Vancouver 2010

Altri quattro anni sono passati e come da tradizione viene celebrato lo spettacolo delle Olimpiadi Invernali. Dopo le italiche piste di Torino 2006, quest’anno la manifestazione si è spostata oltreoceano, nella città di Vancouver, in quel della patria dell’hockey su ghiaccio, il Canada. Ma mentre là nel paese della foglia d’acero la neve latita, sulle console casalinghe ce n’è in abbondanza, grazie all’ultima fatica targata Eurocom, l’immancabile titolo ufficiale legato alla manifestazione, dal titolo appunto “Vancouver 2010”.

Oh, Canada!

Le nostre olimpiadi iniziano con un menu chiaro e esteticamente gradevole che illustra le varie modalità disponibili, cioè Allenamento, Giochi Olimpici e Sfide. Se la prima è poco più di un tutorial interattivo con cui è possibile prendere dimestichezza coi controlli del gioco declinati nelle varie discipline, la seconda è la modalità in cui è possibile competere contro il computer o con altri giocatori con in palio le tanto ambite medaglie. Una volta scelta una di queste modalità, si potrà scegliere la bandiera della nazione che si vuole rappresentare tra i 24 Paesi disponibili, per poi passare all’elenco delle discipline, in totale 14, suddivise per categorie. Troviamo discesa, slalom, gigante e super G per lo sci alpino, il salto da rampa, slalom con lo snowboard e snow cross, il freestyle con gli sci sotto forma di ski cross e salti, il pattinaggio short track su due distanze, il bob, lo slittino e lo skeleton. E qui salta fuori una prima critica che si può muovere all’operato di Eurocom: dove sono le altre discipline? E’ chiaro che è impresa ardua includere ogni singola specialità e creare allo stesso tempo un gioco qualitativamente buono su un unico DVD, ma è anche vero che eliminare del tutto lo sci di fondo, il biathlon e il curling, giusto per citare tre assenti, è una scelta che rende l’esperienza delle Olimpiadi Invernali quantomeno incompleta. Da notare come poi anche non sia possibile scegliere se competere nella categoria maschile o femminile: i ragazzi di Eurocom hanno già scelto per noi, proponendo solo una opzione per ogni specialità, sia in termini di genere che di numero (il bob ad esempio è disponibile solo nella variante “a due”). Dall’elenco delle specialità si può giocarne una sola o creare una sorta di “playlist” delle discipline che si vogliono giocare tutte d’un fiato.

Un discorso a parte va fatto per la modalità Sfide, che invece propone una gradevole variante del gioco: essa infatti consiste in una serie di obbiettivi da raggiungere nelle varie specialità, per poter acquisire punti e sbloccare così i livelli più impegnativi. Le sfide sono organizzate in tre “montagne”, differenti per il livello di difficoltà. Una volta scelta la disciplina di turno, la serie di specialità o la sfida desiderata, si può passare all’azione.

Scivolando con gli sci

Dopo essersi fatti una cultura sulle Olimpiadi Invernali grazie alle curiosità che vengono mostrate durante la schermata di caricamento, viene proposta una bella ripresa sopraelevata del tracciato. Qui ci si trova di fronte alla possibilità di assistere ad una esaustiva guida sui controlli da utilizzare nella specialità, oppure di saltare al cancelletto di partenza e passare subito all’azione su pista. I controlli per le varie discipline sono piuttosto canonici, ma non per questo banali, anzi risultano facili da imparare e al tempo stesso rendono l’esperienza divertente. Ovviamente alcune specialità risultano un po’ più ostiche di altre (qualcuno ha detto salto dalla rampa?), ma nessuna è eccessivamente frustrante e con un po’ di sano allenamento si può diventare dei veri assi della neve. La IA è abbastanza ben bilanciata, vincere l’oro non è un compito impossibile ma nemmeno una passeggiata, anche se sulle primissime partite si può avere l’impressione di fornire prestazioni che più di qualche applauso di compassione da parte del pubblico non possono strappare. Da apprezzare una piccola innovazione introdotta che può aggiungere un pizzico di sapore in più all’esperienza di gioco: tramite la pressione di un singolo tasto è possibile in qualsiasi momento passare alla visuale in prima persona, che riesce a coinvolgere ancora di più il giocatore all’interno dell’azione. Non sarà una trovata rivoluzionaria, ma sicuramente è una trovata che aggiunge un ulteriore modo per divertire il giocatore, che è poi lo scopo ultimo di qualsiasi gioco.

Al termine della gara, si assiste ad una breve animazione celebrativa dei medagliati, con anche un breve accenno dell’inno nazionale del vincitore. Purtroppo si tratta di un contorno non esattamente trattato come si dovrebbe, non si respira l’aria di Olimpiadi, sembra quasi la premiazione di una manifestazione molto minore. Da un gioco che può avvalersi della licenza ufficiale è lecito aspettarsi qualcosina di più almeno sotto questo aspetto.

Le bianche distese di Vancouver

Sotto l’aspetto prettamente tecnico, va riconosciuto ai ragazzi di Eurocom che hanno fatto un ottimo lavoro nel presentare un prodotto di buona fattura. La grafica appare pulita, ben definita, con texture di ottima qualità e una luce riprodotta in maniera credibile (degno di nota anche il leggero lens – flare che appare in alcune inquadrature). I modelli degli atleti, seppur anonimi, sono realistici e piuttosto fluidi nei movimenti. Da apprezzare anche l’effetto di sfocamento che si mostra con l’acquisizione di velocità, che rende bene la sensazione di accelerazione permettendo comunque di godere della bellezza del motore grafico. Tutto sommato non siamo di fronte ad un nuovo standard nel campo della grafica, ma sicuramente “Vancouver 2010” sotto questo punto di vista si presenta ben curato e all’altezza.

Il sonoro è affidato ad una colonna sonora rockeggiante (tutta di brani creati ad hoc) che ben si congiunge con il comparto visivo e con l’atmosfera del gioco, dando un’energia e una carica ulteriore alla discesa sulle piste. Gli effetti sonori sono quasi perfetti, realistici e ben assortiti. L’unica pecca è la totale assenza di parlato da parte degli atleti, che non emettono il minimo suono.

Medaglia di latta

“Vancouver 2010” è un gioco divertente, immediato e esteticamente curato, ma purtroppo conferma la regola che ogni bel gioco dura poco: complice la ristrettezza del parco discipline, dopo qualche partita l’amaro in bocca inizia a salire, e tutto inizia a sapere di trito e ritrito, nemmeno giocare con gli amici o su Internet allevia questa sensazione. Alcune specialità si somigliano in maniera impressionante, i tracciati sono sempre gli stessi e purtroppo la modalità Sfide può reggere la baracca da sola solo per un po’. Se a questo si aggiunge la mancanza totale di un qualcosa di simile ad una qualsivoglia modalità Carriera, ecco che allora sembra di trovarsi di fronte più ad una raccolta di minigiochi che ad un gioco sulle Olimpiadi Invernali, con tutte i limiti che ne conseguono. Questa sensazione è accentuata da altre lacune: non ci sono filmati che richiamano le cerimonie tipiche di questo evento, gli atleti come detto prima sono tutti anonimi, e il fatto di poter cambiare nazione dopo la scelta di ogni specialità non contribuisce certo ad avvicinarsi allo spirito “patriottico” della manifestazione.

Resta un peccato, perché tutto sommato siamo di fronte ad un titolo gradevole, che viste le numerose note positive sul comparto tecnico e sul buon funzionamento delle meccaniche di gioco meritava sicuramente un trattamento diverso. Per ora la medaglia non è stata centrata, appuntamento tra due anni con le Olimpiadi di Londra 2012.

CI PIACE

Controlli immediati
Grafica pulita e gradevole
Le discipline riprodotte sono divertenti da giocare…

NON CI PIACE

…peccato che il divertimento duri solo qualche partita
Non sembra di essere alle Olimpiadi Invernali
Le discipline sono poche

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Redazione
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