Ancora solitudine. E’ strano, ultimamente sembra che molti videogiochi vogliano affrontare questo problema, in un modo o nell’altro… La mente ritorna a quel “Little King’s Story”, già recensito su queste pagine, dove tutto ha inizio a causa della solitudine del protagonista. Per Seto il discorso non è troppo diverso: dopo la morte del nonno, Seto si ritrova solo nel suo strano, immenso mondo. Il suo vecchio tutore, a quanto pare, se n’è andato privo della soddisfazione di aver dato a suo nipote una buona base di vita: cosa può fare Seto ora? Ora che nessuno può aiutarlo perché sembra proprio che nessuno esista? Seto si guarda intorno, nella sua buia casa splendono piccoli gruppi di lucciole… Ma la loro fievole luce non è sufficiente per illuminare le stanze di quella casa silenziosa: Seto trova una torcia e, con essa, una lettera di suo nonno… Un testamento morale… “Seto, cerca la torre che risplende di rosso: lì, forse, troverai qualche sopravvissuto…”… Seto non si sente comunque troppo rasserenato, e forse nemmeno noi. La tristezza dell’atmosfera sta già attanagliando il nostro animo, ma è proprio grazie a questo sentimento che la nostra voglia di gioare a questo “Fragile Dreams: Farewell Ruins Of The Moon” si fa sempre, sempre più forte… Andiamo, Seto…

Una luce nel buio

In un mondo ormai risucchiato dall’oscurità basta davvero poco per trasformare una piccola luce in un faro di speranza: la torcia elettrica di Seto è il primissimo passo verso la scoperta di una landa devastata, abitata apparentemente solo da gatti, teneri e allo stesso tempo inquietanti. Seto non ha nulla con sé: solo la sua torcia, un ramoscello e una valigetta, dove custodisce le cose che gli sono più care. In questi immensi spazi deserti, però, abitano molti altri esseri insoliti, primi fra questi i fantasmi: molti sono i morti e molti di questi non hanno trovato pace. Quando il WiiMote iniza ad emettere dei rumori allora è tempo di fendere le tenebre e cercare di smascherare questi spettri: illuminando gli spazi questi ectoplasmi, la cui forma varia a seconda delle emozioni provate dalla persona in punto di morte, sarà possibile colpirli con la nostra piccola arma per evitare che ci costringano ad entrare nelle loro fila prima del tempo.. Tre colpi e tutto si aggiusta, si sistema, si tranquillizza, fino a che il miagolare di un gatto non ci riporta alla realtà, noi siamo ancora soli… Raccogliamo in giro tanti piccoli oggetti e li sistemiamo in una borsetta, capace di contenere solo alcuni di questi, incastrati come frammenti di un Tetris perduto: questi oggetti sembrano non avere forma, ci vuole più luce… Ma come trovare la luce in un mondo così buio? Che fortuna! A quanto pare le nostre amiche lucciole vogliono indicarci dei piccoli secchi metallici con un po’ di legna, forse con la nostra torcia potremmo accendere un fuocherello, riposarci, analizzare questi oggetti e ricordarci fino a che punto siamo arrivati… Che strani oggetti, è come se in alcuni di essi potessimo leggere del triste passato di chi abitava questo mondo… Quanta tristezza, quanta poca voglia di vivere… Ma davvero vogliamo inseguire questa speranza? E perchè loro non la avevano? … E tu chi sei? E’ arrivato uno strano tipo, sembra… Un pollo… Non proprio un pollo, in realtà; ha solo una strana maschera gigante a forma di pollo, senza un occhio: è inquetante e allo stesso tempo divertente, buffo! Ma da dove salta fuori? Come? Un mercante? Beh, del resto in qualche modo si deve tirare avanti… Si, abbiamo con noi dei cibi, un po’ di armi, sia normali che ad ampio raggio, e pure una bella fionda per sparare in giro! Ora non ci serve nulla, ma stia pronto per la prossima volta, signor Testa-Di-Pollo… Allora, Seto, si va avanti?

Rumore, rumore, rumore…

Quanto parla, il WiiMote. Forse non aveva mai parlato così tanto, e così bene, per giunta. E’ curioso, a quanto pare questo silenzioso mondo ha davvero tanto da offrire! Il tragico e raggelante sorridere degli spettri, le risate di una bambina, le parole di un altoparlante senziente, lo scherno di un ragazzo molto scontroso. Ma non dovevamo essere soli? A quanto pare, invece, puntando la nostra torcia in lungo e in largo possiamo sentire molti suoni, percpepirne le variazioni di intensità, avvicinarci a quello che ci interessa e zoommare su tutto quello che vogliamo, tanto nessuno può fermarci. Ma perchè andiamo avanti, allora, cosa ci spinge? Una ragazza dai capelli d’argento. E cosa ci ha attratto di lei? La sua voce, la sua melodiosa voce canterina. E’ curioso come in un gioco come questo, ambientato in un mondo vuoto, tutto giri attorno al rumore, sia il nostro modo di muoverci che il motivo stesso per cui noi lo stiamo facendo. Mai prima d’ora le nostre orecchie erano state così importanti: non solo organi in grado di farci godere meglio l’ambientazione o una particolare melodia accattivante, ma veri e propri mezzi per restare immersi, intrappolati con Seto in questo vasto spazio. Anche le voci, sia la tua, Seto, che quella di tutti gli altri sono talmente perfette, pur nel loro tono anglofono, da mescersi perfettamente in questo favoloso tutto. Seto, dimmi un po’… Non senti qualcosa? Proviamo a proseguire…

Guarda, guarda laggiù, l’orizzonte…

Guarda, Seto, l’alba! Ah, che maestosità… Quei rossi, quei gialli, quei colori accesissimi, nonostante la poca luce… E dire che siamo appena usciti da un posto fatiscente, buio, sporco… Tutto sembrava incredibilmente brutto, granuloso, buio ma d’un tratto nulla è stato più come prima. E’ vero, a livello di definizione si è visto di meglio, ma quando le cose vanno dette allora vanno dette: c’è la grafica abusata e la grafica che si sa usare. E in questo mondo la grafica la si sa usare… I sotterranei della metropolitana, i parchi divertimenti abbandonati, muri scarabocchiati: tutto sembra voler contribuire a rendere questo magico insieme a una vera opera d’arte. Purtroppo non fila sempre tutto liscio, è vero, e la struttura a volte sembra rallentare, quasi cedere. Ma tutto alla fine torna in piedi, recupera stabilità, e non si può fare altro che restare stregati dal fascino del sorgere del sole, mentre si corre in un mondo di speranze e di sogni.

Conclusione

“Fragile Dreams: Farewell Ruins Of The Moon” è un gioco privo di pretese ma che è capace di proporre tutto quello che serve per mettere in tavola delle carte meravigliose. L’atmosfera, la trama matura e profonda, un vivace e semplice sistema di esperienza e combattimento e uno sfruttamento incredibile dello speaker del WiiMote: anche se non è tutto prefetto la miscela di questi ingredienti è di una qualità tale da eclissare tutti gli errori, tutte le sbavature. Abbiamo di fronte uno dei migliori giochi per Nintendo Wii, e non abbiamo vergogna di dirlo. Va, però, detto che, visti i temi maturi trattati, questo potrebbe non essere un gioco per tutti, specie per un pubblico giovane. Mai farsi ingannare dall’aspetto di un mondo e di uno stile, sarebbe un grosso errore… La solitudine si fa pilastro di un piccolo capolavoro, e mai era stata sfruttata così bene, pur nella sua triste essenza… Perchè c’è sempre speranza, se ci si crede… Vero, Seto?

CI PIACE

Si resta affascinati da ogni singolo angolo dello spazio di gioco
\nTrama profonda, matura, a volte da brividi
\nComparto sonoro perfetto: dallo sfruttamento del WiiMote al doppiaggio

NON CI PIACE

A volte il frame rate cala vistosamente
\nPurtroppo finisce
\nValutazione PEGI da rivedere

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