato -ma molto rapidamente- da un salto all’indietro. L’attacco in questione è particolarmente doloroso, interessa un’area molto ampia e rappresenta la vostra ragione primaria per non farvi mettere con le spalle al muro. Tigrex ha anche la brutta abitudine di caricarvi. Nel caso più fortunato si limiterà a preparare la carica, venirvi addosso e azzannarvi, cosa che potrete evitare con una schivata standard; potrebbe invece, dopo questa prima carica, puntarvi di nuovo; nel peggiore dei casi Tigrex vi caricherà per tre volte di seguito, e il cacciatore medio, presumibilmente ormai a corto di stamina, sarà ridotto a carne trita. Occhio inoltre al balzo in avanti, che sembra solo una manovra, ma è in realtà un attacco vero e proprio, che copre tra l’altro un’area non indifferente. Se quest’offensiva vi coglierà completamente alla sprovvista, sappiate che una soluzione decisamente poco ortodossa consiste nello schivare VERSO Tigrex; ma l’attacco a cui dovrete stare più attenti è sicuramente quello con cui la belva vi lancerà macigni a tutto spiano. Vi raggiungerà praticamente ovunque, ed essendo la risposta di Tigrex ai cacciatori che se ne tengono alla larga, potrete intuire che malgrado il pericolo dovrete mantenervi a distanza ravvicinata.

Una buona strategia da suggerire potrebbe essere quella di portare i vostri attacchi alla bestiaccia girandogli intorno, in senso antiorario. Quest’approccio aiuta ad eludere uno degli attacchi più pericolosi di Tigrex, la carica -doppia o tripla- che termina con una zampata destra: se vi terrete costantemente sulla sinistra dell’animale, avrete gioco facile nell’evitare questo attacco.

Kirin

Gran finale. Kirin è l’ultimo animale di cui ci occuperemo, e non è azzardato definirlo come il nemico più infame dell’intero Monster Hunter Freedom Unite. Kirin è un unicorno elettrico; a differenza delle viverne, si sposta con grazia ed agilità da una parte all’altra del campo di battaglia. E distribuisce con generosità attacchi di una violenza disumana. Tra l’altro, di tutte le fiere affrontate finora Kirin è decisamente -e insospettabilmente- la più esile, caratteristica che saprà rendersi ben irritante quando cercherete di centrare la sua sfuggente figura con i vostri fendenti. Della bestia vi converrà mirare la testa ed ambo le corna, con offensive basate sull’elemento Fire o Water; gli status alterati non la mettono in difficoltà, quindi dimenticatevi serenamente di riuscire ad avvelenarla o stordirla, anche se addormentarla e circondarla di Barrel Bomb può risultare una buona tattica. Non esistono infine trappole efficaci, nè parti del corpo che è possibile mutilare. L’unico modo per accorgersi dell’imminente dipartita di Kirin è vederlo fuggire dalla battaglia.

Gli attacchi dell’unicorno sono basati sull’elemento Lightning. Uno dei più frequenti consiste nel circondarsi con una barriera di fulmini (anche se è possibile colpire Kirini sfruttando gli intervalli tra le scariche), ma il nemico è anche in grado di generare un singolo fulmine che insegua il cacciatore. Un terzo attacco elettrico consiste invece in una scarica di fulmini che si dirama, in un pattern a Y: da notare che questo attacco viene tendenzialmente orientato verso la nostra destra, ed è quindi utile schivarlo tenendosi sulla sinistra. Approfittate invece con decisione dei rari momenti in cui Kirin vi provocherà, trascinando gli zoccoli con fare minaccioso; uno dei pochi attacchi fisici dell’unicorno è invece la carica, con cui vi impedirà tra l’altro di usare eventuali oggetti: rendetegli pan per focaccia con una magistrale schivata sul fianco. Lo scontro è sì difficile, ma c’è di buono che Kirin non ha attacchi devastanti da portare solo quando in Berserk: quando sarà in questo stato, comunque (vi entrerà molto più spesso in punto di morte), al cacciatore converrà giocare sulla difensiva, ed aspettare cautamente che la fiera si tranquillizzi. Per vincere la battaglia dovrete, fondamentalmente, imparare ad evitare i suoi attacchi elettrici e distinguerne l’animazione d’innesco; usate eventuali oggetti curativi solo quando vi sentirete davvero al sicuro, e con un po’ di pazienza avrete la meglio anche di Kirin.

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