Vento di cambiamento per la fantasia finale

Un altro “Final Fantasy”, altro materiale di cui discutere… Sapete, ormai di questa serie, su questo portale, ne abbiamo parlato davvero tanto… Abbiamo presentato il remake del quarto episodio per Nintendo DS, riverito gli episodi primo, settimo e ottavo nella sezione Retrogaming e discusso di spin-off di diverso genere. Poi è arrivato “Final Fantasy XIII” e non ho potuto fare a meno di pensare “beh, vediamo questa volta cosa ha da offrire Square!”. Non lo nascondo, ero sollevato: conoscendo diversi episodi della serie ero pronto a trovarmi davanti la solita formula, riveduta e corretta per l’occasione. Quanto mi sbagliavo. E’ strano essere abituati ad essere mercenari, cavalieri, studenti di un’accademia di guerra e, nonostante tutto, restare sgomenti quando si tratta di dover contrastare un’epurazione, lo sterminio di una popolazione da parte di una strana “società”… I primi minuti di gioco scorrono, la trama è tutto meno che semplicemente comprensibile e lineare, la frenesia dell’azione è stordente… Cosa abbiamo di fronte? Possiamo ancora chiamarlo “Final Fantasy”? Possiamo ancora apprezzare un titolo di questo genere, che sembra voler demolire delle aspettative consolidate fin dai primissimi minuti? Io stesso faccio fatica a rispondere a queste domande, ma di una cosa sono certo: il cambiamento non è da solo un criterio di giudizio che può fermare un giocatore. E io non mi fermo…

Un approccio freneticamente pigro

Il primo combattimento non tarda ad arrivare, e piano piano impariamo a conoscere i personaggi e a renderci conto, perlomeno, dei nomi dei nostri eroi: Lightning e Sahz. Lightning è una ragazza risoluta, un ex-soldato di un ordine di difesa; Shaz è un uomo serio ma, per quanto possibile, positivo, con un’eccentrica capigliatura afro e un pulcino di chocobo (una delle cose più tenere mai concepite, lo confesso) che usa i suoi capelli come nido. I personaggi sono due, è vero, ma a quanto sembra non possiamo controllarli tutti, durante i combattimenti. Era già accaduto in “Final Fantasy XII” su PS2: un leader proseguiva e gli altri combattevano automaticamente al suo fianco. Tra le varie opzioni basilari di battaglia troviamo ‘Abilità’, che ci permette di scegliere quali attacchi utilizzare contro il nemico, ‘Oggetti’, punto di incontro delle solite pozioni e amenità varie, e ‘Assalto’. Quest’ultima è la prima vera novità. Scegliendo ‘Assalto’, infatti, il gioco sceglierà per noi la combinazione migliore di abilità, permettendoci di infliggere quanto più danno possibile al nostro nemico. La barra ATB è divisa in segmenti e ogni abilità ha segnalato il numero di segmenti che vanno spesi per poterla attivare: utilizzando ‘Assalto’, quindi, questi punti vengono spesi automaticamente e, spesso, nel miglior modo posssibile. Non nascondo che, di fronte a una cosa simile, una reazione del tipo “beh, allora basta premere sempre ‘Assalto’ e il gioco è fatto!” la troverei in parte giustificata. Ma bisogna avere pazienza, perchè è portando pazienza che si riesce sempre ad ottenere e a sperimentare il meglio, anche se le premesse non sono poi così esilaranti… Dopo aver sconfitto alcuni nemici si incontrano altri personaggi: Snow, un ragazzone dall’indole ribelle; Vanille, una fanciulla piena di spirito e vitalità; Hope, un ragazzino che, purtroppo, ha tutti i motivi giusti per essere poco gioviale e pessimista (non posso rivelarli qui, ovviamente). La loro presenza e i loro personali stili di attacco rendono il sistema di combattimento leggermente più interessante… Una volta concluso il combattimento appare un’inedita schermata di valutazione: un punteggio numerico e uno a cinque stelle, frutto di una combinazione di dati quali tempo di lotta e sfruttamento dell’iniziativa, decide se siamo o meno degni di ricevere degli oggetti come bottno per il nostro bellicoso operato. Ma ancora non basta… Passano i minuti, dice il giocatore, ma non basta… Perchè purtroppo l’attesa per vedere esplodere il potenziale del gioco è ancora lunga, a livelli di ore… Ma poi, quando si prosegue…

Qualcuno ha detto “Sferografia”? Qualcuno ha detto “Gambit”?

I giocatori hardcore, che tanto si lamentano dell’assenza di giochi adatti ai loro gusti, alla loro perseveranza, in realtà dovrebbero essere solo contenti del fatto che, per completare una grossa fetta utile del tutorial, siano necessarie circa 6 ore di gioco. Sei ore di pazienza e di disvelo, a poco a poco, di quanto questo “Final Fantasy XIII” ha da offrire, nel suo lasciarsi continuamente desiderare. Ed ecco che mi trovo di fronte a qualcosa di nuovo: il ‘Cristallium’ e il sistema ‘Optimum’. Il sistema ‘Cristallium’ ricorda vagamente la struttura delle sferografie che caratterizzavano “Final Fantasy X”: possiamo spendere dei PC (Punti Cristallo) per sviluppare le abilità dei nostri personaggi, potenziarne le caratteristiche e sfoderarne le armi nascoste. Il sistema ‘Optimum’ è legato a doppio filo a questo curioso e luccicante diagramma: visto che, durante le battaglie, si possono controllare solo i leader, grazie a sistema ‘Optimum’ è possibile gestire al meglio gli automatismi dei nostri comprimari, decidendo istantaneamente se si predilige una tattica offensiva o una difensiva, a seconda delle condizioni dei nemici o del proprio party. Si tratta di uno schema molto più evoluto delle strutturazioni dei ‘Gambit’ di ‘Final Fantasy XII’, e soprattutto l’istantaneità e la frenesia dell’azione rendono le sperimentazioni ancora più curiose e soddisfacenti. E’ grazie a questo schema che si inizia a familiarizzare con magie, attacchi speciali, tecniche e quant’altro, facendo spuntare, finalmente, quella personalizzazione appagante che il giocatore si aspetta da un “Final Fantasy”. In compenso, però, appaiono anche le prime magagne: a quanto pare, per esempio, la morte del leader è condizione sufficiente a decretare la sconfitta. Una saggia combinazione, però, dei ruoli dei nostri “Colleghi” (Attaccante, Occultista, Sinergista, Terapeuta e via discorrendo) sarà vitale per l’esito delle battaglie più dure, spingendo i nemici in uno stato di ‘crisi’ (capace di far subire agli sventurati una percentuale incredibilmente superiore di danni) e conducendo la squadra alla vittoria. Ritornano pure le evocazioni, gli Esper, ottenibili grazie a un bizzarro stratagemma: bisogna, infatti, sconfiggerli utilizzando determinate tecniche, in modo tale di ottenere il loro rispetto! Altri tagli assortiti con il passato Altre due sono le differenze cruciali che si riscontrano in questo tredicesimo episodio. Primo, la totale assenza di un sistema di livelli dei personaggi: al contrario, tuttavia, sono presenti i livelli di armi (modificabili attraverso i frequentissimi terminali di salvataggio con dei materiali appositi) e di ruolo. Dopo aver scalato completamente il metaforico “albero” del ‘Cristallium’ il livello del ruolo potenziato del personaggio si alzerà, rendendolo ancora più letale o utile, a seconda della sua funzione. Altra differenza è, purtroppo, la lunga assenza di un guadagno monetario attraverso gli scontri coi nemici (anche questa volta in vista, addio scontri casuali): questo fa a botte con il caro prezzo di alcuni prodotti nei negozi virtuali che avremo a disposizione. Purtroppo, a quanto pare, il fascino delle città e dell’esplorazione non saranno di aiuto in questo: gli scenari, per quanto semplici da attraversare, risultano lineari, da un punto A si va a un punto B. Non è un male enorme, ma forse è l’elemento che più stona nell’intera economia di questo titolo.

Intanto raccogliete la mascella

Bisogna, perlomeno, ringraziare “Square Enix” per il lavoro svolto sul campo tecnico… Perfino la “menomata” versione Xbox 360, complice il formato DVD e una risoluzione grafica leggerissimamente minore, riesce a essere visivamente epica. La differenza fra filmato e azione è irrisoria, gli scenari sono stupefacenti e l’uso di luci e colori esprime una vitalità insolita per un mondo scosso come quello di “Final Fantasy XIII”. Ogni personaggio ha un doppiatore perfetto per il suo ruolo e anche a livello musicale, pur non essendo ai livelli di alcuni vecchi capolavori, i brani offerti hanno tutte le carte in regola per soddisfare i padiglioni auricolari più esigenti.

Un consiglio spassionato per un approccio sincero e onesto

Non si possono nascondere a “Final Fantasy XIII” alcuni problemi, è vero: forse ci sono troppe cose automatiche, forse c’è molta linearità nella struttura e forse la storia, a volte, è molto confusionaria. Però dovete farvi una domanda: può solo essere una struttura di gioco aperta al nuovo una causa di avversione di fronte a questo titolo? La risposta più onesta che potete dare è semplice e secca: no. Spesso capita di trovarsi di fronte a dei titoli interessanti e completi ma che risultano oscurati dalla fama dei loro stessi “avi” per ottenere la luce e il merito che esigono, del quale necessitano. Queto gioco ne è un esempio lampante: con i suoi ritmi inizialmente lenti, “Final Fantasy XIII” piomba nella vita dei giocatori, si insinua nelle loro console come una richiesta di onestà. “Se sei un giocatore vero allora non disprezzarmi se non sono come volevi”. Perchè anche se qualcosa è diverso da come ce lo si aspetta non significa necessariamente che sia un male. Dire che un gioco non è interessante solo perchè è ‘diverso’ è riflesso di un atteggiamento infantile… Solo dopo aver provato qualcosa si può dire se essa vi corrisponde o meno: il mio, personalissimo suggerimento è di dare una lunga possibilità a questo “Final Fantasy XIII”. Non dovete farlo per un rispetto di qualche genere alla serie ma solo per il semplice fatto che, nonostante le sue grane e le sue infinite perplessità, ne vale la pena. Tutto qui.

Conclusione

“Final Fantasy XIII” è l’unico gioco che riesce a farsi attendere anche dopo la sua uscita. Prima con l’hype e dopo con la pazienza richiesta per iniziarlo. Nonostante tutto, però, il gioco svolge il suo ruolo, proponendo una formula svecchiata dei vecchi giochi J-RPG e introducendo una dose di azione e di adrenalina inedita, inaspettata, spesso mal compresa. E’ chiaro che, però, il prodotto è ben lontano dall’essere perfetto e il problema sta, principalmente, nella sua lenta accelerazione, con la quale non tutti potrebbero voler fare i conti, e nel suo abbandonarsi a qualche automatismo di troppo, facendo in modo che, a tratti, il giocatore si senta sfuggire di mano la possibilità di diventare quel fine stratega che la serie “Final Fantasy” gli aveva sempre permesso di essere. Perfetto? Purtroppo no. Meritevole di onesta attenzione? Senz’altro.

Confronto tra la versione XBOX 360 e PS3** **** a cura di: Antonio “Aurenar” Patti **

Qualcuno, di certo, non ne è a conoscenza, ma Final Fantasy XIII è il primo titolo della lunga storia di Square Enix (la casa sviluppatrice del gioco) ad approdare per due console. Fino a Final Fantasy XII, infatti, la famosa serie di giochi di ruolo giapponesi è stata appannaggio esclusivo della console Sony Playstation e Sony Playstation 2. L’unica eccezione è stata fatta con l’undicesimo episodio, approdato su Xbox 360 e Pc; un Mmorpg, ovvero un gioco di ruolo online di massa con canone mensile, ben lontano dagli standard a cui sono stati abituati gli utenti Sony. Cyberludus ha indagato per voi sull’effettiva eventualità che le versioni Ps3 e Xbox 360, di Final Fantasy XIII non siano uguali tra loro. Teniamo a precisare che questa indagine non riguarda oggettive e macroscopiche differenze, piuttosto si entra nel merito dei dettagli, dei fermo-immagine, qualcosa che ad occhio nudo è difficile da notare.

Grafica di gioco

Il primo dettaglio che abbiamo voluto esaminare è quello della grafica di gioco. Non parliamo, dunque, della qualità dei filmati. Piuttosto, qui si confrontano i momenti in cui il giocatore, pad alla mano, esplora il mondo di gioco ed affronta i combattimenti.

Dall’analisi delle immagini traspare che la risoluzione sia inferiore su Xbox 360. Ad onor del vero la risoluzione adottata sulla console di Microsoft è di 1024×576 pixel (i cosiddetti 576p), ben al di sotto degli standard a cui siamo abituati dalle due più potenti console “next-gen”. Gli effetti più macroscopici, che può notare solo uno sguardo più attento, sono: l’effetto aliasing – ovvero un eccessiva scalettatura dei contorni di protagonisti e nemici – e un generale effetto “slavato” per i fondali. La cosa più evidente tra tutte, comunque, si nota osservando con attenzione i capelli dei personaggi. Nella versione Xbox 360 i capelli sono molto più sfumati e si disperdono in un effetto sgranato decisamente non al passo con i tempi che corrono. Su Ps3, grazie ad un’ottimizzazione migliore e l’alta risoluzione di 1280×720 pixel (720p) è garantito un effetto aliasing decisamente minore (dove non assente), e un generale livello di dettaglio più elevato. Il dettagli dei capelli “sgranati”, ben visibile su Xbox, su Ps3 non ha luogo.

I filmati di intermezzo e l’audio

Riguardo alla qualità dell’audio vi è poco da dire. In maniera analoga a quanto è accaduto per i filmati, bisogna segnalare soltanto una generale compressione “frettolosa” delle tracce audio. Gli oggettivi limiti di spazio causati dal supporto ottico differente (DVD su Xbox è Blu-ray su Ps3) hanno pesato in maniera sensibile sul fronte del sonoro e non ci sembra di sbagliare quando affermiamo che su questo aspetto i giochi sono praticamente identici.

Lo stesso discorso non può essere fatto per i filmati di intermezzo. Ancora una volta su Xbox 360 assistiamo ad un’ottimizzazione veramente scadente. Le immagini a corollario di queste affermazioni sono più eloquenti di noi. Premettendo che un occhio distratto e concentrato a tutto meno che alla qualità dell’immagine non noterà mai delle differenze macroscopiche, i fermo-immagine aiutano a fare il punto della situazione e indicano un sensibile peggioramento della qualità totale su Xbox 360.

Infine, le ultime note dolenti vanno dedicate alle cosiddette “slow-motion” e alle meno note “fast motion”. Le prime sono delle scene a velocità ridotta, inaugurate praticamente da Matrix (al cinema) e da Max Payne (nei videogiochi). L’estrema compressione dei video, nella versione per x360, traduce una qualità delle immagini complessivamente inferiore, rispetto alla controparte Ps3. Le scene “fast motion” invece sono quelle particolarmente concitate, ricche di dettagli e movimenti degli attori, molto difficili da renderizzare. Ancora più macroscopicamente possiamo assistere ad una qualità oggettivamente scadente, sul fronte della Xbox 360, che mostra quadrettature e pixel decisamente imbarazzanti. Sul fronte Ps3, invece, che l’immagine sia ferma, lenta o veloce, risulta sempre nitida e autenticamente in alta definizione.

Conclusioni

Il lavoro degli addetti ai lavori di Square Enix lascia decisamente interdetti. Mettere a confronto ed eviscerare i dettagli tra le versioni non rende giustizia né al gioco di ruolo più atteso dell’anno né al lavoro di sviluppo dei programmatori. Sembra che la versione nativa sia quella per Ps3 e che quella sviluppata per Xbox 360 sia il frutto di un porting frettoloso e poco curato. Per farla breve, ed accontentare i maniaci della “console war” affermiamo che Final Fantasy XIII è migliore su Playstation 3 che su Xbox 360. Durante le sessioni di gioco, però, saranno molto poche le persone che riusciranno a percepire queste differenze tecniche: frutto (lo ribadiamo) di un’analisi esageratamente attenta, microscopica.

CI PIACE

Introduce bene l’azione in un genere per essa inedito
\nTecnicamente epico
\nI sistemi ‘Cristallium’ e ‘Optimum’ sono ben implementati

NON CI PIACE

Forse 6 ore sono troppe per un tutorial…
\nTrama agli inizi piuttosto confusa
\nRichiede un’enorme dose di pazienza e onestà, qualità non da poco

8.5Cyberludus.com
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