Bizzare Creation è una software house inglese specializzata in giochi di guida arcade. Il loro marchio di fabbrica è senza ombra di dubbio la serie Project Gotham che ha sempre riscosso consensi da parte di critica e pubblico. L’ultimo capitolo della serie, il quarto per la precisione, segnò la fine di un’epoca, infatti la software house nello stesso anno venne rilevata da Activision e allo stesso tempo annunciò che Project Gotham 4 sarebbe stato l’ultimo titolo della saga. Circa un anno fa Bizzare Creation dichiarò di stare lavorando su un titolo del tutto inedito: Blur, un arcade automobilistico estremo. La particolarità subito saltata all’occhio era quella dell’utilizzo dei power up all’interno di un impianto di gioco che ricordava da lontano Project Gotham per il modello di guida delle macchine. Arrivati ad oggi il progetto dei developers inglesi ha preso una forma e dei connotati molto precisi, tanto che è stata resa disponibile una beta che non dovrebbe discostarsi molto dalla versione definitiva che verrà rilasciata verso la fine di Maggio di questo anno solare.

Power on! ops..Power up!

Blur è un videogioco nel senso più stretto del termine, è stato concepito unicamente per divertire il giocatore, e in tal senso fattori come il realismo si riducono a veri orpelli che inficerebbero la qualità stessa del divertimento. Tutto questo si comprende fin dalla presentazione molto adrenalinica che lascia presagire che quello che ci troveremo di fronte è uno strano crossover tra wipeout e Project Gotham. Per spiegare il gameplay di Blur bastano veramente poche parole; prendete un numero massimo di 20 macchine su schermo, scaraventatele in circuiti cittadini in perfetto stile Need for speed most wanted e versateci sopra un’abbondante dose di power up capaci di sovvertire il verdetto della pista. Si ottiene quindi una sorta di Mario Kart con delle note di cyberpunk elevato all’ennesima potenza. In Blur non si ha molto tempo per ragionare in quanto si è letteralmente investiti dall’azione di gioco, che a tutti gli effetti può definirsi “tecno”, il giocatore infatti è travolto da un turbinio di luci e colori proprio come se si trovasse all’interno di una pista da ballo. Il bello di questo game è che la razionalizzazione dei power up e un uso strategico degli stessi è la chiave per avere successo, quindi il titolo nasconde anche una certa dose di profondità inaspettata. Complessivamente potremo trovare 8 tipi di power up aventi diverse funzioni, vediamo insieme quali sono:

Shunt : una sorta di sfera di energia che insegue la macchina avversaria fino a provocarne il ribaltamento nel caso colpisce il bersaglio. Evitarlo non è mai semplice; bisogna infatti fare attenzione a guardare nello specchietto retrovisore.

Shock : provoca una serie di punti di tempesta elettromagnetica sulla pista in modo del tutto casuale. Attraversare uno di questi punti equivale a prendere una scossa e conseguentemente a perdere alcuni preziosi secondi.

Mine : una vera e propria mina con effetti davvero devastanti sull’energia vitale del mezzo colpito.

Barge: una scarica di energia dal raggio di azione molto limitato; ottima comunque se si hanno più nemici vicini.

Bolt : permette di sparare tre colpi di energia a forma di arpione; le macchine colpite subiranno un rallentamento.

Nitro : il classico boster capace di incrementare in maniera sensibile la nostra velocità di punta per qualche secondo.

Shiel: crea una barriera attorno alla nostra vettura e ci renderà indenni a tutto; purtroppo ha una durata limitata.

Repair : ripara la macchina dai danni ripristinandone completamente l’energia.

Tutti questi power up sono rappresentati su schermo con delle icone colorate molto chiare che lasciano presagire il loro effetto pur non conoscendone il funzionamento. Al momento dell’avvio del gioco, dopo aver assistito ad una adrenalinica e sfavillante presentazione, appaiono in successione due schermate che faranno luce sulla funzione dei singoli power up e sui semplici comandi di gioco.

In merito a quest’ultima voce l’utilizzo del pad Microsoft (questo articolo si riferisce alla beta resa disponibile per la piattaforma di Redmond) ci è sembrato davvero ben congeniato e i comandi rispondono prontamente agli imput: acceleratore e freno con i grilletti dorsali; lo stick sinistro o in alternativa il pad per controllare la sterzata; A per usare i power up; X per selezionare tra i tre power-up accumulabili e Y per gettarne uno che riteniamo al momento inutile alla nostra causa e fare così spazio nel “casellario”. Tutti i menù del gioco così come la grafica del cokpit della nostra vettura sono realizzati con uno stile minimale e asciutto, in particolare quelli che ci permettono di controllare lo stato della nostra vettura, risultano sempre di facile lettura nonostante il ritmo dell’azione sia sempre molto concitato.

Ma è Whipeout o Project Gotham?

Abbiamo esordito questo articolo definendo Blur come una sorta di crossover tra Wipeout e Project Gotham e non riteniamo sia un azzardo definirlo in tal modo. In particolare il titolo creato dalla leggendaria Psygnosis è ricordato per alcune scelte stilistiche e per l’utilizzo intelligente dei power up. Mentre invece il must di casa Bizzare è ripreso per il modello di guida arcade molto apprezzabile perché non troppo banale e capace di regalare comunque delle belle soddisfazioni al pilota. Fino ad ora abbiamo creato un quadro (speriamo chiaro) su quello che è il progetto Blur e su cosa ci si aspetta approcciando per la prima volta con questo titolo, tuttavia, dobbiamo ancora parlare dell’aspetto più importante, ossia del gameplay vero e proprio. In questa beta relase abbiamo avuto modo di provare le vera essenza di Blur che è il reparto online, nonostante venga offerta anche un’esperienza in solitaria. Il nostro focus sarà quindi esclusivo sull’esperienza multiplayer. Inizialmente il garage a disposizione sarà limitato a poche vetture, ma proseguendo nel ranking potremo avere a disposizione macchine molto veloci e “muscolose” come la leggendaria Mustang. Tutti i modelli poligonali delle vetture su licenza (50 in tutto) sono realizzati molto bene e ben riconoscibili dalle loro controparti reali. Chiaramente scegliendo un suv piuttosto che una Lotus Eclipse le sensazioni di guida saranno ben diverse soprattutto a causa della differenza di peso specifico e maneggevolezza dei due mezzi. Prendendo parte a una gara di Blur si viene subito catturati e bastano pochi minuti di gioco per assimilarne tutte le sue caratteristiche salienti con il risultato di un divertimento immediato. Tuttavia, la pluri citata immediatezza che farebbe presagire a un gioco dall’effimera profondità, è per certi versi fuorviante perché per padroneggiare al meglio le meccaniche dei power up ed averne massimo beneficio occorre molta esperienza, tattica, e pratica. Deve essere fatto un plauso ai programmatori per come sono riusciti ad inserirli nell’economia del gioco in maniera perfetta in maniera che il tutto funzioni come un meccanismo dalla perfetta sincronia. Vedere ribaltati in pochi secondi l’esito di una gara è uno stimolo costante per il giocatore che deve fare sempre attenzione a guardarsi alle spalle fino al raggiungimento del traguardo. Subire gli effetti di una mine o di uno shunt non è mai piacevole, in quanto si perdono alcuni preziosi secondi, ma c’è sempre dato modo di recuperare in modo da non rendere l’azione di gioco troppo frustrante. Ad aggiungere ulteriore profondità vi è un comparto di upgrade similari ai perk già visti in Call of Duty: praticamente c’è la possibilità di portare in gara fino a tre bonus, con benefici che vanno da maggiori danni per i poteri offensivi, resistenza del veicolo migliorata o acquisizione di un potere extra nel caso l’auto venga distrutta. Così come avviene con le auto, anche i perk vengono sbloccati accumulando esperienza durante tutte le competizioni. Durante la gara, oltre ad utilizzare sapientemente tutti i power up disponibili, dovremo stare attenti a non subire troppi colpi pena azzeramento dell’energia vitale della nostra vettura con conseguente wreck ed esborso di molti secondi prima di essere re-immessi in pista. Come detto in precedenza il modello di guida si sposa alla perfezione con l’azione di gioco e pur essendo arcade lascia un certo margine di espressione alle capacità del pilota di tirare al meglio le curve.

Grafica e tecnica

Il comparto tecnico di Blur è veramente molto solido e riesce senza il minimo affanno a gestire 20 vetture su schermo contemporaneamente e tutti gli effetti di luce generati dall’utilizzo dei vari power up. La modellizzazione delle vetture è ben realizzata tanto che risultano facilmente riconoscibili rispetto alle controparti reali. Gli effetti grafici risultano ben orchestrati, piacevoli alla vista, e soprattutto non appesantiscono mai troppo l’azione di gioco, né distraggono il giocatore dal suo obiettivo. Utilizzando power-up come la nitro, che incrementa notevolmente la nostra velocità di punta, si assiste ad un ottimo motion blur ben definito e non troppo pastelloso come troppo spesso siamo abituati a vedere. Tutti i tracciati che abbiamo avuto modo di provare si sono rivelati ben caratterizzati e altrettanto ben modellati. Al giocatore è data anche una certa libertà di azione nello scegliere la strada più veloce perché molto spesso i tracciati contengono vie alternative; un po’ come eravamo abituati a vedere in Motoracer ma in misura leggermente minore.

Multiplayer

Nel corso dell’articolo abbiamo più volte avuto modo di sottolineare che la vera essenza di Blur è il multiplayer, sia per la natura stessa del gameplay sia perché molte risorse sono state dedicate affinché l’esperienza multi giocatore sia solida sotto tutti i punti di vista. I Bizzare Studios si sono concentrati su molti dettagli sfiziosi come la possibilità di lanciare sfide sulla base dei risultati ottenuti durante le gare disputate in single player inviando i propri risultati a un amico per spronarlo a superarci. Altra cosa molto interessante è l’integrazione con Twitter che permette di inviare messaggi direttamente dalla console del gioco allegando risultati di gara e altre statistiche.

Commento finale

Blur è un prodotto che ci è piaciuto molto sotto tutti gli aspetti, dalla grafica alla giocabilità, all’ottimo comparto multiplayer. Il titolo confezionato dai Bizzare Studios diverte molto e staccare la mani dal pad è davvero molto difficile; senza ombra di dubbio possiamo dire che Blur va preso con la dovuta cautela perché provoca molta assuefazione. Questo titolo riesce a prendere il meglio di diversi best-seller come Wipeout, Mario Kart, Project Gotham, e a creare un ibrido con delle caratteristiche di per se uniche come la profondità di un gameplay solo all’apparenza leggero, ma che invece nasconde un’inaspettata profondità derivante sia dall’utilizzo strategico dei power up sia dal sistema dei perk. Per certi versi possiamo definire Blur una sorta di ritorno al passato, all’epoca nella quale i videogiochi erano tali solo se divertivano; a noi ci piace molto questa filosofia ecco perché abbiamo accolto a braccia aperte questo titolo. In definitiva la software house inglese ha fatto davvero centro e non ci resta che aspettare la fine di Maggio per avere tra le mani la versione definitiva del titolo che ricordiamo sarà disponibile per tutte le piattaforme di gioco.

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