Echoshift – Recensione

EchoWorld – Pickup and play

L’inaspettata uscita di Echochrome su PSP, ha ampliato il nutrito parco titoli di Sony con un puzzle game unico nel suo genere, che ha ottenuto numerosi apprezzamenti da parte dei possessori di Playstation Portable. Due anni più tardi Sony cerca di proporne un seguito affidando il progetto allo studio di sviluppo Artoon, già autori di Blue Dragon e Yoshi’s Island su Nintendo DS. Queste sono le premesse che portano all’uscita di Echoshift , titolo uscito per PSP e su Playstation Network come download digitale. Accantonati di fatto i rompicapi tridimensionali presenti nel gioco precedente, il team si è concentrato su un aspetto completamente diverso, quello della manipolazione del tempo come strumento per la risoluzione degli enigmi, mantenendo inalterata al tempo stesso l’atmosfera del primo titolo. Echoshift non sarà certamente l’unico puzzle game ad adottare tali meccanismi di gioco, ma possiede ugualmente i requisiti per fornire un’esperienza di gioco vivace e piacevole.

Ritenta sarai più fortunato!

Echoshift è un titolo che ripensa l’esperienza di gioco di Echochrome , adottando una visuale bidimensionale classica, in cui ritroviamo il manichino bianco del titolo precedente, questa volta alle prese con un universo visivamente più accattivante e coinvolgente, diametralmente lontano dalle tinte monocromatiche del suo predecessore. Una volta fatto partire il gioco siamo immediatamente catapultati in un mondo colorato, ricco di enigmi e di sfide. Lo scopo del gioco è piuttosto semplice e consiste nel compiere un determinato numero di azioni con ogni manichino al fine di raggiungere la via di uscita entro un determinato periodo di tempo, variabile tra i trenta e i cinquanta secondi. Il concetto che sta alla base del gioco ruota attorno alle registrazioni delle azioni svolte da ogni manichino. Una volta finito il tempo si ripartirà dall’inizio con un nuovo manichino, le cui azioni si sovrapporranno a quelle effettuate precedentemente, mostrandoci quello che abbiamo fatto poco prima attraverso delle figure evanescenti. Una sorta di realtà parallela che ci permette di agire sul destino dell’ultimo manichino attraversando burroni, superando porte, disattivando trappole e attivando congegni. Inevitabilmente ci troveremo in situazioni che richiedono la pressione simultanea di più interruttori da affidare diversi manichini, così da permettere al successivo di proseguire. Progredendo nel gioco aumenterà la complessità degli enigmi proposti ed ogni livello richiederà sempre un maggior numero di mosse o sequenze per essere portato a termine. Indipendentemente da ciò che ci propone ogni livello, lo scopo rimane sempre lo stesso: usare il minor numero di manichini per passare da una porta all’altra. Minore sarà il numero di manichini utilizzati e maggiore risulterà il punteggio finale. La strategia con cui sceglieremo le azioni da far compiere a questi fantocci, pertanto, giocherà un ruolo importante nella risoluzione degli enigmi più difficili. E choshift si differenzia da altri titoli per la notevole varietà dei puzzle presentati e da una difficoltà ben bilanciata che cresce uniformemente nel corso del gioco. I livelli di apertura, infatti, sono piuttosto semplici e rappresentano di fatto una sorta di tutorial per le sfide successive. La longevità del titolo dipende molto dalle nostre abilità, in ogni caso gli oltre 50 livelli messi a disposizione dagli sviluppatori, ci terranno diverse ore davanti allo schermo della console.

Enigmi e paradossi temporali

Come dicevamo in precedenza gli enigmi presenti in Echoshift sono parecchi ognuno dei quali possiede tre varianti. Ogni puzzle prevede, infatti, una sfida iniziale chiamata “personaggi” in cui ci dovremo preoccupare esclusivamente di completare il livello utilizzando il minor numero di manichini. Una volta completato avremo a disposizione la modalità “chiave”. Questa variante prevede la ricerca di una chiave che si trova nascosta da qualche parte all’interno del livello. Nell’ultima modalità, chiamata “Illusione”, avremo la possibilità di fermare il tempo per qualche secondo, tramite la pressione del tasto [R], così da ottenere dei tempi record per il completamento del livello. Questa ultima variante è la meno divertente, ma saremo incentivati a giocarla per migliorare i punteggi. Sebbene siano stati promessi diversi contenuti aggiuntivi gratuiti scaricabili tramite Playstation Network, alcuni dei quali sono già disponibili, in Echoshift , a differenza del suo predecessore, è assente una modalità di editing e personalizzazione dei livelli, che avrebbe reso il gioco virtualmente infinito. Questa importante carenza è affiancata dalla totale assenza di una modalità competitiva multigiocatore, ma tutto ciò è in parte giustificato dalla natura economica di un titolo che viene venduto ad un prezzo budget .

Emotional color

Echoshift , come con il suo predecessore, adotta uno stile grafico che fa affidamento sulla costruzione di livelli minimalisti ed essenziali. Pertanto non ci dobbiamo stupire se a primo impatto rimaniamo stupiti di fronte alla grafica essenziale del gioco. Quello che rende difatti interessante questo puzzle game è la sua giocabilità unita ad un’alta capacità di coinvolgimento. Le tinte monocromatiche di Echochrome hanno lasciato il posto ad una costruzione dei livelli molto colorata in ogni punto. Il colore, infatti, è la caratteristica del gioco stesso. Aspetto ben più importante della grafica è il comparto sonoro che ha il duro compito di accompagnarci senza annoiare durante ogni sessione di gioco. Le musiche composte dall’artista giapponese Yutaka Minobe , però, contribuiscono a creare quel clima coinvolgente ed al tempo stesso rilassante che non si rivela mai noioso o ripetitivo.

Conclusioni

Echoshift è un gioco che non può essere analizzato seguendo i canoni usuali, bisogna pertanto mettere in risalto quali sono i pregi e i (pochi) difetti che il gioco possiede. Da un lato, la saga ha continuato a regalarci un gioco divertente e geniale quanto il suo predecessore, seppur non sempre ostico come un appassionato vorrebbe. Dall’altro lato, invece, la saga sembra aver abbandonato pienamente il desiderio di innovazione portato avanti da Echochrome . Se vi è piaciuto Echochrome , questo suo seguito (se proprio vogliamo chiamarlo così) mantiene ancora vivi tutti i suoi pregi e sicuramente contribuirà a tenere sempre viva la nostra immaginazione.

CI PIACE

Interessante meccanismo di risoluzione dei puzzle
Buon bilanciamento della difficoltà
Eccellente varietà nelle sfide puzzle
Contenuti aggiuntivi gratuiti tramite PSN

NON CI PIACE

Assenza di un editor per creare livelli personalizzati…
…e di una modalità multigiocatore

7.5Cyberludus.com
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