Due anni fa la celeberrima serie ” Fallout “, storica saga di RPG che vide la luce nell’ormai lontano 1997, ha visto pubblicato il suo terzo capitolo, ambientato nelle lande desolate di una Washington post-apocalittica. Da allora Bethesda Softworks ha pubblicato vari DLC ambientati in altri luoghi a stelle e strisce devastati dalla guerra nucleare, come Pittsburgh e le rive del fiume Potomac. Quando la software house ha annunciato ” Fallout: New Vegas “, tutti pensavano ad una nuova espansione… E invece no, perché insieme ad Obsidian Entertainment (qualcuno ha detto “Star Wars: KotOR – The Sith Lords” e “Neverwinter Nights 2”?), Bethesda regalerà un capitolo della serie nuovo di zecca, ambientato nella Città del Vizio . Vediamo cosa si sa finora del viaggio di “Fallout “nel gioiello del Nevada.

Fate il vostro gioco

Vi ricordate di Las Vegas, la città in mezzo al nulla più assoluto, farcita di casinò e hotel extralusso, in cui il vizio è nella sua forma più pura? Benissimo, dimenticatela, è stata anch’essa colpita dalla guerra nucleare che ha devastato il mondo di “Fallout” e sulle sue rovine ha preso vita New Vegas . Ed è qui che prende inizio la nostra avventura, nel più beneaugurante dei modi: siamo appena stati colpiti in testa da un paio di proiettili e tanto per rimanere tranquilli ci hanno persino seppelliti, proprio per non farsi mancare nulla. Fortuna vuole che un simpatico robot di nome Vegas Vic ci riesumi e porti dal suo padrone, tale Doc Mitchell , che ci riporterà in condizioni di salute accettabili. Nel laboratorio di Doc Mitchell potremo iniziare la nostra esperienza con l’immancabile fase tutorial, che ci vedrà muovere i primi passi e poi scegliere le nostre caratteristiche e abilità, o in maniera diretta se siamo abbastanza esperti o con dei suggerimenti da parte dell’IA, sullo spunto del “Test del Vigore” e di un test di Rorschach al quale il buon Mitchell ci sottoporrà. A questo punto inizia l’avventura: saremo liberi di muoverci per il mondo, ma prima ci attende un’ultima scelta…

Quando il gioco si fa hardcore

Modalità hardcore: ebbene sì signori, è fra noi. Prima di darci la completa libertà di muoverci nelle lande desolate del Nevada, dovremo scegliere se giocare in modalità normale o in quella hardcore. Come si può brillantemente immaginare dal nome, si tratta di una modalità dalla difficoltà superiore, riscontrabile in diversi elementi. Ad esempio le munizioni incideranno nel peso trasportabile, o gli stimpak guariranno non istantaneamente ma nel corso dei secondi e non avranno effetto sugli arti danneggiati. Qualora l'”Hardcore mode” sia troppo difficile, si può tornare alla difficoltà standard, ma quest’ultimo passaggio non è ulteriormente reversibile. Fatta questa importante selezione, ci troveremo di fronte al primo compito, piuttosto prevedibile: cercare quei simpaticoni che ci hanno perforato a suon di proiettili seppellendoci nel bel mezzo del deserto. Da questo momento inizieremo a muovere i primi passi, ritrovando prima di tutto una nostra vecchia conoscenza…

Splatter Portato A Vegas (detto altresì S.P.A.V.)

Ovviamente, la nostra vecchia conoscenza è quella feature che nel terzo capitolo della saga post atomica rappresentava l’anello di congiunzione tra FPS ed RPG: la S.P.A.V. (o V.A.T.S. per gli anglofoni). Per i profani, si tratta di una sorta di “pausa” che permette al giocatore di scegliere che punti del corpo del nemico mirare per poter infliggere danni superiori. E’ tornata, quasi immutata, solo con l’aggiunta di nuove mosse speciali utilizzabili con le armi da mischia. Una piacevole aggiunta ad un sistema collaudato. Le uccisioni spettacolari in ” slow motion ” a cui la S.P.A.V. dava vita, in Fallout  New Vegas possono essere attivate anche nelle fasi di combattimento affrontate con gli strumenti “classici”, cioè mirando e sparando “à la FPS”. Le armi sono potenziabili e modificabili con diversi pezzi, aggiungendo così una grande profondità al già ampio arsenale disponibile. Ma non siamo solo noi ad esserci evoluti: anche i nemici non stanno certo lì a guardare e così ci si può trovare di fronte nemici corazzati. Una piccola variante per costringerci a usare anche la testa, oltre che la bocca da fuoco più apposita.

Odi et amo

E i rapporti con il mondo che ci circonda? Anche qui le innovazioni non mancano. Innanzitutto le fazioni in gioco sono numerose: gli schiavisti, la Legione di Cesare, la Repubblica della Nuova California e, si vocifera, anche la Confraternita d’Acciaio . Con ogni fazione avremo un livello di reputazione, ovviamente soggetto a fluttuazioni in base alle nostre decisioni. Questa reputazione, unitamente alle abilità del nostro personaggio, influirà sul modo in cui gli NPC si rapporteranno a noi: diverse opzioni di dialogo saranno visibili e selezionabili a seconda dei nostri punteggi, portandoci così a dover valutare come gestire la nostra fama in giro tra la Città del Vizio e il deserto Mojave. Le nostre decisioni porteranno anche modifiche nel mondo di gioco, una versione ampliata, riveduta e corretta di ciò che avveniva in “Fallout 3” con la città di Megaton.

Non si vive di solo vizio

Un’ultima nota riguardo al comparto tecnico. A livello grafico sembra cambiato poco, il motore è sostanzialmente lo stesso di “Fallout 3”, ma con qualche piccola modifica, ad esempio per quanto riguarda l’orizzonte visivo. Non si può certo dire sia un male, data la solidità del motore in questione, vero è però che sono passati due anni dall’ultimo capitolo. Le ambientazioni comunque sono suggestive e di impatto e spaziano da New Vegas al deserto Mojave con i suoi villaggi (ad esempio Goodsprings, da dove partirà la nostra avventura) alla Hoover Dam.

Insomma, come si può notare, la carne al fuoco sembra davvero tanta e ben disposta. Non ci resta altro che aspettare l’uscita del nuovo titolo Bethesda prevista verso la fine del 2010, sperando di poter cantare “Viva New Vegas”.

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